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Aldo Moro e Peppino Impastato

9 maggio 1978. Aldo Moro e  Peppino Impastato.  Del primo ho dei ricordi più nitidi,  forse perché già da piccolino seguivo tutti i pomeriggi i tg dell’epoca,  insieme al nonno.   Fin dal giorno del suo rapimento e dell’uccisione della scorta in via Fani,  a Roma,  il tg del pomeriggio era un appuntamento fisso, a casa mia come in molte altre,  e poi,  una quantita’ di giornali per casa. Forse proprio in quel periodo ho apprezzato la lettura dei quotidiani,  per quanto,  data l’eta’,  ovviamente,  non è  che comprendessi chissà  cosa.  Però,  il nonno,  ci sapeva fare: spiegava molto bene,  raccontava,  “traduceva” in un linguaggio comprensibile ad un bambino i fatti salienti. E insieme,  leggevamo.  Ho imparato molto: Maglie (in provincia di Lecce e le origini dell’Onorevole Aldo Moro),  la costituzione,  il compromesso storico,  funzioni del Presidente del Consiglio,  il PCI,  Berlinguer,  Roma e i suoi quartieri,  geografia (il Lago della Duchessa!!! ),  le prime nozioni di politica,  la Sapienza…

Peppino Impastato imparai ad apprezzarlo più avanti,  con l ‘impegno politico e uno studio più “spesso”. E ogni anno,  quando posso,  lo ricordo, con la sua voglia di studiare,  leggete,  lottare,   con i suoi… “Cento passi” e la lotta alla mafia. Peppino è  vivo e lotta insieme a noi…

Una sedia vuota al circolo Lenin di Torino: ciao, compagna “Carla”

Mercoledì 4 novembre ci ha lasciati la compagna Romana Perazzi, nata a Torino il 2 febbraio 1931; compagna iscritta al Pci sin dal primo dopoguerra. La passione per la storia, quella con la s minuscola, scritta da gente comune, mi ha portato ad compagna-carlaapprezzare la figura e le qualità di Romana, conosciuta da noi tutti come Carla. Militante di Rifondazione, insieme al suo compagno Roberto (in alto a sinistra nel banner del blog), entrambi, hanno sempre messo a disposizione ogni loro respiro per il bene del partito e, di ciascuno di noi. Il telefono, ora, non squillerà più, nelle nostre case, per ricordarci un appuntamento, un volantinaggio, un direttivo di circolo, un federale, un intervento di Grassi o Burgio, un seminario di una mozione, Essere Comunisti, “quella di Mario Contu“, e ancora, uno sciopero, un primo maggio. L’ultima volta che l’ho incontrata, a febbraio scorso, al termine di una manifestazione, era stanca, sofferente; era insieme al compagno, Roberto. Carla era affaticata, ma anche preoccupata, per lo stato del partito, per i problemi economici di tanti militanti. Mi raccomando, mi disse: “Abbiamo “dato una vita”, per questa bandiera, per questo partito. Tieni duro, tu che sei giovane”. Mi avete accolto nel vostro circolo, la vostra casa; in federazione, la vostra casa per noi. Venivo da una storia sentimentale consumata, ascoltare te, Roberto e gli altri compagni durante le riunioni, non è stato facile. Ma era bello quando mi “davate la parola per un intervento”:  era la vostra fiducia. Mi avete ridato autostima. Da questa settimana, al circolo Lenin ci sarà una sedia vuota, la tua compagna Carla. Ma vi saranno anche tanti cuori pieni di gioia pensando ai tuoi occhi belli, incontrati mille volte, in cento piazze di Torino.

Grazie compagna Carla. Di cuore. Rosso. Come lo è stato il tuo.

Romano Borrelli