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Domenica 26 luglio

Atrio Porta Nuova Torino.foto Romano BorrelliTorino,  città a portata di turisti. A Porta Nuova, fin dal mattino presto vanno in onda le partenze con saluti “ripetuti”. L’atrio è colmo di gente in partenza.Giù, al Sud. Angolo molto feeling-home. La banchina del binario 6 si riempie in un attimo. Soffia di tanto in tanto un vento, quello della storia, delle storie. La freccia è quasi pronta. Sta per schioccare. La prova porte, i fischi ripetuti del ferroviere, hanno l’effetto di strozzare di continuo caldi abbracci e tenerezze. Peccato.  No, non è una pubblicità per il Mulino Bianco. Una manciata di minuti per le prove e poi, “Il treno ha fischiato” (un’opera letteraria?) e cosi il ferroviere: il treno lentamente si è fatto strada Porta Nuova Torino.foto, Borrelli Romanoe finalmente tutti si sono salutati. In centro, a Torino, vanno in onda gli arrivi. E per questi ultimi,  Palazzo Madama, Reale, Egizio, le mete più  gettonate dai turisti. Le rilevazioni sui consumi dell’acqua dicono che sono 180 mila i torinesi che hanno lasciato la citta in questo week- end di questa estate considerata la più calda degli ultimi 150 anni. Come dicono i metereologi,  con picchi superiori a 5 gradi rispetto alla media. Un’estate calda ma non come quella del 2003. Almeno per durata.Foto Romano Borrelli.Torino.Tabellone Porta Nuova In ogni caso, da domani afa e temperature bollenti a parte qualche sporadica pioggia, su, al Nord. Questo per quanto riguarda “il collettivo”. Per quanto riguarda le domande poste sul blog ….bhe’, provate ad immaginarvi che molto probabilmente “la giovane suorina” avrà espletato le sue funzioni quotidiane  e riposto in un cassetto il pane avanzato dal pranzo; lo avrà avvolto in un tovagliolo rendendolo adatto al consumo di una cena frugale di comunità, da condividere con Anna e Gioacchino. Il resto, proveremo a raccontarlo strada facendo. Em, scrittura facendo. Poi pomeriggio e tramonto e sera. La notte intanto si avvicina con una gran voglia di sfilarsi di dosso le calze in una “prova d’amore”  senza tempo…restando, così, in attesa di un’alba. Amore: passione che travolge o incontro che permette di esprimere il proprio talento??

Torino, eventi a “cavallo”. Fra la legale e la solare

Torino 28 marzo 2015 foto Borrelli RomanoAvevo un desiderio forte intorno al cuore:  portare sotto braccio e a braccetto queste ore di tirocinio, appena concluse, in giro per Torino: “the place to be”.  Una “passeggiata democratica”  insomma.  E per la citta’, baciata in ogni luogo e in ogni dove da rinnovati raggi solari, annunciatori di una estate pagata in anticipo,  scopro piacevolmente che altri (individui a spasso come me) sono, nel loro girovagare, letteralmente sbracciati. Entro in una libreria, e inspiro. Ad occhi chiusi, davanti ad una piazza, quella per intenderci, da L28. Assaporare gustare  come opera d’arte. Vero prima,  testimoniato poi. Lennon in sottofondo, “Yesterday”. E poi “All you need is love” o “Here come the sun”. Oggi come ieri.  Non solo fiori e ortaggi annunciano primavera, a Torino e provincia. Anche i libri dicono e sostengono la loro. A quanti hanno voglia di ascoltarli,  anzi,  di leggerli. E’ piacevole il profumo della primavera mischiato a quello della carta e dell’inchiostro che contribuiscono a disegnare storie fantasticandole all’infinito, da ogni lettore. Il ‘Romanzo del cambiamento“.  “Rubo”titoli e frasi, qua’e la’. Ne compro un paio. Esco dalla fabbrica delle storie, pur restandone al suo interno.  In piazza Castello si riversa il mondo. E tra via Roma e piazza San Carlo il tratto frequentato e “disegnato” a colpo di tratto non e’ da meno. In piazza risalta la presenza di un muro. Finto. Cornice di “Passaggi” nell’ambito di Biennale Democrazia. Fiori, piante e altro ancora. Il cavallo , quello cavalcato in tempi di scudetti, prova a saltarlo superando l’ostacolo. Segno dei passaggi. Trovo un pezzo di panca, libera, tra le tante della piazza e qualche foglio di giornale adagiato su di essa, quasi a tenerne il posto. “Torno subito“, penso vogliano ammonirmi quei fogli lasciati da qualcuno con l’intenzione di farvi ritorno e prenderne o riprenderne possesso dell’uno e degli altri. E dell’altro. Il posto sulla panca.  Ne leggo qualche riga. Una conchiglia e un annuncio su dove recarsi  in prossimità  delle vacanze pasquali. Vorrei estrarre la conchiglia da quelle pagine e avvicinarla all’orecchio e sentirne il rumore del mare. Un po’ come strofinare la lampada per farne uscire un genio e chiedergli un desiderio. Un po’ come avvenne qualche ora fa di un paio di anni fa.  Magari tornare a tendere meglio l’orecchio su quella conchiglia alla vigilia di un altro cambio d’ora. Stropiccio la pagina ma il genio non si fa vedere. In prima pagina un orologio e le sue lancette. Siamo a cavallo del cambio d’ora. Ricordatevi di spostare in avanti le lancette. Un altro, (cavallo) al centro della piazza, (concentrazione del tempo) sembra in procinto di saltare. Passaggi (divaricazione del tempo).

Foto Borrelli Romano. Torino 28 3 2015Foto Romano Borrelli.Torino 28 marzo 2015Foto Borrelli Romano.Torino.28 3 2015Torino.28 marzo 2015 foto. Borrelli Romano

Per cena, poesie aeree

Torino 27 gennaio 2015. Trattoria Primavera, via Perugia 19, foto, Borrelli Romano

Torino, 27 gennaio 2015.  Trattoria Primavera. Via Perugia 19, Torino. Foto, Romano BorrelliDopo la Mole Antonelliana e Palazzo Reale, decidiamo, insieme a Luca e Leonardo che l’esperienza debba prendere piede e aereo, come una volta, a cena.  E prendere, anzi, riprendere quota. Mi è sempre piaciuta l’idea di un tempo, dove, al rientro dal lavoro, all’ora di cena,  ciascun membro della famiglia, a turno, leggeva una poesia. Scelta. Forse quando non c’era la televisione, e nemmanco i cellulari.

Oggi ripetiamo l’iniziativa In trattoria. Provando inoltre  a lasciare  in omaggio a ciascun cliente una poesia, a in compagnia delle oliere Torino 27 gennaio 2015, Trattoria Primavera, foto Borrelli Romanoe del  libro dei… menu. Così, depositata, sui tavoli. Presto a far compagnia. Pronta per essere aperta e letta. Come un fiore. Per questa volta ci siamo limitati a donare la medesima poesia su tutti i tavoli disposti nel locale. Poesie aeree per cena. Il gioco serio consiste nel vedere l’espressione di quanti avrebbero trovato questo gradito ospite. Una poesia. E che poesia. “Double-face”. Mi interessava vedere la reazione di quanti, per una sera, avrebbero avuto una compagna…di troppo. Per una volta non era la rosa o il solito fiore. Ma un fior di poesia.  Il risultato è stato aver visto tanta  sorpresa ai tavoli. E quanta soddisfazione. In molti assorti nella lettura di un cartaceo, come non accadeva da tempo. Ormai siamo soliti  cenare fuori, in compagnia, ma fuori da quel contesto, conviviale, sempre più immersi a consultare… il nostro cellulare. Questa volta la poesia aerea pare abbia funzionato. Lo scopo in realtà non era solo questo. Le poesie erano in sardo e quindi per l’occasione abbiamo scelto una trattoria sarda, a Torino. Trattoria Primavera, via Perugia 19. Torino 27 gennaio 2015. Trattoria Primavera. Foto Romano BorrelliTorino 27 gennaio 2015, Trattoria Primavera, via Perugia 19. Foto, Borrelli RomanoDimenticavo. Una poesia aerea in .. sardo con traduzione. Per non mangiare sempre…la solita zuppa.  Il resto? Lo sapreste presto. Per ora, accontentatevi dell’iniziativa.

Un grazie alla trattoria che si è prestata all’iniziativa e alla diffusione delle poesie.

Poesia Reale. Poesie aeree

 

 

Torino 13 dicembre 2014, Palazzo Reale. Foto, Borrelli RomanoTorino, ore 17. Palazzo Reale. In attesa della “poesia reale”. Per ???????????????????????????????posta aerea, dal e sul cielo di Torino. Tantissima bella gente, affamata di poesia e d’amore. Per la poesia. Raccolti su questa piazza, affamati d’amore. Uno spettacolo bellissimo in una cornice altrettanto stupenda nel cuore del cuore della nostra città, con uno spettacolo e un’emozione dritta al cuore. Luci d’artista e Artisti che scrivono e che donano. Dal cuore, il loro, al cuore, il nostro. E noi, in attesa. Una doppia scalata, una consegna ed ecco le consegne. E ad ognuno le proprie. Come è lontano e come è vicino giugno, così come è vicina la Mole Antonelliana. Ecco, piovono stelle. Ecco, si accendono tra le nostre mani. Ecco il mio aereoplanino dopo un’ora e più di spettacolo.Torino 13 dicembre 2014, Palazzo Reale. Foto Borrelli Romano (2)

Eran le pive

eran le pive degli zampognari

che sempre – in coppia –

venendo da lontano

scortavano la neve al mio paese

d’incanto agli occhi di bambina… 

eran le fide compagne del pastore

– in gesso – con la giacchetta

d’agnello smorto color prato

con cui giocavo il gioco del Natale

in quell’età di favola che animava

l’antico e mio statico presepe … 

eran le ciaramelle della poesia

che imparavo dondolando a mente

da recitare per le Feste

a scuola senza capire allora

il senso tutto umano di quel verso… 

e ora che ancora posso ricordare

salvando una memoria d’armonia

son esse il suono di quel suono:

suono di casa, suono di culla

suono di mamma, suono del nostro dolce e passato pianger di nulla… 

angela donna

 

Torino 13 dicembre 2014, Palazzo Reale. foto Borrelli RomanoTorino 13 dicembre 2014, Palazzo Reale. Lo spettacolo in attesa delle poesie aeree. Foto, Romano BorrelliTorino 13 dicembre 2014. Palazzo Reale. In attesa delle poesie aeree. Foto, Romano Borrelli (2)Torino 13 dicembre 2014. Palazzo Reale. In attesa delle poesie aeree. Foto, Romano Borrelli

Sere

Queste strane atmosfere

di sere

negli occhi attutite,

come solo d’autunno

o sotto Natale in dicembre

i mercati,

il brusio della gente

ovattato

tra la nebbia e i colori dei banchi

e le luci sospese dai fili

che si muovono a soffi di brezza serale

l’ultima compera per la cena di festa

e per il dono al bambino che aspetta

Gesù

 

Il 13 Dicembre 2014, noi, poesie,  saremo in Piazza Castello a Torino e voleremo da Palazzo Reale. Non sarà solo un volo poetico. Maurizio Puato, danzatore aereo, scalatore e fotografo scalerà il Palazzo per noi. Sarà una performance di danza, musica e poesia veramente suggestiva.  250 aerei o più. Le poesie verranno stampate su carta intestata con… Fiocco di Neve.

Questo il comunicato che mi ha portato fin sotto queste bellissime finestre reali. Sopra, invece, quelle terminate tra le mie mani. E’ stato come un gioco. Non appena le poesie aeree han cominciato a prendere il loro volo eccoci asserragliati, in una lotta di tutti contro tutti, a chi tendeva le braccia più in alto. Tutti bambini con occhi da bambini. Per alcuni istanti ho immaginato di essere avvolto in una atmosfera storica, quando il popolo aveva fame, voleva il pane e lo gridava. E ad avere fame, questa sera, eravamo davvero tantissimi. Gente, “trasversale”, di ogni “classe” riunita per una sera a placare la propria fame, di poesia, di amore. Eravamo tantissimi. Lo spettacolo è stato bellissimo. Un ricordo che resterà per sempre e speriamo si ripeta al più presto, perché quel pane, come l’amore, non basta mai.

Torno a casa e rileggo una poesia di Neruda…poesia…il tuo sorriso… che è il pane della mia vita.

Magari domani correro’ a metterla sull’albero di Porta Nuova. Per un po’ di miele…

Torino 13 dicembre 2014, Palazzo Reale, foto, Romano Borrelli

Sulla e nella Mole Antonelliana (Natale a Torino)

DSCN2792DSCN2793Domenica e lunedì  (antivigilia e vigilia) di ultimi acquisti, ultimo shopping,  prima della grande festa. In molti “di fretta” col “panic Monday, (come negli Usa) principali ritardatari nei regali natalizi. Ansia da regalo. Un giro, quattro passi, per le vie del centro torinese:  via Pietro Micca, Piazza Castello, via Po, una sbirciata in via Garibaldi. La tredicesima ha preso un’altra strada, o meglio, un’altra via, per tantissimi. Percorro lentamente via Po, con le sue luminarie, a destra, via Accademia, il  primo Parlamento subalpino,  il suo Museo Egizio. Altre luminarie. Percorro ancora via Po, la Facoltà di Lettere, un’occhiata da libro Cuore dentro la Cavallerizza (con i suoi ricordi, la scuola) e poi, diritto,  fino ad arrivare al Museo del Cinema. La Mole Antonelliana è maestosa, con i suoi 167 metri. Decido di  acquistare il biglietto: cupola, ascensore panoramico e museo del cinema. Pochi istanti e sono su. Torino ai piedi di questo gigante.  Che bella Torino da quassù. La realtà  con i suoi ritmi frenetici è come sospesa. Ridiscendo. L’aria, quassù, è gelida.  Ho il biglietto anche per il museo. Nell’ampia base, una fila di poltrone rosse invita a rilassarsi.  Mi siedo, anzi, mi spalmo, su una di quelle. Osservo la cupola. Ricorda tanto la polarizzazione della società italiana. Una base di povertà ampia. I piu’ ricchi diventano ancora piu’ ricchi. La base e la stella, simboli  del giro di affari misurati in queste giornate, nella corsa agli acquisti. La stella ricorda i regali sempre piu’ costosi, quelli di lusso. Per pochi, ma mai in diminuzione, mai in cassaintegrazione. Quelli griffati, da grandi marche. La base, quelli da un euro, o giu’ di lì. Sempre sul pezzo. In fondo, quello che conta, è anche un semplice biglietto, sincero. Un augurio. Una vicinanza che continui anche gli altri 365 giorni. Ma come è composta questa base che ricorda la società attuale? Quasi il trenta per cento delle persone residenti in Italia è a rischio povertà. L’ascensore personale che avrebbe potuto, dovuto, portarmi sotto l’albero personale il contratto a tempo determinato, non è partito. Ormai non si comprende piu’ chi e perchè ha negato l’accesso.  Come per tante altre persone. Si è parlato spesso di precari, dell’Amministrazione statale, 230 mila, con contratto in scadenza al 31 dicembre: per loro, bontà “governativa”, gentile concessione:  contratto prorogabile fino al 31 luglio.  Per noi, solo illusioni. Da settembre. Ancora per quanto tempo? Non è dato sapere. Due scioperi e nulla di fatto. Penso alla percentuale delle persone che non possono permettersi una settimana di ferie, lontani da casa: 46%; penso a quanti non riescono a riscaldare adeguatamente la propria abitazione: 17%; a quanti non riescono a sostenere spese impreviste per 800 euro: 35%. Naso all’insù, verso questa cupola, le sue al, meglio, corridoi, i riservate al museo del cinema,  i manifesti di film andati, locandine (tra questi Profondo Rosso, Così ridevano,  girati a Torino, insieme a molti altri) riproposti, mai terminati. Dopo Mezzanotte. Anche prima. Mi accomodo beatamente su una di queste poltrone. Sulo schermo si proietta un film. Davanti a me, una coppia di turisti commenta il proprio.  Provo a chiedere loro alcune impressioni sulla nostra città.

Forse è stato solo un sogno, commenta lei. Una deviazione dal solito binario, della solita stazione, forse un viaggio nel tempo, come nel film di Woody Allen “Midnight in Paris“. Quelle ore sospese in una dimensione senza spazio nè tempo, per cui nel giro di poche ore ti ritrovi a Torino. Forse L’adrenalina del viaggio, pazzesca. Quella esilarante sensazione di sfondare i confini dell’abitudine per vedere cosa c’è oltre, immersi nella città. Sensazione di essere piccoli, a sentir loro, di fronte a tanta maestosità, a quei palazzi così belli, antichi, grandi, anche se è evidente una certa discrepanza fra la parte vecchia e nuova della città. Che entusiasmo poi toccare con mano il cuore pulsante di una città così grande, così attiva, così elegante…l’estetica dei monumenti e delle chiese e dei palazzi, come Palazzo Reale, la Chiesa di San Lorenzo, la Mole…è stato spettacolare!!! Sia la panoramica notturna da cui si puo’ ammirare tutta la città distesa e la Gran Madre e il monte dei Cappuccini.Il Museo del Cinema è stato dolce, appassionante, una novità. Come il circolo dei lettori, l’ambiente che ho sempre sognato…perchè i libri, come il cinema, sono il rifugio dei sognatori.