Archivi tag: Otranto

25 luglio

25 7 2016 Bacino Grande, Le.Borrelli Romano foto25 luglio,  una data che nelle spiegazioni,  a scuola,  è  fondamentale,  così come l’8 settembre. E anche durante l’ultima maturita’ le due date sono state sviscerate dai candidati,  su richiesta del commissario.   Ma oggi e’ 25 luglio 2016. Come sempre Caronte si è  affacciato e ha caratterizzato la giornata rendendola ulteriormente pesante e faticosa. In spiaggia,  chi passeggia e chi sonnecchia e il caldo la fa da padrone. Asciugamani colorati sottolineano ed esaltano ulteriormente la bellezza dell’estate. Tutti in forma e prove costume ampiamente superate. Poi,  se qualcuno no,  “chissene… ” direbbero i miei studenti.  Le conchiglie sulla sabbia e deposte sulla riva inanellano numerose perle,  e certo  anche quelle sotto l’ombrellone cappello in testa non si fanno mancare.  E’ bellissima questa luce che si insinua in ogni dove25 7 2016 Bacino Grande, Le.foto Borrelli Romano.  Sulla spiaggia,  verso l’ora del tramonto,  son riuscito a trovare qualche lettrice,  al riparo dal sole sotto gli ombrelloni,  immersa nella lettura e pagine di qualche bellissimo libroBacino Grande, Le.25 7 2016 foto Borrelli Romano. Oltre che di crema solare. Il mare o le sue onde che si accavallano e ricamano trame bellissime con il filo dell’acqua e della schiuma rimandano ai miei piedi qualche conchiglia proveniente da chissà  dove,  chissà  quali terre. Ne colgo una e la avvicino all’orecchio rimembrando un gioco passato. Dal suo interno si propaga una musica,  “Tu come stai” mentre il mare fa la sua parte. “Gioco con i punti cardinale e immagino la Grecia,  la Calabria,  l’Africa,  il mar Adriatico,  poco più su. E chissà  che la conchiglia non giunga proprio da li. “Qual e’ il più  bello tra lo Jonio e l’Adriatico dal tuo/mio punto di vista?” provo a domandarmi.  Un po’  come chiedere per quale squadra tifi o la classica domanda posta ai  bambini: “vuoi più  bene a mamma o papa’? ”  A me piace tantissimo questo mare  ma Santa Mara di Leuca dove confluiscono i mari creando quegli effetti ottici così particolari non scherza cosi come non scherzano i colori di Otranto. E se dovessi pensare ad un posto dove stare sempre forse direi…. nel faro!!! Come classe,  come scuola,  come cattedra. E forse anche la conchiglia ci starebbe bene,  nella macchina della luce. Qui che e’ Salento dove mare e terra si confondono,  tra ulivi,  viti e muri a secco e masserie.  Bacino Grande 25 7 2016 foto Borrelli RomanoTorno sulla conchiglia che innesca una trama di ricordi e diviene per me una penna per inanellare racconti. Un po’ come aprire una  cassapanca,  coi suoi ricordi…”Cup o tea” direbbero gli inglesi.

Dalla lavanderia

1 9 2015.foto Borrelli RomanoUn caffe’, veloce. Un espresso e “faccio la valigia”. Ma in vacanza non mi reco io ma alcuni capi d’abbigliamento. Un giro veloce “centrifugato” o forse 10 o forse 400. In lavatrice. Fino a questa mattina non avevo ancora pensato alle lavanderie come luoghi in cui, parlando o no,  si depositano e si raccolgono storie. Si condensano, tutte ammucchiate, ancora una volta, forse l’ultima, insieme, e poi si scioglieranno. Storie. Strampalate o meno. Ci si svuota, posando sul bancone, di cose utili, inutili, intime, importanti, meno. Ricordi di una estate: “Impasto umano”. Riprese dal borsone, ripiegate o meno, in ordine, come giorni del calendario. Cosa non esce dalle tasche dei capi d’abbigliamento  quando ci frughi ancora una volta: uno scontrino che di colpo si anima e diviene un bar  diviene bar (il Lido.Belvedere, la stazione di Lecce, un ristorante ad Otranto, un biglietto per Melpignano, un aperitivo a Gallipoli…), aperitivo, negozi, alimentari, incontri, notizie. “L’estate addosso”, tormentone estivo, e’ tutta li sopra. E’ uno dei pochi casi in cui ci si spoglia e l’altra non vede). E’ lo sfogliare l’album dei ricordi. Poi ci saranno un getto d’acqua, uno di vapore, e si puliscono e ci ripuliscono e ci rinnovano. Un capo abbinato ad un numero, emozioni abbinate,  questo e quella poi…Una puntina, una pinzata, i vapori che vengono da dietro. Gocce, umido e vai a capire cosa e quali emozioni e sentimenti in questo momento disegnano la storia, di un giorno, una settimana, un viaggio, uno sguardo, un amore. Li per li osservi e pensi: “Ecco, e’ come un tergicristallo che espande le gocce mischiate al pulviscolo fino a farle sparire, ripulendo il vetro”. Poi, alcuni giorni dopo ritorni, ritiri i capi Torino, foto, Romano Borrellili indossi e cosi inizia il gioco del “reinterpretare” quelle emozioni, quei ricordi, magari addomesticandoli, per farci compagnia. Foto,Borrelli RomanoPer quando si accorceranno le giornate.E i ricordi. Anche se talune e taluni sono ben fissi nel cuore di ognuno e gli altri non li vedranno mai.

Ps.In attesa che altri riversassero le loro storie sul bancone ascoltavo i discorsi sulle stabilizzazioni degli insegnanti e sulla foto del bimbo siriano morto annegato, trasportato dal mare sulla spiaggia. Cercava liberta’ e ha trovato morte, insieme al fratellino. Un soldato turco lo tiene tra le sue braccia: una pieta’ maschile.

Verso Melpignano.Per la “taranta”. Da Lecce e da Otranto

22 8 2015 foto Romano Borrelli22 8 2015 foto Borrelli Romano22 8 2015 foto ,Borrelli RomanoSperando di fare cosa gradita ecco gli orari treni Sud Est da Lecce e Otranto verso Melpignano.  Il palco come sempre sara’ allestito nel piazzale dell’ex convento degli Agostoniani. Saranno in 200 mila per la diciottesima edizione della “Notte della Taranta”. 18 anni e come per ogni “compleanno” di maturita’ sara’ una grandissima festa. Bellissima come una ragazza che raggiunge i suoi 18. Una festa che avrà la sua campanella iniziale alle 20 e “seconda” chiamata alle 22.30. Maestro conertatore, Phil Manzanera. Ospiti tra molti Paul Simonon e…Ligabue…gia’ da queste parti da alcune ore. Sara’ fantastico sentirlo cimentarsi con testi e canzoni salentine. Sara’ davver un bellissimo evento. Indimenticabile. “I ragazzi sono gia’ in….giro” e fuori…voglia di bagno di folla. Tra storia, tradizione, cultura salentina. In attesa del ragno e…della sua tela. Storie salentine.
Continua a leggere Verso Melpignano.Per la “taranta”. Da Lecce e da Otranto

Otranto

Otranto 21 8 2015 foto Romano BorrelliNon si può non venire, a Otranto.  E cosi decidi e parti e vai. A Porto Cesareo e’ un sali e scendi continuo, un incrocio umano  fra un bus che va verso Gallipoli ed un altro che va verso Lecce: sembra Milano, stazione centrale: sliding doors. Qui puoi davvero incontrare tutta l’ Italia o quasi nel loro-nostro sali-scendi. Ragazzi,  ragazze, donne, uomini…muniti di tutto punto: code, trecce, cappelli e storie. E’ tutto stupendo e le piccole cose scomode le scrolli di dosso con una spallata, o, per meglio  dire, con una scrollata di spalle. Poi arrivi a Lecce e sali sul bus Lecce-Otranto per  un’ora circa di “tangenziale”. Concentro l’attenzione sugli ulivi e altre bellezze. Da Maglie (Lecce) ne cominci gia’ a sentire il profumo, di bellezza che aspetta. Hai solo un pensiero tra la testa: la voglia di goderti Otranto, l’aria e il panorama. Poi, quando cominci a vederla, con la Cattedrale i mosaici, faro di cultura, i suoi segreti e il mare e i suoi colori, i suoi meandri, tutto sembra sia rimasto tale e quale alla volta prima. La citta’ e’ bellissima cosi come ogni persona che si incontra anche quando non le conosci. Anche quando incontri giovani sposi, sorridi e ti sorridono. E capisci che e’ una bellissima storia, nell’anno del cappello.Loro lo sanno e vogliono dire a questo e altri scatti “per sempre” proprio sotto “il cappello”. Gli avvicini porgi loro gli auguri e dici:”una foto, vi porto a Torino, in viaggio”. E sorridono. E io pure. E allora dico: “Tanto di cappello”. Spero si vedano o si rivedano in queste foto. Lei è bella. Poca storia. Per gli altri.Per lui, una, tutta bellissima. Auguri! Vi Porto a Torino e….oltre.

Verso mezzogiorno qualche lacrima dal cielo e nuvole oltre. Non qui. Forse anche il cielo riconosce che è ora di rifare il trolley e piange qualche lacrima, come due amanti che stanno per lasciarsi, fino alla prossima. Mi fermo in un ristorante, “Da Fernanda”: ottimo, da dieci. Un primo, secondo, caffe’. Ci tornero’. Esco, un giro, una visita alla Cattedrale, i mosaici, qualche competenza in piu’ su di loro, i vicoli, le stradine.

Osservi, respiri, ti innamori del posto, del mare. Gli occhi non li staccheresti mai…di dosso da quel vestito ondulato, un mantello, una copertina, lievemente, mossa. Verde, azzurro, blu….ti stordisce. E ti viene da pensare: quasi quasi ci rimango, qui. Ad Otranto: tanto di cappello.  Otranto, sposi, 21 8 2015 foto Romano BorrelliOtranto 218 2015 foto Borrelli RomanoOtranto 21 8 2015,foto Borrelli Romano20150821_131744Otranto 21 8 2015 foto Borrelli21 8 2015 sposi Otranto foto Romano Borrelli21 8 2015.Otranto.foto Borrelli RomanoOtranto 21 8 2015 foto Borrelli RomanoOtranto, 21 8 2015, foto Borrelli RomanoOtranto.21 8 2015 foto Borrelli RomanoOtranto, 21 8 2015 foto Borrelli Romano21 8 2015 Otranto, foto Borrelli Romano20150821_134845Otranto.Sposi.21 8 2015 foto Borrelli RomanoOtranto 21 8 2015 sposi.foto Borrelli RomanoOtranto.Sposi.21 8 2015 foto Borrelli Romano21 8 2015, Otranto foto Borrelli Romano

Da Gagliano a Tricase-Spongano -Lecce

Lasciatomi alle spalle Gagliano Gagliano-Leuca (Le) 14 8 2015 foto Borrelli Romanoraggiungograzie alla littorina Tricase e poi Spongano. “Andiamo a fare un giro nel Capo?”  Dopo ferragosto, S.Rocco, festeggiatissimo da queste parti. Una provincia vastissima: Poggiardo, con il suo “prossimo” jazz, Racale, Sanarica, Ugento, Taviano, Melissano e per ciascuno piazze, birrifici, cantine, feste del contadino e storie di contadini e un “mangia mangia” collettivo e individuale e continuo di cibo casereccio;  dolci in grandi quantitativi: mustazzoli, cupeta, pasticciotti di ogni fattura e gusto, rustici, calzoni, ciciri e tria e “frisedde”. E’ un rito. E in ogni paese una “villa” per la banda musicale. San Donaci, Br. 6 8 2015 foto.Borrelli RomanoE’ davvero una piu’ strade del gusto. Per ciascuno ricordi di case bianche e terrazze con fichi spaccati da seccare insieme a pomodori da girare e rigirare con un occhio al tempo perche’ si sa, la pioggia potrebbe bagnarli e rovinare tutto il lavoro. Mangio pane casereccio sentendone il profumo del grano e del sole e della mietitura.Pane pucce e frise, 8 2015 foto Borrelli Romano“E’ amaro il pane” sostiene un contadino. Altri condividono e attaccano a parlare: gomitoli si storie personali e famigliari che si dipanano. “Quando…” e attaccano. Poi attacco io, con il pesce e ne sento il profumo del mare.Sapori del mare esaltati da friture miste, insalate di polipo e polipo preparato nella “pignata”. E ancora orecchiette, “pezzetti” e “pitta de patate”. Insomma “piatti vosci-nosci” diventati “puru mei”.Frutti di mare, Salento 8 2015foto Borrelli Romano Passo da Tricase 14 8 2015 Tricase,.Le.foto Romano Borrelliresa ulteriormente famosa dallo spot di R.Gere a favore di una aranciata forse…giapponese: “Orangina”. L’orologio della stazione e’ fermo. Tricase, Le.agosto 2015 foto Borrelli RomanoQui il tempo non “sgocciola”mai. Le olive, servite ora, queste si. Immagino la sala d’aspetto 20150814_151306e la confusione di quei giorni: una Tricase “blindatissima”. Mi domamdo:”Con Internet non e’ tutto accessibile ovunque?” Allora, “sbircio” e…vado avanti. Poi Spongano, con le sue case, i colori e il film con Giovanna Mezzoggiorno. Qui parmigiane e friselle con “antichi sapori”. Trovo un lavoratore dei campi, stanco morto. La panchina forse è la sua casa. Chissa’. Un grande cuore dice che qualcuno la eletta a domicilio.Spongano (Le), agosto 2015 foto Borrelli Romano Mangio ora qua ora là.Poi guardo l’ora: il tempo “sgocciola” lento e veloce allo stesso…”tempo”. E’ ora di rientrare. A Lecce. 4 8 2015 FOTO Borrelli RomanoLecce 4 8 2015.Foto Borrelli RomanoLecce.4 8 2015 pzza s.Oronzo foto Romano BorrelliSanta Croce, Le.14 8 2015 foto Borrelli RomanoLecce 14 8 2015 foto Borrelli Romano 14 8 2015 Lecce.foto Borrelli Romano

Incontro dei 2 mari un anno dopo: Santa Maria Di Leuca

14 8 2015 Santa Maria d Leuca foto Borrelli RomanoLe parole hanno un loro peso specifico, un loro valore. Sprecarle ora in un “sali e scendi”continuo di bus e treni sarebbe fare un torto a questa grande bellezza. Attreversata e solcata con ogni mezzo. Ho deciso di “”sviscerarla” per alcuni giorni partendo da Santa Maria Di Leuca, raggiungendo quest’ultima in bus, da Porto Cesareo con Salento in Bus,  (con cambio a Gallipoli). 20150814_190729Bisogna raccontarla tutta,  ma raccontarla proprio tutta con calma. Dal finestrino o declinato al plurale, finestrini, si distendono atlanti geografici e libri di storia. E’ l’Italia che si distende, non solo sulle spiagge, (con turisti provenienti dal Nord al Sud come ampi rotoli di carta geografica) quella  che fuori, paese dopo paese, si mostra i nomi delle vie e materializzano città e paesi: via Torino, Milano, Trento, Genova e Pesaro e via cosi. E lingue e dialetti che si confondono e impastano. Sul bus.  E “lu”,( articolo salentino anteposto ad ogni discorso), Panama sventolato un po’ per fare sria un po’ per salutare e’ di ogni tipo e  cosi visiere a go go calate. E calcato su trecce, code  e “rape”. E storia con nomi di Torri che richiamano pagine di storia e saraceni e Carlo V: Torre Mozza, Torre San Giovanni e altri ancora.

E lidi. Da Porto Cesareo a Gallipoli, l’apoteosi. E’ Salento sold out. Impossibile provare a descrivere le meraviglie. Occhi incollati ai finestrini del bus e olfatti sviluppati. I ragazzi programmano gia’ la serata, tutta da ballare. Non da sballare. Dormono ora approfittando della nenia del bus  stracarichi nel loro “pendolare” per 11 volte al giorno. Passano velocemente, ai nostri occhi, paesi come S.Isidoro, Porto Selvaggio, Le 4 Colonne…fino a Gallipoli per un viaggio inizia o alle 10 e 20 e terminato un’ora dopo per il cambio. Ma è Santa Maria Di Leuca,14 8 2015Sants Maria D.Leuca foto Romano Borrelli oggi, la mia meta. Una Santa Maria Di Leuca “Total white”, in bianco dalle parti di “Gibo'”. Poi saranno sagre (Spongano, Sagra della “cunserva amara”, ad esempio), e cultura e paesi da set cinematografici come Spongano, Tricase…E per questi posti utilizzerò il mitico treno diesel tante volte oggetto di lamentele: arriverà o non arriverà con l’aria condizionata? Ci faranno cambiare? Sarà pieno? Bho’ così ho sentito ma sono qui e verifico con alcuni viaggi. E poi spazio per Otranto, “in processione” per i martiri e lungo i suoi “Sentieri del gusto”.

Poi sara’la volta del trenino,.da Gagliano-Leuca, a 4 km da Leuca.(ultima stazione). E gia’ immagino il sole che entra dai finestrini stendendosi, spandendosi, avvolgendo ogni cosa contro ogni volere di verde tendine. Avvolgendo ogni cosa, pensiero e parola. 14 8 2015 Gagliano (Le) foto Borrelli Romano14 8 2015 Gagliano, Le.Foto Borrelli Romano

Anche queste poltroncine marroni di questo treno diesel che molti snobbano per vari motivi hanno una storia, un’anima, tante stagioni .Diciamoci la verita’: sono qui anche per voi, poltroncine adorate. 14 8 2015 treno sud-est foto Borrelli RomanoHo la penna dello zio,  e il blocco dove appuntare le emozioni, gli incontri, le parole, il piu’ il meno. Allora, possibili lettori, vi saluto momentaneamente. Per me è passato un anno da quando da quassù, dal santuario di Santa Maria Di Leuca, o da quaggiu, sotto la macchina della luce (il faro) 14 8 2015 Santa M.D.Leuca, Le,foto Borrelli Romanomi dissi:” Faremo un’impresa, quest’anno, senza se è senza ma. E tornero'”. Perche’ negli anni si cambiano numerosi vestiti ma quelli primordiali, delle prime emozioni, odori, colori, questi quelli, no. Resistono, in fondo a ciascuno di noi. O, per meglio dire, “in Capo”.  Nel Salento. Qui, Santa Maria di Leuca ha la “febbre”: fa caldissimo. Sono giorni festa, la Madonna, la Basilica, la devozione, i fedeli, i colori. Entro nel bar del piazzale: un caffè con ghiaccio, per dissetarmi. Ora però… Ora davvero uso la penna. Passo al blocchetto e annoto, per non distrarre gli occhi, il cuore, mente.

A dopo.Ps.Davvero difficile scrivere in determinate condizioni: in piedi sul bus e connessione che va e viene.

Un tuffo tra mare e fantasia

7 8 2015 foto Borrelli Romano.Torre Lapillo, LecceTorre Lapillo 7 8 2015 foto Borrelli RomanoTorre Lapillo, Lecce.7 8 2015 foto Borrelli RomanoNuotare e non pensare a nulla. Lavare l’inverno e levare tensioni e tossine. Poi, di colpo, fermarsi e rilassare le braccia, dare loro tregua e recuperare il fiato. Abbracciare questa grande bellezza e volerla trattenere a se’, come fanno i bambini con il loro giocattolo, o un po’come accade tra due amanti al loro rivedersi, nei primi rodaggi. Guardarsi intorno, davanti alla spiaggia e scoprire l’assenza, qui,  di quei “parallelepipedi” che in lontananza (altrove) appaiono ai nostri occhi simili a tanti teli da mare,  ondeggiati dal vento,  appesi ad asciugare, ma che in realta’ sono catene sterminate di alberghi e pensioni. Strutture ricettive che sul far della sera  conferiscono l’idea di essere in altro posto, in America, grazie a quelle girandole di luci che fanno tanto Natale. Nomi che si ripetono in gran parte dello stivale: Eleonora,Tramonto, Bella Italia, Cristallo, Mare e monti…Qui, per fortuna, no. Arte, cultura, “angioini, aragonesi”, treni d’altri tempi, caseddhe e masserie, pietra leccese, barocco, tufo, tutto sintreccia e si tiene: storia, spiagge belle e spiaggia bella, e questo Belvedere con un Bacino Grande da inviare a qualcun*.

Uscire dall’acqua e scoprire qualche lembo di terra ancora selvaggia e immergersi in questa realta’ giocando con la fantasia. Girare il telo mare intorno alle spalle e legarlo a mo’ di mantello e con qualche  nocciolina stretta far le mani fare finta di essere superpippo. Castelli e case di sabbia sono a due passi, pronti per essere sorvolati allargando le braccia. Se a tutto cio’ ci aggiungiamo un paio di ciabatte ormai fuori mercato chiamate “batman” il divertimento e’ assicurato. Tutto e’ pronto per spiccare il volo. Una ragazza, pelle brumita cosparsa di crema solare, una spruzzata di efelidi sul viso e gli occhiali calati sul naso, ripone il suo libro mentre sorride divertita.

Palme tra le “palme” e vita agli Ulivi Salentini

Foto, Borrelli Romano. Ulivi, SalentoAvremo Palme tra le mani da consegnare e donare ad amici e parenti. Mani piene e piene mani e palme delle mani aperte, strette di mano in segno di pace che non saranno mai abbastanza perché avremmo dimenticato sempre qualcuno con cui vederci, sentirci, riconciliarci. Palme.Foto Romano Borrelli.marzo 2015Sappiamo sempre come fare per essere in deficit di pace, interiore. Felicità a metà, tirocinio quasi ultimato e relazioni da scrivere. Ma la felicità non può essere per intera e goduta fino in fondo, nonostante questo viaggio, questo percorso, pare non abbia mai termine. Eppure, l’ arrivo, senza scorciatoie, è li, a due passi dall’arrivo. Passaggi, di funzioni.Ad ore alterne, nella stessa scuola. Passaggi, Biennale Democrazia, viaggi. L’infinito viaggiare, ma non e’ il libro, suo, estivo, mio, loro, della maturita’, ma e’ Claudio Magris, con un “passaggio” tra i Passaggi d’apertura. Torniamo ai nostri, al mio, di passaggio. Il processo Di Bologna, senza fasce. Quali nubi oltre le nubi, oltre la pioggia si addensano nel cielo? Lentamente ci avviciniamo alla domenica delle Palme. Le palme mi riportano laggiù, in Salento. Il trenino, la Sud Est, l’immensa distesa di ulivi tra Santa Maria di Leuca, Otranto, Gallipoli…”Vivi, vivi…” grida un mercatale a Porta Palazzo, mercato torinese (dove da sempre e’ terra di Passaggi) volendo dire “olive, olive”, e io recepisco e rilancio:” vivi, vivi, gli olivi”. Un ritorno, per un girotondo, intorno agli alberi e poi un altro, intorno a quel palazzo che già troppo ha preso, violentemente, but, Not in my name. “Xylella” o sputacchina, e politica insieme.Quel palazzo non si prenderà anche il Salento e i suoi alberi, i nostri alberi. Not in my name Quando di qui a poco avremo le palme tra le palme, ricordiamoci del Salento. Alziamoci in piedi e scuotiamole, in un grido all’unisono. Centinaia di anni, di storie, di lavoro, di sudore, di fatiche non devono morire per i capricci di qualcuno. Avro’ le palme tra le mani e il Salento nel cuore, ma non avro’ pace in quello fino a quando la politica, o i burocrati del Nord Europa non si arresteranno davanti alle loro….politiche.

Not in my name.

ps. Ancora un passaggio nel mio passaggio: i mondimdi Primo Levi con la classe.Foto Borrelli.Romano.Torino. i mondi di Primo LeviI mondi di Primo.Levi.foto Borrelli Romano

Incontri…

Lasciamo spazio agli autori ….della vita. Le loro, vite.

Il primo giorno alle elementari, che dopo l’asilo ha imparato a scrivere il tuo nome. Una bella soddisfazione.

Un “maturo” tornato in Marocco dopo aver passato lì le sue vacanze si e’ ricordato di  chi gli ha fornito una “penna che faceva clac clac (per stemperare la tensione e l’ansia degli ultimi minuti, prima di salire per l’ultima volta la rampa della scala della sua scuola e accomodarsi sulla sedia della maturita’, un pochino scomoda”. Ne ha ricambiato il pensiero con una camicia del Marocco.

Due che iniziano il loro viaggio verso la maturita’, con un porta caffe’ e un Piccolo pensiero…..Incontri…per una Torino che sa essere un pochino francese, parigina. Nel suo piccolo, voglio dire.

 

20140919_19515920140923_212118Per quanto mi riguarda un pensiero al Salento………….Otranto. Cattedrale. Il mosaico. Agosto 2014. Foto, Romano Borrelli

Prima campanella. E’ la scuola che suona

Porto Cesareo-Torre Lapillo, Lecce. Estate 2014. Foto, Romano BorrelliElogio del Salento, di Lecce, del buon caffè, del pasticciotto, delle orecchiette, degli ulivi, del mare, della spiaggia, di Santa Maria di Leuca, di  Otranto, Gallipoli e del suo movimento, dei tramonti e del dance around the world and sing la, la, la… e follow the sun..delle pagliette bianche e delle trecce in grande quantità.  Dal giornalaio Alberto una voce ne  ha riportato il treno sul binario,  treno pronto per un altro viaggio. Quello della scuola. “Un mensile da 22 euro”. Ecco, dal mensile ho compreso che domani è l’ora della scuola. Si ricomincia. Quindi, vacanze terminate. Diario, penna, blocco e foto ricordo al seguito. Domani in qualche scuola si presenteranno anche alcuni ministri del Governo. In ordine sparso. Ma con precisione. Matematica. Con la speranza che ci sia, la cattedra. E il professore.  Ci  saranno tram, in citta’,  che torneranno ad essere pieni, di gente e di zaini. In andata e al ritorno. Mamme intente a preparare panini e merende, affannate ma sempre presenti tra i labirinti dell’organizzazione domestica e bar che rivedranno i soliti abbonati alla pizzetta. Ogni posto a un lui, o una lei. Le scuole hanno loro. Scuole aperte.  Per tutti. Domani. Per 8 milioni che torneranno tra i banchi. Entusiasmo e per molti notti piu brevi, corti, dal poco dormire. Un assaggio  della loro presenza lo avevamo gia’ gustato nei giorni scorsi, tra recuperi ed esami vari. Ma da domani la cosa si fara’piu’ seria.  Per domani, oltre i bidelli, anche i tecnici all’opera. Chissà in quanti si saranno dati da fare per mettere a posto gli orologi, sincronizzandoli con le campanelle….ormai è quasi oraLecce, 26 agosto 2014. Caffè Quarta. Foto, Romano Borrelli della prima campanella. Questione di ore.In molti si ritroveranno, qualcuno sara’ rimasto indietro e pazienza. Si racconteranno tre mesi di piccola storia.  E’ la scuola che batte la sua ora e suona, la sua prima dell’anno scolastico 2014-2015. E allora, un buon anno scolastico a tutt* e per tutt* un fiore ben augurante, ricordando di avere tempo,pazienza e attenzioni ad ascoltare i richiami alle relazioni. Ragazzi che chiedono di esistere agli occhi di altri. Occhi che li riguardano.Foto, Romano Borrelli