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Buone vacanze

20150804_171958Pochi mesi son trascori da un corso universitario che ha sviscerato un’opera letteraria di Tolstoy, un libro e un film americano e un capolavoro di Nanni Moretti, La stanza del figlio, ambientato ad Ancona4 8 2015 Ancona foto Borrelli Romano e paraggi. Mi e’ sempre piaciuta questa cittadina, fin da prima del film. E, ovviamente il film, occasione per visitarla. Poi, il corso di quest’anno mi ha concesso ulteriore possibilita’ di ripensarla e fantasticarci su. Mentre il professore spiegva, intrattenuto dalle sequenze del film, orientavo la mia fantasia. Allungando le distanze, in quel momento, fra lui e me. La luce del mare cambiava in me pellicola e registro e la fantasia contribuiva a  proiettare un altro film. Pensavo a come sarebbe stata bella una traversata a nuoto da AnconaAncona 4 8 2015.foto Romano Borrelli a  Brindisi, da porto da porto, o da porta a porta, verso l’Oriente. E fantasticavo mischiando come sempre ingredienti vari, nell’attesa che quella lezione terminasse. Fino a quando, nel riporre il testo sotto il banco rinvenivo una lettera ripiegata ( lasciata da chissa’ chi), tempo prima, contenente  una bellissima poesia,  ritrovata  ore fa su di un wall  cittadino.. .E cosi, ci fantastico su, ancora.

Ogni anno passo a salutarti senza avere la certezza se partirai per le vacanze o resterai a casa o al lavoro, stagionale.Immagino le tue mani, dopo l’ennesimo trancio di pizza o la solita coppetta di gelato,  garbatamente sporti insieme ad un cortese saluto e sorriso, e a fine turno quella giusta liberta’ che sempre anelavi.E ancora, se ti incontrero’, come accadde un tempo recente. Penso a quel grande parco di una cittadina medioevale e ad un’altra piu a sud dove  la musica e’ di casa.Scambio i treni per una metropolitana mi ci infilo e vado su e giu macinando km alla ricerca di qualche chincaglieria da portarti in dono, comprata tra tante  in quel negozietto che ti affascinava quando eri piccola. Insieme al gelato coi nonni.La gelateria M. ha chiuso dopo anni. Per me c’era sempre della crema in piu’ del solito.Ci affondavo il cucchiaino mentre ci ridevamo su al suono “mandibolare” di qualche cantuccio. Era piu’ dolce guardare le tue mezzelune color nocciola dietro gli occhiali neri e quel piccolo neo sul viso, piu dolce di quella crema. Nel sottopassaggio dove correvamo tenendoci la mano ora qualche murales in piu allieta la vista di quanti rientrano dal lavoro o si apprestano  ad andarvi. Una lei sul muro ha la frangia come la tua.Sopra di noi sentivamo le macchine mentre ora da qui, musica anni ’50 e vestitini pallinati blu e rossi. Davanti orgoglioso e fiero e tutto impettito il castello e le sue torri. Ho riconosciuto i posti degli ultimi saluti ma anche quelli dove ci scambiammo i primi. Il faro4 8 2015 foto, Borrelli Romano. è al suo posto, la macchina della luce è per chi ne vuole, l’amore si sa non e’ mai abbastanza. Chissa’ dove andrai per le vacanze. Sfido il destino per incontrarti e augurartele buone. E’ il capodanno con il sole, senza il freddo.Mi piace pensare che l’inizio dell’anno cominci dopo le vacanze. (Aho’ io aspetto la cattedra!!!). Non butto via nulla. Anzi. Ho ricercato i cocci per riaggiustare un po’. Ho cercato posti a noi famigliari. Altri luoghi programmati per una visita son riusciti difficili a realizzarsi e allora il cuore ha detto di aspettare. Il cuore? Si, lui prendendomi per mano mi ha condotto sotto un portico, davanti ad una poesia. Che bella!!! Allora, buone vacanze e…Buon anno.
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Poesia Reale. Poesie aeree

 

 

Torino 13 dicembre 2014, Palazzo Reale. Foto, Borrelli RomanoTorino, ore 17. Palazzo Reale. In attesa della “poesia reale”. Per ???????????????????????????????posta aerea, dal e sul cielo di Torino. Tantissima bella gente, affamata di poesia e d’amore. Per la poesia. Raccolti su questa piazza, affamati d’amore. Uno spettacolo bellissimo in una cornice altrettanto stupenda nel cuore del cuore della nostra città, con uno spettacolo e un’emozione dritta al cuore. Luci d’artista e Artisti che scrivono e che donano. Dal cuore, il loro, al cuore, il nostro. E noi, in attesa. Una doppia scalata, una consegna ed ecco le consegne. E ad ognuno le proprie. Come è lontano e come è vicino giugno, così come è vicina la Mole Antonelliana. Ecco, piovono stelle. Ecco, si accendono tra le nostre mani. Ecco il mio aereoplanino dopo un’ora e più di spettacolo.Torino 13 dicembre 2014, Palazzo Reale. Foto Borrelli Romano (2)

Eran le pive

eran le pive degli zampognari

che sempre – in coppia –

venendo da lontano

scortavano la neve al mio paese

d’incanto agli occhi di bambina… 

eran le fide compagne del pastore

– in gesso – con la giacchetta

d’agnello smorto color prato

con cui giocavo il gioco del Natale

in quell’età di favola che animava

l’antico e mio statico presepe … 

eran le ciaramelle della poesia

che imparavo dondolando a mente

da recitare per le Feste

a scuola senza capire allora

il senso tutto umano di quel verso… 

e ora che ancora posso ricordare

salvando una memoria d’armonia

son esse il suono di quel suono:

suono di casa, suono di culla

suono di mamma, suono del nostro dolce e passato pianger di nulla… 

angela donna

 

Torino 13 dicembre 2014, Palazzo Reale. foto Borrelli RomanoTorino 13 dicembre 2014, Palazzo Reale. Lo spettacolo in attesa delle poesie aeree. Foto, Romano BorrelliTorino 13 dicembre 2014. Palazzo Reale. In attesa delle poesie aeree. Foto, Romano Borrelli (2)Torino 13 dicembre 2014. Palazzo Reale. In attesa delle poesie aeree. Foto, Romano Borrelli

Sere

Queste strane atmosfere

di sere

negli occhi attutite,

come solo d’autunno

o sotto Natale in dicembre

i mercati,

il brusio della gente

ovattato

tra la nebbia e i colori dei banchi

e le luci sospese dai fili

che si muovono a soffi di brezza serale

l’ultima compera per la cena di festa

e per il dono al bambino che aspetta

Gesù

 

Il 13 Dicembre 2014, noi, poesie,  saremo in Piazza Castello a Torino e voleremo da Palazzo Reale. Non sarà solo un volo poetico. Maurizio Puato, danzatore aereo, scalatore e fotografo scalerà il Palazzo per noi. Sarà una performance di danza, musica e poesia veramente suggestiva.  250 aerei o più. Le poesie verranno stampate su carta intestata con… Fiocco di Neve.

Questo il comunicato che mi ha portato fin sotto queste bellissime finestre reali. Sopra, invece, quelle terminate tra le mie mani. E’ stato come un gioco. Non appena le poesie aeree han cominciato a prendere il loro volo eccoci asserragliati, in una lotta di tutti contro tutti, a chi tendeva le braccia più in alto. Tutti bambini con occhi da bambini. Per alcuni istanti ho immaginato di essere avvolto in una atmosfera storica, quando il popolo aveva fame, voleva il pane e lo gridava. E ad avere fame, questa sera, eravamo davvero tantissimi. Gente, “trasversale”, di ogni “classe” riunita per una sera a placare la propria fame, di poesia, di amore. Eravamo tantissimi. Lo spettacolo è stato bellissimo. Un ricordo che resterà per sempre e speriamo si ripeta al più presto, perché quel pane, come l’amore, non basta mai.

Torno a casa e rileggo una poesia di Neruda…poesia…il tuo sorriso… che è il pane della mia vita.

Magari domani correro’ a metterla sull’albero di Porta Nuova. Per un po’ di miele…

Torino 13 dicembre 2014, Palazzo Reale, foto, Romano Borrelli

Due angioletti fanno primavera

 Fra “dieci paperoni” che sguazzano tra tre milioni di “paperino”……Un dato significativo, impressionante apparso ieri su alcuni quotidiani e tratto da un dato del 2006, che non dovrebbe essersi discostato di molto, oggi,  come spiegato dall’economista di Bankitalia Giovanni D’Alessio.  Numeri che analizzano la distribuzione della ricchezza e le disuguaglianze nel nostro Paese. Un dato impressionante, che scaturisce dalla ricerca,  è sicuramente quello che fa riferimento alle famiglie operaie: “Fatta cento la media della ricchezza degli italiani, le famiglie di operai sono scese dal 60% al 45% della media nazionale”. (Riferimento “occasional paper su Ricchezza e disuguaglianza in Italia”, di Giovanni D’Alessio). Inutile dire che nonostante i dati ci narrino una situazione “devastante” per le classi medio-basse, proprio in questa fascia  si continua ostinatamente a tartassare per rimettere a posto i conti. Oltre il mantra “vendi Italia” o svendi Italia. Già una ricerca apparsa su Lavoce.info aveva messo in evidenza come in Italia chi viene da una famiglia monoreddito e rimane senza lavoro ha il 91% di possibilità di entrare a far parte della fascia “poveri”, contro il 55% degli spagnoli e il 75% dei disoccupati del Regno Unito.  A cio’ aggiungiamo 2,1 milioni di disoccupati e 2,764 milioni di inattivi, cioè scoraggiati e chi non ricerca piu’ un lavoro. E poi, i Neet, 2 milioni di ragazzi che non si formano, non studiano, non lavorano. “Fantasmi che camminano” con il paracadute sempre aperto dei genitori. Una sorta di ammortizzatore sociale. Il tutto mentre lontano dai nostri confini, in Oriente,  si profila e si “consuma” una bulimia diplomatica, al fine di attrarre capillari investimenti. In pochi mesi, un’intensa azione diplomatica, forse come mai fino ad ora viste e narrate. All’interno dei confini, intanto, la zona grigia incrementa, il precariato non vede soluzioni, gli esodati neppure.  Intanto l’ A B C della politica italiana non dice nulla, anzi, in vista delle amministrative genera  all’interno delle liste. Mi rincuorano i numerosi giardini, così curati, in giro per le nostre città. Così belli, colorati, adornati da angioletti. Che certo non mi inducono a pensare ad un altro “angelo”, quel tal Angel Gurria, segretario generale Ocse, che plaude le riforme fin qui prese, da qusto governo, in intensa attività diplomatica. Riforme che permetteranno, a suo dire, aumenti del Pil dallo 0,6% allo 0,8%.  Dati che ci riportano ad una sommatoria di politiche, poco “eleganti” che si trascinano dallo scorso governo.  La realtà, pero’, è che questo eventuale saltello, lo si compie “sulla pelle”. Dei tanti paperini, mica dei pochi Paperoni. La gente desidera incrementi, ma delle proprie buste paga. Li vuole, li reclama, ma non a discapito dei servizi essenziali, tagliati per “vincolo di bilancio”. I trasporti pubblici subiscono rincari, e come giustamente ricorda qualcuno, il costo dei biglietti sugli autobus raggiungono cifre davvero insostenibili. (due euro e cinquanta un biglietto emesso sul bus?Già un euro e cinquanta una corsa mi pare una cifra davvero esagerata).

Fiori e angioletti, rinascita della natura e profumi delicati.  Certo, non è “Il Profumo della città” che” sprigiona” in una città di mare,  al fianco di un sindaco che accoglie l’istituzione- istruzione (Gramillano, Calascibetta, Profumo) in un contesto in cui si racconta che “La comunità scolastica è di grandissimo valore, è la parte migliore del Paese”. Certamente. Ma se un profumo deve “persistere”, allora che provi a dare soluzione agli annosi problemi del precariato all’interno della scuola.  Per tornare ai giardini in giro per le città, è bellissmo notare questo passaggio, questo cambiamento, di stagione, che è anche un po’ personale .Un cambiamento che un po’ ci riporta a noi.

Felicità è anche questo, la rinascita della natura, e non tanto nel desiderare quel che si ha ma desiderare quel che si è…

due angioletti in mezzo ai fiori……..tra campi di margherite e rumore, in lontananza, di mare……..

Primavera, primavere……..

Primavera, primavere.

Tantissi auguri, Ingrao. 97 primavere, ben portate. Primavera piuttosto calda. Giochi di sabbia, giochi sulla sabbia, famiglie e passeggini. Coppie, coppiette, studenti in vista di esami intenti a perfezionare la loro preparazione, sdraiati sulla sabbia, al sole; anziani seduti sulle panchine intenti a sfogliare lentamente giornali. Giornali poco rassicuranti e notizie, scelte politiche poco condivisibili. Scelte di “veicoli” normativi con cui scolpire nel marmo dell’inchiostro nuove disposizioni legislative: decreto legge, decreto legislativo? E poi, numeri, come l’articolo 18. “In Italia non si assume perchè non si licenzia“. Pazzesca teoria. Lettere, come “abbecedario”. A, B, C.  Alcuni dei lettori ridono e commentano: “chissà perchè, il numero rimanda ai fumetti“.” Tre!”, come “tre porcellini“, “tre, come i tre bassotti”, sostengono nel leggere il loro quotidiano.   E l’immagine corre a vertici, incontri, colloqui, non condivisibili. Caldo, di fine marzo, che ricorda gli esodi estivi. Solo che ora non vi sono risorse, prosciugate “alla fonte”. Cosa succederà fra qualche mese, quando probabilmente verrà innalzata l’iva? Benzina che rasenta i due euro, treni ad alta velocità: ma, a che serviranno questi treni formidabili, come Italo, che sta per scaldare i motori, e correrà tra Torino e Salerno, e tra Milano e Roma, se tanto a queste condizioni non vi possono essere “destinazioni” e neanche partenze?Esodo, termine che rimanda agli ” esodati” , possibili pensionati che ora “stazionano inchiodati con le quattro frecce” in attesa di….Eppure, in molti, in tanti, continuano a ribadire che occorre dare priorità all’uomo, come persona. “L’uomo non è una merce“. Lo diceva un uomo con la barba bianca, piuttosto folta. Anche le alte sfere della Chiesa lo ricordano continuamente. Si poteva cominciare con un tratto di penna rossa, ed eliminare definitivamente la precarietà. La “maestrina” preferisce altro. E così,  si distoglie lo sguardo e l’attenzione e la si catalizza con i sistemi elettorali, nuova legge elettorale, diritto di tribuna, sbarramento, taglio dei parlamentari, rafforzamento dei poteri del premier.  Forse è il recupero “proporzionale” dei partiti.  Che avevano “perso” il consenso.  E ora ritrovano nuove crostate sulla tavola. Ci si muove e si ha il polso della situazione, delle difficoltà attuali;  non si capisce viceversa dove vivano questi uomini che sostengono di avere il consenso. E ricevono applausi e altri consensi in Oriente, oltre che in Europa e dai poteri forti. Chissà se riusciranno un giorno a mischiarsi tra la gente e respirare le difficoltà attuali che questa società sta sperimentando? O sono “scudati” dalle guardie del corpo, lontanissime dalla gente?

Tanti auguri, compagno Pietro Ingrao.