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Ora legale

L’orologio” (Carlo Levi) è stato completato. In ogni sua parte (pagina). La notte cala e “par di sentire ruggire i leoni”. A Roma. Dove anche lo sferragliare dei tram è così diverso. L’atmosfera del libro è da “ricostruzione” a tratti e a tratti uguale. Luigini e contadini…questa dicotomia mi pare interessante. Come il periodo narrato. Il “mio orologio” era fermo ad Eboli, poi, complice una conferenza sulla Costituzione al Polo del 900 ho ripescato il libro citato nell’ambito della ricostruzione dei tempi della Costituente e Costituente; il mio ricordo era fermo ai  tempi della passione, di Scienze Politiche. Non ne rammentavo molto. Pero’ di un paio di cambi ora, a Roma, si. Sono, a dire il vero tanti i posti dove mi sono trovato a cambiare ora. A Roma avanti, e indietro (e indietro, a Roma, posso assicurare che era stata una sensazione spiacevole: dalle parti di Viale Giulio Cesare non riuacivo a ritrovarmi) a Ferrara indietro, alle Cinque Terre, avanti, a Urbino avanti, ad Arezzo  indietro, Senigallia avanti…a Torino  entrambe, e di ricordo in ricordo ho trascorso piacevolmente un’ora insonne. Ora non so se continuare con la lettura di “Fausto e Anna” o col “Signore delle mosche”. Tempo un’ora di lancetta e decidero’ il da farsi. Un’ora soltanto. Avanti, ovviamente.

Orologio e primavera

Bentornata primavera. Almeno sulla carta, che in verita’, addosso, adesso,   tutti noi abbiamo ancora “cuciti” residui e strascichi di inverno travestito da Burian. La voglia di sole e di profumo di erba, che poi se non è appena tagliata, va bene ugualmente, e’ indicibile. Quei profumi, dolci, di latte e miele, capelli mielati sulle spalle, puliti, ondeggianti, al vento; camicette colorate e jeans ripresi dall’ultimo cassetto,  e scarpe da ginnastica, colorate e basse, riposte nello sgabuzzino che era ottobre,  invadono cosi ogni posto dela città, vie, piazze, corso e ricorso storici, tanto che viene da chiedere ad ogni piè sospinto,  a capelli “camomilla”, scusa ma…”di che mese sai”? Si, “sai”, perché profumi cosi tanta primavera.Uscire di casa più leggeri, in tutti i sensi, senza più quel torpore, è una sensazione lungamente cullata. Dovremmo esserci ed esserci nel tempo: il tempo di un cambio, alle lancette, e la sensazione sarà proprio quella di essere entrati in una nuova prospettiva. Almeno, speriamo. A proposito di lancette, cambio ora all’orologio e  ‘l’orologio”, libro:  penso che questo di Carlo Levi, che descrive molto bene la febbrile attività e non solo politica di un’ Italia appena uscita dalla guerra sia un libro davvero bello, scritto benissimo. Sembra di vederli, politici di gran spessore darsi da fare per il bene comune. Di un’Italia da ricostruire. Altri tempi, altra epoca. A proposito, sempre di ora e cambio ora, da solare a legale. Esco di casa, un pensiero a mio padre, appena festeggiato, come tutti, il 19 di marzo. Un tempo era lui che si occupava di tutti gli orologi presenti e sparsi in giro  per la casa: quarzo, a pila, a corda, con la gallina che “becca” e mangia in continuazione, con le due campanella sopra la “testa” della sveglia stessa, retaggi di turni e di fabbrica e di catene e di montaggio. Un personaggio, mio padre, insieme a mia madre veramente, alla Arpino. Naturalmente, tutte le settimane era “primo turno”: una settimana ciascuno e  “A ciascuno il suo”e  quella successiva era per l’altra. Tutto sommato, erano bei tempi…anche col primo turno sempre in casa e la sveglia, né legale, né solare ma sempre cosi puntuale alle  sue 4.20.

Torino, eventi a “cavallo”. Fra la legale e la solare

Torino 28 marzo 2015 foto Borrelli RomanoAvevo un desiderio forte intorno al cuore:  portare sotto braccio e a braccetto queste ore di tirocinio, appena concluse, in giro per Torino: “the place to be”.  Una “passeggiata democratica”  insomma.  E per la citta’, baciata in ogni luogo e in ogni dove da rinnovati raggi solari, annunciatori di una estate pagata in anticipo,  scopro piacevolmente che altri (individui a spasso come me) sono, nel loro girovagare, letteralmente sbracciati. Entro in una libreria, e inspiro. Ad occhi chiusi, davanti ad una piazza, quella per intenderci, da L28. Assaporare gustare  come opera d’arte. Vero prima,  testimoniato poi. Lennon in sottofondo, “Yesterday”. E poi “All you need is love” o “Here come the sun”. Oggi come ieri.  Non solo fiori e ortaggi annunciano primavera, a Torino e provincia. Anche i libri dicono e sostengono la loro. A quanti hanno voglia di ascoltarli,  anzi,  di leggerli. E’ piacevole il profumo della primavera mischiato a quello della carta e dell’inchiostro che contribuiscono a disegnare storie fantasticandole all’infinito, da ogni lettore. Il ‘Romanzo del cambiamento“.  “Rubo”titoli e frasi, qua’e la’. Ne compro un paio. Esco dalla fabbrica delle storie, pur restandone al suo interno.  In piazza Castello si riversa il mondo. E tra via Roma e piazza San Carlo il tratto frequentato e “disegnato” a colpo di tratto non e’ da meno. In piazza risalta la presenza di un muro. Finto. Cornice di “Passaggi” nell’ambito di Biennale Democrazia. Fiori, piante e altro ancora. Il cavallo , quello cavalcato in tempi di scudetti, prova a saltarlo superando l’ostacolo. Segno dei passaggi. Trovo un pezzo di panca, libera, tra le tante della piazza e qualche foglio di giornale adagiato su di essa, quasi a tenerne il posto. “Torno subito“, penso vogliano ammonirmi quei fogli lasciati da qualcuno con l’intenzione di farvi ritorno e prenderne o riprenderne possesso dell’uno e degli altri. E dell’altro. Il posto sulla panca.  Ne leggo qualche riga. Una conchiglia e un annuncio su dove recarsi  in prossimità  delle vacanze pasquali. Vorrei estrarre la conchiglia da quelle pagine e avvicinarla all’orecchio e sentirne il rumore del mare. Un po’ come strofinare la lampada per farne uscire un genio e chiedergli un desiderio. Un po’ come avvenne qualche ora fa di un paio di anni fa.  Magari tornare a tendere meglio l’orecchio su quella conchiglia alla vigilia di un altro cambio d’ora. Stropiccio la pagina ma il genio non si fa vedere. In prima pagina un orologio e le sue lancette. Siamo a cavallo del cambio d’ora. Ricordatevi di spostare in avanti le lancette. Un altro, (cavallo) al centro della piazza, (concentrazione del tempo) sembra in procinto di saltare. Passaggi (divaricazione del tempo).

Foto Borrelli Romano. Torino 28 3 2015Foto Romano Borrelli.Torino 28 marzo 2015Foto Borrelli Romano.Torino.28 3 2015Torino.28 marzo 2015 foto. Borrelli Romano