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In metro e…di “freccia”

Differenti e lontane queste fermate di metro e allo stesso tempo cosi uguali. 20151003_192543Raccoglitori di olimpionici “digitali” e ” acustici” compulsivi. ” Mal di scuola”. Ma che sara’ questo malessere? Intanto sulla sommita’ dei gradini di una fermata metro ” scorrono” lacrime “facciali” da una coppia. 20151012_074427Queste non sono virtuali ma reali.”E’ la realta’, bellezza”. Alcune riflessioni. Mal di scuola in loco e genitori attrezzati sui treni con pargoli e libri al seguito: quando i treni diventano doposcuola a tutti gli effetti! 20151011_164200Caduta dell’Impero Romano, equazioni di primo grado e versioni di latino i temi dominanti con patatine, chipsters e ogni altro alimento capace di “contaminare” le buone intenzioni e sporcare qualche bella pagina. Ah, un occhio di riguardo allo smartphone oramai vera appendice umana di ogni essere in movimento. Dimenticavo: c’era anche l’ausilio di una nonna per il ripasso di religione: l’arte cristiana in Italia. Questi benedetti nonni, vere e proprie agende viventi. Altro che “caro diario”.

Comincio a tremare per il fuoriporta all’ Expo. Chissa’ cosa mi aspettera’ sul bus gran turismo direzione Milano.

Ultima nota.Su “La Stampa” di domenica, cronaca, un articolo su “ponyzero” tnt e consegne cittadine in bici. “La cronaca” di un pony che “spinge” il carico di 80 kg grazie alla forza dei pedali (ehm..di gambe) tra strade rese viscide dalla pioggia rimediandone talvoltaqualche caduta…per 800 euro al mese. Concetto di nuovo e nuovi lavori, vado scrivendo da un po’ di tempo. Almeno da quando “Erano tre” sotto la guida del prof. Felice Reburdo. Una tesi a sviscerare encicliche sociali economia e sociologia. “Felice” appunto di averne scritto sul blog (e sul nuovo concetto di lavoro sulla tesi triennale) a proposito della mia circoscrizione, la 7, a suo tempo dove e’ situato il “deposito bici” . Forse avevo una prospettiva per il futuro. Peccato Calabresi (direttore La Stampa) non se ne sia accorto e B.M. ne abbia scritto. (“Un corriere…”).

Il ritorno di Piazza Sassari

DSC00141A ben osservare la vita dei Quartieri, Piazza Sassari, nella Circoscrizione 7, quella vicino il “Pere Lachaise” torinese, san Pietro in Vincoli, è stata riconsegnata ai cittadini. Liberata. Incastonata fra una via, Sassari, e un corso, Ciriè, chiusa da una via, Cigna, a traffico sostenuto, da sempre è stato un piccolo polmone per i residenti della zona denominata Valdocco. Per intenderci, alle spalle della Basilica di Maria Ausiliatrice, o, davanti il teatro don Bosco.  Per festeggiare il ritorno al pieno possesso e la fruibilità di spazio pubblico da parte dei  cittadini, sarebbe valsa la pena farvi un giro, una visita, con “riciclo“, una bici in bella esposizione in centro, a Torino. Fabbricata con materiale da recupero.  Una bici bianca, in piazza Castello.   Davvero carina. Una cartolina. Anzi, due. Perché anche Piazza Sassari truccata a nuovo, ora, non è male. Certo, in Via Cigna non transita la metro, pero’, anche il bus dieci, con un po’ di immaginazione…riuscirebbe nella trasformazione. Non era una chitarra che nei sogni di bambino diventava una spada?

DSC00144Un pezzo di verde che torna ai cittadini. Finalmente. Tra poco, con le giornate che si allungano, torneremo a vedere biciclette, di quelle vere, pero’,  e palloni. Tempi lunghi e spazi dilatati. Talvolta “spuntano” anche quaderni e libri con nonni improvvisati maestri intenti al doposcuola. Nonni multitasking, a dire il vero.  Con un po’ di immaginazione, la “pianta”  della piazza potrebbe rassomigliare ad una conchiglia. Tendendo l’orecchio,  si potrebbe provare a sentire il mare e vociare di bambini e gabbiani in lontananza. A dire il vero, anche senza ricorrere al pensiero del mare, le grida dei bambini  e dei gabbiani, si sentono ugualmente. Piuttosto, la memoria, potrebbe aiutare nel recupero di quanto e come in questa piazza, complessi da oratorio hanno allietato le feste di Carnevale. Sembra di sentire ancora Fulvio intento a cantare qualche canzone di Zucchero. Tempo di Carnevale, un po’ come oggi. Coriandoli e bugie. In gran quantità. Dolci, a volte meno. Zuccherose, a velo o con granuli. Talvolta amare. Difficili da digerire e da scordare, in certi frangenti della vita poco carnevaleschi. Coriandoli a pioggia. Piazza Sassari. Luogo di parcheggio dell’auto. Punto di ritrovo per le gite di Oreste, Davide, verso Sud, direzione lavoro. E che dire delle lezioni ripassate, strada facendo, direzione fermata dieci e poi scuola, con la compagna di banco?  Giacchetta e vestitino buono, per l’interrogazione. Poesie mandate a memoria mentre la “fusione” poteva attendere.  Tempo che va, tempo che viene.