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L’Epifania…tutte le feste si porta via

Ravenna, 20 luglio 2014. Sant'Apollinare Nuovo. I re Magi. Foto, Romano BorrelliL’Epifania …quasi tutte le Luci…d’Artista si porta via. Le feste volgono al termine e domani si rientra a scuola. Ma  oggi abbiamo ancora tempo per una passeggiata e rileggere le poesie di queste “benedette luci d’artista” prima che si spengano. “Ehi ma ti ricordi dieci anni fa? Torino 2006… Le Olimpiadi…il rosso cinabro, la passione da vivere che…lives here….o lived here. Tu che dici? Le luci le spensero a marzo!” Cosi raccontavano alcuni oggi, nei loro dialoghi post panettoni e cibarie varie che hanno messo alla prova fegato e stomaco. Ma i racconti piu’ interessanti erano in voga in alcune palestre. Bastava, con una scusa qualsiasi, prezzo, costo, orari, per una ipotetica iscrizione, avvicinarsi al bancone  ed entrare in una di quelle, (ieri, ma anche oggi), per sentire certi discorsi (cibo, calorie e…)su questi 15 giorni appena trascorsi. Volete appagare la vostra curiosita’? Bhe’ facciamo un’altra volta, ok?Torino via Garibaldi 6 1 2015 foto Borrelli Romano

Facciamo solo un passo indietro e “rileggiamo” le parole di Francesco nella giornata di oggi: “L’esperienza dei Magi ci insegna a non vivacchiare ma a cercare il senso delle cose assecondando il cuore”. Occorre mettersi in viaggio. A domanda cosa hai letto, richiesta da lettori blog, rispondo: bhe’, ho preparato…il vecchio programma! Certamente fossi liberissimo parlerei dei Mosaici di Ravenna (vedere foto dei Magi), del significato del termine “compagni” (condividere il pane) ritrovato nel libro di Enzo Bianchi,  ancora “Spezzare il pane”, poi, “Mangiare da crisiani” di Massimo Montanari, “Vino e pane” di Ignazio Silone e quel periodo storico, di pane, di vino e del “Cantico dei cantici”, “la persona e il sacro” di Simone Weil…e pagine e pagine esplorate se solo…Ma questo sara’ domani. Oggi c’era ancora un giorno di festa; facile intercettare “cacciatori” di saldi e befane Torino 6 1 2016.foto Borrelli Romanoper le strade torinesi a distribuire dolci vari.  Belle erano belle, coi loro fazzoletti sul capo e menti allungati. Diciamoci la vetita’: certe ragazze con la “sbessola” non sono male! E poi poverine, a solcare i cieli sulla scopa non e’ che abbiano respirato il meglio del meglio. Questione di naso. Ma certe befane il naso sanno sempre dove ficcarlo. Torino 6 1 2016.foto Borrelli Romano.pza.San CarloCode nei negozi aperti e molti a socializzare con tutti ingannando cosi il tempo di attesa. Il Toro e la Juve in testa a tutto e nella testa di molti.I discorsi:  “Le giovani vite spezzate delle partorienti (e figli) Giovanna, Marta e Angela mentre doveva essere cronaca e futuro, speranza e gioia. Si puo’ nel 2016 morire di parto?” E ancora il “guano di Roma”, il Giubileo, il referendum abrogativo o confermativo e “dove batte il quorum”,  l’intervento del Presidente della Repubblica: “piu’alla Pertini o alla Napolitano?” Da caminetto, lo giuravano e vicino a questo ci va sempre la pipa.  Ancora: il prossimo ponte. Beati certi professori che non devono aspettare Pasqua per la prossima fermata: Carnevale fara’ la sua parte. Ultima annotazione. Dopo tante polemiche di inizio periodo natalizio (meglio, Avvento)chiudo con la foto di un Presepe (Basilica Maria Ausiliatrice, Torino).20160106_191538

Buon Natale 2015

Roma 8 12 2015. Foto Borrelli RomanoUn augurio a tutti, di cuore: Buon Natale. Un buon viaggio a tutt*. 20151225_120916Ogni città conosce le sue porte e così ogni uomo e ogni donna. Che ogni porta possa introdurre a  serenita’ e spirito di pace con un ritorno alle promesse bibliche e con senso di speranza nel futuroTorino 25 12 2015 foto Borrelli Romano.  Nstale. Per un po’ di giorni la rivincita delle relazioni e l’interruzione del coprifuoco dell’indifferenza. Tra le mani le pagine del libro di “Vino e Pane”, di Ignazio Silone, in una giornata dalle grandi abbuffate, e contraddizioni tra spreco e penuria, ricchi, poveri, abbondanza, scarsita’, nord, sud.  Una ricerca della Codacons ha riferito che le casalinghe quest’anno avranno speso per il cenone di 8 persone una cifra intorno ai 300 euro. Altri magari non avranno mangiato nulla e altri ancora si saranno recati alle mense dei poveri. Un pensiero a Roma, al pranzo offerto ai poveri a Santa Maria in Trastevere, oggi, dalla Comunita’ di S.Egidio. Un ricordo a quella basilica, cosi bella,  visitata, osservata, fotografata, studiata, coi suoi mosaici  e le sue colonne una diversa dall’altra (altro pensiero alla Caritas di Roma, via Marsala, con la porta Santa da poco aperta).  Un pensiero ad anziani e bambini non piu’ “statuine da presepe” nella quotidianita’ ma protagonosti recuperati e attori principali con le storie di vita narrate di altri Natale che emergono dalla loro memoria e letterine lette ad alta voce tra un battito di mano e un altro. Per il resto…scriverò fra…qualche pagina. La trovo molto interessante come iniziativa capace con gesti semplici di arrivare dritta al cuore. Meglio, dovrei scrivere, la ritrovo, come iniziatica,  e per alcuni versi e  passi, attuale.  Molto. Da registrare il Presepe di piazza Castello, a Torino, con le sue 25 caselle ormai tutte libere.Torino 25 12 2015.foto Borrelli Romano Buon Natale.

Roma: Basilica di Santa Prassede

Come anticipato e richiesto ecco alcuni mosaici della Basilica di Santa Prassede a Roma. Una mappatura di alcuni luoghi, storici e arte sacra da “restituire” ai ragazzi. Nell’avvicinarci al Giubileo non nascondo che preparo alcuni temi soffermandomi in particolar modo sui cicli dei mosaici. In particolar modo e’ stata attenzio ata anche San Clemente e San Luca. Giornate e ore intense ricostruendone i periodi storici.Roma 4 10 2015 S.Prassede foto Borrelli RomanoRoma s.Prassede.foto Romano Borrelli; 4 10 2015Roma S.Prassede 4 10 2015 foto Romano BorrelliBasilica S.Prassede Roma.foto Borrelli RomanoS.Prassede Roma 4 10 2015 foto Romano BorrelliS.Prassede Roma.foto Borrelli.RomanoRoma 4 10 2015 S.Prassede.foto Romano BorrelliS.Prassede Roma foto Borrelli Romano, 4 10 2015Roma S.Prassede foto Borrelli Romano 4 10 2015S.Prassede Roma. Foto Borrelli Romano 4 10 2015Roma s.Prassede.4 10 2015 foto Borrelli RomanoS.Prassede Roma foto Borrelli Romano 4 10 2015

Otranto

Otranto 21 8 2015 foto Romano BorrelliNon si può non venire, a Otranto.  E cosi decidi e parti e vai. A Porto Cesareo e’ un sali e scendi continuo, un incrocio umano  fra un bus che va verso Gallipoli ed un altro che va verso Lecce: sembra Milano, stazione centrale: sliding doors. Qui puoi davvero incontrare tutta l’ Italia o quasi nel loro-nostro sali-scendi. Ragazzi,  ragazze, donne, uomini…muniti di tutto punto: code, trecce, cappelli e storie. E’ tutto stupendo e le piccole cose scomode le scrolli di dosso con una spallata, o, per meglio  dire, con una scrollata di spalle. Poi arrivi a Lecce e sali sul bus Lecce-Otranto per  un’ora circa di “tangenziale”. Concentro l’attenzione sugli ulivi e altre bellezze. Da Maglie (Lecce) ne cominci gia’ a sentire il profumo, di bellezza che aspetta. Hai solo un pensiero tra la testa: la voglia di goderti Otranto, l’aria e il panorama. Poi, quando cominci a vederla, con la Cattedrale i mosaici, faro di cultura, i suoi segreti e il mare e i suoi colori, i suoi meandri, tutto sembra sia rimasto tale e quale alla volta prima. La citta’ e’ bellissima cosi come ogni persona che si incontra anche quando non le conosci. Anche quando incontri giovani sposi, sorridi e ti sorridono. E capisci che e’ una bellissima storia, nell’anno del cappello.Loro lo sanno e vogliono dire a questo e altri scatti “per sempre” proprio sotto “il cappello”. Gli avvicini porgi loro gli auguri e dici:”una foto, vi porto a Torino, in viaggio”. E sorridono. E io pure. E allora dico: “Tanto di cappello”. Spero si vedano o si rivedano in queste foto. Lei è bella. Poca storia. Per gli altri.Per lui, una, tutta bellissima. Auguri! Vi Porto a Torino e….oltre.

Verso mezzogiorno qualche lacrima dal cielo e nuvole oltre. Non qui. Forse anche il cielo riconosce che è ora di rifare il trolley e piange qualche lacrima, come due amanti che stanno per lasciarsi, fino alla prossima. Mi fermo in un ristorante, “Da Fernanda”: ottimo, da dieci. Un primo, secondo, caffe’. Ci tornero’. Esco, un giro, una visita alla Cattedrale, i mosaici, qualche competenza in piu’ su di loro, i vicoli, le stradine.

Osservi, respiri, ti innamori del posto, del mare. Gli occhi non li staccheresti mai…di dosso da quel vestito ondulato, un mantello, una copertina, lievemente, mossa. Verde, azzurro, blu….ti stordisce. E ti viene da pensare: quasi quasi ci rimango, qui. Ad Otranto: tanto di cappello.  Otranto, sposi, 21 8 2015 foto Romano BorrelliOtranto 218 2015 foto Borrelli RomanoOtranto 21 8 2015,foto Borrelli Romano20150821_131744Otranto 21 8 2015 foto Borrelli21 8 2015 sposi Otranto foto Romano Borrelli21 8 2015.Otranto.foto Borrelli RomanoOtranto 21 8 2015 foto Borrelli RomanoOtranto, 21 8 2015, foto Borrelli RomanoOtranto.21 8 2015 foto Borrelli RomanoOtranto, 21 8 2015 foto Borrelli Romano21 8 2015 Otranto, foto Borrelli Romano20150821_134845Otranto.Sposi.21 8 2015 foto Borrelli RomanoOtranto 21 8 2015 sposi.foto Borrelli RomanoOtranto.Sposi.21 8 2015 foto Borrelli Romano21 8 2015, Otranto foto Borrelli Romano

Buongiorno ancora, Roma

Roma. Foto, Romano BorrelliBuongiorno, Roma. Pronti? Via, si esce….Roma. Il Cupolone sullo sfondo. Foto, Romano Borrelli.

Oggi l’attenzione è ricaduta su alcune Basiliche della Capitale, in particolar modo San Giovanni in LateranoRoma, 27 agosto 2014. San Giovanni. Foto, Romano BorrelliRoma, 27 agosto 2014. San Giovanni in Laterano. Foto, Romano Borrelli (2) e ancora San Clemente. In particolar modo i mosaici. Sulla scia di quanto osservato e descritto per Ravenna (candidata a capitale cultura europea 2019) e poi per Lecce (candidata come Ravenna)  e Otranto con  la sua cattedrale e mosaici così ho cercato di fare per Roma.Roma. San Giovanni in Laterano. Foto, Romano Borrelli (3)Roma. San Giovanni in Laterano. Foto, Romano BorrelliRoma. San Giovanni in Laterano. Foto, Romano Borrelli (2)Roma. San Giovanni in Laterano. Foto, Romano Borrelli (4)Roma, San Giovanni in Laterano. Foto, Romano BorrelliLi osservo attentamente e poi nel complesso della Basilica.Roma, 27 agosto 2014. San Giovanni in Laterano. Foto, Romano BorrelliBasilica forse gia’ avviata nel 312-313 presentava dimensioni ciclopiche. I dati del, testo L’arte sacra in Italia, di Timoty Verdon, riferiscono di 98 x 56 metri. Poi, il barocco italiano e uni deimsuoi aspetti piu interessanti, quellomdi essere facilmente applicato strutture gia’esistenti, “imbarocchi'” San Giovanni in Laterano, grazie all’opera di Francesco Borromini che porto’ a compimento il tutto a tempi di record per il Giubileo del 1650. Il testo ci dice ancora “con la costruzione, intorno ai colonnati paleocristiani delle navate, di quinte di mattoni mascherate da eleganti stucchi, a sostegno di dodici tabernacoli con grandi statue degli apostoli”. Basilica trasformata in meno di due anni dal Borromini per il Giubileo. Basilica posta sulla via sacra che da qui i pellegrini avrebbero trovato basiliche nuove e monumenti antichi ripristinati, rimessi a nuovo, in segno di rigoglio del cattolicesimo. Chiese che parlavano al cuore dell’uomo, con forza straordinaria in un processo interiore di conversione e rinnovamento. (Da qui, verso san Pietro, in paricolare parlavano al cuore dell’uomo le chiese del Gesu’ (i Gesuiti), di Sant’ Andrea della Valle (i Teatini), e di Santa Maria in Vallicella (gli Oratoriani).  Ah, “bellezza tanto antica  e tanto nuova”.Roma, 27 agosto 2014. San Giovanni in Laterano. foto, Romano BorrelliRoma, 27 agosto 2014. San Giovanni in Laterano. Foto, Romano Borrelli (3)Roma, 27 agosto 2014. San Giovanni in Laterano. Foto, Romano Borrelli (4)Roma, 27 agosto 2014. San Giovanni in Laterano. Foto, Romano Borrelli (6)Roma, 27 agosto 2014. San Giovanni in Laterano. Foto, Romano Borrelli (5)

Buongiorno, Roma

20140827_075131Buongiorno Roma! Mi piace l’idea che dai, di avere il mondo addosso stando fermi, le voci di mondi e realta’ lontanissime che ti entrano continuamente dalla finestra, comprese le rotelle dei trolley che girano e rigirano e consumano il manto stradale che pare il corridoio ed entrano fino in camera ad interrompere il  sonno della notte, se mai questa vi e’ stata. Voci che in continuazione chiedono “dove e’via Vicenza“? Buongiorno Roma, sei acqua fresca che lava. Acqua dei tuoi ‘nasoni’ 20140827_083531instancabili. E ne dai a quanti instancabilmente chiedono acqua, in coda, come sestessero andando a prendere la Santa Comunione. Acqua rappresentata, disegnata, dipinta  in ogni modo e che di tanto in tanto si materializza in  qualche goccia, come capita durante la visita alle catacombe.  Acqua ricercata come fonte dove dissetarsi, come i cervi, rappresentati a San Giovanni in Laterano. Due cervi che cercano l’acqua. Il mosaico nel catino dell’abside  della Basilica fatto rifare da Innocenzo III che ne illustra il versetto 42 del Salmo: “come il cervo desidera le fonti d’acqua  così l’anima mia desidera Te, o Dio”)Roma 27 agosto 2014. San Giovanni in Laterano. Particolare cervi verso fonte d'acqua. Foto, Romano Borrelli . Ma di questa Basilica ci sarà modo di vederla e parlarne.  Mi muovo percorrendo a piedi via Marsala,Roma 27 agosto 2014. Via Marsala. Foto, Romano Borrelli fino al suo termine, costeggiando la Caritas (quanto e quale lavoro, qui, i volontari e quanta dedizione e attenzione al prossimo). Roma 27 agosto 2014. Via Marsala, Caritas. Foto, Romano Borrelli Tutta via Marsala, senza dimenticare che sulla stessa via passo’piu’ di cento anni fa don Bosco20140827_080823La Chiesa è intitolata al Sacro Cuore. Al suo interno, tra i tanti, un altare di Maria Ausiliatrice.Roma, Salesiani via Marsala. Altare di Via Maria Ausiliatrice. Foto, Romano Borrelli..  Roma, 27 agosto 2014. Foto, Romano BorrelliProseguo a piedi tutta la via, Marsala. Un tunnel, sotto  i binari della stazione Termini e sono dall’altra parte. Un gruppo mi precede. E’ alla ricerca di Via Giolitti, dove si trovano alberghi non cari, a loro dire. Qualche albergo, hotel, BB,  gente in attesa di avventurarsi per Roma e  approdo  alle porte del quartiere  di San Lorenzo,  da dove si vede svettare il torrino di Roma Termini.Roma, 27 agosto 2014. Nei pressi di San Lorenzo. Foto, Romano Borrelli Una rapida occhiata, per immergermi mentalmente tra le pagine di una mia lettura preferita: “La Storia” di Elsa Morante. Mi immergo appena nel quartiere, così, per avere l’impressione di sentire le voci dei personaggi del romanzo.Roma 27 agosto 2014. Porta San Lorenzo. Foto, Romano Borrelli Roma, Quartiere San Lorenzo. Foto, Romano BorrelliIl romanzo che mi ha dato e continua a darmi ancora tantissimo.  Un capolavoro letterario.La storia Ida e di Useppe, suo figlio, frutto di uno stupro.Ida e la sua dignita’gonfiano il cuore di emozioni.Una storiav dove Elsa Morante ha alternato poesia e dramma.Un libro d’amore. Una rapida occhiata verso questo quartiere, lo scalo, San Lorenzo e il rimando a memoria  di una frase di Elsa Morante:”Con te per sempre finch’io viva e pi’in la’”. Da qui mi dirigo verso Porta Maggiore Roma, 27 agosto 2014. Piazza di Porta Maggiore. Foto, Romano Borrelliper prendere un tram, il treRoma 27 agosto 2014. Fermata tram. Porta Maggiore. Foto, Romano Borrelli, e dirigermi verso Piazza San Giovanni56Nel giro di qualche fermata di tram (il tre) ma leggo alcuni numeri a me famigliari, il 14, Viale Palmiro Togliatti, il 19…ricordo il Prenestino, Cinecittà, quasi un’ora di tram da Termini…)Roma 27 agosto 2014, tram in Piazza di Porta Maggiore. Foto, Romano Borrellisono a Piazza San Giovanni. Il capolinea del 218 è qui.Roma. 27 agosto 2014. Da Piazza San Giovanni verso le Catacombe. Il bus 218. Foto, Romano Borrelli Mi accomodo e nel giro di 15 minuti sono alle Catacombe, nei pressi delle Fosse Ardeatine. Dalla fermata del bus, un dieci minuti a piedi. Sulla destra, le Catacombe di San Callisto e i Salesiani. San Tarcisio. Costeggio la mia sinistra fino ad arrivare alle Catacombe di Domitilla.Roma. 27 agosto 2014. Le Catacombe di Domitilla. Foto, Romano Borrelli.Roma 27 agosto 2014. Orari Catacombe Domitilla. Foto, Romano BorrelliFortunatamente oggi è possibile la visita. 7Le altre, sono chiuse per giorno di riposo.Roma, 27 agosto 2014. Le Catacombe di Domitilla. Foto, Romano Borrelli (2) Roma, 27 agosto 2014. Catacombe di Domitilla. Foto, Romano Borrelli (2)Qui, eravamo tre gruppi: americani, orientali e un gruppo, davvero esiguo di italiani. I primi sembravano fossero tutti sotto le catacombe, a milioni. Non terminavano mai. Noi italiani invece  sembrava avessimo il “tutor” personale, una guida tutta per noi, dato che eravamo in otto a seguire la spiegazione. Eevidentemente siamo sazi di tanta superficialita’. La guida e’stata davvero paziente nel rispondere a curiosita’ davvero….Quanti gradi vi sono qui sotto qui sotto?quanta umidita’? Quanto sono lunghi i cunicoli? Quante catacombe ci sono, sparse, a Roma? E’ vero come dice il film Quo Vadis….?  Le Catacombe sono quelle di Domitilla, in via delle sette Chiese. La Chiesa è davvero Roma, 27 agosto 2014. Catacombe di Domitilla. Foto, Romano Borrellibella. Roma, 27 agosto 2014. Le Catacombe di Domitilla. Foto, Romano BorrelliFa freddo, qui sotto.Roma, 27 agosto 2014. Le Catacombe di Domitilla. Foto, Romano Borrelli (3) Roma, 27 agosto 2014. Catacombe. Foto, Romano BorrelliUna visita guidata, un’ora circa. Ora si sa di più  sul tufo, sul refrigerium, fossores,  e su quante sono a Roma le catacombe, anche se, queste sono le Catacombe. In questa zona. Quelle di San Callisto,Roma, 27 agosto 2014. Catacombe di San Callisto. Foto, Romano Borrelli. oggi, come detto, sono chiuse.Roma, 27 agosto, foto Romano Borrelli Terminata la visita faccio ritorno, verso San Giovanni. Percorro un viale, da porta a porta.  Ne approfitto  per fare due passi , una zona a me tanto cara e carica. Un viale, lunghissimo.  Roma, da qui è ancora più bella. Chiudo gli occhi un attimo. Mi pare di vedere le luci che salutano l’arrivo del nuovo anno.Roma, 27 maggio 2014. Salesiani, San Tarcisio, Foto, Romano BorrelliLa terrazza di questo istituto internazionale dei SalesianiRoma, 27 agosto 2014. Salesiani San Callisto. Foto, Romano Borrelli e il Cupolone e sullo sfondo. Roma, Sei bella anche da quassu’, da questa terrazza. Il tempo trascorso ti rende ancora piu’ bella e affascinante.  Quanto sei bella, Roma. Non solo una canzone di Venditti. Non ti preoccupare, L’acqua lava tutto.20140827_083531Mi piace l’idea di passare dopo anni da piazza San Giovanni e ricordare nomi e visi incontrati e conosciuti per  vie di citta’ adriatiche. Mi piace questo odore, Roma, che hai addosso e che si attacca come un vestito. Mi piace questa idea di padronananza che ho di te, nonostante il tempo trascorso, tra una visita e l’altra e qualche cicatrice di cadute che ancora porto addosso e che grazie a quelle ora mi muovo liberamente, saltellando di qua e di là,  privo di cartina tra le mani, confondendomi tra i tuoi tanti abitanti. Sei bella, ma sempre capace di renderti nuova ad ogni incontro e spiazzarmi. E forse per questo, mi piaci, cosi come mi e’ piaciuta la mostra di Frida Kahlo (artista messicana, 1907-1954, simbolo dell’avanguardia artistica e dell’esuberanza della cultura messicana del ‘900. La mostra romana, aperta dal 20 marzo presso le scuderie del Quirinale e in prossimità di chiusura, il 31 agosto. Costo del biglietto, 12 euro) , tanto bella e appasionante la sua vita da volerla rivedere ancora e ancora. Una donna che porta impresso l’amato, in ogni suo autoritratto, ora sotto la fronte, ora tra le sopracciglie, ora nel cuore. Una donna capace di amare fino all’ ossessione, una lampada osram mai mancata, per il suo Diego Ravera. L’abbraccio dell’universo, un’opera spettacolare. Almeno lei, c’era sempre. Davvero qui passa il mondo intero, in continuazione. Per rinfrescare la memoria occorre prendere i tram e la metro.20140827_145152Le cicale cantano, il sole spacca le pietre e …20140827_13333320140827_150554Roma, 27 agosto 2014, Foto, Romano BorrelliRoma, 27 agosto 2014. Foto, Romano BorrelliIn questo momento mi trovo presso la Basilica di San Clemente.Roma. 27 agosto 2014. Basilica di San Clemente. Foto, Romano Borrelli Qualcosa di molto simile, quasi identico a Ravenna, Sant’Apollinare in Classe per quanto mi riguarda, almeno per  i mosaici. La primitiva chiesa fu edificata nel tardo IV secolo nei pressi del Colosseo e delle caserme dei gladiatori ai margini dell’area monumentale su preesistente edificio del II secolo d.C.: si trattava verosimilmente della domus ecclesiae di Clemente, un liberto martirizzato sotto Diocleziano. “Domus Ecclesiae” erano luoghi di culto dove si riunivano i fedeli nei primi secoli del Cristianesimo, generalmente identificabili con ambienti di abitazioni private adatte allo scopo. A due passi dal Colosseo su via di San Giovanni in Laterano.Roma, 27 agosto 2014. Basilica di San Clemente. Foto, Romano Borrelli20140827_15574020140827_15580420140827_160216Roma, 27 agosto 2014. Basilica di San Clemente. Foto, Romano Borrelli (2)Da qui, un salto ai Fori 20140827_161706e sulla via dei Fori Imperiali. E poi, Colosseo e poi…Roma 27 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli Trovo un posto sul palco e “mi accomodo”.20140827_161924Quando la stanchezza prende il sopravvento decido di lavarla via. Un salto a Termini, per togliermi la curiossta’di vedere se la ragazza cantata da Claudio Baglioni stara’ancora aspettando per poterle dire che lui le piace tanto.20140827_173503 Qui, penso, l’amore continua a perdersi, l’amore continua a trovarsi, oggi come ieri. A Roma Termini, molto è cambiato negli ultimi anni, tranne il via vai. Gente che arriva, gente che parte. Roma Termini, un porto di mare, si potrebbe dire. E poi, in quale posto meglio di altri si potrebbe cantare “lasciarsi un giorno a Roma?” (Niccolò Fabi). E poi dimenticarsi, ovviamente.

Ora, che dire……………ancora un salto, da Frida. Certe cose sfuggono e prima che chiudano le Scuderie del Quirinale,Roma. Il Quirinale. Foto, Romano Borrelli meglio muoversi.

Bhe, buonanotte Roma.Roma. Il Cupolone dal Quirinale. Foto, Romano Borrelli

Buon ferragosto 2014

20140815_095149Un bicchierino di plastica, con del caffe’, un po’ amaro, oggi, a dire il, vero con un profumo nell’aria  diverso dal solito. Diverso dalle altre mattine, quando l’aria fresca della liberta’, del mare, dei pini ti entra nei polmoni con forza e piacere.  Anche questa mattina l’ alba si e’ distesa e stirata velocemente e gia’ da un pezzo. Ma nell’aria, qualcosa sta cambiando. Forse sara’ la bustina dello zucchero, gialla, a rammentare che sarai uno dei tanti  di questo periodo e uno dei pochi, oggi, meglio,  il prossimo, a salire sul treno, con la valigia e al suo interni la speranza. 20140815_095128Meglio, il trolley. “Gente che va, gente che viene, e tanti motivi per tornare”. Le dita della mano non possono trattenerne il gusto, tantomeno, fermare la clessidra del tempo.Sfoglieranno, le dita,qualche pagina del Quotidiano di Lecce, una copia di testimonianza e di provenienza per quanti saranno ospitatitra questi sedili e  qualche foglio con l’agenda delle sagre e festa patronale con i saperi ed i sapori restera’ a ricordo con noi, in qualche libro, a scuola, all’Universita’.  I fischi di questi “contenitori” chiamati ” frecce” e che per una decina di che saranno una casa e si sdraieranno sulla dorsale adriatca si posizionano o arrivano e rumoreggiano come cinghiali alla porta.  Ormai sei in trappola, viene da pensare. Ma a volte parole dolci e gentili come miele che si dispiegano in una banale e semplice informazione possono avere la forza di tramutarsi in parole  dure al pari di  pugni allo stomaco. “Scusi, e’ questo il treno che va a…?”20140815_110101 E una volta tanto avresti piacere a non rispondere, o farlo gentilmente, dicendo che “mi trovo qui per caso” o “ero di passaggio”, o ancora “aspetto una persona”.  A ferragosto .Un gusto un po’ amaro, questo caffe’ ma che fortunatamente i ricordi, il pensiero e gli affetti  si assimilano alla perfezione, tutto, e lo restituiscono zuccherato, immesso in “circolo” da una macchina meravigliosa che si chiama cuore. Tutto restituito in dolcezza, e gli occhi e la percezione delle cose e le relazioni con gli altri non sono piu cosi netti, dello stesso colore, o bianco o nero, ma verdi, azzurri, rossi, color sabbia, assorbiti da tanta bellezza visti oggi e ieri. Il cuore pompa tutto questo fluire e lo rigenera e ora e domani, nei giorni delle piogge ci ricorderemo di tutto cio’ e allora saremo argini, abbastanza robusti da trattenere smottamenti e dossi che la vita di tanto in tanto riserva, ora a destra, ora a manca e saremo abbastanza forti da non far straripare nulla. Avremo nei nostri occhi sole e mare e tramonti, luna spiaggia nelle nebbie e tra le nevi, gli affanni e gli inganni ma saremo e sapremo essere diga, per noi e per altri. Avremo il sorriso negli occhi e negli sguardi che si aprono al mondo  proprio come si aprono davanti a tanta meraviglia. Sorrisi donati e restituiti e si sa, “un sorriso se non offende, ne fa sempre nascere un altro” (Robert Walser,  in uno dei suoi romanzi piu belli, i Fratelli Tanner).  Colori …La taranta non ci prendera’ e non saremo il suo pasto. Verro’ presto, a scovarti e a stanarti, ma solo per ballarci insieme (anche a Melpignano), e sara’ ancora festa, sotto questo sole, sopra questa terra, arida, mai avara e sempre generosa. Accogliente. Sensibile. Attenta. Come una donna. Con la terra rossa tra le dita  e le lacrime agli occhi per la gioia e il piacere di esserci ritrovati. Ciao ciao Salento. E’ un arrivederci. La bustina dello zuchero, non la ho utilizzata . Solo per questo motivo , il caffe’ mi era sembrato amaro. Ma da sempre e’ lo stesso, forte, buono, capace di farti sentire meno solo. La dolcezza e’ nella speranza e nei tanti motivi per tornare. Presto. La ricchezza e’  che ho avuto la fortuna di vedere la  tua bellezza, con semplicita’ e voglia di conoscerti un pochino di piu e meglio, nonostante le distanze e talvolta le difficolta’, ma non insormontabili, in ogni caso sempre nel rispetto, di conoscere per riconoscere il  Salento, con Santa Maria di Leuca ed Otranto, storia dell’arte, arte cristiana e mosaici con il barocco, e gente mite perche’ si sa, “beati i miti perche’ erediteranno la terra”(Matteo 5,1-12). Riceverne carezze e reimparare ad accarezzarsi. Caresser e se caresser.  Luogo di ritrovo di parole e contenuti.  Do ancora una occhiata a questo bicchierino e all’ultimo sorso di caffe’.  Pero’, era davvero buono. Inizialmente pareva amaro, ma ora, non piu’. Sono sereno, “sono allegro e felice: tutto in me e’ sorriso, un beato sorriso. Il cuore intero sorride”. (Klara in Fratelli Tanner). Ho ricevuto molto. Buon ferragosto 2014. Dimenticavo: grazie ed un augurio sentito per la candidatura di Lecce 2019 a capitale europea  della cultura.

A Ravenna

cartina, biglietto Ravenna circuito opere

 

Ravenna, 20 luglio 2014. San Vitale. Foto, Romano BorrelliRavenna. San Vitale. A sinistra, Sara che sorride. Le è stato annunciato che presto sarà madre. Foto, Romano Borrelli.Ravenna 20 luglio 2014. San Vitale. Foto, Romano BorrelliRavenna. San Vitale. Atto di togliersi i sandali. Foto, Romano Borrelli.Ravenna 20 luglio 2014. Il Battistero. Foto, Romano BorrelliRavenna, 20 luglio 2014. Mausoleo Galla Placidia. Foto, Romano Borrelli (2)Ravenna, 20 luglio 2014.  Mausoleo Galla Placidia. Foto, Romano BorrelliRavenna, 20 luglio 2014. Il Battistero. Foto, Romano Borrelli.Ravenna 20 luglio 2014. Sant'Apollinare Nuovo. Foto, Romano BorrelliRavenna, 20 luglio 2014. Sant'Apollinare Nuovo. I re Magi. Foto, Romano Borrelli

Nonostante siano passate alcune ore dall’arrivo, continuo a stringere il bicchierino di plastica tra le mani, all’interno del quale vi era il caffè: “Un sorriso lungo un viaggio”, mi ripete il cartoncino.  Lo osservo e continuo a sorridere e restare meravigliato di quanto un viaggio possa, in termini di emozioni, donare. La meraviglia, quella bellissima cosa che ci accompagna quando siamo piccini e che lungo il corso degli anni, pian pianino ci lascia. Quando l’ingenuità, la semplicità, la bellezza per ogni singolo mosaico di quello che si chiama natura, vita e lentamente ai nostri occhi nasce ogni qual volta si manifesti, col tempo si perde, evapora, lo deterioriamo, lo consumiamo, con la nostra malizia, egoismo, individualismo. Le cose più importanti, si perdono, per strada. La velocità ci assorbe. Riduciamo spazi e distanze e non sappiamo cogliere e apprezzare tutto quanto ci è stato donato in deposito. Il guaio è che spesso, tutto quell’Amore lo deterioriamo anche, non riuscendo a dare la giusta importanza all’amore, alla solidarietà, alla fratellanza.  Un amore poco coltivato, poco concimato.  Intese strette nelle apparenze. Sfilacciamenti e frasi lasciate a meta’. Devo ammettere con molta onestà, di avere avuto poche occasioni di meravigliarmi nell’ultimo scorcio.  Questa del viaggio nella grande bellezza di Ravenna si è rivelata un’occasione. Con la speranza di implementarla in un continuo processo che si chiama crescita. Una meraviglia doppia se penso che, anni fa, in tempo di studio universitario, a Ravenna ci andai, ma non mi sfiorò minimamente  di intraprendere il circuito di questa bellezza. Ecco, questa è la riprova di quanta poca attenzione poniamo nella bellezza, nella delicatezza e nelle attenzioni che altri, Altro, ripongono in noi. Come andare in una città d’arte e restare fermi alla stazione. Una ulteriore premessa va fatta al lettore: non sono un esperto dell’arte né tantomeno ho alle spalle corsi universitari di storia dell’arte. Ho  cercato di aprire i sensi e svilupparne l’ulteriore, senso, quello della bellezza.  Ecco, prima di staccare il biglietto per Ravenna e per quel bellissimo circuito tra Arte cristiana, arte sacra, storia, teologia, una parentesi all’interno di quella che è la storia di ciascuno di noi.   Era un imperativo morale, tornare e testimoniare, stima fiducia, lasciare orme, lì, sulla sabbia di velluto in qualche estate trascorsa e ribadire che  qualcosa di forte era rimasto davvero, a Senigallia. Esprimere solidarietà anche a distanza di un paio di mesi. La velocità azzera le distanze, ma non tronca le radici. I rapporti umani, sinceri. Tantomeno l’amore.  Dopo aver salutato questa cittadina, in treno verso Ravenna. E con un treno regionale che permette di ammirare la bellezza di questa terra, dei paesi che si attraversano. Ravenna 20 luglio 2014. Sant'Apollinare Nuovo. Gruppo maschile, lato opposto al gruppo femminile. Foto, Romano Borrelli.Ravenna, 20 luglio 2014. Sant' Apollinare Nuovo. Interno. Foto, Romano BorrelliRavenna, 20 luglio 2014. Sant'Apollinare Nuovo. Offertorio di donne. Foto Romano Borrelli

 

Basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero, il Museo Arcivescovile e la Basilica di S.Apollinare Nuovo.

 

San Vitale è la stupenda chiesa ravennate costruita a partire dal 520.  Voluta dal vescovo di Ravenna, Ecclesius, la Chiesa si ispira a quella costantinopolitana dei Santi Sergio e Bacco, presentandosi con un particolare “effetto labirinto” di Santo Stefano Rotondo. La Chiesa di San Vitale è un ottagono, una forma che per i Padri della Chiesa aveva il richiamo nell’eternità. E’ il riferimento all’”octava dies” ossia l’ottavo giorno che va oltre quello che è il tempo dell’uomo di sette giorni. E’ il cosiddetto “giorno nuovo” , il giorno senza tramonto di Cristo Risorto. Ma l’ottagono, passando dal corridoio al centro diviene un bellissimo centro di luce. Un effetto da Luce nella luce. Una breve parentesi solo per ricordare con l’aiuto del testo ”L’arte sacra in Italia”, di Timothy Verdon,  due punti fondamentali. Con la rottura politica tra Costantino il Grande e il Senato romano nel 326 e la fondazione di una nuova capitale nel 330, Costantinopoli, il fulcro del potere militare ed economico si era spostato verso est e  che le grandi Chiese romane del fine IV secolo e V secolo vennero realizzate dai papi e da singole comunità e non più dagli imperatori. “Il mecenatismo imperiale in Italia si concentrò invece sulla piccola città portuale della costa adriatica, di fronte alla Dalmazia”, testa di ponte per le operazioni militari degli imperatori d’Oriente.  A San Vitale i mosaici insistono su aspetti liturgici e contesto ermeneutico.  Bellissimi quelli con l’imperatore Giustiniano e l’imperatrice Teodora con le loro scorte,  il vescovo Massimiano che nel 547 ultimò San Vitale e Giuliano Argentario che ne aveva sovvenzionato il progetto.  Si osserva Cristo risorto vestito della porpora imperiale assiso, sui cieli, una sfera celeste, che reca una corona gemmata al martire Vitale alla sua destra. Non manca inoltre il rotolo dei sette sigilli, un elemento che induce a comprendere come di lì a poco si  giudicherà la storia umana. E poi ancora Abele, Abramo, Melchisedek, il passato, e Giustiniano e Teodora, il presente. Abele che offre un agnello diviene figura della Chiesa che offre l’Agnello Cristo mentre  Melchisedek  offre pane e vino: personaggi ed eventi che riferiscono all’Eucarestia.  Da notare inoltre tra Abele e Melchisedek un particolare,  “la mano”. Un’immagine che riporta alla presenza di Cristo, nell’Eucarestia,  Ostia innalzata all’altare di San Vitale, presenza di Cristo in mezzo alla Chiesa. Una presenza continua, pegno di futura gloria.

Per quanto riguarda San Vitale occorre notare il Cristo regnante fra due angeli. Cristo seduto sul globo che si inserisce sulla terra. Alla destra si nota San Vitale nell’atto di ricevere la corona. A sinistra il vescovo Ecclesio che porta un modellino della chiesa che farà costruire di ritorno da Bisanzio sotto il regno dell’imperatore Giustiniano. Cristo indossa una veste che riporta una lettera, la Z che sta a significare molto probabilmente Zoè, cioè vita.  La costruzione della Basilica sarebbe stata finanziata da un ricco mercante, Giuliano Argentario.San Vitale, Ravenna. Mercoledi 23 luglio 2014. Foto, Romano Borrelli

Appena sopra Abel e Melchisedec , dove il primo rappresenta il sacrificio “gradito a Dio” (è assente qui dal quadro Caino e la collera omicida perchè il delitto e il male non sono mai rappresentati) e il secondo,  l’offerta di Melchisedech considerato il primo dei sacerdoti, del pane e del vino che  sono una prefigurazione dell’Eucarestia, si trova il disco raggiante con al centro la lettera alfa, sorretto  da due angeli. La lettera alfa rappresenta la creazione. Gli otto raggi rappresentano il monogramma di Cristo. Il verticale, l’iniziale di Gesù, i due obliqui incrociati, la, prima lettera greca della parola Cristo e quello orizzontale che puo’ costitiure il braccio trasversale della croce che salva. Tutto insieme è da considerare un motivo solare, fonte di energia e vita. San Vitale. Ravenna. Mercoledi 23 luglio 2014. Foto, Romano Borrelli

I mosaici di Sant’Apollinare Nuovo sono stati particolarmente interessanti per alcuni riferimenti. Il primo, la storia della Moltiplicazione dei  pani e dei pesci.  Il senso ultimo dell’alimentazione che Gesù diede a quanti lo avevano seguito  nel deserto. Nella moltiplicazione dei pani e dei pesci possiamo notare una duplice processione nel momento dell’offerta. Santi alla destra di chi entra e sante alla sinistra che porgono le corone a Cristo e Maria. E’ una processione in Cielo che richiama la processione durante la Santa Messa, nell’offertorio. Si comprende con attenzione quindi il significato liturgico e dei segni liturgici. Un altro aspetto che ha conquistato la mia attenzione è stata la rappresentazione dei Re Magi e la raffigurazione della Madonna con il Bambino. E’ la raffigurazione di uno slancio dei Re Magi che precedono ai piedi della Vergine Maria il corteo delle sante. Gaspare, Melchiorre e Baldassare in atto di porgere l’oro, l’incenso e la mirra. Il mosaico rappresenta i Re Magi come avessero fretta e sono guidati dalla stella ad otto raggi. Oltre alla fretta che sembra trasparire sono inoltre attirati dalla mano di un angelo (la stella è poco in alto a destra dell’ultimo dei Re Magi).

Nella zona superiore di Sant’Apollinare Nuovo si notano due serie di quadri che rappresentano, a destra e a sinistra scene della vita e della passione di Cristo. Tutta questa parte dell’edificio costruito sotto Teodorico risale all’epoca ariana. In questo articolo posto la scena del mosaico che ci rappresenta il Cristo davanti a Ponzio Pilato in quanto piuttosto evidente, e la Cena. Il racconto della Passione si apre con la Cena ma in maniera diversa da quella che conosciamo con il capolavoro di Leonardo da Vinci, raffigurante il Cristo al centro di una tavolata rettangolare. La tavola in questo mosaico è semicircolare e di tipo romano. Il Cristo occupa il primo posto a sinistra alzando la mano in segno benedicente. Gli apostoli sono invece disposti a ventaglio. Osservando attentamente quattro apostoli guardano Cristo che pare aver detto che qualcuno presto lo tradirà.  Gli altri guardano verso Giuda. Sulla tavola posati su di un piatto di stagno si notano due grossi pesci, probabilmente due cernie dell’Adriatico.  La coppa del vino non è presente in quanto l’illustratore pare abbia seguito il Vangelo di Giovanni che non menziona l’episodio, ma anche in quanto gli ariani la cui teologia scivolava nella mitologia abbiano preferito arrivare al più presto alla vittoria di Cristo. Ravenna. Sant'Apollinare Nuovo. La Cena e Gesù nel giardino degli Ulivi. Foto, Romano BorrelliRavenna. Sant'Apollinare Nuovo. Mosaico, Il Cristo davanti a Ponzio Pilato. Foto, Romano Borrelli (Altre scene che si vedono nella Basilica sono La Cena, Gesù nel giardino degli Ulivi, Il bacio di Giuda, Gesù davanti al Sinedrio, L’annuncio della negazione di Pietro, La negazione di Pietro, il Cristo davanti a Ponzio Pilato che ho “postato”, la salita al Calvario, la Risurrezione, la tomba vuota, l’incredulità di Tommaso. Si raccomanda di alzare gli occhi e di dotarsi di un buon apparecchio fotografico). Ravenna, 20 luglio 2014. Sant' Apollinare Nuovo.Offerta dei doni, Re Magi con Gesù Bambino in braccio alla Madonna. Foto, Romano Borrelli. Un bambino dalle sembianze adulte. Infine, dopo aver ammirato ad oltranza tutta codesta bellezza, un giro nelle cappelle laterali dove pare di essere a Torino, a due passi da casa, con la presenza di Maria Ausiliatrice e don Bosco. Il senso di casa è stato ancora più forte.

Ravenna 20 luglio 2014. San Vitale. Foto, Romano Borrelli (2)Ravenna, 20 luglio 2014. Mausoleo Galla Placidia. Foto, Romano BorrelliRavenna, 20 luglio 2014. Foto, Romano Borrelli.Ravenna 20 luglio 2014. San Vitale. Foto Romano Borrelli

Senigallia…a “lume di candela…”

Senigallia. 19 luglio 2014. Foto, Romano Borrelli

Senigallia. Sabato 19 luglio 2014. Foto, Romano BorrelliIl mare è calmo, la spiaggia è bella, anzi, “vellutata”,  l’accoglienza idem. Senigallia a…lume di candela, ci puo’ stare. Per un paio di volte…perdoniamo tutto, dopo “le ferite”. In fondo, vedere un “mare” di cellulari accesi nello stesso istante per “farsi strada“, o per farsi mare,  utilizzati come fossero torce, è stato uno spettacolo nello spettacolo. Centinaia o migliaia di cellulari, mani alzate e danze lente imposte dall’occasione. Zero panico, per la cronaca. Solo spettacolo. E nonostante questo variegato mondo danzante, appendice umana, quasi una terza mano, nella danza di luci pare in fondo che  qualcosa manchi sempre.  Per quanto ci si sforzi di riempire i “buchi” qualcosa manca.Senigallia. 19 luglio 2014. Foto, Romano Borrelli (2)E siamo continuamente alla ricerca di Luce nella luce. Ad ogni modo, questo agitarsi di cellulari  non era uno spot, ma una esigenza…”Le Marche non abbandonano mai“.  Anche in questo momento mentre scrivo, un altro black out. “Ma che succede stasera co sta luce?” in una cadenza marchigiana. Un altro dice: “e mo che fago?”. Non aveva il cellulare e aveva già perso di suo…anche la comunicazione sincopata…(ORE 23 10).

Senigallia. Una cittadina che meritava e merita la visita. Un imperativo categorico esserci, dopo il fango e le tante lacrime versate. Bisognava esserci, testimoniare anche a distanza che un altro mondo e ‘possibile, che lentamente si puo’ ricostruire. Un atto di stima e di fiducia. Per una delle più belle spiagge italiane. Di velluto. Un segno piccolo, il mio, ma importante. Esserci. Per una stetta di mano, a chi ha patito l’alluvione e fatica, in silenzio, con compostezza. In questa cittadina, dove i nomi degli alberghi rimandano  a cose e luoghi particolari e nazioni oltre confine. Un saluto, una stretta di mano a chi, in fondo, si è trovato a vivere una calamità come l’alluvione di maggio. Alluvioni capitati anche nella nostra città, Torino. Nel 1994 e nel 2000. Acqua alta, tutto da rifare. Nel racconto di chi l’ha vissuto qualcosa di simile in chi lo ricorda nella nostra città. Solidali con la nostra città, con il nostro Borgo, dove la Dora esondo’ generando disastri. E allora, se si puo’, nonostante la crisi che morde, un passaggio lo merita. Insieme ad una stretta di mano al sig. Rocco e famiglia. Spiaggia e mare meritano davvero. E l’accoglienza proverbiale. Una cittadina, che, come detto altre volte su questo blog, un biglietto lo merita davvero.DSC01254

Poco prima che andasse via la luce, anzi, La luce, osservavo  qualche libro depositato qua durante la giornata piuttosto afosa. Proprio là, su quei  lettini che di li a poco sarebbero serviti a tanti, per riposare le stanche membra, fino al sorgere del sole. Quel “deposito” di pagine scritte mi induceva a pensare come possono essere considerate  le letture estive;  forse migliori, più spensierate, meno esigenti rispetto a quelle invernali, che obbligano a tornare indietro, riflettere, ripensare su di un passo appena letto e magari non colto. L’inverno esprime una esigenza. Siamo intolleranti. Permalosi. Puntigliosi. D’estate le pagine del libro si bagnano e  dalla carta, al tatto con le dita, si sprigionano odori particolari, misti al dolce di crema solare. Sono odori pregnanti. Ecco, nella brutta stagione, sarebbe davvero un guaio, avere un libro bagnato. Guai se qualche goccia d’acqua, fiocco di neve, o altro si lascia cadere sulle pagine del libro. Lo proteggiamo fino alla fine. Lo foderiamo e cerchiamo di preservarne la sua dignità. Guai a chi lo tocca. D’inverno è più probabile che i neuroni specchio si facciano sentire maggiormente. Puo’ essere che le gocce arrivino a contatto con la carta. Ma di quali gocce stiamo parlando? Forse la solitudine e il mare reso deserto, le folate di vento che ti aggrediscono e senti sul viso quell’umor acqueo che ti spieghi con gocce marine, ma in realtà sai benissimo che è la commozione, l’empatia, per una storia che diventa grande, che si intreccia e si dipana in una d’inizio, a metà, e il finale. E forse il finale e’ quello che si capisce meglio d’inverno, quello che risveglia i neuroni specchio. Addentri, aderisci al personaggio perfettamente. Una storia d’amore che si deposita in un clima d’angoscia e d’attesa. D’estate invece le pagine corrono via velocemente. Forse partecipiamo meno alle vicende, alla storia. Si ha forse voglia di concludere in fretta il libro. D’inverno si ha come l’impressione che emergano tutti insieme gli stati femminili presenti e che emergono  nei personaggi raccontati…solarità, mistero, fragilità. Almeno cosi’ mi pare, cosi’ sembra. E mentre cosi sembra si prova a mettere insieme libro e vita , cose lasciate indietro  e che continuano a stare  a vivere “accanto a noi”. Cose che camminano su strade parallele alla nostra, appena qualche metro piu’ indietro. Questo credo per causa di quello che tra me e me da anni chiamo il 49%” (Maria Perosino, “Le scelte che non hai fatto“). Cosa resta di quel 49% rimasto in panchina? Cosa resta di una scritta sulla sabbia mesi prima, di una citta’ che no si vedeva da tempo e che abbiamo lasciato, magari a malincuore, mentre una porta dopo l’ altra si chiudevano, a partire da quella di un bar, di una sala d’ attesa, di un treno e  che inizia il suo lento veloce movimento nel viaggio del ritorno? Resta in panchina…. quel 49%, avvolto da una eterna giovinezza. Lo si incontra,  spesso, magari nella malinconia, solitudine, nel rispolverare un album di foto, qualche scontrino, un foglio scritto sul bancone di un treno, o un biglietto dello stesso. Si incontra, come si incontra una persona speciale. Basta poco e la ritroviamo davanti. Pensieri…a cavallo tra l’inverno e l’estate. Pensieri in viaggio tra disegni, di vita e mosaici.. Il bicchierino di caffè, stretto tra le mani, recita, “un sorriso lungo un viaggio”. Un viaggio nel viaggio. Estate. Luce nella luce.Foto, Romano Borrelli.

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