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Due treni, in arrivo sullo stesso binario. “Due treni, unico binario”

Ivrea. Due treni: Stesso Orario stesso binarioNon ne sono convinto. Non mi convince un partito che rappresenti il “padrone” e l’operaio. Le classi esistono ancora. Sfruttati e sfruttatori. Chi si arricchisce e chi impoverisce chi. Le persone possono essere “buone persone”. Ma quando è ora di rinnovare un contratto, come quello dei metalmeccanici, ad esempio, come giudichiamo “la persona buona” che pero’ in nome di vincoli non firma il rinnovo di un contratto? Non sono convinto che “buone persone” riescano a rappresentare gli interessi dei salariati. Perchè il rinnovo di un contratto segue sempre stanchi rituali, e firmato, dopo ore di sciopero, da alcuni sindacati, al ribasso? Possono coesistere due soggetti così lontani e diversi come “padrone” e “operaio”? Perchè se la persona “è buona” permette la chiusura o la delocalizzazione di uno stabilimento con gravi conseguenze per famiglie intere? No, contrariamente a quanto sostenuto da molti questa mattina in una discussione, non penso che ci debba essere posto per due, operaio e padrone, in politica, nella stessa lista. Non penso. Mediazione, concertazione, sintesi. Ad ogni costo? Mettere in una stessa lista, in uno stesso “calderone” politiche non negoziabili è un po’ come voler dare l’indicazione che alla stessa ora, sullo stesso binario, potrebbero passare due treni, con direzioni diverse. Meglio la chiarezza, un po’ di coerenza. Forse questa non “appartiene di diritto a nessuno”, ma, almeno la tensione alla coerenza è bene che ci sia. E’ bene che la si indichi. Perchè la TAV a tutti i costi? Offre opportunità di lavoro, si afferma da più parti. E il lavoro bisogna crearlo così? sventrando una montagna quando esiste una linea storica sottoutilizzata? E le linee quelle giudicate non redditizie perchè utilizzate da pendolari, le lasciamo al loro triste destino? E, Chiamparino cosa pensa; ancora al grattacielo delle banche, oscura Mole? Oppure, non sarebbe forse meglio occuparsi di tutte quelle case costruite in maniera non consona, a ridosso delle coste, e non solo instabili perchè costruite malamente, su terreni franosi, devastando la natura? Condoni edilizi, concessioni e altro… Proprio sventrando una montagna bisogna creare lavoro? Non impariamo mai nulla? Neanche quando succedono tragedie come quella di questi giorni? “Non corriamo il rischio di far passare due treni sullo stesso binario, alla stessa ora”. Come ieri, a Ivrea, il tabellone elettronico faceva credere. (erroneamente, per fortuna!)