Archivi tag: Modena

Maturità alle spalle

Da ieri,  al via gli esami orali. Il corridoio,  l’attesa,  la tesina sotto il braccio,  la camicia di lino e la giacchetta, l’individuazione della sedia,  la firma,  la penna,  e pronti partenza via per l’ultima corsa. Tre piu tre e il Presidente. Ultimi momenti,  seduta in classe prima di disperdersi alla ricerca del proprio posto nel mondo. Tesine belle,  interessanti,  talvolta proiettate,  altre no. Matematica,  igiene,  psicologia,  diritto,  inglese,  storia,  italiano,  visione delle prove e domanda delle domande o meglio,  “il domandone” al candidato: ” e ora? ” E poi, strette di mano,  arrivederci,  buone vacanze e io “complimenti per la trasmissione”.  L’uscita,  la porta che si chiude alle spalle,  quella della commissione,  riunita,  e quella del domani che si apre al futuro.  Il corridoio,  i compagni,  l’abbraccio che scarica tutto,  tensioni,  ansie,  gioie  e strizza e poi tutto si scioglie,  in lacrime o sorrisi.  L’accerchiamento al maturando di quanti,  in attesa del proprio turno,  ancora a porte chiuse, in silenzio ma anche no, domandano: “cosa ti ha chiesto”… e via a rifare l’esame di maturità  appena concluso: Svevo e la sua coscienza di Zeno,  Verga e il suo rosso malpelo,  Saba e Trieste,  Pirandello e…  e.. La porta si apre,  avanti un altro. “Il treno ha fischiato”,  avanti un altro. Gli zaini si svuotano di librie  lasciano posto alla liberta’ e all’estate che bussa alle loro porte. E la vita continua,  cantera’ questa sera Vasco Rossi.

Il terremoto, un mese dopo

Fantasia a briglie sciolte. “Pallone” nei cieli della nostra città. Torino. Alcuni giorni or sono.  Spirito e ottimismo rianimati da due calci al pallone. Italia in festa. “Po-po-po-po”, coro rispolverato dai cassetti del 2006. Germania. Oggi cantanto in Polonia e nelle piazze italiane.

Il treno lentamente entra in stazione, a Modena, giusto un mese dopo il secondo terremoto, strappando, in quei pressi, vite di chi era intento al lavoro. Quel lavoro che non è piu’ “considerato un diritto”, quel lavoro tutelato dall’articolo 18, considerato da alcuni “palla al piede” per le aziende. E forse in tanti  non realizzano come nei discorsi comuni anche le persone sono entrate nel novero delle  “palle al piede”.  Ben prima che lo chiedesse “l’Europeo”. Prima il profitto, poi…….

Ma torniamo a noi… Scosto lentamente la carta da pacco, quella gialla, che avvolgeva un  libro, carta buona ora per scribacchiare qualche saluto, prima di ripartire, o, una lista della spesa, insomma, un promemoria, e,  mi sporgo dal finestrino. A riflettere. “Non si deve dimenticare“. Al mio fianco, qualcuno legge il libro preferito, La Storia, di Elsa Morante…  ..”Uno scandalo che dura da diecimila anni“. Chissà, forse chi legge è un medico, o un futuro medico. Magari è intento a cambiare alcune cose. Cerco di rileggerne alcuni pass, i sottolineati…….”L’anno scolastico era alla fine, pero’ ai maestri restavano varie incombenze  da svolgere anche dopo la chiusura delle classi”….quasi una combinazione, quel passo relativo alla chiusura delle scuole, col “collegato lavoro; un amore a scadenza; ” l’anno scolastico volge al termine”, con la sua appendice di maturità, in sintesi, fine contratto lavoro per tantissimi…….. Come volevasi dimostrare:  anche le persone sono “palle al piede: l’importante è non sforare i vincoli imposti”. Ma da chi? L’Europa è nel pallone. Italia compresa. Provo a  rileggere, del libro, alcuni passi…”In conclusione, malgrado le solite manieracce bisbetiche della dottoressa, Ida uscì dalla visita col cuore aperto alla speranza”….a matita c’era scritto “hai nascosto queste cose ai dotti e ai savi e le hai rivelate ai piccoli……..perché così a te piacque.”(Luca)….La speranza…

Mi risiedo, dopo aver rialzato il finestrino. La lettura del libro continua….alla ricerca dell’ “Ombra”, (non solo come riparo dal sole, ma anche secondo Jung) in maniera da leggerlo piu velocemente e tra ombra e ( “croce”), come esperienza individuale, contrapposta al tu devi…Speriamo riesca a cambiare molte cose …”Ognuno deve portare la propria croce, il proprio problema individuale, la propria difficoltà e sofferenza individuale. Un problema è reale solo in quanto è a te che si presenta, solo in quanto sei tu che ti fai carico della tua vita”.

Torino-Mirandola

Piove. Il pensiero va in Emilia, ai suoi cittadini colpiti dal terremoto. Torino ha adottato Mirandola. Una buona cosa, davvero.

Nel mio piccolo, un augurio, affinchè tutti abbiano presto una casa da poter aprire, da poterci vivere, abitare.

Il suono dell’ultima campanella è stato salutato da tantissimi studenti. Da poche ore. In tantissimi sono andati alla ricerca di una fontana, nel centro di Torino. Piazza Solferino, Piazza Castello, dove per altro, l’acqua era scarsa,  e altre piazze, prese d’assalto. Ora non rimangono che gli esami, per una piccola pattuglia. Per le medie e per le superiori.

Resteranno gli esami universitari, per altri. Ci sarà sempre per qualcuno una “notte prima degli esami”, della scuola o della vita.

Le prove per i futuri dirigenti scolastici continuano, come da programma. A Torino.  Esami anche per loro. Quante notti prima degli esami.  Qualcuna, qualcuno, avrà la sua scuola, da dirigere. A settembre. Presumbilmente. E che nel modenese, tutti possano avere la propria scuola, i propri banchi, i propri libri. Le proprie case. Anche da una classe, una scuola, passa la normalità. In questi giorni, a Finale, alcuni si sono ritrovati nel cortile dell’oratorio salesiano di Don Bosco, per ripassare.

Un augurio a tutti.

Povertà nel piatto

Dilemma. Piu’ poveri o piu’ attenti? Questa la domanda posta ieri ai lettori di alcuni giornali. La risposta la danno gli italiani, in povertà relativa, 8 milioni e 272 mila. Per il ministro Passera 28 milioni di italiani colpiti dalla crisi.  Metà degli italiani in lotta con il lavoro che continuamente si disperde.  Il piatto piange. Il piatto cambia. Il piatto torna alle antiche forme. Il vecchio baracchino, stile mensa ferriere torna in auge. Certo non è “pizza tombolotto” ma ci si arrangia. E purtroppo nel piatto famigliare si tagli anche l’istruzione. Il “sistema” in questo modo non terrà.  Fortunatamente esistono ancora sacche di resistenza, dove sensibilità e solidarietà sono in aumento, anche se, non tutti riescono a tradurli in pratica.  “Si rimangia tutta la mucca” sostiene Carlo Petrini. Non so se proprio tutta la mucca e chi, a noi basta questo piatto di pasta. O un panino con la frittata. Panini che scartati ricordano profumi particolari e rimandano a storie che affondano le radici in un passato lontano. “Scompartimenti di treno, a otto, con portabagagli a rete” mi ricordava un collega. Era l’Italia che andava e correva. Popolazione, oggi,  in sofferenza. Poche gite al mare e in montagna. Chi conta le copie vendute di giornale all’autogrill evidenzia minori pedaggi autostradali e di conseguenza meno risorse in circolo. Meno italiani che viaggiano. Risorse già prosciugate. Non dal clima estivo,torrido,  ma da una politica che non sente ragioni. Sanità, istruzione, trasporto. Subiscono tagli, neanche trasformazioni, come nel piatto.

Molto difficile “lasciare” pensieri dopo le tragiche notizie di questi giorni. La scuola sotto attacco a Brindisi, causa bomba, con la morte di una  studentessa, Melissa. Le due scosse, del 20 e 29 maggio nel modenese. Operai morti al lavoro. Possiamo esprimere tanta solidarietà e un pensiero ad una popolazione che continuamente prova a rimettersi in piedi nonostante gli eventi. Provo a guardare questo” baracchino”, così vicino a tantissimi, utile, indispensabile, in fabbrica, ufficio. Gli occhi si focalizzano su di una poesia, che riporta al pensiero del mare, a cose difficili ma non impossibili, alle radici, al passato e al futuro, al giorno e alla notte, a chi è vicino, in ogni momento e sorregge il cammino di chi riduce il proprio dolore facendolo diventare quasi inesistente, fino a dominarlo.  “Ode alla notte”, di Fernando Pessoa.

Nostra Signora delle cose impossibili che cerchiamo invano, dei sogni che ci visitano al crepuscolo, alla finestra, dei propositi che ci accarezzano sulle ampie terrazze degli alberghi cosmopoliti sul mare, al suono europeo delle musiche e delle voci lontane e vicine,
e che ci dolgono perché sappiamo che mai li realizzeremo. Vieni e cullaci, vieni e consolaci, baciaci silenziosamente sulla fronte, cosi lievemente sulla fronte che non ci accorgiamo d’essere baciati se non per una differenza nell’anima e un vago singulto che parte misericordiosamente dall’antichissimo di noi laddove hanno radici quegli alberi di meraviglia i cui frutti sono i sogni che culliamo e amiamo,perché li sappiamo senza relazione con ciò che ci può essere nella vita.

 

Aspettando la Francia; a Grugliasco, un voto a Simone Ciabattoni

Aspettando le 20….i risultati delle Presidenziali francesi….non dimentichiamoci che anche in Italia si vota in alcune grandi realtà……Amministrative: test importante ad un anno dal termine della legislatura. Nove milioni di elettori  chiamati a votare; il 20% del totale, per eleggere sindaci di quasi mille comuni. Mentre, fra poche ore, sapremo se Hollande sarà il Presidente Francese.

In Italia, la prima consultazione dopo venti anni di berlusconismo, in un periodo di “scollamento” tra società e partiti. Ah, quante liste civiche presenti, anche se spesso mascherano partiti.

In Provincia di Torino le urne aspettano circa 200 mila elettori, un voto per 27 Comuni, dalle 8 alle 22, oggi, e domani, dalle 7 alle 15.

In particolare, a Grugliasco (Torino), un candidato “consigliere”, Simone Ciabattoni, studente universitario, al secondo anno di agraria, “fotografa” la realtà, ma elabora anche proposte.  Un giovane che si “mette al servizio”, che crede nella politica, nella giustizia sociale, nella redistribuzione delle risorse, nella partecipazione, nell’inclusione delle fasce piu’ deboli, nell’affermazione di diritti elementari, istruzione, sanità…nell’Italia ad alta disoccupazione e a bassa percentuale di futuro. Code ai centri di distribuzione alimentare e “domande” a “go-go” per un concorso in Comune, a Roma, dove le domande affluite erano circa 300 mila. E code anche per fare “X factor“. Potenza dell’immagine. Speriamo di svegliare con un’immagine diversa.

“Tutti i giorni ci han detto che la politica è un lavoro da specialisti….e invece la cosa pubblica siamo noi: dobbiamo curarla direttamente, personalmente, con il nostro lavoro piu’ delicato e importante” (Giacomo Ulivi, studente fucilato a Modena, 1944).

Un voto, Simone, lo merita davvero, per il suo impegno e la sua partecipazione.