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Pasquetta a Torino (2015)

Torino capitale dello sport 2015 Torino, 14 febbraio 2015. Foto, Romano Borrelli(tante vie cittadine lo rammentano).  Pasquetta 2015 a Torino. Quali luoghi migliori dove passare la giornata se non al LingottoTorino 6 4 2015 Lingotto.Foto Romano Borrelli (un ritorno, dopo Capodanno, quando dopo un caffe’ dal profumo di Salento, bar pasticceria Elba, provai a raggiungere questa passerella) e al Parco DoraTorino Parco Dora 6 4 2015.foto, Borrelli Romano? Il primo per i ricordi olimpici e delle ” notti bianche” (quelle letterarie, migliori. Russe, ancora meglio. “Dosto” dice!). Una corsa in metro (letteralmente) dal centro all’ex-industria delle campagnole e della Lancia. Ora, altro centro. Commerciale, servito dalla metro, Lingotto. Ma il “metro” per raggiungere lo scalo ferroviario, Lingotto, ancora non c’è. Come Laura, cantava il secondo di  Sanremo. “Il piu’ grande spettacolo dopo il big bang…” . Scale mobili,  appena fuori dalla metro qualcuno in attesa di appuntamento, il piazzale, le bandiere, la palazzina delle fiere, un’altra scala mobile e orecchie che odono non il frastuono  delle presse dei tempi andati  ma dei giochi, dei trenini, e di qualche attività sempre  “open”. Poi,  la passerella che dal centro commerciale “proietta” verso gli ex-mercati generali (Moi) con un futuro da universitari e la stazione Lingotto. Sotto questa “ruota” di bicicletta olimpica qualche treno sbuffa e altri si riposano e si “ricaricano” russando come avessero l’asma (Eurostar in attesa). In lontananza riconosco dietro la grata di questo balconcino olimpico il grigio della Mole Antonelliana, sulla collina, superba, Superga e più’ vicino a noi,  la famosa “bolla” nota per qualche G europeo di qualcosa. Già, questo è un luogo ideale per le bolle da…fotografare. Per quelle da raccontare, un posto vale l’altro. Dalla bolla alle…bolle di sapone.  L’atrio di Porta Nuova  visibile sullo sfondo, oltre i binari,  vicino la “torre rossa” della piazza su via Roma (immaginando al gioco dell’affaccio tra una colonna e l’altra scendendo sulla strada, libera dalle auto). Giochiamo, invece, da qui su, un po’ a “indovina dove si trova” un qualche pezzo della città come si fa quando sei in gita, per esempio a Roma, dal Gianicolo o dal Pincio, carta o mappa alla mano, “ante app” da scaricare. Mio padre indica la bolla e la pista. Ricorda le cronache dei torinesi e dei centomila in coda per un saluto all’Avvocato in una notte gelida di gennaio. Ovviamente mio padre passa in rassegna i turni degli anni andati e della vita consumata a “fabbricare” inanellando nomi, soprannomi di operai addetti alle presse, ai cruscotti, alle porte, alle ruote….scambiando nomi, tradito di tanto in tanto dalla memoria. “Franco, Pacifico, Luigi, Nereo, Pinna…No, forse Pinna era agli stampi, ma a Mirafiori“. Lo lascio parlare, raccontare. Mi infilza “squadre di calcio”, ogni anno coi rispettivi “ricambi”.  Mio padre.  Una vita al lavoro di fabbrica. Un’immagine che stenta ad andare in pensione.Da qui, dalla passerella, raggiungo la stazione del Lingotto. Piazzale saturo di auto per chi ha scelto per l’outdoor il treno in un viaggio combinato gomma-rotaia verso il mare o le valli. Il mare, Genova e Savona sono vicine (cosa avranno fatto registrare i treni della Riviera quest’anno?) cosi le montagne. Biglietteria Lingotto. “Quanto costa il biglietto fino a Porta Susa?” 1 euro e cinquanta” mi risponde. “Due, per favore”. Pago e raggiungiamo con mio padre il binario 3. E’ in arrivo il treno smf o giù di li da Pinerolo e diretto a Torino. Tempo quasi zero e siamo nella pancia di Torino. Immagino “il corpo della città” sopra di noi. E corpi di uomini e donne. Che visitano, osservano, camminano, amano. Incrocio lo sguardo del bigliettaio e allungo i biglietti. Una manciata di minuti e siamo a destinazione. Porta Susa. Il treno prosegue, noi, scale mobili raggiunte, conquistiamo l’uscita. Alcuni treni arrivano dal mare e rilasciano profumo di salsedine. Da quanto tempo non ne sento più il profumo del mare e dell’attesa? Bhò’, chi lo sa. Poi, Porta Susa in treno e da qui, a piedi, Parco Dora, rivisto piacevolmente dopo un lungo inverno. Rivisto recentemente in tv, con il, film “Pulce non c’e’“.  Corsa, basket, calcio, e ogni tipo di gioco di squadra e di  coppie in ogni fazzoletto libero e liberato dalla natura. Rispuntano fiori, plaid e coperte a fiori (ma anche di fiori, che andava bene ugualmente). Un pallone lentamente si dirige verso i miei piedi. Lo raccolgo e lo porgo a mio padre. Il nastro della memoria si riavvolge velocemente. “Papà, tira un calcio al pallone e fallo volare in cielo”.

Per restare in tema di sport e capitale europea dello sport, di qui a poco i mondiali di calcio balilla. Quegli omini rossi e blu attaccati alle stecche che fanno rollare una pallina bianca da una parte all’altra dove quel suono evoca ricordi da bar e da oratorio. Un mondo dello sport che non conosce confini, a partire dall’ accessibilita’ a tutti. Ps. Bellissime le ragazze impegnate in questo gioco.

Verso sera, con cura e pulizia si restutuiva lentamente il parco alla città .Non prima di una birra. Ps.  Un pensiero all’Aquila e ai suoi cittadini, a sei anni dal terremotoTorino 6 4 2014.Parco Dora.Foto Borrelli RomanoTorino Parco Dora.6 4 2015, foto Borrelli Romano20150406_19150520150406_191521Torino.Parco Dora 6 4 2015.foto Borrelli RomanoTorino Parco Dora 6 4 2015.foto Borrelli RomanoTorino 6 4 2015.Foto Borrelli RomanoTorino.6 4 2015.Lingotto.Foto Borrelli RomanoTorino 6 4 2015.da Lingotto.foto Borrelli RomanoTorino Lingotto 6 4 2015.foto Borrelli RomanoTorino Lingotto.6 4 2015.foto Borrelli Romano

Torino 2015

Torino 1 gennaio 2015, Lingotto, foto, Romano BorrelliAl risveglio Torino è capitale europea, dello Sport. Torino 2015. Torino 1 gennaio 2015, Lingotto, ex mercati generali, foto, Romano Borrelli Nove anni dopo le Olimpiadi. Torino 2006, Torino e le notti bianche, Torino e la passion.  Il tempo corre, velocemente. Qui sopra, si corre. E i maratoneti domenicali anche. Un apasserella che sovrasta un’area grande 17 mila metri quadri a ridosso della ferrovia. Era Torino 2006, arcate piene, oggi vuote, domani probabilmente “poli” universitari pieni. Svoltato dietro l’angolo, mogio mogio, l’anno appena trascorso si e’ trasformato in un archivio personale e non solo, di ricordi. Davanti, pagine da scrivere.Torino 1 gennaio 2015, Lingotto, foto, Romano Borrelli (2) Una passerella unisce il centro commerciale 8 Gallery (appello: si possono rimettere in sesto, nell’ordine, ascensore, che presenta le porte aperte, il sensore di una porta che continuamente apre e chiude la porta tra il centro commerciale e la balconata che da verso la passerella e la passerella stile aereoporto-tapis che non funziona) e quindi la fermata della metro (una Pinacoteca, Agnelli,  una pista) agli ex mercati generali e Piazza Galimberti (oltre, le montagne).  Torino 1 gennaio 2015, Lingotto. Foto, Romano BorrelliE poi, via Giordano Bruno. Qui, una città nella città, anni addietro. Muletti, camion, gente. Il giorno era la notte e la notte era il giorno. Lavoro, a volontà. Mercati, che ricordano un film. Di  tanto in tanto si ha l’impressione che le linee della giardinetta e della Lancia siano ancora in funzione (ora  tutto in un archivio, http://www.lingottoierioggi.com), invece, è il rumore di alcuni  Eurostar, fermi, che ricaricano le pile, per una nuova corsa, metropolitana d’Italia. I treni, sotto la passerella, sfrecciano, alcuni, rallentano la marcia , in prossimità della stazione Lingotto. Altri, a ricovero, pronti per una marcia pendolare lungo la dorsale tirrenica o adriatica. In fondo al fascio dei binari si nota la facciata di Porta Nuova. Oltre, la torre di Piazza Castello. La ricerca di un bar, per un caffè, si fa affannosa, ma con un risultato. Poco lontano da qui, un po’ di Sud, un po’ di Lecce. Sarebbe stata un’accoppiata vincente tra sport e cultura. Invece…Come si sa, la cultura è andata a Matera. Va bene ugualmente. Torino 1 gennaio 2015, Lingotto, passarella. Foto, Romano BorrelliMi accontento di un buonissimo caffè ed un pasticciotto che per un attimo fa scordare freddo e gelo. Per pochi istanti sono in Salento.Torino 1 gennaio 2015. Un caffè...leccese a Torino, corso Orbassano 96, pasticceria Elba. Foto, Romano BorrelliUna buonissima pasticceria leccese, Caffè Elba, in corso Orbassano 96,  a Torino. Non sono sicuro ma forse La Stampa ne fece una recensione. La pasta frolla è davvero ottima e così la crema. Ci si puo’ trovare di tutto, delle bontà salentine. Basta andarci. Pochi metri di Salento incastonati lungo un corso dove un tempo sferragliava un tram diretto al Comunale. Sorseggio  il caffè.  Alla parete, un orologio, cattura la mia attenzione.  E’ uno di quei tanti che si possono notare a Lecce. Una Q.Torino 1 gennaio 2015, pasticceria Elba, corso Orbassano 96 b, Torino. Foto, Romano Borrelli Non staccherei mai ” di dosso gli occhi”. Come ipnotizzato vedo il mare, il sole, la terra rossa. Il caffè pero’ ha fatto  il suo onesto lavoro. Mi ridesta. E’  ora di …correre. E’ quasi ora di pranzo. La maratona  di tale tipo, in questi giorni, è piuttosto lunga.