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Dalla lavanderia

1 9 2015.foto Borrelli RomanoUn caffe’, veloce. Un espresso e “faccio la valigia”. Ma in vacanza non mi reco io ma alcuni capi d’abbigliamento. Un giro veloce “centrifugato” o forse 10 o forse 400. In lavatrice. Fino a questa mattina non avevo ancora pensato alle lavanderie come luoghi in cui, parlando o no,  si depositano e si raccolgono storie. Si condensano, tutte ammucchiate, ancora una volta, forse l’ultima, insieme, e poi si scioglieranno. Storie. Strampalate o meno. Ci si svuota, posando sul bancone, di cose utili, inutili, intime, importanti, meno. Ricordi di una estate: “Impasto umano”. Riprese dal borsone, ripiegate o meno, in ordine, come giorni del calendario. Cosa non esce dalle tasche dei capi d’abbigliamento  quando ci frughi ancora una volta: uno scontrino che di colpo si anima e diviene un bar  diviene bar (il Lido.Belvedere, la stazione di Lecce, un ristorante ad Otranto, un biglietto per Melpignano, un aperitivo a Gallipoli…), aperitivo, negozi, alimentari, incontri, notizie. “L’estate addosso”, tormentone estivo, e’ tutta li sopra. E’ uno dei pochi casi in cui ci si spoglia e l’altra non vede). E’ lo sfogliare l’album dei ricordi. Poi ci saranno un getto d’acqua, uno di vapore, e si puliscono e ci ripuliscono e ci rinnovano. Un capo abbinato ad un numero, emozioni abbinate,  questo e quella poi…Una puntina, una pinzata, i vapori che vengono da dietro. Gocce, umido e vai a capire cosa e quali emozioni e sentimenti in questo momento disegnano la storia, di un giorno, una settimana, un viaggio, uno sguardo, un amore. Li per li osservi e pensi: “Ecco, e’ come un tergicristallo che espande le gocce mischiate al pulviscolo fino a farle sparire, ripulendo il vetro”. Poi, alcuni giorni dopo ritorni, ritiri i capi Torino, foto, Romano Borrellili indossi e cosi inizia il gioco del “reinterpretare” quelle emozioni, quei ricordi, magari addomesticandoli, per farci compagnia. Foto,Borrelli RomanoPer quando si accorceranno le giornate.E i ricordi. Anche se talune e taluni sono ben fissi nel cuore di ognuno e gli altri non li vedranno mai.

Ps.In attesa che altri riversassero le loro storie sul bancone ascoltavo i discorsi sulle stabilizzazioni degli insegnanti e sulla foto del bimbo siriano morto annegato, trasportato dal mare sulla spiaggia. Cercava liberta’ e ha trovato morte, insieme al fratellino. Un soldato turco lo tiene tra le sue braccia: una pieta’ maschile.

Oltre me…Il Salento!Tanto di…cappello!

Foto, Borrelli Romano.23 8 2015.“Grazie per l’ospitalita’, grazie per l’affetto, grazie per il calore e grazie per questa bellissima realta’”.  Cosi Liga a Melpignano, cosi io, qui. Così ho voglia di dire salutando questo sole, sabbia e mare. Oltre me? Il Salento!Ho bisogno di qualcosa di forte e a quest’ora non puo’ che essere un caffe’, Quarta.25 8 2015,foto Romano Borrelli Il mio concorso, che non è fotografico, l’ho già vinto. Questa terra, questo mare, questo sole, …il caffe’ mi appartengono. Da sempre. Quello che ho davanti e’ un Belvedere.24 8 2015 Belvedere, Le. foto Borrelli RomanoFoto Borrelli Romano, 25 8 2015, Belvedere, Le.Zona Belvedere, Le, foto Borrelli Romano.25 8 2015Ora, dalla schiuma del mare allo spumone gelato25 8 2015 foto Romano Borrelli: dolcezza alla dolcezza, non puo’ che essere così. Per i titoli di coda, facciamo domani? Ora ho bisogno di raccogliere tutta l’attenzione che posso e lanciare una nuova sfida, da qui, dal Salento: lu sule, lu Mari lu ientu!

Taranta: buon 18 mo compleanno

“Ndo, Ndo, Ndo…” e “Beddra ci dormi”, voce forte del Liga più quella suadente di Alessia Tondo. Che bella “prova di maturita”” per questa notte del ragno 2015, appena trascorsa. Persone coinvolte 200 mila, come previsto. Treni, bus, da tutta Italia. Un morso della Taranta che ha “sposato” suoni rock.  E qui chi si sposa scrive davvero una bella storia. D’amore. Sposi, Otranto 21 8 2015 foto Borrelli RomanoE mentre risuonano ancora “Ndo, ndo, ndo” nelle orecchie, mi sveglio, svogliatamente. Lentamente mi risveglio, coi soliti profumi lievemente mutati: la partenza si avvicina. I vicini di ca Continua a leggere Taranta: buon 18 mo compleanno

Verso Melpignano.Per la “taranta”. Da Lecce e da Otranto

22 8 2015 foto Romano Borrelli22 8 2015 foto Borrelli Romano22 8 2015 foto ,Borrelli RomanoSperando di fare cosa gradita ecco gli orari treni Sud Est da Lecce e Otranto verso Melpignano.  Il palco come sempre sara’ allestito nel piazzale dell’ex convento degli Agostoniani. Saranno in 200 mila per la diciottesima edizione della “Notte della Taranta”. 18 anni e come per ogni “compleanno” di maturita’ sara’ una grandissima festa. Bellissima come una ragazza che raggiunge i suoi 18. Una festa che avrà la sua campanella iniziale alle 20 e “seconda” chiamata alle 22.30. Maestro conertatore, Phil Manzanera. Ospiti tra molti Paul Simonon e…Ligabue…gia’ da queste parti da alcune ore. Sara’ fantastico sentirlo cimentarsi con testi e canzoni salentine. Sara’ davver un bellissimo evento. Indimenticabile. “I ragazzi sono gia’ in….giro” e fuori…voglia di bagno di folla. Tra storia, tradizione, cultura salentina. In attesa del ragno e…della sua tela. Storie salentine.
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Dove eravamo rimasti? Da Torino verso Melpignano

20140822_19540920140822_195451Esiste qualcosa di romantico e nello stesso tempo proletario nel veder materializzarsi  sul binario dieci della stazione Porta Nuova il treno notturno, Torino-Lecce, carico non solo di soggetti in movimento ma di aspettative e desideri di ieri, l’altro ieri e domani. Nel suo incedere e posizionarsi sul binario a marcia indietro  con quelle due luci finali che sembrano due occhietti, sembra accogliere la mia idea sul viaggio e il bello del viaggio, che deve necessariamente terminare affinche’ qualcosa di piu’ bello e intenso possa prendere forma, corpo, nell’incontro del nuovo, con la sorpresa, dell’inaspettato. Davanti la stazione di Torino Porta nuova un hotel Roma mi rimanda a ieri e il treno all’altro ieri! Un incontro di altro agosto e di altro anno, una stanza, un biglietto e un finale poco compreso. Un autore tanto amato. Un biglietto che vale la pena20140822_195831 . La scala mobile della metro automatica, unica nel suo genere in Italia, mi espelle dalle viscere della terra e mi proietta nell’atrio della stazione poco distante dove erano riposti sull’albero di Natale i desiderata di viaggiatori e non. Sogni e aspettative non più chiusi nel cassetto di qualche ripostiglio o faldone, ma  ora oggetto di studio a Roma. I sogni dei viaggiatori e  i viaggiattori sognanti, dove terminano?20140822_194815. Dove eravamo rimasti? Campeggiava fiero quell’albero e ogni suo ramo vene che portava avanti e indietro la linfa di una storia diversa.Sembrava tutto cosi perfetto: un viaggio per far viaggiare parole friabili come sabbia  che si disintegrano e disintegrano, coccolone altrove.   Pioveva ma non abbastanza da ripulirle, lavare il troppo sporco. Pioveva a dirotto lacrime il cielo di Torino quel fine agosto quando un famoso scrittore decise che… Dove eravamo, dove erano, quando qualcuno sussurrava “ti amo”? Gia’, in una stazione. L’atrio dove campeggiava la prima pagina de La Stampa posta  sull’albero di Natale  con l’amore di Diego per Marilisa. Dove eravamo rimasti, invece, oggi, una settimana fa? Bicchierino in mano un biglietto di ritorno, su al nord, una bustina di zucchero, rigorosamente gialla. Con tanti saluti dalla stazione e …un buon ritorno. Una bustina che ho girato e rigirato per una settimana inter  e una promessa nello zaino e nella testa:il morso della taranta non mi prendera’, non si nutrirà. Verro’ ma non saro’il tuo pasto e ballero’ su quella terra che da una settimana e’ “un tempo, due temi, tre tempi e la meta’ di un tempo“. Quanto tempo! Quanto. L’ aspetto piu divertente di questo “conto” e di questo viaggio  e’ incontrare uno chef che dopo 42 anni di onorata cucina di mare tenta l’ esperienza della cucina di… montagna.. E che scappa, dal nord, con le sue piogge e il brutto tempo. Pentole al seguito.  Scappa come ogni persona, morsicata dalla taranta come sembriamo tutti noi ogni qual volta ci si approssima ad una citta’ per una sosta del treno. Scappiamo perché lì, nei pressi della banchina, il cellulare o il tablet prende meglio. Un tempo, quando si correva in prossimità della fermata, era per la sigaretta, oggi si scende per continuare la pubblicazione in un social network.

Esiste qualcosa di speciale in questa alba che si distende lasciando indietro le luci di citta’ a me conosciute. Qualcosa di bello sara’ entrato nel sangue ma non ha bulla a che vedere con la taranta. Lo sento.Compagni di viaggio riposano distesi cosi come si distende l’alba. Una giovane coppia salita “su, al nord” in cerca di lavoro, si apre, si racconta. Lei si presenta, “non sono coccolona come hanno definito alcune ragazze tedesche che continuano a permanere in casa dei genitori”. Ha voglia di impegnarsi per costruire un futuro, così lui. Hanno le idee chiare, in testa e l’amore in tasca. Hanno lasciato il sud, una settimana fa per questo incontro di una vita. Ora, decideranno, con calma il da farsi, dopo aver valutato ogni opzione possibile. Sono convinto che con l’amore in tasca si possa e si riesca. Ma la ricerca del lavoro non termina dalle parti di Piacenza dove e’ salita la giovane coppia. Sono stati ospiti da amici, nei pressi di Cremona, dove è stato loro promesso un lavoro. L’altro compagno di viaggio, prima accennato, un cuoco, ha provato l’esperienza dei saperi e dei sapori del nord. Ma dai suoi discorsi  penso sia piu predisposto ai frutti di mare. Tutti e tre hanno lasciato questo spazio di condivisione forzata a Bari. 20140823_071254Un incontro  sempre piacevole quando si socializzano storie di una Italia che si muove. Il caffe’ in corridoio e si scopre che una ragazza ha trascorso le sue vacanze negli USA ma ha sentito forte il richiamo di rivedere la mamma. Anche solo per un giorno. Altri compagni di viaggio, i libri, reclamano il “giusto riposo“. Tra poco finiranno anche loro nello zaino dove potranno riposare per qualche ora.  Probabilmente si sono resi conto di esser stati poco utili in questo viaggio. Dove è il lettore quando legge? Ecco, e quando non legge, dove si trova?  Libri traditi. Libri da “ritirare”.20140823_071757 Me lo faranno pesare. Dopo Bari, dove mi viene dato un giornale e un caffè,  l’approdo  alla città  salentina avviene  intorno alle nove del mattino alla stazione di Lecce, là dove ci eravamo lasciati. Il tempo di mangiare uno20140823_090630, due pasticciotti, sorseggiare il caffe’, comprare il Quotidiano di Lecce  e una corsa verso la biglietteria Sud-Est,20140823_091155 in prossimità del binario uno e da qui, verso il sei sette, dove…………cominciano i grandi e co.ntinui movimenti verso Melpignano20140823_093914 ( ma anche Gallipoli 20140823_093924e Galiano per Santa Maria di Leuca sono battute). Per Melpignano, alla notte della Taranta, sono attese piu di centocinquantamila persone. Treni a manetta, pieni. Circolazione a pieno regime.20140823_093612 E’ l’evento tanto atteso e che, implicitamente segna anche il lento finire dell’estate.20140823_090204i20140823_09150320140823_091449I treni verso Gallipoli, Gagliano 20140814_144734, Otranto e ovviamente Melpignano sono strapieni. Noto la circostanza: il treno notturno appena arrivato da Torino si specchia 20140823_092836in questo fantastico trenino, carico in ogni tratta di umanità.Verso Melpignano. Ferrovia Sud Est. 23 agosto 2014. Foto,Romano BorrelliMelpignano. Una stazioncina, una passeggiata a piedi e l’attesa. Si va e si viene. E’ ancora presto nonostante abbia la notte alle spalle. Oltre lo zaino. Quanta strada? Tanta. Otranto 23 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli Decido che è meglio ripassare qualcosa.20140823_091807 O ripassare da Otranto. 12Otranto. 23 agosto 2014. Foto, Romano BorrelliDalla sua meravigliosa Cattedrale e cercare di osservare con piu’ attenzione la meraviglia dei mosaici e la storia impressa. Con la speranza possano diventare oggetto di curiosità, a scuola, tra i ragazzi.Otranto. I mosaici. Cattedrale. 23 agosto 2014. Foto, Romano BorrelliOtranto. La Cattedrale. I mosaici. 23 agosto 2014. Foto, Romano BorrelliOtranto. La Cattedrale. 23 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli20140823_110656 E magari, chissàOtranto. 23 agosto 2014. La Cattedrale. Foto, Romano Borrelli…..Oltre…, anche da Santa Maria di Leuca. Continuo a muovermi tra trenini,  straordinari programmati20140823_130625Notte della Taranta. 23 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli, bus, cambi inaspettati ma anticipati da gentiissime persone che si scusano per eventuali disagi. Rivedo nomi di cittadine con i suoi abitanti. Vedremo. Intanto mi godo questo spettacolo.Poi, tra poche ore, comincera’ la XVII edizione della notte della taranta e allora sara’ musica per corpi, mani, braccia, gambe, al ritmo di migliaia di tamburelli. 23 agosto 2014. Tamburelli. Foto, Romano BorrelliAspettando Roberto Vecchioni, la sua Samarcanda, aspettando Giovanni Avantaggiato cantore della tradizione salentina, anto a Corigliano d’Otranto. Corigliano d'Otranto. 23 agosto 2014. Foto, Romano BorrelliAspettando sera, davanti l’ex convento degli agostiniani.20140823_111748Otranto. 23 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli (2)

Buon ferragosto 2014

20140815_095149Un bicchierino di plastica, con del caffe’, un po’ amaro, oggi, a dire il, vero con un profumo nell’aria  diverso dal solito. Diverso dalle altre mattine, quando l’aria fresca della liberta’, del mare, dei pini ti entra nei polmoni con forza e piacere.  Anche questa mattina l’ alba si e’ distesa e stirata velocemente e gia’ da un pezzo. Ma nell’aria, qualcosa sta cambiando. Forse sara’ la bustina dello zucchero, gialla, a rammentare che sarai uno dei tanti  di questo periodo e uno dei pochi, oggi, meglio,  il prossimo, a salire sul treno, con la valigia e al suo interni la speranza. 20140815_095128Meglio, il trolley. “Gente che va, gente che viene, e tanti motivi per tornare”. Le dita della mano non possono trattenerne il gusto, tantomeno, fermare la clessidra del tempo.Sfoglieranno, le dita,qualche pagina del Quotidiano di Lecce, una copia di testimonianza e di provenienza per quanti saranno ospitatitra questi sedili e  qualche foglio con l’agenda delle sagre e festa patronale con i saperi ed i sapori restera’ a ricordo con noi, in qualche libro, a scuola, all’Universita’.  I fischi di questi “contenitori” chiamati ” frecce” e che per una decina di che saranno una casa e si sdraieranno sulla dorsale adriatca si posizionano o arrivano e rumoreggiano come cinghiali alla porta.  Ormai sei in trappola, viene da pensare. Ma a volte parole dolci e gentili come miele che si dispiegano in una banale e semplice informazione possono avere la forza di tramutarsi in parole  dure al pari di  pugni allo stomaco. “Scusi, e’ questo il treno che va a…?”20140815_110101 E una volta tanto avresti piacere a non rispondere, o farlo gentilmente, dicendo che “mi trovo qui per caso” o “ero di passaggio”, o ancora “aspetto una persona”.  A ferragosto .Un gusto un po’ amaro, questo caffe’ ma che fortunatamente i ricordi, il pensiero e gli affetti  si assimilano alla perfezione, tutto, e lo restituiscono zuccherato, immesso in “circolo” da una macchina meravigliosa che si chiama cuore. Tutto restituito in dolcezza, e gli occhi e la percezione delle cose e le relazioni con gli altri non sono piu cosi netti, dello stesso colore, o bianco o nero, ma verdi, azzurri, rossi, color sabbia, assorbiti da tanta bellezza visti oggi e ieri. Il cuore pompa tutto questo fluire e lo rigenera e ora e domani, nei giorni delle piogge ci ricorderemo di tutto cio’ e allora saremo argini, abbastanza robusti da trattenere smottamenti e dossi che la vita di tanto in tanto riserva, ora a destra, ora a manca e saremo abbastanza forti da non far straripare nulla. Avremo nei nostri occhi sole e mare e tramonti, luna spiaggia nelle nebbie e tra le nevi, gli affanni e gli inganni ma saremo e sapremo essere diga, per noi e per altri. Avremo il sorriso negli occhi e negli sguardi che si aprono al mondo  proprio come si aprono davanti a tanta meraviglia. Sorrisi donati e restituiti e si sa, “un sorriso se non offende, ne fa sempre nascere un altro” (Robert Walser,  in uno dei suoi romanzi piu belli, i Fratelli Tanner).  Colori …La taranta non ci prendera’ e non saremo il suo pasto. Verro’ presto, a scovarti e a stanarti, ma solo per ballarci insieme (anche a Melpignano), e sara’ ancora festa, sotto questo sole, sopra questa terra, arida, mai avara e sempre generosa. Accogliente. Sensibile. Attenta. Come una donna. Con la terra rossa tra le dita  e le lacrime agli occhi per la gioia e il piacere di esserci ritrovati. Ciao ciao Salento. E’ un arrivederci. La bustina dello zuchero, non la ho utilizzata . Solo per questo motivo , il caffe’ mi era sembrato amaro. Ma da sempre e’ lo stesso, forte, buono, capace di farti sentire meno solo. La dolcezza e’ nella speranza e nei tanti motivi per tornare. Presto. La ricchezza e’  che ho avuto la fortuna di vedere la  tua bellezza, con semplicita’ e voglia di conoscerti un pochino di piu e meglio, nonostante le distanze e talvolta le difficolta’, ma non insormontabili, in ogni caso sempre nel rispetto, di conoscere per riconoscere il  Salento, con Santa Maria di Leuca ed Otranto, storia dell’arte, arte cristiana e mosaici con il barocco, e gente mite perche’ si sa, “beati i miti perche’ erediteranno la terra”(Matteo 5,1-12). Riceverne carezze e reimparare ad accarezzarsi. Caresser e se caresser.  Luogo di ritrovo di parole e contenuti.  Do ancora una occhiata a questo bicchierino e all’ultimo sorso di caffe’.  Pero’, era davvero buono. Inizialmente pareva amaro, ma ora, non piu’. Sono sereno, “sono allegro e felice: tutto in me e’ sorriso, un beato sorriso. Il cuore intero sorride”. (Klara in Fratelli Tanner). Ho ricevuto molto. Buon ferragosto 2014. Dimenticavo: grazie ed un augurio sentito per la candidatura di Lecce 2019 a capitale europea  della cultura.

Notte della Taranta

DSCN3417DSCN3422Tutto pronto per il grande evento della Taranta. Il Salento e non solo si muove, e ballerà, stuzzicato, meglio, pizzicato dal richiamo della Taranta, presso il piazzale antistante il Convento degli Agostiniani, a Melpignano.

Tantissimi i protagonisti, tra questi, anche il “Cibo della Taranta” proposto da Slow Food” dopo aver selezionato tantissimi prodotti salentini. Che bontà! Mare, natura, musica, storia, un frullato di colori che suscitano emozioni anche nei piu’ aridi.    Il mare, merita un’ attenta osservazione, una contemplazione infinita, con i suoi colori sfumati, dall’azzurro al verde,  al blu, al grigio, al piombo. Il cielo, stupendo. La stazione di Lecce comincia fin dalle prime ore a raccogliere i primi con biglietto Melpignano e non solo. Sul primo binario, piaccia o non piaccia, altre emozioni si vanno coagulando, insieme ai saluti: un treno frecciabianca è pronto, direzione Milano. Il nord, meglio, quella parte di vacanzieri che lavorano al Nord, si raccoglie, confortato dai parenti, intorno ai primi binari della stazione di Lecce.  Alcuni intenti a consumare velocemente la loro colazione, un grappolo d’uva, di quella buona, una pesca, una bella fetta d’anguria. Altri, il classico dolce con la crema e il buon caffè Quarta, quello forte, capace di dare tono diverso alla musica, triste,  che si avvia a suonare su questi binari. I finestrini dei treni sono ormai sigillati da tempo, quindi, per i viaggiatori non esistono piu’ possibilità di potersi affacciare, intenti nello sventolio del  fazzoletto bianco, così, per un ultimo saluto, un condensato di lacrime e ringraziamenti per una terra sempre madre e accogliente.  In posizione defilata, alcuni lavoratori stagionali, alla ricerca, proprio come tanti anni fa, di un lavoro, ma non nelle fabbriche, ma nella terra. Un sacchetto con un panino ed una bottiglia d’acqua contiene tutto il suo mondo. Ora anche i tempi delle lacrime sono dettati dalla modernità. Il cellulare ha sostituito il fazzolettino, così come anni addietro la Polaroid, con la sua istantanea cambio’ molto nella nostra vita. Dall’altra parte dei binari,  la musica comincia.  Il trenino ormai famoso, tanto da aver avuto una parte in un bellissimo film, è ormai pronto. Tutti a bordo. Si parte. Per Melpignano. La Taranta aspetta.

Aspettando la notte della Taranta…La Storia di Elsa Morante

Aspettando la Notte della Taranta, questa sera, a Melpignano, in provincia di Lecce, presso il Convento degli Agostiniani….100 mila persone attese, che arriveranno con mezzi privati e i famosi trenini della Sud-Est…un grande festival europeo dedicato alla musica tradizionale……Direttore delle danze di questa edizione sarà Goran Bregovic musicista balcanico che unirà “le due  sponde adriatiche”…proviamo a raccogliere un po’ le idee e i ricordi e la storia. Una conchiglia, un pasticciotto, il dolce buono-buono di Ceglie Messapico e tanta storia……..tanta..

Ceglie e il mare

Questo particolare di Ceglie Messapica è talmente bello che ne vale la pena riproporlo……….e riproponiamo anche questo mare, così cristallino……tra Porto Cesareo e Torre Lapillo….

E’ stato molto bello, questa mattina, sfogliare La Stampa, e poter leggere  a pagina 23, “Il Bello e il Buono”, l’itinerario di Roberto Duiz sul Salento. Sulla spiaggia, due termini chiave hanno focalizzato la nostra attenzione:  Salento, paragonato ad un “ombrello”, chiamato anche in questo modo per le condizioni climatiche, e Salento come “nave” carica di ogni ben di Dio, come, modestamente ho riportato in questo blog, a partire da olivi secolari e vitigni, in perfetta solitudine o tra masserie magari riconvertite in nuovi agriturismi.  Appropriato il riferimento ai tufi, utilizzati in ogni costruzione….quelle “cave” svuotate, osservate sulla direttrice che porta da Avetrana a Taranto…….Ricordo i vecchi “leoncini” che viaggiavano a ritmi di “tre quattru iaggi”…………per poi scaricare su terre che all’epoca erano lande desolate………..La giornata di “Pippi” era scandita da questo lavoro, in un Italia da boom…polvere che si perdeva ad ogni viaggio, depositata sull’asfalto e sulle strada dopo aver “ribaltato” i “quatieddi” (tufi) o anche detti “fedde”……….polvere di tufo così bianca che al solo guardarla ti accecava……ora, le cave sono vuote e il paesaggio, ahimè…………costruzioni, costruzioni, costruzioni, fin dove non si doveva….una ferita…..Le orzate non si serrvono piu’, ma in compenso si trova il caffè ancora a 80 centesimi, e in altri, anche a meno. Osservo cosa succede al Pincio, a Roma, e penso a quanto la mano d’uomo sia davvero pericolosa, in molti frangenti…A proposito, a quanto si è ridotto il pil proveniente dall’agricoltura? A me piace pensare questa terra in tutta la sua bellezza………..In attesa della lunga notte della Taranta, e la sua notte di Melpignano……….con la speranza che il mal costume venga “pizzicato” per  dispiegare la tutela del bene comune……spiaggia, mare, terra…..

Torre Lapillo, Porto Cesareo, Salento, Lecce….

Il cuore puo’ contenrere tutto. Come questa foto: Torre Lapillo, Porto Cesareo, Salento, Lecce……..mare, cibo, terra rossa…….e “mieru”(vino), tanto….tanto……in quantità.

Puo’ sembrare un cuore modesto, ma batte. Un viaggio che non dovrebbe mai terminare. Il sole, lu sule e lu jentu,  al mattino presto, che ti batte sulla pelle, e la scalda, mentre corri. L’odore del caffè forte, che sprigiona da ogni casa, e non in un luogo dove, per mesi ti senti in prigione. Le orecchiette e i pizzarieddi, pomodoro fresco e sugo…….Piatti di frutta che volano come dischi volanti da un ombrellone all’altro, senza dire, “chi sei?”. Pasticciotti appena sfornati e crema ancora calda, rustici e calzoni con pomodoro fresco e mozzarella filante………Fichi appena colti dall’albero, neri e bianchi, fichi d’india, prugne e pesche, frutta che sa di frutta….Sabbia e pelle che tira arrossata dal sole……”frisedde”  appena appena bagnate con seme di pomodoro, olio, sale, origano e sapore di grano duro……..Il quotidiano di Lecce, Brindisi, da sfogliare tutte le mattine, riportando  tutte le sagre……..aspettando ora Melpignano, la notte………della Taranta….e non importa se il trenino della Sud Est è un po’ lentino…….Vivere slow, è meglio…Lento, come lente queste onde, pronte a scrivere e riscrivere emozioni e vita su questa sabbia. Il mare prende, il mare concede, tutto si tiene……..come quei pescatori intenti a ricucire vecchie reti…….ricordi, come neuroni incrostati……   E poi, la riscoperta di un Paese così bello, come Ceglie Messapica, così attenta al cibo, ai saperi  e sapori di una volta… Così bella da questo panorama….Parafrasando una canzone di Mina, Grande grande.

Foto col cellulare, Torre Lapillo, Porto Cesareo.

Tutto questo nel cuore.