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25 luglio

25 7 2016 Bacino Grande, Le.Borrelli Romano foto25 luglio,  una data che nelle spiegazioni,  a scuola,  è  fondamentale,  così come l’8 settembre. E anche durante l’ultima maturita’ le due date sono state sviscerate dai candidati,  su richiesta del commissario.   Ma oggi e’ 25 luglio 2016. Come sempre Caronte si è  affacciato e ha caratterizzato la giornata rendendola ulteriormente pesante e faticosa. In spiaggia,  chi passeggia e chi sonnecchia e il caldo la fa da padrone. Asciugamani colorati sottolineano ed esaltano ulteriormente la bellezza dell’estate. Tutti in forma e prove costume ampiamente superate. Poi,  se qualcuno no,  “chissene… ” direbbero i miei studenti.  Le conchiglie sulla sabbia e deposte sulla riva inanellano numerose perle,  e certo  anche quelle sotto l’ombrellone cappello in testa non si fanno mancare.  E’ bellissima questa luce che si insinua in ogni dove25 7 2016 Bacino Grande, Le.foto Borrelli Romano.  Sulla spiaggia,  verso l’ora del tramonto,  son riuscito a trovare qualche lettrice,  al riparo dal sole sotto gli ombrelloni,  immersa nella lettura e pagine di qualche bellissimo libroBacino Grande, Le.25 7 2016 foto Borrelli Romano. Oltre che di crema solare. Il mare o le sue onde che si accavallano e ricamano trame bellissime con il filo dell’acqua e della schiuma rimandano ai miei piedi qualche conchiglia proveniente da chissà  dove,  chissà  quali terre. Ne colgo una e la avvicino all’orecchio rimembrando un gioco passato. Dal suo interno si propaga una musica,  “Tu come stai” mentre il mare fa la sua parte. “Gioco con i punti cardinale e immagino la Grecia,  la Calabria,  l’Africa,  il mar Adriatico,  poco più su. E chissà  che la conchiglia non giunga proprio da li. “Qual e’ il più  bello tra lo Jonio e l’Adriatico dal tuo/mio punto di vista?” provo a domandarmi.  Un po’  come chiedere per quale squadra tifi o la classica domanda posta ai  bambini: “vuoi più  bene a mamma o papa’? ”  A me piace tantissimo questo mare  ma Santa Mara di Leuca dove confluiscono i mari creando quegli effetti ottici così particolari non scherza cosi come non scherzano i colori di Otranto. E se dovessi pensare ad un posto dove stare sempre forse direi…. nel faro!!! Come classe,  come scuola,  come cattedra. E forse anche la conchiglia ci starebbe bene,  nella macchina della luce. Qui che e’ Salento dove mare e terra si confondono,  tra ulivi,  viti e muri a secco e masserie.  Bacino Grande 25 7 2016 foto Borrelli RomanoTorno sulla conchiglia che innesca una trama di ricordi e diviene per me una penna per inanellare racconti. Un po’ come aprire una  cassapanca,  coi suoi ricordi…”Cup o tea” direbbero gli inglesi.

“Cassapanca”

Lecce.20 7 2016 .staz.foto Borrelli RomanoA Lecce,  quando non si parte e non si arriva e’ tutta un’altra storia. Lecce: Firenze del Sud,  citta’ stupenda,  barocca. Sole alto e luce obliqua.  Il treno e’ li,  fermo,  sul primo binario,  ma non e’ stato e non sara’ il mio.  Ha smesso da poco di “vomitare” persone,  trolley e storie e solo per un caso o gioco del destino molti viaggiatori si sono incrociati,  parlati,  conosciuti per alcune ore. Un treno blu,  notte che profuma di Alpi,  Appennini,  Pianura Padana,  fiumi,  mar Adriatico,  citta’ e raffinerie e ha portato con se chissa’ quale carico. E’ li e ora riposa dopo aver fatto il suo mestiere e non andra’ mai in pensione. Silenzio. Anche l’altoparlante non annuncia nulla stamattina. Silenzio che e’ attesa.  Vado alla ricerca spasmodica di un caffe’,  del pasticciotto e del Quotidiano di Lecce e questi si,   restano invece la stessa storiaLecce.20 7 2016 foto Borrelli Romanoe fanno letteratura che non e’ vita ma esaltazione della vita.  Da qui si scrive e racconta. Oggi la luna si accende,  mercoledi di plenilunio, e quindi  riflettori accesi su molto. Stazione. Un sorriso lungo un viaggio,  anche se oggi,  fortuna,  non si viaggia ma si raccontano viaggi. Qui e’ il posto preferito per gustarmeli,    i pasticciotti,  e chissa’ perche’,  resta sempre il bar della stazione il luogo preferito dove farlo. Forse perche’ da qui i sogni viaggiano e hanno gambe. All’uscita qualche taxi in attesa di qualcuno  mentre altri attendono e ciondolano per l’arrivo di “quello da Torino”. Emozioni e ansia congelati almeno per altri dieci minuti. Oltre i taxi il viale alberato,  il centro,  il gazebo. 20 7 2016 Lecce.foto Borrelli Romano.  La ricerca del Salentoinbus idem. Niente orologio niente tempo. Alle 8 di mattina il sole era gia’ alto,  e sui nastri d’asfalto lungo la direttrice Porto Cesareo-Lecce i venditori ambulanti hanno gia’ sistemato nelle macchine cassette di frutta e verdure pronte per la vendita. E l’immancabile bilancia,  strumento commerciale da sempre e simbolo di giustizia. Le terrazze leccesi richiamano vita: sventolano 251 bandire del Gusto,  un ottimo risultato se si tiene conto che in Italia sono 4. 965. Sulle terrazze svetta e veglia  il campanile del Duomo con  i suoi 5 rettangoli che sono li, disponibili alla vista di tutti,  fin dall’accesso della città  e oltre.  Poi il ritorno. Sole ancora piu alto e tutto come prima,  con qualche macchina in piu verso il mare.  25 minuti di strada e di caldo,  qualche rotatoria e si e’ a Porto Cesareo dove un’altra giornata di mare è  pronta per essere consumata. Un giro veloce nel Paese tra negozi che richiamano “pillole felici”Porto Cesareo, Le.19 7 2016.foto Borrelli Romano e il solito “chiodo fisso”Porto Cesareo.Le.19 7 2016.foto Borrelli Romano. Il sole ora è  già  molto alto e scotta anche. Acceca.  Cerco un riparo,  sotto la veranda.  Li fuori, oltre le finestre,   persone e personaggi che hanno fatto la storia della via (che e’bellissimo un quartiere! )si aggirano con una consueta flemma. Escono dai loro fantasmi e si materializzato divenendo personaggi.  Mi muovo sorridendo,  al fresco. Incrocio una cassapanca la apro e. .. al tatto impatto in una storia gradevole. Un tempo contenitore per la  farina,  buona per il pane. D. ricorda quando il forno era unico e le giornate per cuocere i “pezzi” erano solo due la settimana. Il fornaio passava con il suo camioncino e sulle tavole di legno depositava i pezzi. “E come facevano a non confondersi tutti quei pezzi di pane? Perché  i numeri sono numeri ma le forme,  la farina forse no”,  potrebbe domandare qualcuno dotato di buon senso.  Semplice: ognuno sul suo pezzo metteva l’iniziale del nome o cognome.  L. per esempio e si capiva cosi a chi apparteneva. Ma questo,  un tempo. Oggi ho ritrovato storia recente, che mi ha tolto il fiato,  per un po”,  tanto quanto potrebbe farlo una bellissima foto del mare del SalentoBacino Grande (Le) 23 7 2016 foto Borrelli Romano. Con dedica di… corredo. Proprio come una cassapanca.

Porto Cesareo

Porto Cesareo, Le.26.6 2016. foto Romano BorrelliAl mattino il sole e’ gia’ alto. Entra attraverso le fessure delle finestre e allaga ogni centimetro quadrato. Le cicale mai stanche cominciano il loro instancabile canto che si prolunghera’ fino a tarda sera.”Ma che ora e’? Le 6.30″. Basta. Non si dorme piu’. Un’occhiata al fico e al giardino. Esco e scarpette ai piedi infilo  un nastro d’asfalto lungo un paio di km. Oggi regnera’ un po’ di confusione in  un anticipo o prova di quel che capitera’ a luglio e agosto. O sta gia’ capitando.  La corsa verso centimetri di spiaggia e’ iniziataTorre Lapillo, Le.26 6 2016 foto Romano Borrelli. Le macchine lentamente dai paesi dell’entroterra si muovono verso il mare. Vedo le auto sfilare mentre raggiungo velocemente un “pasticciottino” al pistacchio da addentare, appena sotto la TorrePorto Cesareo, Le. 26 6 2016.Borrelli Romano foto. Mi siedo tra un tripudio di bar: Miramare, Imperatore. “Ane allu Principe”  (vai al Principe) mi urla un signore la cui fronte e’ vendemmiata dal sole, e nell’allungarmi la mano per indicarmi la direzione mi scopre calli e anni di terra domata. “Esistera’ questo Principe?” Mi domando tra me e me. Un sorso al caffe’ Quarta,  un morso al padticciottino mentre sfoglio il Quotidiano di Lecce.”Nonno Uccio ha sostenuto gli esami”, l’Eurostar o “Freccia Rossa arriva da Milano ma non e’ sufficiente”, “Puglia sold out”…Mi giro. La statua dell’Arcuri e’ sempre al suo posto na le bellezze del luogo non fanno paragone.  Porto CesareoPorto Cesareo, Le.24 6 2016.Borrelli Romano sembra una cartolina. Colori vivi, accesi. Bellissimi. Profumi di pini, mare, bagno schiuma e creme solari. Un caldo da paura ci avvolge. Un gruppo fa gia’ il bagno. E sono le prime ore del mattinoPorto Cesareo, Le. 26 6 2016 foto Borrelli Romano. Provo una strana sensazione essere qui, ora. Ritrovo profumi, odori, colori di anni passati. Sembra di essere tornati indietro nel tempo, al perodo dell’infanzia, abituati alla confusione di agosto, nell’eta’ adulta, scandita dal lavoro, o,  al piu’ in botte di c. di fine luglio. Ma giugno lo avevo proprio dimenticato, quaggiu’, a due passi da Est, alle 5 con la luce del giorno gia’ accesa, con il rumore delle campane della chiesa arrivato qui dentro grazie ad un vento favorevole, in un tripudio della natura certamente mai cessato, implementato dal passeggio di “trecce” sulla spiaggia in ore piu’ favorevoli in questo senso. Volti mediterranei, capelli scuri, occhi neri e tratti di matita che ne sottolineano le bellezze.  E annoto sul calepino questi ultimi tratti.

Da Santa Maria Di Leuca a Gagliano (Lecce)

Lasciatomi alle spalle il piazzale di Santa Maria Di Leuca con il suo santuarioSanta M.Di Leuca(Le)14 8 2015 foto Romano Borrelli, le sedie ordinate per giorni di festa (la Madonna dell’Assunta)i due mari i loro colori14 8 2015Santa Maria Di Leuca,foto Romano Borrelli, il faro,20150814_132206 questa “fabbrica” di luce, che continua ad esercitare il suo fascino, mi dirigo verso la fermata del bus con il seguente pensiero: Terra e mare. Inizio e termine. Approdo, transito. Gagliano-Leuca(Le) 14 8 2015 foto Romano BorrelliTerre Estreme. Sono venuto a conoscenza che nel periodo estivo e’ attivo il bus Santa Maria Di Leuca -Otranto e che transita da Gagliano. E’ un piccolo bus, poca gente a bordo, cosi almeno sostengono, lo utilizza in questo periodo.”Scusi, quante fermate per Gagliano?” L’autista mi risponde: “Due. La prima e’ per il campeggio, la seconda, per  la stazione”.  Rispondo: “Un biglietto per la stazione”. Un euro per 4 km circa. Gagliano. Questo nome ha avuto sempre un fascino per alcune motivi.Li elenco: il suo nome sulla carta geografica plasticità, posto ad inizio vagone del treno, (un richiamo continuo, sfuggendo alla vigilanza dei genitori) che segnava il primo o ultimo puntino ferrato a seconda di come lo si guardava (quando c’erano le cartine sui treni lo scorrere del dito su di esse ne anticipava l’arrivo); per il campeggio, che ha sempre orientato la fantasia di mondi differenti; per averlo sentito evocare indirettamente, da un amico di un’amica.20150814_144603 La stazione Ferrovie Sud-Est e’ un pochino distante da dove è posta la “palina” stagionale  del bus. 14 8 2015 Gagliano, Le,foto Borrelli RomanoPasso davanti ad un edificio che un tempo era un ospedale, (ora presumo presidio sanitario) probabilmente, con la guardiola sguarnita. Una Chiesa, un’altra e forse  queste sono piu’ delle anime in giro per il paese. Qualcuno è concentrato sulla banchina del binario uno. Focalizzo l’attenzione su di una bandiera rossa e delle campanelle che insistentemente suonano e annunciano l’arrivo. Molti bisbigliano e giocano su quale modello toccherà loro, anzi, noi. Se saremo costretti ad un cambio oppure no, se ci sara’ l’aria condizionata oppure no. Io sorrido divertito perché cerco proprio il fascino della littorina diesel.Capisco le loro angosce, 365 giorni per h 24. Scambio qualche parola con una fornaia del posto e mi faccio raccontare qualcosa di questo paese e di cosa si fa in inverno. Poi osservo la terra, i muri a secco gli olivi, le pietre, il treno che si anima, prima della sua partenza. La luce che penetra dai finestrini e si stende e spande e avvolge tutto e tutti lasciando poco scampo a noi e alle tende, rosso sbiadito dal sole, che nulla possono per ripararci dai raggi intensi, sole che ci vendemmia e ci rende, ognuno a suo modo, felici, come “certe famiglie”, come certe letture ci introducono. La luce si riflette, nei capelli, su qualche bel viso, rendendolo ancora più bello anche quando la natura regala anticipatamente qualche segno ai lati della bocca, di quelle che a volte si chiamano rughe. Mi godo questo panorama, seduto, comodamente su queste poltroncine14 8 2015, ferrovie sud est,foto Borrelli Romano.Ci affonFoto Borrelli Romano, arcobaleno,Salento,16 8 2015do e vedo passare tanta vita. In molti di questi paesi si festeggia San Rocco: profumi di carne, “marretti” rustuti, mustazzoli, cupeta,frisedde e pane e “mieru” e sogni di bambino fatti anni fa tra un giro di parenti e l’altro. Per concludere: dopo una grandissima pioggia un bellissimo arcobaleno che pare prendere in braccio i due mari, Jonio e Adriatico per calmarli, cullarli e renderli coi colori migliori per i nostri occhi. Questa luce e’ un gesto digrazia, di gentilezza, che mi coglie.Piove ma so che dopo questa attesa, dopo, mi cogliera’.  Gagliano ormai è alle spalle, con la cartina, il camping e un po’ di invidia per l’amico della mia amica.

Gagliano-Leuca (Le) foto Borrelli Romano 14 8 2015Gagliano, Le.agosto 2015 foto Borrelli Romano14 8 2015, Salento campagne foto Borrelli RomanoLecce 14 8 2015 campagne.foto Borrelli Romano

Bei tramonti Salentini

Appena sceso dalla “metro” Adriatica-Jonio, l’unico desiderio era fare un bagno al tramonto. E immortalare attimo dopo attimo la sequenza del sole che “porto a dormire” come un bimbo. Cullarlo da una terra a…”Oriente”. Si tuffa, oltre la Toscana.Chissa’ perche’ penso a Grosseto, Marina di Grosseto, Alberese… Una coppia riesce a litigare sui centimetri delle onde: “il mare e’ agitato oppure no?” E litigano al posto di … Che idiozia, penso, litigare per una simile stupidaggine davanti ad una grande bellezza. “Il tramonto in una tazza” e saprei a chi regalarlo. Ho appena riposto la tazza dopo il viaggio. Era con me. Ma concentro l’attenzione sulle piccolissime onde che si infrangono sulla sabbia. A me danno l’idea di tantissime parole che si infrangono si mischiano, si mescolano, per riprodursi e generarne di nuovi, di termini, sinonimi, contrari.Onde che ripetutamente fanno l’amore e generano (e gemono) e giungono a riva come stremate, dopo una lotta, corpo a corpo,  come in un amplesso. Caos primordiale e poi, armonia, pace. Onde che paiono pagine di libri che si sfogliano, pagina dopo pagina, in una storia, come quella di uomini e donne che continua.Peccato quella coppia sia deficitaria di fantasia….questo e’ un mare da amare. E viverlo. 6 8 2015 foto Borrelli Romano.Porto Cesareo, Le6 8 2015 Porto Cesareo, Le.Foto Borrelli Romano6 8 2015 Porto Cesareo  foto Borrelli RomanoPorto Cesareo, Le.6 8 2015 foto Borrelli Romano6 8 2015 Porto Cesareo Le.Foto Borrelli RomanoPorto Cesareo Le.6 8 2015 foto Borrelli Romano5 8 2015 porto cesareo foto romano borrelli

Colpo di “tacco”

Santa Maria di Leuca. 7 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli (2)Mi piace molto il fatto di lavorare in una scuola per alcuni motivi e tra questi anche  un0 semplice, che in fondo o in qualche fondo (per non parlare dei fondi di istituto così anemici)   il che poi, allo stato attuale, e’ lo stesso, una carta riesco a trovarla, anche se non quella che vorrei.  Quella che mi piacerebbe ritrovare è  geografica, Cartina geografica. L'Italia. Foto, Romano Borrelli(col tacco salentino) anche se, le carti mancanti (insieme alle porte, come è stato riportato dalle cronache cittadine) sono di ogni tipo, dalla morbida a quella per fotocopiare…Un tempo collocata nel mezzo di qualche aula o in fondo al vagone del treno, sempre presente.  Con un righello sempre al suo fianco. Quando le maestre, o le professoresse, facevano fare il giro della classe, righello in mano, per capire la collocazione Est ed Ovest. E mentre i compagni giravano, anche la fantasia girava. E per me, ieri come oggi che la cerco, era ed è sempre estate. Ora, quella carta, non la ritrovo più e faccio mente locale per collocarla in qualche parte scalcinata.
Ora è solo e soltanto il frutto dei ricordi  e l’ aderenza a sé stessi e della fantasia che mi fa pensare che in fondo, tutto quello che vorrei e’ proprio preservare il fondo dello stivale, con il suo mare, il suo vento, le case sullo sfondo, il porticciolo, le barche,  e un altro mare che ne modifica il colore dell’altro quando si incontrano. O forse l’effetto cromatico è solo e soltanto frutto dell’ immaginazione, come quando vogliamo, o vorremmo che certe cose prendano una certa piega. E quando termina il lavoro, lascio da parte ogni recriminazione, ingiustizia di sorta, e tiro avanti, in punta di piedi, per non consumare la grande bellezza del tacco. Oh mio amato “tacco”, forse non ti ho apprezzato tanto ma ne sento continuamente il tuo richiamo, il tuo amore…in punta di piedi e a testa alta, con il fardello, invisibile ai molti, andare  incontro a questo mare aperto senza se, senza ma, senza le….raccomandazioni di sorta… Il mare aperto della vita. Quando esco e vedo camminare altri mi piace pensare che ognuno possa provare la stessa sensazione: camminare in punta di piedi…. ognuno per la giusta direzione. Con il “tacco giusto”.Fermata metro. Direzione Fermi e Lingotto. Foto, Romano Borrelli Un caffè e via…verso l’incontro…(a proposito, spuntano distributori automatici presso le fermate della metro di Torino).Torino. Fermata Metro, Principi D'Acaja. Foto, Romano Borrelli

Verso l’incontro. Dei 2 mari. Santa Maria di Leuca

20140807_100503Proviamo a muoverci nell’interno. Prima da Torre Lapillo verso Porto Cesareo (Lecce), dove il giovedi si svolge il mercato. Il bus è azzurro.20140807_101303 Copio gli orari dei passaggi tra Porto Cesareo e Torre Lapillo e li riverso sul blog,   potrebbero essere utili nell’eventualità che qualcuno decidesse di passare qualche giorno di vacanza da queste parti. L’attesa poi, a Porto Cesareo, in attesa del bus, direzione Lecce. L’edicola -tabaccaio dove si possono comprare i biglietti è in via Cilea. Poco distante. Scopro anche che con una applicazione da scaricare sul cellulare è possibile munirsi da casa del biglietto. L’autista leggerà poi sul cellulare l’avvenuto pagamento del biglietto.  Potenza delle “App”. Una modalità che permette anche di risparmiare qualcosa. Partenza, in “Salento in bus“: Leverano, Copertino, poi Lecce.  Il bus, Chiffi, verdino, e’ arrivato ora.20140807_10204720140807_120135Quasi 40 minuti di tempo mi concedono la possibilità di una breve visita di Lecce, prima di rimettermi in cammino, anzi, di risalire sul bus, diretto  “verso l’incontro, con i due mari”. La Cattedrale, il Campanile, l’anfiteatro, Piazza Sant’Oronzo. I balconi dei palazzi leccesi, le corti. Lecce, Estate 2014. Foto, Romano Borrelli Lecce barocca trabocca di turisti.La cartina del Salento. Foto, Romano Borrelli Poi, di corsa verso il gazebo, luogo di informazioni e fermata per i bus che si manifesta con  puntualità. Salgo. I nomi dei paesi che si attraversano  hanno qualcosa di magico, evocano ricordi, profumi gradevoli. Di tanto in tanto si comprende che nei paesi è in atto qualche festa, una sagra. Il cielo  è nuvolo la temperatura non eccessivamente calda (almeno fino a questo momento).20140807_11283820140807_11322020140807_134336Siamo in pochi, sul bus. Un paio di studenti universitari (uno di Brindisi che durante l’anno accademico fa la spola tra la provincia leccese e Brindisi e una studentessa universitaria di Roma, di ritorno a casa) e un’altra coppia. Peccato non sia molto utilizzata questa forma di mobilità. Mi informo se è sempre così, la risposta è che “i tempi sono cambiati ed ora, in quasi tutte le famiglie ognuno ha la sua macchina”. Peccato. Non che abbiano la macchina, ma che non approfittino di questo servizio. Migliorare le indicazioni, le paline dei bus, luoghi di interscambio con le bici per un’attenta mobilità. Si riuscirebbe a gustare “lentamente” il tutto. Dopo un’oretta di viaggio, tempo ridotto rispetto al altra linea che  attraversa i paesi e ci impiega più tempo, sono quasi a destinazione. Gagliano è uno degli ultimi paesi. Un campeggio rinomato, la ferrovia, terminale, un ospedale trasformato a presidio (mi è stato detto),  qualche km e sono a destinazione.20140807_133123 Scendo dal bus, mentre questo continua a percorrere la sua corsa. Un attimo e mi trovo davanti ad un piazzale, grande. Con una chiesetta. Entro, un po’ per cercare un attimo di pace e fresco, un po’ per un attimo di raccoglimento. Santa Maria di Leuca. 7 agosto 2014. La Chiesa, interno. Foto, Romano BorrelliSanta Maria di Leuca. 7 agosto 2014. La Chiesa. Foto Romano BorrelliUna fontana. Acqua, tra le acque.Santa Maria di Leuca. 7 agosto 2014. La fontana. Foto, Romano Borrelli  Un’altura. In questo momento mi trovo su questa piazza, all’estrema punta della Puglia, dell’Italia. Il mare in basso.O forse, i mari. L’incontro e’ servito.  Una carezza del vento, del sole, del mare, di questa terra che ci apre al mondo. Un vero peccato accampare scuse su euro da centellinare e costi vari, pur di evitarne l’incontro. Non dare la giusta importanza ad una tale bellezza ad  un paesaggio così  ricco di storia e’ davvero un peccato.Santa Maria di Leuca.  7 agosto 2014. Foto, Romano BorrelliDella piazza e di questo lembo di terra. Il faroSanta Maria di Leuca. 7 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli con la sua luce,  dall’alto dei suoi 48,60 metri, (e la sua collocazione a 102 metri sul livello del mare) anche in questo caso, prendendo a prestito pagine del libro Gilead, oserei affermare, Luce nella luceSanta Maria di Leuca, con quest’acqua e la sua colonna. Quella corinzia, del 1694, recentemente ristrutturata, posta sul piazzale, che segnala il ricordo di un passaggio.Santa Maria di Leuca, 7 agosto 2014. Il faro.Foto, Romano Borrelli. Passaggio, a quanto si afferma, di un santo, San Pietro, arrivato dalla Palestina diretto a Roma. Passaggi di uomini in cerca, alla ricerca.Mi piace molto l’ idea, leggenda,  che sia stato il primo approdo di Enea.  Era da tempo che immaginavo “questa discesa”, e “salita”, meta, simbolo. Un faro, che iilumina la luce che e’ in noi. Un cammino. Difficile dipanarne pensieri, emozioni. Semplicemente, luce. L’emozione e’ indescrivibile. Un vento ti avvolge, coinvolge, stravolge. Ma non e’ un cioccolatino da scartare, con una di quelle poesie che si attaccano sul diario e  convivono con noi un anno intero. E’ un Bacio Perugina antropologico che aderisce e si presenta congiuntamente al nome. Santa Maria Di Leuca, bellissima. E’ “tipa” ideale, non solo amore metafisico. Davvero, quassu’, “clima” da vertigini.  A sinistra di questa piazza, dalla parte opposta rispetto alla “vista” santa Maria di Leuca, i colori piu intensi, il  verde dei fichi d’indiaSanta Maria Di Leuca, 7 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli, quello del mare, con  l’azzurro del suo cielo. Panorama da musica, fondamentale per ogno uomo, ideale per incontri come questo, anche se, a dire il vero, questo incontro e’ musica  che si autogenera. Friedrich Nietzche sosteneva che l’ esistenza umana senza musica sarebbe un errore, come vivere senza contemplare questo paradiso musicale. Musica di questo “tenore” e’ un linguaggio dell’ anima per giungere al cuore. Delle persone, del cielo, della terra, in ogni genere di cose. Santa Maria di Leuca:” E vide che fu buona cosa”, pare un pezzo di Genesi. Santa Maria di Leuca. 7 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli (2) A gruppi ci scambiamo apparecchiature fotografiche e tablet, per immoralare il momento, per scrivere un pezzo. Di storia, personale. Sono convinto che se esiste un’altra vita, eterna, tutta questa bellezza ne fara’ parte.20140807_13530820140807_13531920140807_13425520140807_13414320140807_13403420140807_133437Il sole si affaccia continuamente e quando aderisce alla pelle, brucia, ma e’ un calore ed un bruciore gradevole, al tessuto, all’anima, spesso stracciate dopo averle offerte a chi avrebbe dovuto proteggerle da intemperie.  Questo contatto, a questo punto, è più che un cerotto. E’ una seconda pelle che aderisce.  Rinnova. Acqua e luce. Santa Maria di Leuca.  Il sole che ci avvolge ha l’effetto di bloccare la melatonina, l’ormone che induce il sonno. I raggi che si irradiano sul nostro corpo fanno aumentare il livello di serotonina, l’ormone della felicità, che quando è carente lo si associa ad uno stato depressivo. Il sole ci rende diversi, giocosi e gioiosi. Più estroversi. Spensierati.   Per mesi l’ho cercato, nascosto, ora tra una nuvola, ora dalla pioggia.  Cercando i suoi raggi per un nuovo corso. Migliore. Diverso. Eccolo. E “la pioggia è una cosa che succede nel passato“, disse Borges.  Una meta desiderata, da tempo. Vedere l’incontro, le orme, di altri che ci hanno preceduti. Una ricerca. interiore e di una terra,  comune e in comune a molti. E in tanti affondano le loro braccia e mani nell0 zaino per una pesca particolare, alla ricerca di un qualcosa su cui scrivere, blocchetti e  penne che ne tracciano  pensieri.  Gli strumenti moderni, sono insufficienti a qualcosa di più profondo. Sguardi persi, altrove, come pensieri. Oltre il mare, oltre la colonna. Occhi verso lo Jonio. O verso l’Adriatico. Occhi verso l’incontro, perenne. In questo caso due innamorati che si accolgono. Rifletto su alcuni ombrellini che servono da riparo per un paio di coppie. Ecco, quella sorta di cupola che unisce, per questi due mari, non ve ne è bisogno. Vanno a braccetto anche senza. Una quota aggiunta di romanticismo. Anzi, la cifra del romanticismo. Per due che si sono fortemente voluti non possono restare che braccia accoglienti. Trovo gentilezza in questo incontro, rispetto e disponibilita’.E’ l’ora del pranzo, ma davanti ad un incontro così desiderato, voluto, cercato, non esiste piatto di pasta che chiami.  Bus e macchine arrivano dandosi il cambio. Tutti a cercare qualcosa, in questo incontro, come fosse il racconto di una storia, di un destino, di un amore. La storia che passa e ripassa e viene ripassata, quassu’.  I colori indescrivibili, blu, azzurro, verde in ogni luogo dove lo sguardo si posa e riposa.  Passeggi, avanti, indietro e pensi come sarebbe bello fermare il tempo, abitare in questo faro, eleggere a domicilio questo luogo e il suo perimetro. Qui si fa la storia. Qui  si e’ scritta e si scrive la storia. 20140807_133658Dispiace prendere questa discesa, per andare verso “Le Terrazze”,  luogo di ripartenza. Qui sopra, ti senti padrone, di te stesso, una volta tanto. Ci si riprende da dove ci si era interrotti, dopo la trascuratezza che gli eventi portano ad avere verso se stessi, interrompendo ogni confronto con se stessi. E non sara’ il vento o  una bugia  a  spostarti di un centimetro.  Non saranno mai abbastanza forti, quelle onde, a tenerti in balia. Si riparte da qui, riprendendo i fili di una relazione trascurata, quella con se stessi.  Dal piazzale, un balcone dove poter ammirare l’incontro, e dove l’ho gustato il giusto abbastanza,  mi muovo, lentamente, scendendo gli scalini, dopo averli percorsi, faticosamente, prima giù, poi su, poi ancora giù,  con la gioia e l’entusiasmo di un bimbo. A volte sembra non giungere mai, su una vetta, un obiettivo,  faticosamente raggiunta, raggiunto, solo col tempo. Ora li ridiscendo, ad uno ad uno, direzione colonna. E’ semplicemente stupendo, tutto. Meraviglioso. Genera davvero dispiacere lasciare questo posto. Ma sono sicuro che sara’ solo un arrivederci. Restituiro’ gran parte di quanto ho respirato, in termini di emozioni. Tra poco il bus mi catapultera’ in altro posto, in altra piazza. Dopo aver percorso la scalinata, mi dirigo presso Le Terrazze. Domando e cortesemente qualcuno si offre di accompagnarmi. I titolari Sailorman, addetti alle visite guidate alle grotte, mi offrono un passaggio e indicandomi la biglietteria per una eventuale visita guidata alle grotte, in futuro. Ecco un tratto che accompagna la gente salentina, la gentilezza e l’ ospitalita’ che non viene mai meno. Tratto questo che si ripetera’ anche a destinazione, quando una famiglia gentilmente mi offre un passaggio per il ritorno. Davvero cordiali, e questo vuole essere un modo per dire grazie. Tra Santa Maria Di Leuca e Gallipoli, la strada e’ panoramica. Penso che nei primi km di questo tragitto esista il piu’ bel mare sulla faccia della terra. Va bene, per non offendere alcuni, uno dei piu’ bei mari. Un consiglio: cercate di venire. Col cuore. Come accennato, opto  per Gallipoli.20140807_14545020140807_15081720140807_14405820140807_14525920140807_145249Lngo il percorso si attraversano una infinità di campeggi. 20140807_150948Un gruppo, è piemontese. Si presenta. Di Novara, esattamente. Chi si siede affianco, mostra di gradire la musica del bus. Mi fa notare come “l’acchiappa e la trattiene”.  Nuove diavolerie che catturano, “Baby I dont’t  know just i love you so”.  Molto. Mi illustra come poter fare.  Si muovono dal campeggio al mare con questo bus o con la navetta. Un po’ di traffico, ma, mi dice, ne vale la pena. E’ insieme ad un gruppo di amiche. Staranno qui, nei pressi della città bella, per una quindicina di giorni.  Non appena scendono, mi salutano: “ciao. A presto”.  Si, siamo ancora a scuola o università, molto più  probabile, anche sotto questa cupola di lamiera che si chiama bus. La fermata dei bus, a Gallipoli è una sorta di interscambio con altri bus, e’ appena fuori la cittadina. Un dieci minuti a piedi e si trova la stazione, la Sud Est, che come una vetrina di un negozio del centro ne approfitta per mettere in bella mostra il treno nuovo di zecca. Non ci crederete ma il mio intento era quello di montare su una littorina datata.20140807_171040 E andare dove il caso avrebbe voluto. In una sala d’attesa, alcune turisteGallipoli 7 agosto 2014, Stazione Sud-Est. In attesa del treno, sotto l'orologio. Foto, Romano Borrelli attendono il loro treno.Gallipoli, 7 agosto 2014. Stazione Sud-Est, il trenino. Foto, Romano Borrelli20140807_170957Il colore che ne indica l’arrivo o la partenza, “Gallipoli” e’ in verde. Gallipoli, 7 agosto 2014. Orologio della stazione Sud Est. Foto, Romano BorrelliCome accennato, una rapida occhiata all’interno, all’orologio, 20140807_171121“saggio” da quando si e’ cominciato a “saggiare” il gusto di andare su e giu con il treno. 20140807_171245E giusto per restare in tema, di saggiare, gusto e felicita’ per le papille gustative, a quattro passi da qui, cerco, appena dietro una scuola superiore, la pasticceria residenza del grande pasticciottino. (ArteBianca, pasticceria). Appena messo piede, la felicita’ e’ tutta davanti i miei occhi. Pasticciottini di ogni tipo: pistacchio, ricotta, mandorle, caffe’, nutella, classsico. Opto per il pasticciottino al  pistacchio e un caffe’. Gallipoli, 7 agosto 2014. Il pasticciottino ArteBianca pasticceria, Foto, Romano BorrelliForte, come la gente del Salento. 20140807_172101Basterebbe avere tempo e non avere viceversa problemi di linea. Poi, una visitina al teatro, e anche qui, davvero uno spettacolo. Per la visita ci tengo a ringraziare il signor Antonio, che mi haconcesso la possibilita’ di visitarlo e sentire direttamente dalla sua voce, con l’ausilio di alcune immagini, il racconto della nascita di questa bomboniera di Gallipoli. 20140807_173844Una emozione intensa. Teatro vuoto e la fantasia mi faceva percepire quel luogo, pieno, sentirne il fragore degli aaplausi, musica, teatro. 20140807_173409Un posto in prima fila, d’onore. Un teatro tutto per me. Gallipoli. 7 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli20140807_173403Per alcuni minuti. Per un evento importante. Rincorso. Un applauso di mani, non battute. E doppiezze.  A volte, ne basterebbero solo due, di mani, che battono davvero, sinceramente.  Ad un incontro. Un appuntamento. Al ritrovarsi. Come i due mari. Che si attraggono. Non si chiede mica un teatro intero. Stupendo davvero questa bomboniera. Grazie sig. Antonio. Perquanto riguarda la stazione di Gallipoli i ringraziamenti vanno a coloro che nel pomeriggio prestavano servizio in stazione,  mostrandomi  vecchie relazioni ferroviarie e il famoso orologio, che viaggia ormai fisso sui muri della stazione  da cento anni e  mai un   ritardo. Anzi. Poi, la visita contempla il porto, alcune esibizione di tuffi, di alcuni ragazzi che davanti ad un mare da sogno non si annoiano mai.Gallipoli, 7 agosto 2014. Il tuffo. Foto, Romano Borrelli il castello, Gallipoli, 7 agosto 2014. Il castello. Foto, Romano Borrelli20140807_174348 con le sue “aperture per ferie”, Gallipoli, 7 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli il centro storico20140807_174700i suoi locali,Gallipoli, 7 agosto 2014, Foto, Romano Borrelli passeggio molto altro, compresa una fontanaGallipoli, 7 agosto 2014, La Fontana. Foto, Romano Borrelli che è la fine del mondo, nel suo complesso e nei suoi dettagliGallipoli, 7 agosto 2014. La fontana, particolare.Foto, Romano Borrelli.  E’ la fontana greco-romana. Pare che prima di trovare qui, in questo luogo,  la sua dimora definitiva, ne abbia cambiate altre due. Qui dovrebbe trovarsi dal 1560. Una fontana composta da due facciate. A me è piaciuta molto la facciata con i decori, quella “Sud-Est”.. Dovrebbe avere un’altezza di circa 5 metri.. E’ composta da tre blocchi. I bassorilievi raffigurano le metamorfosi delle mitologiche Dirce, Salmace e Biblide20140807_18344320140807_17490320140807_174756Appena si scende dal bus,nel grande p4iazzale e attraversata la strada, un cartello elettronico ci conferisce il suo il benvenuto. Appena sotto, il trincerone della ferrovia. Il richiamo per quanti approfittano di un sonnellino durante il viaggio. Ma farlo, sarebbe davvero un attentato contro questa grande bellezza. Nel suo movimento cangiante, ma sempre fedele a se stesso, fa il paio con il datario e  la temperatura. 20140807_183436Una fedelta’ a se sresso che a sua volta trova l’ alter ego. Nei pressi, una ragazza in maglietta bianca esibisce il suo motto:”sono fedele solo a me stessa”.

A sera inoltrata, il rientro. Penso che posti così, meritino davvero. Penso sia utile, raggiungere questa meta perché nella mobilità verso l’ignoto, ripensando ad Enea, si riesce  a  trovare molto, in se stessi. O ritrovarsi.

Una carezza in un incontro. Una tenerezza, un legame che aiuta. Senza un amorevole ritocco della carezza, l’ essere umano non termina la sua nascita. Ecco, Santa Maria di Leuca e poi Gallipoli, sono state una carezza sul, viso. Carezzare, carezzarsi. Caresser, se caresser. Lasciamoci carezzare, quando l’ incontro e’ di tale fattezza. Un incontro, un legame, un’ integrazione, l’ essere umano che termina la sua nascita.

Salento: tanto di cappello. Estate 2014

Estate 2014.Torre Lapillo. Foto, Romano Borrelli Foto, Romano Borrelli (3)LaSalento, tanto di cappello. Porto Cesareo, Torre Lapillo (Lecce). Estate 2014. Foto, Romano Borrelli. terra è rossa. Salento. Estate 2014.  Terra rossa. Foto, Romano Borrelli.Era da parecchio che non vedevo questo colore, dalle parti del mare. Le piante di oliveFoto, Romano Borrelli (2), con i “recinti” di pietra, composti da mano d’uomo, lungo il corso degli anni, impastati di calce e sudore, con l’ acqua che spesso mancava e che era davvero oro blu. Recinti che sono confini, tra uno e l’altro, nel rispetto della natura, dell’uomo, le vigne, i frutteti passano velocemente, fuori dal finestrino,  ma sono rincorsi da altri e altri ancora. Il passaggio veloce, del tempo e di questa terra. Terre sterminate. Nel chiuso del treno il profumo del caffè arriva ugualmente, così come quello di pane fatto in casa, pasticciotti Porto Cesareo. Il pasticciotto. Foto, Romano Borrellie pasta fatta in casa, i pizzarieddi e le orecchiette, ricotta e formaggi freschi di masseria. Formaggi in una masseria salentina. Foto, Romano Borrelli E poi, la ricotta calda e la “ciuncata”, (formaggio fresco) venduto di tanto in tanto sulla spiaggia, come fosse un gelato.Ricotta e ciuncata salentina di masseria. Foto, Romano Borrelli Sui terrazzi qualcuno prende il sole, in paesi che mai ne dimentichi il nome.  E il sapore. Cose di mare. A sinistra il primo cavalcavia. La sud-est è sotto. Lo stabilimento del caffè Quarta. Il treno rallenta la sua corsa. Si intavede gia’ la pubblicita’ del Quotidiano di Lecce. Il treno quasi rallenta la sua corsa. La freccia, scagliata da Torino ha fatto il suo percorso. E’ stanco. Come il suo contenuto. Treno che ha visto e ci ha donato la possibilità di vedere grandi bellezze, da lontano e da vicino, con gli occhi giusti o con gli occhiali giusti. A patto che si osservi il tutto con il desiderio di essere curiosi e meravigliati.  Ritrovare attraverso quei rami di alberi secolari illuminati da raggi di luce forte la meraviglia e l’incanto. E attraverso quei rami pensare alla grandezza del futuro che abbiamo nelle nostre mani. Rami di alberi secolari. L’occhio cade sulla copertina del libro, anzi, taccuino, di Simone Weil, scritto da Guia Risari: due grandi alberi i cui rami compongono il viso, gli occhi, gli occhiali di Simone. Viso di donna. Rami che si intrecciano e compongono. Pensavo di aver perso la mappa pero’ tutto qui dice  che la possediamo ancora. Da qualche parte, l’abbiamo registrata, conservata. Chi in tasca, chi nel cuore.  A volte si sbaglia strada, ma non importa.  Tra poco questo treno lo metteremo in garage, almeno fino a domani. Il motore è caldo. Fa ingresso nel binario uno. La folla dei parenti, amici, conoscenti è una marea sterminata. Onde lunghe, corte, intermittenti. Sottopasso, piazza e poi ci si disperde. La provincia è lunga, come le cose da raccontare, come l’anno che abbiamo alle spalle. Un mare a ridosso del mare, quello Jonio. La targa azzurra blu notte indica il nome della città: Lecce. Il treno è fermo. Le porte si aprono. Le braccia si aprono, accolgono, abbracciano. Le labbra baciano….Piu’ mondi convergono verso lo stesso centro. .Il treno è stato messo in garage. Un attimo e provo a pensarlo nel momento in cui sarà come un sacchetto, pasticciotto al seguito, pupille gustative in festa e lacrime dolci-amare che lo innaffiano fino alla sua destinazione finale, o, a metà strada, quando sovente chiama. Spesso, da spettatori quali siamo, vediamo nei nostri viaggi di ritorno, scendere gente, nelle stazioni intermedie, a lasciare qualcosa, una condivisione di chi non ha conosciuto questa terra, in due minuti, prima che il fischio del treno obblighi a risalire, un abbraccio, un gesto, un lascito d’amore che va oltre ogni retropensiero. In quell’abbraccio, in quel pasticciotto, in quella crema, esiste una condivisione dei giorni. Un po’ di dolcezza da condividere. Come fosse miele. Ma oggi è il l’inizio e non il ritorno. Per il ritorno ci sarà modo e tempo. Oggi qualcuno sostiene che la festa del pasticciotto è a Surano, dove si celebra la settima edizione della Festa del pasticciotto, il dolce tipico salentino, composto da pasta frolla e ripieno di crema pasticciera. Solo due parole, dato che rimbalza spesso su questo blog. L’origine del pasticciotto è del 1745, presso la bottega Ascalone, a Galatina, dove, in occasione della festa di San Pietro e Paolo venne cotto il dolce, denominato, inizialmente un vero “pasticcio”….il mare è servito. E in Salento, tanto di cappello. Potrbbe essere una buona pubblicita’. E allora, speriamo piaccia.Lo dice anche la ragazza  in ammollo.Estate 2014. Torre Lapillo-Porto Cesareo, Lecce. Foto, Romano BorrelliEstate 2014. Torre Lapillo, Porto Cesareo. Lecce. Foto, Romano BorrelliIl  Estate 2014. Torre Lapillo. Foto, Romano BorrelliFoto, Romano Borrelli. Salento...