Archivi tag: mamma Margherita

Le due “camerette” di Torre Giuseppe.

DSCN3727

Atto_nascita_Torre_Giuseppe

“Il tre di febbraio alle ore sei e trenta meridiane, nella casa posta in Corso Umberto I numero sedici, da papà Giuseppe fu Carlo e mamma “Margherita“. Anche la sua. Era quindi nel segno. Destino segnato. Mamma Margherita, anche di Giuseppe. E in Corso Umberto I, a Villafalletto, si trovava la sua prima “cameretta”. Affacciandosi ora  da quest’altra (nei pressi della seconda “cameretta”) finestra qualsiasi torinese,  potrà notare quell’edificio a due piani, comprendente le “camerette” di don Bosco con tre meravigliosi “grappoli di vite”. Che fanno tanta storia. Una finestra, come quella, come questa, come quelle e come quella di Mornese. Per la par condicio.  Oggi si dice spesso una finestra sul mondo e le notizie ci entrano dentro, ci invadono. Siamo sommersi nella rete, dalla rete. Ci prendono e ci perdiamo. Anche i politici, “passata la settimana di discussione” han provato a “tirare la rete”. (Vedi Renzi). Si pensava dovesse venire su qualche pesce spagnolo, invece, a ben vedere, potrebbe essere un “pesce d’aprile” anticipato.  Chiusa parentesi. Da qui, da questa finestra, al terzo piano,  sulle note dei racconti della memoria, si puo’, con l’immaginazione, ipotizzare di  andare in giro per il mondo. In pochi minuti.  Chiudendo gli occhi, la voce di un nastro registrato ci parla di altre case, di scuole,  di mondi che un tempo erano lontani, ora molto più vicini a noi, e non solo per la rete.  Camerette. Anche oggi i torinesi salgono sul podio. Probabilmente le “camerette” le hanno proprio nel Cuore, da sempre. Terzi a livello nazionale nel choucsurfers, ovvero i torinesi pronti a cedere appunto un letto o la propria cameretta in cambio di pochissimo. Magari una piccola manutenzione o la spesa prima di andar via.  (provare con le scuole? far dormire la notte in cambio di una bella manutenzione-ristrutturazione e la mattina, lezione. Sarebbe una idea!). Torinesi davvero aperti. Non più soltanto “affacciati” alla finestra, ma davvero con Cuore e aperto, al prossimo. Si potrebbe dire, parafrasando il libro, da “Cuore aperto“.  Ora si, parrebbe, almeno in questo caso, una Torino con tanto, cuore.  Passion lives here, again? E corsi e ricorsi storici, sul Podio, ci saliva anche il don, per una bella bevuta, di metà percorso. E chissà, magari le radici del choucsurfing sono proprio da quelle parti.

Don Bosco a Valdocco

DSC00234DSC00239E così, finalmente l’urna di don Bosco, con la mano “benedicente” è tornata a casa.  A vedere questa giornata di festa, Valdocco, oggi, fin dalle prime luci dell’alba, sembrava una città nella città, un quartiere nel quartiere. Giovani fin dal mattino in Basilica. Con i compagni di classe e professori. Le scuole, ex allievi, gente comune. Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice, cooperatori salesiani. Presenti.  Lavoratrici, lavoratori.  E ai giovani e di giovani si è rivolto nella celebrazione dell’ultima Messa di San Giovanni Bosco dell’era Rettor Maggiore Pascual Chavez Villanueva.  Un messaggio che esprime preoccupazione profonda per il disagio giovanile e un appello alle Istituzioni per trovare soluzioni al problema del lavoro. Un invito, rivolto ai giovani, a scoprire tutto quanto di buono esiste ed è presente nella società, e portarlo in giro, provando a trasformare il mondo.  (discorso, lascito di cinque punti nella buonanotte). Un mondo diverso, è possibile. La Chiesa, da parte sua, farà la sua, di parte. Un mandato che si conclude dopo 14 anni.  Con i giovani sempre al centro. La gioventù, la giovinezza, come momento dei sogni da seguire con gioia e convinzione. Un no allo scoraggiamento anche quando tutto pare difficile, in questi tempi, davvero precari. Sempre molto piacevole vedere, in questa giornata, gli incontri che si rinnovano, anno dopo anno, magari dopo un campo, un confronto, una giornata di festa: abbracci, canti, giochi, preghiera. Tutto all’insegna di un padre e maestro dei giovani. Pensando al Colle, a Castelnuovo,  al forno di Chieri, alla tettoia Pinardi, ad una mamma Margherita,  al primo Oratorio, alla lippa, al cane grigio, alle scuole, a Roma, via Marsala, a Parigi,  agli apprendisti, al primo contratto di lavoro per gli apprendisti, ora depositato a Roma, alla Pisana…

DSC00236