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Quando un biglietto….cambia la vita

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Interno Valdocco, Maria Ausiliatrice. Le camerette di don Bosco, davanti. Lato Basilica e alle spalle, Cappella Pinardi.

 

Imbattutomi in una bellissima lettera 28 e “scoperto” il contenuto, ho potuto osservare con quanta attenzione era stata “foderata”. Una stoffa particolare. Ne ho seguito le “tracce” e ho scoperto l’autore, anzi, l’autrice, di una storia particolare che a sua volta ha dato origine a centinaia di altre storie…Nel corso degli anni. ed io l’ho…registrata. Tra l’altro, per la par condicio, mi pareva particolarmente giusto parlare anche di una donna, attenta all’educazione. Dopo Torre Giuseppe, ora, la volta di una donna. Con la speranza che, anche in questo caso, le istituzioni se ne accorgano. O almeno, in tempo d’estate, i ragazzi. Anzi, Estate, Ragazzi.

Suor Lucia: quando un biglietto cambia la vita…

La passione del disegno trasformata in “dialogo” con i ragazzi

La vocazione? Una riffa…

A volte la “riffa” non è solo un gioco o una “pesca”, di quelle che si vedono nelle feste. E nella nostra amata Basilica di Maria Ausiliatrice, capita ogni anno di vedere “la riffa” sotto il porticato di quella che fu una libreria. Le signore porgono una grande boccia con i numeri. Si paga, si estrae un bigliettino, stretto da un elastico, all’interno del quale è racchiuso il numero fortunato. La mano fruga e ne “pesca” uno. Un numero e oplà, a questo è abbinato un premio. Per alcuni, la “riffa” è stata molto di più. Una scelta di vita, per il prossimo, per sempre. E così è stato per Lucia Tamagnone, nata a Riva Presso Chieri, il 4 agosto del 1945, divenuta poi suora grazie anche al “messaggio” propiziatore “pescato” non da una boccia di vetro, ma da un cestino posto sotto una statua di don Bosco. «Nell’animo di ogni uomo c’è un certo vuoto che nessuno può colmare. Il Signore lo ha riservato per sé». Quello il biglietto che renderà Lucia, nel suo cammino, Suor Lucia.

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Suor Lucia Tamagnone. Al lavoro, in portineria, “al 27” e mentre intrattiene un bambino con l’arte degli origami.

 

 

 

Traghettatrice di ragazzi

Ma il “biglietto”, non è un “oracolo”. Ad ascoltare attentamente la storia, di suor Lucia, probabilmente, il sì ad una chiamata, era da sempre. Tamagnun”, in piemontese, significa carro. Un mezzo di trasporto dalle ruote forti robuste. Nel cognome c’era già la sua “missione”. Trasportare e “traghettare” ragazzi e ragazze al pari di quella nave raffigurata nel quadro all’entrata della Basilica di Maria Ausiliatrice. E con la sua comunità, con le consorelle, li ha davvero traghettati, a centinaia, dalla Scuola Media alla Scuola Superiore, dalle lezioni mattutine a quelle di “laboratorio” pomeridiano in quella che è la scuola di “Maria Ausiliatrice”.

 

Il talento del disegno

La vita di Lucia è segnata dalla perdita precoce del papà. Il lavoro entra nella sua vita presto, insieme allo studio. Con tanti sacrifici. Il suo percorso scolastico conosce una parentesi a Torino dove frequenta la prima e la seconda media. Poi la terza media a Chieri e l’inserimento nel mondo del lavoro in uno studio tecnico di disegni per stoffe. Poiché il disegno è la sua specialità, il lavoro non le manca e le si prospetta un avvenire promettente. Ma il contenuto di quel biglietto continua a riaffiorare nel cuore di Lucia che decide di recarsi a Lourdes per affidarsi alla Madonna e chiederle la grazia di saper dire di sì. Torna a Riva presso Chieri con la decisione ormai presa.

A Giaveno l’inizio del cammino

Il 24 gennaio del 1969 Lucia lascerà la sua casa per recarsi a Giaveno dove inizia il cammino di formazione nell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Dopo 4 anni tra aspirantato, postulato e noviziato, il 5 agosto 1972 Lucia è Figlia di Maria Ausiliatrice. Il 5 agosto 1978 lo sarà per sempre con la Professione perpetua. Ora l’arte di Sr Lucia diventerà mezzo efficace per “traghettare” educazione e cultura. A Cinisello gli studi presso l’istituto d’arte e poi a Torino l’approdo ad Architettura. In quest’ultimo periodo, dal 1981 al 1986, la sua residenza è la “Casa della giovane”, in via Giulio 8, dove alterna lo studio con la presenza accanto alle giovani universitarie. Dopo il conseguimento della laurea Suor Lucia inizia l’attività di insegnamento nella Scuola Media e Superiore di Piazza Maria Ausiliatrice, 27.

 

Origami: più di una passione

L’argomento della sua prima lezione in una 5^ Superiore è l’arte degli origami, una delle varie tecniche espressive con cui Suor Lucia si cimenta diventando particolarmente abile. Facendo origami, braccialetti, porta chiavi, découpage, ecc. Suor Lucia darà vita a laboratori non solo nella scuola ma anche nel periodo estivo in Colonie, estate ragazzi, in spiaggia durante i giorni di riposo. Tutto questo fino al 2006, anno in cui Suor Lucia smise la sua attività di insegnamento, continuando però le attività di laboratorio fino al 2011. Ora Suor Lucia la troviamo ad aprire “porte” in quella che è la portineria del “27” di piazza Maria Ausiliatrice, ma insieme a tutta la comunità delle consorelle, il servizio più grande è nell’aiutare ad aprire le porte del cuore.

 

 

Fabbrica delle parole con la “28” e…colori al…”27″ di una piazza

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Torino. Piazza Maria Ausiliatrice 27. Entrata scuola.

La bellezza della nostra città, Torino. Una Madonnina, lo stemma della nostra città, e sotto un locale di Kebab. Via Milano. Una corsia a senso unico. E così, davanti al Duomo, alcune ragazze gustano un Kebab e altri analizzano e riflettono i rapporti tra Antico e Nuovo Testamento. Sara, Agar e così via.  Settimana di passioni e di Passione. Qualcosa in “comune”. Compagni di classe. Condivisione del pane. (E il pane, e col pane, si fa mensa. Interessante anche una iniziativa politica, di chi davvero ora il pane lo cuoce anche). O di un kebab. Sotto la Mole. E sotto quella  stella azzurra che è la cornice di una Madonnina, posta lassù, in cima alla via da chissà chi. E chissà quando. Il Comune al centro, che media. E qui, siamo a due passi dal Comune. Un “crocevia” di tradizioni e futuro. Una bacheca sotto il porticato, dalla parte opposta del “Conte Verde”. Lettere esposte e lettere segrete. Memorie e memoria. D’oro, alla Resistenza.  Lettere che si  scrivono, si perdono e lettere che si trovano. Lettere che meritano risposta. Storie che si registrano e si memorizzano. E si foderano, con carta marmorizzata. Quinta, quarta, terza…Una ex insegnante di educazione artistica ed educazione tecnica racconta e si racconta. Volti che passano, veloci, come gli anni. Quando i kebab non c’erano e le classi non erano ancora miste…Il sistema Brocca, i laboratori e anni come giorni, che son volati via…Il racconto continua, la storia e le storie anche…I tasti continuano a battere e creare. Come la storia di Tamagnone Lucia, nata a Riva Presso Chieri nel 1945. Un pezzo di storia, che con l’dducazione e l’istruzione, la storia, ha contribuito a crearla. Una professoressa in pensione, che negli anni di attivita’ ha contribuito a colorare vite ed educare persone. Da queste parti si diceva spesso ‘onesti cittadini e buoni cristiani’. Una vita al servizio degli altri. Una suora, con un cognome che predice. Tamagnone, ‘in piemontese, Tamagnun’, un mezzo di trasporto robusto quanto basta, per” farsi carico” degli altri. Storia di laboratori e di oratori, anche questa volta. Per la par condicio, dopo Torre Giuseppe, un uomo che non sta mai fermo, una donna che non sta mai ferma. Una FMA, all’ ombra della cupola di Maria Ausiliatrice, a Torino. Una “Fabbrica di Allievi Migliori” . Sostiene qualcuno.  Al “27”, della Piazza Maria Ausiliatrice, si puo’ incontrare la fabbrica e la storia della carta marmorizzata, dell’arte della carta pesta, di porta chiavi, ciondoli, e creta in grande quantita’. Chissa’ quante ex allieve  ne conservano ricordi e il suo ricordo. Una storia che merita un…”passaggio”! Naturalmente, da “TAMAGNUN”.

 

Intanto, la fabbrica delle parole non chiude mai.

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Lavori con colori e carta di Suor Lucia Tamagnone.
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Immagine di una Madonnina e il simbolo della città di Torino in via Milano, nei pressi del Comune di Torino. Più in basso, l’insegna di un Kebab.