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8 agosto 2019

A lavorare con la fantasia e l’immaginazione si potrebbe pensare di estrapolare “Agostino” ed i suoi amici dal testo di Moravia e lasciarlo correre e scappare, da loro e altro,  lungo l’arenile, sulla sabbia che scotta, rasentando le cabine, con i giochi, le stuoie, salviette, salvagenti, creme solari di ogni ordine e grado, libri consumati, sgualciti, nuovi,  letti di notte e non, il primo chioschetto, la vetrata del ristorante, albergo, e il camminamento in legno che chissa quanti piedi e corpi, in una danza continua per il troppo calore, ha raccolto, intriso di storie personali, posteggi macchine e i tendoni che le ricoprono, creando ombra, allargata a bimbi che giocano, il rivenditore di quotidiani e riviste, sparse tra tavole di legno dal profumo umido, di sughero, ma non siamo in Toscana, bensì  in Puglia, zona del Salento.  Profumo di mare, caffe, crema, dolce e solare, e distese di corpi sotto gli ombrelloni, blu, dove il cielo è  sempre piu blu. Giornalaio volante, metto mano in tasca dei boxer mare, raccolgo gli spiccioli necessari per  il quotidiano in accoppiata, Messaggero piu Quotidiano. Come sempre scorre i titoli in prima pagina ed il santo del giorno, San Domenico, e la data in alto. Oggi, 8 agosto si ricorda la tragedia di Marcinelle, in Belgio. Il tempo di ricordarlo e due mail mi raggiungono: “prof. con la tesina dell’anno scorso sul lavoro abbiamo imparato un pezzo di storia, economica, sociale, che non dimenticheremo mai”. Soddisfazioni della scuola, dalla scuola, che non chiude mai.

5 Agosto 2017

I mass-media ci informano “quotidianamente” che siamo uno dei Paesi piu’  caldi,  o forse il piu’ caldo escluse le zone desertiche. Reale,  percepita,  confronti fra questo caldo e quello del 2003,  come  se,  parlando dello stesso argomento si affievolissero le pene di questo “inferno” chiamato Lucifero.  Questi i discorsi da “ombrellati” e sotto l’ombrellone. Fin dalle prime luci dell’alba,  a Porto Cesareo,  dove è  obbligo rifornirmi di Stampa (peccato per la sola pagine tra di cronaca torinese),  Messaggero e Quotidiano, notizie condite  dal gusto di caffè  e pasticciotto, per la cronaca di vita quotidiana,  il ficarolo si è   piazzato,  come da anni a questa parte gli capita,   nel medesimo luogo dove lo avevamo intercettato in qualche post fa: parcheggiato a due passi dal gran “ricamatore” medico chirurgo del paese,  conosciutissimo, da tutti i bambini proprietari di una bici e che tutti a quel loro tempo si facevano chiamare Fignon,  Moser o Il Pirata,  almeno fino a quando non interveniva lui,  il dottore,  ad incidere su qualche loro gamba e chiudere la faccenda con qualche punto di sutura. Un dottore,  apprezzatissimo e riverito  a suon di levate di cappelli,  proprio ora che si avvia verso i 90. Sul furgone del Ficarolo,  posto tra dottore e “Bei tramonti”,  solo il colore del pennarello si è  sbiadito un po’ così che, qualche parolina un tempo  dolce e succosa presenta oggi il segno dei tempi e il sogno infranto di altri. Tempo che passa,   anche per il ficarolo, senza più il suo richiamo per la “fica”, tempo passato evidenziato da qualche ricamo sulla pelle,  al pari delle sue “fiche” sulla buccia. Tutti scrivono e anche le Scritture sulla frutta hanno avuto sempre  qualcosa da dirci.  Il cielo ha un colore indefinito: sembra di essere in attesa, un lieto evento, ma certamente non partorirà   pioggia. È  l’effetto calore-afa. Tutto qui. Per la pioggia,  qui,  non è  ancora tempo. Ma per i ricordi,  si. Eccolo. Fresco di “pezzo di carta”,  passeggiando dalle parti di Roma Termini,  esattamente a Santa Maria Maggiore, partecipai,  anni fa,  alla funzione celebrativa della Madonna della neve. Oggi,  5 agosto,  infatti,  si ricorda “il miracolo della Madonna della neve”. Da una delle tante botole poste sul soffitto della Basilica  vidi scendere tantissimi petali, o fiocchi, “neve”. Fu uno spettacolo davvero molto bello e coinvolgente.  Lo rivedrei  volentieri. E anche la neve, rivederla,  non mi dispiacerebbe.