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Smog-fog

20171021_185015Smog. Fog…”Non aprite quella porta”, (che sembra il titolo di un film) anzi, porte e finestre, meglio se chiuse;  tra una pagina e l’altra della “preghiera laica mattutina”, cosi come sosteneva Hegel,  e un orecchio a radio e tv, dopo aver sorseggiato il mio caffè nero bollente, scendo per strada e osservo gente che corre, felpe addosso, indicatori o meglio “riti” di passaggio, che ci  segnalano che…c’era una volta l’estate e ora l’autunno. A pochi passi da ieri e da domani. È il periodo giusto per prendere un treno è lasciarsi inghiottire da nebbie padane. Per ora resto e opto per  un giro in centro, di Torino, mani nelle tasche, rasentando via Roma, dove c’era La Stampa mentre oggi,  a due passi da quel luogo resta solo l’insegna del bar che la ricorda. Osservo di tutto un po’, attentamente, in attesa dell’uscita didattica, presso La Stampa. Un pochino di storia non guasta mai: ma dirigo a piedi e poi in metro  da  piazza Solferino a via Lugaro passando appunto per via Roma. Di  freddo penso solo ai titoli, come a quelli caldi. Al sommario, all’editoriale, alle colonne, di via Roma, e del giornale. All’occhiello

 

20171019_192431Al rientro, un giro veloce in un supermercato. Una bottiglia, Coca-cola Senigallia, sola soletta,  mi ricorda la “bella estate” e altro o oltre. Mi ricorda il mare, la spiaggia, il velluto e lei vellutata, il faro i suoi occhi.Non ho nessuna intenzione di lasciarla sola. Ecco, le faccio l’occhiello, anzi no, l’occhiolino. Ho sempre la scuola “in testa”. La prendo con me e alla cassa pago, insieme ad altre cose. Esco, immerso nella nebbia recupero casa, scala, appartamento. Sprofondo sul divano in compagnia di  un litro di buonissimi….ricordi.

Spegniamo l’ignoranza

Foto, Romano Borrelli. Spegniamo l’ignoranza con la cultura. I libri ci guardano e noi guardiamo loro. Anzi, questi ci richiamano al dovere. La loro espressione e’ di severita’ e ammonimento.  Leggere è un’arte, ma anche un dovere. Chi è stato l’angelo custode che ci ha salvato da una situazione particolare? Domanda da qualche settimana il giornale torinese (“Il nostro caro angelo”)  nel titolo della sua rubrica domenicale con le risposte dei lettori, azi, con gli scritti, esperienze di vita o storia di una storia particolarmente bella, interssante, utile. Un libro, mi verrebbe da dire. Un libro, è sempre un libro. Un libro tra le mani, un libro sulla panchina, un libro nel cuore, e tanti nella testa e in una penna in procinto di…chissa’ cosa si servira’ nel piattino, quale storia da un cantuccio di un bar o da un “ottovolante”.

Talvolta un libro è l’angelo seduto con noi, sulla panchina o insieme ad un altro, perche’ si sa, i libri, non viaggiano mai da soli, ma in coppia, o in gruppo, depositati li, al nostro fianco, sulla stessa panchina Torino 13 novembre 2014. Foto, Romano Borrellio sul sedile del tram, del treno, in un momento di pausa al lavoro,  che ci tira su, e ci fa volare, volere, valere, dimenticare, ricordare, volare alto,  rinchiuder per poi aprirci, non solo in una bolla di un sogno, nello spazio di un intervallo, una parentesi tonda chiusa da una quadra che a sua volta è chiusa da una graffa. E poi “e’ sempre tempo per leggere”, in qualsiasi tempo e sotto qualsiasi tempo. A me piace soprattutto questo, quando senti sotto i piedi quel misto di foglie, brina, terra che si appiccica alle suole delle scarpe. Ma chi ci coccola chi? Il libro e le sue pagine noi o noi che pettiniamo lui, da una pagina all’ altra come fossero fili sottili o capelli di un bellissimo viso? Il libro è espressione e insieme l’espressione di chi lo legge e aiuta quest’ultimo a cambiare la sua, di espressione. Recitarlo, narrarlo, raccontarlo, dargli il giusto valore. Milano (ma lo sono tutte le citta’) è davvero bella, nella sua frenesia. Gente che corre, alla ricerca di un posto in treno, in metro o in tra, dove si sgomita per un  cantuccio, per se e le pagine,  e poter stare a tu per tu con l’incontro preferito, lasciato poche ore prima: quello con il libro. Bus, tram, vagoni di metro,  taxi, sembrano libri che camminano così come i grattacieli sembrano pile di libri in attesa di essere letti. Ogni persona che ti viene incontro è un libro, o più libri. Sul viso di ciascuno pagine e pagine di libri, letti di giorno e letti di notte e “nel letto”  un segreto.  A me piace immaginare L. Che sfoglia e segna a matita le pagine piu’ belle, quelle che poi condividera’ con M. Oggi vanno di moda i post it, ieri cartoline del tempo andato. Fra le pagine, un richiamo, per oggi e per domani.

Leggere è un’arte, spegnere l’ignoranza è un dovere. M piace immaginare “prove di esercitazione” collettive, a caso, ad insaputa degli studenti. Letture collettive al suono di una campana che segnala una emergenza. E i dati di quanti consumano “lettura e cultura” fanno davvero venire i brividi. E forse aveva davvero ragione Hegel, che una buona lettura di un quotidiano al giorno e’ “una preghiera laica”. E allora incentiviamone la liturgia, della buona lettura  e “salviamoci”. Ma possibilmente  non su di un file….

(A Milano book City, dal 13al 16 novembre, con 900 eventi in 200 sedi).

Per la cronaca, oggi sciopero Fiom a Milano e Cobas Torino 14 novembre 2014. Sciopero. Foto, Romano Borrelliin tutta Italia. E’ bello vedere il fior fiore della meglio gioventùTorino 14 novembre 2014. Foto, Romano Borrelli dirigersi verso lo sciopero.