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Parco degli acquedotti, Roma

20190828_171444Le immagini sui libri di storia mi hanno sempre affascinato, per le costruzioni monumentali, all’epoca, per il periodo storico e la bellezza di quei capitoli, che andavano a narrare e noi a studiare. In tanti anni non mi era mai capitato di vederle, quelle immense costruzioni dell’impero romano, dove intorno corrono ad ogni ora; mai, neanche una visitina al tempo di un master frequentato a Tor, qui, in loco, e dire che dalle fermate metro  Cinecittà,  Subaugusta e Giulio Agricola non è  che sia poi così distante,  il parco e l’acquedotto.  Mai, neanche ai tempi del Giubileo, dopo e prima. Oggi mi andava di scovare il tutto, girovagare per il parco degli acquedotti verso l’ora del tramonto, quando il rosso esplode e incendia tutto il circostante.  Una passeggiata da Subaugusta, “devi anna` a piedi, solo a piedi, fatte ‘na passeggiata, nun ce sta mezzo”. E cosi, un dieci minuti a piedi ed “eccolo là ” il parco. Un pochino di polvere nelle scarpe, sudore nella pelle e…il parco. Mi pare di riconoscere la casa del marchese del grillo, scena del film di Alberto Sordi, ma chissa…intanto mi avvicinavo a queste opere imponenti che dal vivo hanno un altro sapore. E la gente intorno a me correva, sempre, e il cuore batteva perché l’emozione  nello stare li sotto quella imponente muratura è  stata davvero enorme.

26 agosto-Roma

Il G 7 (un tempo, G 8) club informale, a Biarritz, in Francia. Biarritz, prof. dove si trova codesta cittadina? Possiamo cercare su…google map?”” No”, rispondo io, “meglio sull’atlante”. “Profumo di oceano, e “guerre di dazi commerciali” e barriere per il vino, prima francese e poi chissà,  toccherà a quello  italiano? E   ancora nuove tecnologie, Brecit, e Amazzonia che  brucia…”Greta ci aveva messi in guardia”. I  grandi, in questo cosesso, arriveranno ad una quadra? Tempo  di controesodo, di chi le ferie le ha terminate,  con  campionato di calcio alle prese con la prima e ricordi della Nazionale 82 che si intrecciano sui colloqui per il nuovo giro di consultazioni. Zoff, Gentile, Cabrini…

A proposito, mi permetto di “giocare” anche io, coi pensieri,  un pochino, immaginandomi il  giro di consultazioni del nostro Presidente della Repubblica. Di cosa parlerei? Della scuola, ovviamente, degli studenti….dei miei, in particolare.

A Roma fa molto caldo, avrei voluto fare un salto a Palazzo Barberini ma l’ho trovato chiuso, forse ero io in ritardo. Pazienza. Però  i gatti dell’altra volta erano li, dove li avevo lasciati, sonnecchiando, distesi a prendere il sole, come guardie a difendere il fortilizio. Quante finestre?Le conto, belle, in questo Palazzo che ha conosciuto scissioni. Da lì, poi,  Quirinale, via del Corso, Palazzo Chigi, Montecitorio, insomma, profilo istituzionale, politico, politicante, politichese. Chissa Forattini che avrebbe disegnato oggi. In mezzo, Fontana di Trevi,Piazza di Spagna, poi,  “molto fischiata” da chi proprio non ce la faceva piu e violava il regolamento sedendosi.  E non  ho dimenticato di fare un salto a 20190826_181635 via Margutta e apprezzarla . Era da tantissimo che non la frequentavo, molto davvero.  20190826_181533Forse dai tempi di una canzone che “amore vedessi il cielo a via Margutta….” O forse ’97 o 2000, al tempo del Giubileo, chissà.  L’ho ritrovata bellissima come sempre, molto …”artistica”. Giu fino a piazza del Popolo e via di metro, Anagnina.

Chiusura “Porta”Santa

Torino 13 novembre 2016. Ore 15. 30. Duomo. Affollatissimo. Celebrazione di chiusura dell’anno “giubilare misericordioso “. Della “porta santa”. E ordinazione di due diaconi.   L’omelia dell’Arcivescovo Nosiglia e’ efficace. Mi lascia un’ immagine forte: “Gesu’ Cristo crocefisso immobilizzato a fare eppure fa. Salva”.  Resto con questa immagine. Penso ad una pittura del Guercino.  Croce. Partecipazione. Coinvolgimento. Attenzione. A quanti continuamente pensano di non essere capaci o impossibilitati.  Apertura. Roma. Sembrava ieri, ma non lo e’.  Era l’8 Dicembre del  2015,  l’apertura dell’Anno Santo. Giubileo Straordinario della Misericordia. La Caritas, il volontariato,  Roma che si acende,  Roma che attende,  Roma che si dpiega e ci spiega.  Cisa  sarà  rimasto di un ann o intero?  Roma,  l’apertura dell’anno giubilare, della Porta Santa,  in un percorso che  da Colli Albani,  fermata metro,  osservavo lo “srotolarsi” della  citta’ Eterna dal finestrino di un bus che mi portava a san Pietro,  io all’interno del 70 e lui, il bus,  inghiottito dalle strade romane ancora deserte,  in un’ora insolita,  a dire il vero.  Soffiavo contro il vetro e col dito scrivevo e disegnavo. Sul piazzale dei capolinea un gruppo di “giocatori”di pallone ci salutava felice per aver recuperato metri a quell’insolito campetto “d’assalto” con i giubbotti come porte.  “Brum,  brum,  brum” e il 70 con il suo scarno carico,  cioè  io,  si allontanava e io con i miei ricordi che si accendono e si spengono ogni qual volta “pellegrino” da queste-quelle parti,  “Colli Albani” metro. Una metro sfuggita in un metro di sogno. Non era tempo di lampade Osram. Un anno,  questo,   trascorso all’insegna del fare. Porta chiusa,  rito,  rituale e molto altro che resta aperto. Torino accende le sue luci d’Artista. Per la diciannovesima volta. E’ tutto bello. Soffio per scrivere nell’aria e un po’ per noia. Fa freddo e mani in tasca ci si perde,  un po’ tutti,  lungo le strade della citta’,  dove a tratti,  a gruppi,  si parla ancora di elezioni. Americane. Good-morning,  America. Good-night,  America.

A margine,  ieri,  un incontro al Cottolengo su salute e poverta’. E qualche riferimento costituzionale.

La Storia

20160208_185827Non ho molte cose da scrivere se non pensieri da offrire. Tra ostacoli di varia natura, finalmente son riuscito ad andare “app-asseggio” sulle orme de “La Storia” di Elsa Morante. E’ stato un tour emozionante, tra le strade e le case dello Scalo San Lorenzo. Il libro in mano, La Storia, coi passi gia’ segnati, un ombrello nell’altra. La geografia della capitale, della citta’ eterna, di un quartiere si distende davanti a me e sotto i miei piedi. Marciapiedi, vie, svolte, le mura in fondo a via dei Volsci e un treno in manovra sopra la massicciata che tossisce.   La vita delle botteghe, in questo fazzoletto da vita col suo linguaggio, colori, odori di botteghe varie.  Roma e’ bella quando pioviggina. Roma e’ bella quando c’e’ vento. Roma e’ bella quando i treni rasentano quel “torrione” sulla massicciata e io …la Storia, mia e di…Ida, Nino, Bliz me la coccolo.20160208_093806 Che bella. Due ore, da via dei Volsci20160208_093849, il 15, 20160208_094845la scala D, il cortile, “sfogliando” vie del libro. Il mio preferito. Entro, chiedo, nessuno sa rispondermi:” aho’ che hai mai sentito de la Morante? Qua ce sta uno…..”. Peccato penso. Le insegne degli alberghi oltre il tunnel, un’altra storia, con inizio e fine. Nomi di donne. Roma, Roma, Roma. Roma 8 2 2016  foto Borrelli RomanoRoma e’ bella quando il fiume compie il suo cammino, lentamente, come un pellegrinaggio,  ed io inconsapevolmente, quando il giorno cede il passo al tramonto, partecipo al sorgere di un nuovo amore. Due ragazze si tengono per manoRoma.foto Borrelli Romano8 2 2016, parlano in inglese, ma uno, linguaggio,  e’ maccheronico. Sul ponte, isola alle spalle, si fermano, mi chiedono di farle una foto. Si abbracciano, si baciano. La foto e’ stata scattata,  ma loro continuano a baciarsi.  Si son dimenticati che ho il loro I-phone. Non disturbo il “neonato” e per far passare tempo,  attivo il “video”. “It’s the first kiss”, mi dice quella “maccheronica” smettendo di baciare l’altra, tenendole i capelli.  Una mano compare e scompare tra quella masssa di capelli. Poi mi guarda e quando capisce che sono italiano mi informa che la loro, o la sua passione e’ appena nata. “Sto bruciando”, mi sussurra. E’ avvinghiata, mi manifesta l’amore per l’altra. Ha l’aria di chi vorrebbe dirlo al mondo intero. Si giustifica. “I miei non lo sanno” mi dice…si avvicinano entrambe. Sono bellissime. Due more, capelli lunghi, lisci una, crespi l’altra. Occhi scuri. La straniera ha un piercing e mi guarda quando parlo. Vorrebbe che la sua”fiamma”traducesse….porgo il cellulare e bacio ad entrambe le mani. Si dicono parole dolci, scrivendole nel marmo di una citta’ eterna: Roma, Amor, permutazioni matematiche. La fontana di Trilussa, Testaccio il corsodegli amori.

Da Torino a Roma

 

Mose' di Michelangelo.foto Borrelli Romano.RomaUn sorriso, un viaggio, lunghi entrambi, quanto basta e non importa il  quanto ma quanto intensi. Roma 7 6 2016.foto Borrelli RomanoNon importa la meta ma il viaggio stesso. Siamo arrivati a Roma, quasi una classe. Di classe. Si e’ scelto come trascorrere le vacanze, due giorni che attaccati al sabato e domenica fanno 4.  Le nostre vacanze di Carnevale un pochino anche con gli ultimi. Coriandoli e stelle filanti pet noi e il nostro coraggio. “Mi riguarda”.   Partenze con mezzi e orari differenti ma un unico obiettivo: conoscere e capire di  piu’ di quel che sappiamo e siamo. Un pomeriggio, una sera, una notte e Roma e’ nostra. Non e’ un “sacco” ne vogliamo saccheggiarla, Roma, ma riempire solo e soltanto il nostro, di sacco. Di conoscenze. Ritrovarsi sulla spiaggia verso le 14 dopo aver dato una mano per come potevamo e per come sapevamo,  “per ultimi insieme agli ultimi” e’ stato bello, empatico, formativo. Chi ha e chi no. Il mondo diviso. Molti di noi non vedevano il mare da un po’, praticamente dall’anno scorso. Ostia.6 2 2016.foto Borrelli RomanoOstia. Foto Borrelli Romano.6 2 2016Non e’ dei migliori ma il mare e’ sempre il mare. Calmo, come noi, ora. Viaggio come spostamento e interiore. Surf in mare e spiaggia compatta, scura. Devo dure che alcun* sono stati grandi: dopo un viaggio lunghissimo con Megabus, dodici ore circa, da Torino, per fare del volontariato bella capitale. Un impegno che  sottolinea certamente una gran voglia di fare meglio, per un altro mondo possibile. Una scena da film vedere i ragazz* correre e lasciarli li, nei loro spazi e vita. Poi, un ciao e un arrivederci al servizio serale. Gli ultimi saranno i primi e noi affianco a loro. Io intanto ne approfitto e vado a fare incetta di cultura. Parto dal Mose’

Roma 6 2 2016.foto Borrelli Romano
Inserisci una didascalia

di Michelangelo e molto altro. Per il “flipagram” …quelli di prima devono fare i compiti.

Intanto assaggio qualche cosa di buono da mangiare condivisa da alcun*….compagni….Roma 7 2 2016 foto Borrelli RomanoCompagni che significa condividere il pane. Giro e rigiro alcune zone di Roma, per arte e cultura. Incrocio sacche di poverta’ a me sconosciute. Un fuoco per scaldarsi, tende come riparo e casa e cartoni per dormire. Nascosti, a due passi dal via vai frenetico.

Poi, a sera, Roma by night.Roma 6 2 2016 foto Romano Borrelli20160206_184521

 

L’Epifania…tutte le feste si porta via

Ravenna, 20 luglio 2014. Sant'Apollinare Nuovo. I re Magi. Foto, Romano BorrelliL’Epifania …quasi tutte le Luci…d’Artista si porta via. Le feste volgono al termine e domani si rientra a scuola. Ma  oggi abbiamo ancora tempo per una passeggiata e rileggere le poesie di queste “benedette luci d’artista” prima che si spengano. “Ehi ma ti ricordi dieci anni fa? Torino 2006… Le Olimpiadi…il rosso cinabro, la passione da vivere che…lives here….o lived here. Tu che dici? Le luci le spensero a marzo!” Cosi raccontavano alcuni oggi, nei loro dialoghi post panettoni e cibarie varie che hanno messo alla prova fegato e stomaco. Ma i racconti piu’ interessanti erano in voga in alcune palestre. Bastava, con una scusa qualsiasi, prezzo, costo, orari, per una ipotetica iscrizione, avvicinarsi al bancone  ed entrare in una di quelle, (ieri, ma anche oggi), per sentire certi discorsi (cibo, calorie e…)su questi 15 giorni appena trascorsi. Volete appagare la vostra curiosita’? Bhe’ facciamo un’altra volta, ok?Torino via Garibaldi 6 1 2015 foto Borrelli Romano

Facciamo solo un passo indietro e “rileggiamo” le parole di Francesco nella giornata di oggi: “L’esperienza dei Magi ci insegna a non vivacchiare ma a cercare il senso delle cose assecondando il cuore”. Occorre mettersi in viaggio. A domanda cosa hai letto, richiesta da lettori blog, rispondo: bhe’, ho preparato…il vecchio programma! Certamente fossi liberissimo parlerei dei Mosaici di Ravenna (vedere foto dei Magi), del significato del termine “compagni” (condividere il pane) ritrovato nel libro di Enzo Bianchi,  ancora “Spezzare il pane”, poi, “Mangiare da crisiani” di Massimo Montanari, “Vino e pane” di Ignazio Silone e quel periodo storico, di pane, di vino e del “Cantico dei cantici”, “la persona e il sacro” di Simone Weil…e pagine e pagine esplorate se solo…Ma questo sara’ domani. Oggi c’era ancora un giorno di festa; facile intercettare “cacciatori” di saldi e befane Torino 6 1 2016.foto Borrelli Romanoper le strade torinesi a distribuire dolci vari.  Belle erano belle, coi loro fazzoletti sul capo e menti allungati. Diciamoci la vetita’: certe ragazze con la “sbessola” non sono male! E poi poverine, a solcare i cieli sulla scopa non e’ che abbiano respirato il meglio del meglio. Questione di naso. Ma certe befane il naso sanno sempre dove ficcarlo. Torino 6 1 2016.foto Borrelli Romano.pza.San CarloCode nei negozi aperti e molti a socializzare con tutti ingannando cosi il tempo di attesa. Il Toro e la Juve in testa a tutto e nella testa di molti.I discorsi:  “Le giovani vite spezzate delle partorienti (e figli) Giovanna, Marta e Angela mentre doveva essere cronaca e futuro, speranza e gioia. Si puo’ nel 2016 morire di parto?” E ancora il “guano di Roma”, il Giubileo, il referendum abrogativo o confermativo e “dove batte il quorum”,  l’intervento del Presidente della Repubblica: “piu’alla Pertini o alla Napolitano?” Da caminetto, lo giuravano e vicino a questo ci va sempre la pipa.  Ancora: il prossimo ponte. Beati certi professori che non devono aspettare Pasqua per la prossima fermata: Carnevale fara’ la sua parte. Ultima annotazione. Dopo tante polemiche di inizio periodo natalizio (meglio, Avvento)chiudo con la foto di un Presepe (Basilica Maria Ausiliatrice, Torino).20160106_191538

Buon Natale 2015

Roma 8 12 2015. Foto Borrelli RomanoUn augurio a tutti, di cuore: Buon Natale. Un buon viaggio a tutt*. 20151225_120916Ogni città conosce le sue porte e così ogni uomo e ogni donna. Che ogni porta possa introdurre a  serenita’ e spirito di pace con un ritorno alle promesse bibliche e con senso di speranza nel futuroTorino 25 12 2015 foto Borrelli Romano.  Nstale. Per un po’ di giorni la rivincita delle relazioni e l’interruzione del coprifuoco dell’indifferenza. Tra le mani le pagine del libro di “Vino e Pane”, di Ignazio Silone, in una giornata dalle grandi abbuffate, e contraddizioni tra spreco e penuria, ricchi, poveri, abbondanza, scarsita’, nord, sud.  Una ricerca della Codacons ha riferito che le casalinghe quest’anno avranno speso per il cenone di 8 persone una cifra intorno ai 300 euro. Altri magari non avranno mangiato nulla e altri ancora si saranno recati alle mense dei poveri. Un pensiero a Roma, al pranzo offerto ai poveri a Santa Maria in Trastevere, oggi, dalla Comunita’ di S.Egidio. Un ricordo a quella basilica, cosi bella,  visitata, osservata, fotografata, studiata, coi suoi mosaici  e le sue colonne una diversa dall’altra (altro pensiero alla Caritas di Roma, via Marsala, con la porta Santa da poco aperta).  Un pensiero ad anziani e bambini non piu’ “statuine da presepe” nella quotidianita’ ma protagonosti recuperati e attori principali con le storie di vita narrate di altri Natale che emergono dalla loro memoria e letterine lette ad alta voce tra un battito di mano e un altro. Per il resto…scriverò fra…qualche pagina. La trovo molto interessante come iniziativa capace con gesti semplici di arrivare dritta al cuore. Meglio, dovrei scrivere, la ritrovo, come iniziatica,  e per alcuni versi e  passi, attuale.  Molto. Da registrare il Presepe di piazza Castello, a Torino, con le sue 25 caselle ormai tutte libere.Torino 25 12 2015.foto Borrelli Romano Buon Natale.

“La ferocia”

Il libro mi piace. Parecchio. Devo correre, pero’, nell’ultimarne la lettura. Dovro’ terminarlo prestissimo. E’ scaduto il tempo del prestito. “La ferocia” di Nicola Lagioia e’ davvero piacevole, scorrevole. Ne avevo sentito parlare spesso, l’estate appena trascorsa. Quando le passeggiate erano tra i muri a secco intento ad ammirare il tramonto, il tuffo del sole a mare.Foto Borrelli Romano, 25 8 2015, Belvedere, Le. L’azzurro, il verde, il bianco. “Bisogna ricevere del bene per separarlo da cio’ che non lo e’.  La teoria del rombo con cui si scrive e si fa finzione cinematografica: due poli, un personaggio, buono, semplice, Michele, una sorella, gli amori, tanti, giusti, sbagliati la coca, gli affari, la famiglia, i fratelli, i geometri, il padte Vittorio, la mamma, Annamaria, un topo di fogna, una gatta domestica e ancora i poli, domestica si ma sempre felino. Decido di leggere un po’ delle sue pagine in biblioteca civica dove hanno allestito uno stupendo albero di Natale: fatto con i libri, per la gioia di grandi e piccini.14 12 2015 biblioteca civ. To.Borrelli Romano foto Poi un caffe’ al Mercato Mettopolitano. 20151213_115119Sfoglio pagine come anni e lustri. Io da qui, dalla vecchia e cara stazione di Torino Porta Susa, i treni continuo a sentirli sferragliare ancora, cosi come continuo a vedere le macchine depositate proprio sul davantidella stazione, dove proprio non si poteva parcheggiare, pena la multa. E cosi il giornalaio e la panchina sul tronco uno e il rosso e il bianco-giallo dei trenini che facevano tanto metropolitana. La penna e’ pronta, il blocchetto pure. Avrei voglia di raccontare e romanzare di quella panchina, dei suoi e nostri anni ’90, del 95, dell’85, del 28 novembre e di molto altro ancora, se solo…

In serata il passaggio sotto la porta del Duomo di Torino. Una piccola frazione di stella o di luna a sorvegliarci nel nostro girovagare…metropolitano.Senza mercato, pero’.Duomo Torino.foto Borrelli Romano

Aprite le Porte

Roma 8 12 2015.foto Borrelli RomanoOre 9.00. Il tempo non prometteva nulla di buono: qualche goccia mattutina  lasciava pensare al peggio. Di primo mattino individuo un bus per recarmi a San Pietro, evitando la metro. Un 85 fino a Termini e poi un “Express” fino a via della Concilazione. L’espresso caffe’ e’ stato la “porta” mattutina, insieme ad un buon maritozzo. Piu’ li mandi giu’ e piu’ ti tirano su.  “Potrebbe piovere”! Sostengono alcuni alle fermate e sui bus.  E invece no. Per fortuna. Scendo dal bus nei pressi di San Pietro e percorro via della Conciliazione:  mi sottopongo ad un duplice controllo. Ok. Nulla di particolare. Posso accedere. I fedeli sono qui, nei pressi del colonnato del Bernini , da un bel pezzo. Forse dalle prime luci dell’alba. O forse prima. Sono una marea. Provenienti da tutta Italia. Tra poco saranno in mondovisione, insieme ad un evento, apertura del Giubileo,  un rito che si ripete dal 1300, istituito da Bonifacio VIII. (Nella foto il dipinto di Giotto conservato in San Giovanni in Laterano a Roma).  Bonifacio VIII s.G. in Lat.foto Borrelli RomanoFedeli assiepati nella piazza. A Roma, da sempre, per guadagnare la vita eterna. Marea ma mica tanto.Chi dice sessantamila chi meno. I colori.sono tantissimi: giallo, dei volontari, blu della polizia, nero carabinieri, il vermiglio della Crocerossa e le tantissime tute mimetiche, presrnti anche a due a due nelle stazioni metro. Presenze asdidue, volatili ed rlucotteri che scrutano questa imminente apertura della Porta Santa, rito “inventato” da Alessandro VI, cioe’ Rodrigo Borgia nel 1500. Personaggi citati da Dante (Bonifacio VIII) e da Savonarola (Alessandro). Mi ritrovo qui, in piazza San Pietro, a conclusione dei giorni di vacanza, spesi in parte alla scoperta (o riscoperta) dell’ arte cristiana ( insieme ad uno studio attento delle Basiliche, oggetto di “Porte Sante”) e di un periodo di volontariato presso la Caritas, in via Casilina, come precedentemente raccontato. Ho richiuso da poco i volumi d’arte che mi hanno accompagnato in questi giorni e in queste notti di studio e “vigilanza” . Li ho riposti e custoditi nello zaino, pronti per essere ripresi, sfogliati e “restituiti” ai ragazzi. Voglia permettendo. Loro, almeno, degli studenti, non mia. Visto che ce ne ho messa parecchia. Di voglia e impegno. Attendo, ora, l’inaugurazione straordinara del Giubileo della Misericordia, e della Porta Santa, a San Pietro. Alzo gli occhi, di tanto in tanto, e li allungo in questa sterminata piazza, corredata da Presepe, Albero di Natale e Obelisco. In lontananza vedo sfilare vesti bianche e in sottofondo il Coro accompagna l’entrata in Basilica, dei Vescovi. Le statue sul colonnato paiono tanti “fedeli spettatori”. E noi qui, liturgicamente fedeli, in un campo di calcio, dove non esistono perdenti. Solo vincitori. Basta saper fare “rete” passando nella porta giusta.  E la Porta Santa si ispira al Dalmo 101, 19-20, salmo che lega il simbolo di porta al concetto di giustizia che poi e’ presente sia nel perdono che nella misericordia.  Ma il riferimento e’ anche al Vangelo di Giovanni (10,9). I due maxi-schermo piazzati ai bordi della piazza ci proiettano  immagini interne alla Basilica. Boati, musiche, canti, bimbi sulle spalle dei padri e giovani coppie mano nella mano. Suorine rosario alla mano e frati che impugnano la chitarra.  E’ una festa, un tripudio, un giubilo, un…”Giubileo”. Appena il Papa dice “Gioia Perfetta”, spunta il sole.  Luce nella luce. Le provenienze, su questa piazza, sono le piu’ svariate. Roma 8 12 2015 foto Borrelli Romano“Apritemi le porte della giustizia”. Siate misericordiosi! E la benedizione di Francesco scende su di noi, tutti. Molti, a questo punto, sfollano. Attorniati da pettorine di diversi volontari. Qualcuno ne approfitta e chiede foto a carabinieri simili a statue. E’ stata una bella esperienza. Una festa. Che chiude, anzi no, apre, una stagione straordinaria. Che terminera’ il 20 novembre del 2016: una maratona di 347 giorni. E intanto domenica prossima sara’ la volta  della porta di San Giovanni in Laterano. Lentamente, come al termine di un concerto di una partita di calcio recuperiamo la metro. Con nuovo metro di giudizio o discernimento. Piu’ misericordioso.

Altri attendono per il passaggio sotto la Porta Santa: “Ecco dunque il Pontefice che batte la porta con tre colpidi martello, mentre esclama dapprima “apritemi le porte della giustizia” poi entrero’ nella tua casa, Signore. Aprite le porte perche’ Dio e’ con noi” ( cronista dell’epoca, Burcardo di Strasburgo).

Per tutto il pomeriggio sul cielo di Roma gli elicotteri ronzano insieme ai volatili.

Da Roma

20151206_103719Piove, qui a Roma. Anzi no. Piovono ricordi. Ieri e’ stata una giornata intensa. Dopo aver “letto” dal vivo un po’ di Arte Cristiana, tra “porte” mosaici, edifici, Basiliche e dopo aver preso confidenza con il “nuovo alloggio” ma vecchio e gonfio di ricordi, l’appuntamento era alla Caritas, per un po’ di volontariato. Solo una fermata di metromappa, la A, direzione Anagnina, dalla fermata Colli Albani, per approdare ad20151206_103926Arco di Travertino.  E proprio a Colli Albani piovono ricordi e si riaprono vecchie ferite. Roma da, Roma leva. Ma a volte e’ necessario esibirle, le ferite. Per ricordarle e ricordare e allo stesso tempo,  avvertire che non erano e non sono mortali. Quanto sei bella Roma, col tuo tranonto, per ogni stagione e con due occhi a mandorla che ti scrurano e scrutavano ancora dentro. Arco di Travertino. Roma Arco di Travertino Foto Borrelli RomanoQui staziona in bella evidenza un bus, il 409. Pare stia aspettando. “Wrooom, wrooom”….Mi lascio alle spalle la fermata, un garage e attraverso il corso. Sento vicinissimo  il rombo del bus. “Wroooom…..”. E’avviato e probabilmente in procinto di partire. Non e’ l’inizio del concerto di Madonna ma sono caldo pure io e la temperatura pute, difatti  e’ primaverile. Uno scatto felino, dopo aver attraversato lo stradone e ci “monto” su, direzione Tor Pignattara. Mi segno i nomi delle fermate che fara’ questo autosnodato:20151207_173026 Travertino, Porta Furba Tuscolana, Porta Furba, Porta Furba/ Angeli, Pignattara Ciro da Urbino, Marranella, via Casilina. Ad una fermata noto una Congregazione intera di suore, anzi, uno sciame: ci sara’ qualche loro casa, da queste parti. Intanto il bus “ingoia” e “vomita” gente fermata dopo fermata” . In molti individuo nelle loro mani smartphone e “app” nell’eventualita’ che qualche problemino possa palesarsi dietro l'”angolo” . A Tor Pignattara Foto Borrelli Romano.Romascendo dal bus 409 e individuo la fermata del trenino cosi vagheggiato e caro a molti. 20151205_205416Roma foto Borrelli Romano.Casilna Con quello mi dirigo  fino a Casilina, direzione Laziali,  passando dalle fermate Filarete, Alessi, Villini, S.Elena e Ponte Casilino. Appena si scende dal trenino giallo noto che una quantita’ di binari di treno ci costeggiano: e’ la ferrovia. Una scala in ferro fa da ponte per l’uscita (ma anche entrata).Roma Casilina foto Borrelli Romano Attraverso il corso, destra, sinistra e la Caritas e’ pronta ad accogliere. Qui da un po’ di tempo si trova la Caritas, almeno per un po’, fino a quando non avranno termine i lavori in corso in via Marsala. Una signorina insieme a molte altre ci accoglie nello stesso identico luogo dove avvolgono, faldoni e documenti alla mano, gli assistiti. I volontari sono davvero tantissimi. Studentesse e studenti che servono, accolgono e rivolgono parole: le distribuiscono come fossero coriandoli, stampando sorrisi in grandissima quantita’. Il tempo di indossare anche io una pettorina bianca e mi fiondo all’interno di una sala nella vana ricerca di rendermi utile, nel servire pasti o nell’elargire sorrisi e parole. Non e’ necessaria una grande esperienza, penso. E cosi comincio. Ho voluto immergermi in questa attivita’ con generosita’ e impegno dove a farla da padrone sono persone e  un mare di storie tanto delicate e personali da far accaponare la pelle. 4 ore ben “distese” fra brocche d’acqua da riempire, versare, e cose che mancavano e che necessitavano. Poi, verso il termine della serata mi prendo il vassoio, un piatto di pasta e mi siedo con loro, pronto a raccogliere ancora qualche parola durante la cena. Quanto tempo dal mio primo “Giubileo”, di Giovanni Paolo II e del sindaco Rutelli. Quanti volontari, allora. Chissa’ tutta quella gente che fine avra’ fatto. Per restare all’oggi, tantissimi vissuti serviti al tavolo di gente che insieme al pane necessitava della parola. L’ascolto, il narrare, l’esistenza. Poi, dopo, e’ stata la volta delle gambe, “distese”. Roma e’ bellissima, anche sotto la coperta dei ricordi. Roma e’ bella perche’ anche quando hai perso tutto lo hai sempre ritrovato, magari altrove. E allora guardo dal ponte e me la scruto. Questo volevo: un ponte. Roma Casilna foto Borrelli RomanoE allora, prima che le gambe abbiano avuto il loro meritatato riposo ancora, trenino dalla Casilina, direzione Giardinetti, Ponte Casilino, S.Elena, Villini, Alessi, Filarete e poi 409 a Tor Pignatara: Via Casilina, Maranella, Pignattara Ciro da Urbino, Porta Furba/Angeli, Porta Furba, Porta Furba Tuscolana, Travertino. E ancora a metro fino a Colli Albani. Ecco finalmente il momento per “gambe lunghe e ben distese”.