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Slow-Food, Terra Madre, Bra, Torino. Le origini, il Pdup

Petrini consigliere comunale del Pdup, Bra, la cittadina dove è nato tutto e dove resta il tutto………

Salone del Gusto e Terra Madre,  il piu’ grande appuntamento mondiale dell’enogastronomia e dell’alimentazione. Torino capitale del cibo buono pulito e giusto. “Esageruma”, ma è proprio così……..

E così, tra un mega orto e gente del fud, un pensiero non puo’ non andare alle origini, a Bra e alle mie ricerche sul tema.

Doveroso ancora un ringraziamento per i contributi dei Professori, Giovanni Carpinelli e Sergio Dalmasso.

Fotografia con il cellulare del Ristorante “Boccondivino”, di Bra….dove molto della storia ha inizio.

Slow Food-Terra Madre…

Luna piena. Freddo intenso. Fermate della metropolitana torinese “invase” da turisti e non, come non avveniva da tempo. Chi sale, chi scende. Sacchetti in mano e profumi del mondo.  I piu’ vari. Fermata Terra Madre, Fermata Slow Food. Pala Oval. Torino. Contadini, agricoltori, allevatori da ogni parte del mondo. Vestiti colorati, belli, a vedersi. Visi di ogni tipo.  A me piace pensare alle origini di questo movimento, di questa Onu di coltivatori, allevatori, agricoltori. Cento stati, lingue differenti.  Sembra un’olimpiade del gusto.  Mi piace pensare al mio interesse per gli inizi di questa iniziativa, partita da Bra. Il mio lavoro di ricercatore, storico-sociologico, tra montagne di carte bollate e documenti, fra ricordi dei protagonisti di quel periodo, registrati  nel fumo di tante sigarette. Altrui. Giornate di neve, di pioggia e primaverili. Blocchi, matite, penne.  Mi piace smentire chi, alcuni giorni or sono ha dato del “choosy” a chi è “schizzinoso” nell’accettare un lavoro, e rispondere con ore interminabili, trascorse negli archivi, nella lettura di interrogazioni, interpellanze di archivi comunali. Leggere, interpretare, formarsi un quadro storico alla luce di quei documenti. Come erano le scuole? Come erano le infrastrutture? Il lavoro? La condizione del lavoratore? Ore di interviste a chi negli anni di nascita del movimento, all’epoca  ragazzo, ragazza, maturando, o studente, studentessa universitario, universitaria, ha contribuito a quello che oggi viene preso d’assalto: il salone del gusto, targato Slow Food e Terra Madre.  Tutto è partito da Bra, questa cittadina a pochi chilometri da Torino, in provincia di Cuneo.

Un lavoro enorme, a coronamento di un ciclo di studi universitari e post. (Carlo Petrini e iniziative culturali, attraverso l’attività politica e interviste di concittadini e compagni di scuola e di militanza. E ancora ringraziamenti ai Professori Giovanni Carpinelli e Sergio Dalmasso). Questo si dimostra. E’ chi lavora con lei, Signora Ministro, che non riesce a stabilizzare lavoratori della scuola neanche dopo anni di precariato; lavoratori che operano in condizioni davvero drammatiche, “compressi” dai tagli operati dal suo predecessore. Lavoratori che senza considerarsi schizzinosi continuano il proprio operato al servizio della collettività.

Fotografia di un quadro negli uffici Slow Food, e fotografia di un documento relativo all’attività politica di Carlo Petrini, militante e consigliere comunale in forza al Pdup.

Lavori in…”comune”

 Avrei voluto scrivere del corteo del Primo Maggio, giornata dedicata alla festa del lavoro, lavoro che non c’è, manca, poco, precario, a tempo, determinato e poco indeterminato; degli amici incontrati, come ogni anno, anche se per soli pochi minuti, di uno spezzone di corteo sotto “casa del sindaco”, o sotto casa nostra e dei lavori in…..comune. Delle bandiere che sventolano, degli striscioni, di mamme, papà e bambini, insieme, festosi. Di spille e gagliardetti, di una sinistra frantumata ma viva. Ogni viso un ricordo, una manifestazione, un volantinaggio, un presidio.  Un viso in particolare mi riporta all’università e ai grandi insegnamenti, la pazienza nel seguire tesi, comprese le mie, e i valori trasmessi: quello del prof. Carpinelli che mi saluta.  Come ogni anno, ci si rivede. Quanti ricordi, quanti libri, in pochi secondi. Un grazie che vale vita. E poi, tornando al tema,  del carrello della spesa che corre,  velocemente e dei circa settecento euro in piu’ che una famiglia di tre o quattro persone si troverà “sul groppone” o meglio, fuori dal portafoglio. Dei lettori forti, coloro che riescono a leggere almeno dodici libri all’anno, della differenza tra racconto e romanzo ( magari d’amore), passione di una notte il primo, storia d’amore di una vita il secondo, così attento, quest’ultimo alla psicologia dei personaggi, individualismo, forse il primo e condivisione, cura, carico.  Dei due che nel corteo discutevano d’amore: uno sosteneva che “si puo’ trasformare l’amore, ignorarlo, sprecarlo, ma non si puo’ estirparlo dall’anima”, e continuando sosteneva di sapere, per esperienza, che i poeti avevano ragione e che l’amore è eterno. Mentre il  vicino sosteneva che secondo lui i poeti avevano torto, perchè amore vuol dire “senza morte” mentre l’amore te la dà, la morte,  nel momento in cui, attraverso ipocrisie e altro si pone la parola fine. Avrei voluto parlare del candidato della Federazione, a Grugliasco,  Simone Ciabattoni, così giovane, impegnato, politicamente attivo, in un periodo in cui tutto sembra parlare di “antipolitica”. E invece, la manifestazione e poi lo studio, l’impegno e il servizio. Perchè politica è servizio alla collettività.   Domani i giornali parleranno ampiamente, “dell’assalto” e dei lavori “in comune”, qualcuno sosterrà “piccole frange”, “contestazioni risibili”; altri scriveranno quanti erano in piazza, in una guerra di numeri, della  crisi che morde, questa si,  effettiva, e dei supermercati aperti.

E invece…..e invece mi sono soffermato per lungo tempo a guardare tra cielo e mare….questa apertura….questo lasciarsi andare, questo preludio di una estate….Immaginare di poggiare la nuca su quella sabbia, incrociare le braccia, socchiudere gli occhi e ipotizzare……….”e se…”. Lavori in corso, lavori in….”comune”….non piu’ “gnocchi” che salgono nell’acqua che bolle, come ricordi che affiorano, ma………  ” e se…….” E questo mare, così bello, che verrebbe voglia di nuotarci, fino allo sfinimento, per avere la sensazione  di essere vivi.  E di bracciata in bracciata, andare avanti, per “sottrazione” e sfuggire così alle tentazioni infernali e alle facili promesse….promesse…………..si logora ogni parola, di piu’ non puoi farle dire”. La parola logorata, quando la pronunci non ne senti piu’ il  peso. La parola logorata, quando la pronunci non ne senti piu’ nè il peso nè il senso delle parole, bisogna smettere di usarle, per un lungo tempo”.  (Angela Bianchini, Le labbra tue sincere”).

Grazie … ai compagni di “classe”

Prima di effettuare dei commenti volevo ringraziare quanti mi hanno ricordato e chi mi ha rivolto gli auguri. Bene, mentre Liberazione in prima pagina titola che in Italia i Paperon de’ Paperoni raddoppiano passando da 359 mila a 712 mila, mentre i salari scendono e i disoccupati aumentano, ed i cassaintegrati pure, ho cercato, da parte mia di fare una “spesa” mettendo in circolo non denaro ma informazione, quella vera, che riguarda migliaia di persone in carne ed ossa, capaci di ascoltare, aiutare e mostrare tutta la solidarietà di cui sono capaci.
Ho sottoscritto un abbonamento al Manifesto, oggi, ultimo giorno di campagna abbonamenti, con il pensiero alle tante persone che ho incontrato e che mi sono state vicine in quest’ultimo periodo. Un grazie a: Domenico Capano, che sottrae tantissimo tempo per darmi una mano in questo ‘bellissimo’ blog con i suoi preziosi consigli. Grazie agli amici di partito, Petrini, Bossuto, Saragnese, Dalmasso, Albeltaro e tutti, ma proprio tutti.
Un doveroso ringraziamento a tutti i visitatori del blog che nella giornata di ieri (30 gennaio 2009) son stati numerosi 197, un altro record!
Un grazie particolare al Professore, di una vita, Carpinelli.

Dall’impegno all’impegno

L’anno si sta per concludere, e personalmente, grazie all’impegno e ad una forte coscienza sociale penso sia stato un buon anno. Un ulteriore titolo di studio, una laurea magistrale in scienze politiche e una passione per la ricerca storica, oltre ad un forte impegno politico per tutto ciò che è circostante. Anche se come più volte dice il mio amico Sergio Dalmasso bisogna “mettere da parte” cio’ che si è compiuto, mi è difficile non ricordare certi “maestri” incontrati o reincontrati lungo il corso dell’anno: questa affermazione mi fa pensare proprio a lui, con il suo impegno politico e la sua dedizione mostrata nei confronti di quanti manifestano bisogni. Il suo nome è legato alla storia cuneese degli anni ’70, e forse oggi ci sarebbe bisogno di quell’impegno manifestato in quegli anni, da parte di tutti noi. Un altro “maestro” lo indico nel prof. Giovanni Carpinelli, con la sua preparazione enciclopedica e la sua enorme pazienza. Poi, il collega ing. Domenico Capano… quanta politica nei nostri colloqui che ci accompagnavano quotidianamente al lavoro.  E tante, tantissime altre persone che ho avuto modo di conoscere, tutte… In ogni caso, parlando con molti, compagni di attività politica, in prevalenza, sento questo periodo come di “maturità”, che potrei sintetizzare “dall’ impegno all’impegno“.