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“Il cantiere”…

Ricevo e pubblico da Simone Ciabattoni….

TORINO:DIRE E FARE”. E’ IL TITOLO DELL’INIZIATIVA ORGANIZZATA DALLE OFFICINE CORSARE, LO SCORSO SABATO 15 GENNAIO 2011; FORUM TEMATICI PER IL PROGRAMMA DA COSTRUIRE, VERSO LE ELEZIONI PRIMARIE DEL CENTRO SINISTRA: ABITARE, CIRCOLARE, RESPIRARE; CONVIVERE, PARTECIPARE; PRODURRE, DISTRIBUIRE; LEGGERE E SCRIVERE, ERANO LE AREE DI DISCUSSIONE. TANTA LA PARTECIPAZIONE, SOPRATTUTTO DI GIOVANI CHE VOGLIONOUNA CITTA’ SOSTENIBILE, CHE RISPONDA AI VERI PROBLEMI DELLE FAMIGLIE. IMPORTANTI GLI APPROFONDIMENTI CHE SONO STATI FATTI, RIASSUMIBILI IN DIVERSI PUNTI: – WELFARE E SERVIZI PUBBLICI NON PRIVATIZZATI – TUTELA DELL’AMBIENTE E DEI BENI COMUNI – CREARE SPAZI PER IL PROTAGONISMO GIOVANILE – INCENTIVAZIONI DI ECONOMIE LOCALI E FILIERA CORTA – PARTECIPAZIONE RESPONSABILE DEI CITTADINI NEL PROCESSI DECISIONALI NELLA CONDIZIONE DI ECOSOSTENIBILITA’ ASPETTO FONDAMENTALE CHE STA AL CENTRO DI TUTTI I PROGETTI POLITICI, E’ IL TEMA DEL LAVORO. RIBADENDO IL SOSTEGNO ALLA FIOM,E’ IMPENSABILE APPOGGIARE UN CANDIDATO SINDACO COME FASSINO , CHE AVREBBE VOTATO SI AL REFERENDUM SU MIRAFIORI. QUESTA INTERA GIORNATA DI RIFLESSIONE, DURATA DALLE 10 ALLE 19.30 CIRCA, E’ STATA UNA PIATTAFORMA COMUNE TRA LE FORZE POLITICHE DI SINISTRA. PRESENTI ALL’ASSEMBLEA GENERALE CHE SI E’ TENUTA IN SERATA, ALCUNI ASSESSORI DEL COMUNE TRICARICO E PASSONI, LA CONSIGLIERA REGIONALE DI SEL MONICA CERRUTTI, E DIVERSI MILITANTI DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA. LA GIOVENTU’ MANIFESTA SEGNI DI DISAGIO SEMPRE PIU’ VISTOSI; PROTESTE E RIBELLIONI SI ALTERNANO AD ONDATE DI VIOLENZA URBANA. QUESTA E’ LA RISPOSTA PROGRAMMATICA DEI GIOVANI TORINESI CHE ACCANTO ALLA LOTTA AFFIANCANO LA CONCRETEZZA. SI PERCHE’ TANTISSIMI IN QUELLA SALA HANNO PARTECIPATO AI CORTEI CONTRO IL DDL GELMINI DELLE SCORSE SETTIMANE, E’ UNA RISPOSTA A CHI ACCUSA DI DIRE SEMPRE NO E NON FORMULARE MAI PROPOSTE OGGETTIVE. SONO I RAGAZZI CHE DISCUTONO E SOLIDARIZZANO CON LA FIOM. HANNO SOSTENUTO LA LA LORO BATTAGLIA, VOLANTINATO DAVANTI MIRAFIORI, FATTO ASSEMBLEE, ORGANIZZERANNO I CORTEI PREVISTI PER LO SCIOPERO DEI METALMECCANICI DEL 28 GENNAIO. IL SI, COME TUTTI SAPPIAMO, HA OTTENUTO IL 54% DEI VOTI, MA SOLO GRAZIE AL VOTO DEI QUADRI E IMPIEGATI, CHE NON SARANNO NEMMENO SFIORATO DAI PROVVEDIMENTI DELL’ACCORDO. E ALLORA COME HA SCRITTO PAOLO FLORES D’ARCAIS SUL FATTO QUOTIDIANO DEL 16 GENNAIO “SE LE OPPOSIZIONI RICONOSCERANNO NELLA FIOM LA PUNTA DI DIAMANTE DELL’ITALIA CHE PUÒ RISORGERE DALLE MACERIE CUI L’HA RIDOTTA IL BERLUSCONISMO, LA “VITTORIA PIÙ CHE DIMEZZATA DI MARCHIONNE POTREBBE INAUGURARE LA CAPORETTO ANCHE DI BERLUSCONI. ECCO PERCHÉ SAREBBE AUSPICABILE, E ANZI NECESSARIO, CHE UN SINDACALISTA FIOM SI CANDIDASSE ALLE PRIMARIE DI TORINO CONTRO LO SPENTO E SUBALTERNO FASSINO, PER SCONFIGGERE POI IL BERLUSCONIAN-LEGHISTA D’ORDINANZA. IL NOME, SOTTO LA MOLE, LO CONOSCONO TUTTI”.

Un 25 aprile, un’altra Italia è possibile.

Ricevo e pubblico da Simone Ciabattoni

E’ INIZIATO UN NUOVO ANNO MA I PROBLEMI SONO SEMPRE GLI STESSI DI QUELLO PRECEDENTE; UNA CRISI ECONOMICA CHE DA DIVERSI ANNI STA TAGLIANDO LE GAMBE ALLE FAMIGLIE E NON ACCENNA A SMORZARE LA SUA FORZA. PER ESSRE PRECISI NON A TUTTE LE FAMIGLIE, IMPRIME LA SUA FORZA; C’E’ CHI CONTINUA AD ARRICCHIRSI SULLE SPALLE DEI CITTADINI SOCIALMENTE PIU’ DISAGIATI.

IL 13 E 14 GENNAIO SI TERRA’ UN IMPORTANTISSIMO REFERENDUM TRA GLI OPERAI DI MIRAFIORI CHE MOLTO PROBABILMENTE SANCIRÀ LA AMORTE DELLA DEMOCRAZIA NELLE FABBRICHE.

SE L’ESITO REFERENDARIO, TRA I LAVORATORI, DOVESSE ESSERE “SI” PASSAREBBE UN MODELLO DI LAVORO CHE ELIMINA DIRITTI DELLA CLASSE OPERAIA. QUELL’ACCORDO INFATTI RIDUCE LE PAUSE ( SE QUEST’OGGI L’ACCORDO CONTRATTUALE NE PREVEDE 2 DA 20 MINUTI, DOPO IL 14 VE NE SARANNO 3 MA DA 10 MINUTI CIASCUNA), LA POSSIBILITA’ DI MANGIARE IN MENSA POTREBBE ESSRE SPOSTATA A FINE TURNO, SE LA FIOM NON FIRMASSE I LAVORATORI ISCRITTI A QUESTA ORGANIZZAZIONE SINDACALE NON POTRANNO PIU’ ELEGGERE I PROPRI RAPPRESENTANTI IN FABBRICA, NONOSTANTE L’ARTICOLO 14 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI AFFERMI: “ IL DIRITTO DI COSTITUIRE ASSOCIAZIONI SINDACALI, DI ADERIRVI, E’ GARANTITO A TUTTI I LAVORATORI ALL’INTERNO DEI LUOGHI DI LAVORO” . QUESTO ACCORDO COME HA DETTO BENE IL SEGRETARIO DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA PAOLO FERRERO: “E’ UN RICATTO M.OSO” (HA SOSTENUTO FERRERO) FATTO DA MARCHIONNE E CHE COME MANDANTE AVREBBE SILVIO BERLUSCONI; O ACCETTI QUESTE CONDIZIONI O NON SI LAVORA PIU’ IN ITALIA. ALLA FACCIA DEI 7.6 MILIARDI DI EURO SPESI DALLO STATO ITALIANO ( O MEGLIO DAI CITTADINI ITALIANI) PER FINANZIARE LA CASSA INTEGRAZIONE, INVESTIMENTI , INCENTIVI DELLA FIAT. SE GLI OPERAI STANNO MESSI MALE, GLI STUDENTI ANCORA PEGGIO; E’ DIVENTATA LEGGE CON LA FIRMA DI GIORGIO NAPOLITANO IL DECRETO GELMINI CHE DI FATTO SMANTELLA L’ISTRUZIONE PUBBLICA. E’ POSSIBILE CHE NON VENGANO PIU’ OFFERTE BORSE DI STUDIO AGLI ALUNNI PIU’ MERITEVOLI A CAUSA DI FORTISSIMI TAGLI ALL’ISTRUZIONE. VIENE QUI VIOLATO L’ARTICOLO 34 DELLA COSTITUZIONE. SONO IMPORTANTI E MOLTO FORTI LE PAROLE DI DARIO FO IN MERITO A TALE SITUAZIONE.” OGNI PAROLA, OGNI UOVO LANCIATO E’ UN MATTONE FATTO DELLA STESSA MATERIA DI CUI E’ FATTO IL FUTURO. SONO COLPI DI CAZZUOLA E MANCIATE DI CEMENTO A SOSTEGNO DI UNA ISTRUZIONE DA PUNTELLARE AD OGNI COSTO, PERCHE’ NON CROLLI IN UN CUMULO DI MACERIE”. INOLTRE NONOSTANTE LA DISOCCUPAZIONE RIMANGA AL 8.7% A NOVEMBRE 2010, AD AUMENTARE E’ IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE GIOVANILE CHE A NOVEMBRE SI E’ ATTESTATO SU 28.9 PUNTI PERCENTUALI, 2.4% IN PIU’ RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DELL’ANNO SCORSO. CON QUESTI DATI CI SI ASPETTA CHE SI INVESTI SULLA CULTURA, ISTRUZIONE, RICERCA; INVECE NO IL GOVERNO ITALIANO PREFERISCE FINANZIARE LA GUERRA ( CON L’ACQUISTO DI 130 CACCIA BOMBARDIERI DA 14 MILIARDI ANZICHE’ FINANZIARE LA SCUOLA). VENGONO PERSINO “ SFORNATI” PROVVEDIMENTI COME QUELLO CHE HA DETERMINATO L’ABBASSAMENTO DELL’OBBLIGO SCOLASTICO A 14 ANNI. ALLORA OPERAI, CASSA-INTEGRATI, STUDENTI RICERCATORI UNIAMOCI PER COSTRUIRE INSIEME UN’ALTRA ITALIA; RIBADIAMO CON FORZA LA NOSTRA CONTARIETA’ A QUESTI PROVVEDIMENTI!!! LA CRISI LA PAGHI CHI LA CAUSATA; BASTA CON LA SOCIALIZZAZIONE DELLE PERDITE E LA PRIVATIZZAZIONE DEI PROFITTI! COME HA DETTO BENE PAOLO FERRERO CI VORREBBE UN ALTRO 25 APRILE PER MANDARE A CASA QUESTO GOVERNO CHE OFFRE AD OGNI OCCASIONE PROVE DI FASCISMO E CHE STA PORTANDO L’ITALIA E GLI ITALIANI ALLA ROVINA!!!!!

SIMONE CIABATTONI,

STUDENTE UNIVERSITARIO, FACOLTÀ AGRARIA

Indisponibili

A Torino è cominciato l’autunno. Caldo? Non si sa. Minuscole goccioline, di tanto in tanto, ci bagnavano. Torino, una città con circa 76 mila studenti e con 12.400 borse di studio erogate nell’anno accademico (con un importo da 2mila a 4.500 euro l’anno: borse ora a rischio?). In Piazza Arbarello, luogo storico per le partenze delle manifestazioni studentesche, sono già in tantissime e tantissimi per la manifestazione indetta dalla Rete degli Studenti, per dire no. Studenti e lavoratori della scuola, insieme, per dire no “alle politiche della scuola del governo”. Un’ora di sciopero, invece, promosso dalla Flc-Cgil e un’intera giornata promossa da Unicobas. Chiedo a Igor Piotto, Segretario Provinciale Flc di Torino, perchè un’ora soltanto. “Abbiamo programmato pacchetti di sciopero da un’ora cadenzati ogni 15-20 giorni, per tenere alta alta la mobilitazione. Nelle precedenti assemblee non vi è stata un’ attenzione alta per uno sciopero da indire per un’intera giornata,e questo sicuramente spiegabile con la crisi economica e la conseguente perdita di salario che dallo sciopero deriverebbe. Penso che con oggi si sia aperta una possibilità. Esiste un movimento in piazza e noi ragioneremo su questo. Se cambia il contesto nelle assemblee, noi siamo pronti. Il problema, ripeto, è di capire se vi è un movimento. E cosa ci chiedono i lavoratori nelle assemblee”. E la crisi economica, in città, picchia duro. Un mercato del lavoro che ondeggia sulla e nella crisi: diminuiscono gli avviamenti, aumentano i contratti precari, diminuiscono anche le famiglie che ricorrono “alla badante”. E nella crisi chiedo al professor di sociologia del lavoro, Luciano Gallino, se, negli ultimi mesi, qualcosa è cambiato, magari con un approccio diverso. Magari ipotizzando una riappropriazione del nostro futuro. “Rispetto ad un po’ di mesi fa, esiste un sintomo in piu’ che consiste nella partecipazione. Le varie facce della crisi spingono le diverse parti e componenti di lavoratori e studenti a trovare un accordo. Alla fine degli anni ‘70 l’ideologia legava il movimento; vi era una sorta di rappresentazione della necessità di cambiare, di “sbloccare la società”, come sostenevano i tedeschi. La crisi in atto è davvero forte; potrebbe avere sviluppi, imprevisti, sia a destra, sia a sinistra. Ricordiamoci della crisi degli anni ‘30. In ogni caso, ripeto, rispetto ad alcuni mesi fa, vi è piu’ partecipazione”. Personalmente ho optato per lo sciopero di sei ore. Pensando ad Ilaria studentessa di scienze politiche, specialistica, a Torino, che vorrebbe “vivessimo in un mondo migliore”. Con il sogno di un futuro, ma sembra che ci stiano lentamente togliendo perfino la capacità di sognare; ad Alberto, studente lavoratore di Scienze Politiche, lavoratore presso un grande centro commerciale, (“tasse universitarie elevate”)che non saprà se e quali corsi seguire, ai fratelli gemelli, Simone e Mattia Ciabattoni, bravi, meritevoli, ma forse, senza borsa di studio? Pensando a chi mi chiede di scrivere per denunciare con la penna, o la tastiera,una ingiustizia, perchè scritti nel nome della Pace.

Si fa un gran parlare di banchi sponsorizzati da privati e pubblicità che entra nelle scuole. Ma di loro, cioè delle persone che ho visto durante la manifestazione e ricordato ora? Del loro futuro? Oggi, e sempre, con voi, domani, con la Fiom, con Barbara e gli amici della Skf. Poi, voi con noi, perchè in ogni scuola, potrebbe nascondersi una Pomigliano.

Movimentiamoci”, con lo spirito di Genova.

Tagli e ritagli, gli effetti della riforma Gelmini

SCUOLA PUBBLICA…LIQUIDAZIONE DI FINE STAGIONE

Mentre la maggior parte del Paese sembra non rendersi conto di quello che sta accadendo, proviamo a ricordare quello che ancora attende la scuola (provvedimenti di durata triennale previsti dall´art. 64 della Legge Finanziaria 133/2008 Tremonti e perfezionato dai regolamenti della Gelmini).

Per l´anno scolastico 2010/2011…

Ø Saranno tagliati 25.600 docenti, suddivisi tra i vari gradi d´istruzione (ma solo nella scuola elementare ci saranno circa 15.000 alunni in più)

Ø Ci saranno 15.000 ATA in meno (e nel contempo si taglieranno del 25% gli appalti esterni per la pulizia delle scuole)

Ø Sarà eliminato il 40% (- 4.500) circa dei posti di lingua inglese nella sc. primaria (ma il Miur rassicura: sarà avviato per tempo (?) un piano straordinario di formazione e con 30 ore di corso si potrà insegnare nelle prime e nelle seconde classi!)

Ø Continuerà a calare progressivamente l´offerta di tempo scuola nella sc. primaria (nel 2010 meno ore per cl. prime e seconde)

Ø Sulla scuola secondaria si abbatterà la scure dei nuovi regolamenti con, tra l´altro, una riduzione corposa del tempo scuola.

Non solo le classi prime vedranno contrarsi l´orario settimanale: da settembre 2010 negli istituti tecnici anche nelle classi seconde, terze e quarte si dovrà ridurre l´orario settimanale da 36 a 32 ore.

Saranno penalizzate le materie che caratterizzano i singoli indirizzi di studio e nei tecnici e nei professionali, nonostante i proclami sulla “valorizzazione del metodo laboratoriale”, con i nuovi ordinamenti verranno significativamente tagliate proprio le ore di laboratorio, le più professionalizzanti.

Ø Proseguirà la politica di taglio delle risorse economiche

Si prefigura un altro anno di lacrime e sangue per la scuola pubblica.

E QUEST´ANNO COSA E´ GIA´ ACCADUTO ?

Sono state chiusi 322 istituti “sottodimensionati”, cioè formati da scuole con un numero di alunni complessivo inferiore a 500.

Sono stati tagliati 36.218 docenti e circa15.000 ata. Sono state eliminate 4.945 classi.

E mentre i territori perdevano le loro scuole e i loro insegnanti, la popolazione scolastica quest´anno ha registrato 37.876 alunni iscritti in più. E´ aumentato il numero di alunni per classe, soprattutto nella scuola superiore (fino a 32/33).

Nella scuola primaria si sono perse le compresenze, ore necessarie per portare i bambini nei laboratori, fare i progetti, uscire dalla scuola per le visite di istruzione, recuperare i bambini in difficoltà… Alle medie e alle superiori si sono perse le ore a disposizione ed è diventato impossibile sostituire un collega assente.

UNA SCUOLA SEMPRE PIU´ POVERA

I pochi finanziamenti, che arrivano sempre più in ritardo, costringono le scuole a chiedere contributi sempre più consistenti ai genitori per tirare avanti. Nel 2009 nessun finanziamento per il normale funzionamento è arrivato alle scuole e poche migliaia di euro arriveranno per le supplenze e le attività.

Ogni scuola vanta crediti cospicui nei confronti del Ministero: si va dai 70mila euro ai 150/200mila di finanziamenti promessi, ma mai arrivati, alle scuole che hanno così dovuto anticipare con la disponibilità di cassa (spesso i contributi dei genitori) le spese affrontate. Senza soldi non si riesce a pagare lo stipendio ai supplenti, perciò i dirigenti scolastici sono costretti, in caso di assenza di un insegnante, a suddividere gli alunni nelle altre classi.

Nel 2009, per l´ampliamento dell´offerta formativa sono stati tagliati 45 milioni (il 21,66% in meno dell´anno prima) e altri 40 milioni saranno tagliati nei prossimi due anni.

Per la formazione degli insegnanti nel 2009 è stato stanziato il 27,64% in meno rispetto allo scorso anno (l´83,07% rispetto al 2001). 500mila euro sono stati tagliati al fondo per l´handicap.

Tra l´altro questi fondi, relativi al 2009, a dicembre non erano ancora stati resi disponibili alle scuole!

In compenso le scuole private riceveranno 120 milioni di euro di risorse aggiuntive.

MENO SCUOLA PER TUTTI !

Tutti gli ordini di scuola hanno visto, o vedranno, la diminuzione del tempo scuola offerto alle famiglie. Ad esempio nella scuola primaria, nonostante nel febbraio 2009 il 56% delle famiglie avesse chiesto le 30 ore, l´organico per le classi prime è stato assegnato a tutte le scuole per 27 ore.

Ma meno scuola non è la risposta giusta all´emergenza educativa che si va sempre più delineando nel nostro Paese, dove la famiglia da cui provieni, la scuola che frequenti, il luogo dove nasci, contano di più dei talenti e delle capacità individuali.

Il recentissimo Rapporto sulla scuola in Italia 2010 della Fondazione Agnelli mette in luce:

· le mancanze del nostro sistema scolastico impoverito: un ragazzo su 5 tra i 20 e i 24 anni non ha completato la scuola superiore.

· La frattura sempre più evidente tra nord e sud del Paese: il 30% degli allievi meridionali non raggiunge la soglia minima di competenza; il Trentino spende 9.900 euro per un alunno contro i 5.800 della Puglia; c´è un computer ogni 5 studenti a Bolzano e uno ogni 27 da Napoli in giù; un quindicenne del sud ha una preparazione uguale ad un tredicenne del nord…..

* La disuguaglianza sociale (che i nuovi ordinamenti accentueranno): i figli dei ceti abbienti si iscrivono ai licei (dove la probabilità di laurearsi è del 50%), mentre gli altri si iscrivono ai tecnici (probabilità laurea 12%) o ai professionali (probabilità laurea 5%).

Intanto i fondi che il contratto nazionale della scuola destina agli insegnanti che lavorano in scuole situate nelle aree a forte processo immigratorio o a rischio di dispersione scolastica, e che sono gli unici finanziamenti di questo tipo, sono rimasti gli stessi dal 2001. Ma nel frattempo la presenza di alunni stranieri sul territorio è quasi quadruplicata e sono aumentate in modo preoccupante le situazioni di disagio scolastico e di abbandono. E la politica risponde permettendo ai 15enni di uscire prima dal percorso scolastico, barattando l´obbligo di istruzione con l´apprendistato in qualche fabbrichetta!

Una scuola impoverita e dequalificata diventa premessa di insuccesso scolastico e formativo, provoca disaffezione che poi diventa abbandono e dispersione scolastica. E pensare che la Costituzione assegna all´istruzione, e alla scuola pubblica, il compito fondamentale di promozione culturale e sociale di ogni cittadino, riconoscendola come strumento principale per rimuovere gli ostacoli che possono limitare “la libertà e l´uguaglianza dei cittadini” e che “impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l´effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all´organizzazione politica, economica e sociale del paese” !

di orsola
pubblicato sul Manifesto il 15 marzo 2010

Assalti Frontali – “IL RAP DI ENEA” videoclip – 2009

La canzone Il rap di Enea, scritta durante la mobilitazione dell’autunno scorso contro la riforma Gelmini è diventata un video. “Per il nuovo anno scolastico 2009-2010 la lotta continua e siamo qui di nuovo a far sentire la nostra voce con tutti i mezzi”

Al centro della clip i rapporto tra la classe di governo e il futuro dei bambini. Ma questa volta, i ruoli sono capovolti: i maestri sono i bambini e gli esaminandi adulti sono convocati d’urgenza e sottoposti a un’interrogazione-verità su argomenti che riguardano le nuove generazioni: scuola, ambiente, ricerca, lavoro e diritti dei più piccoli. E, neanche a dirlo, alcuni alunni di questa classe speciale hanno nomi che evocano personaggi pubblici del nostro paese. C’è Mario Stella, Giulio Duemonti, Gianni Letto, Dolores Muratti, Lando Fioroni, Valentina Arpìa.

Una scuola sempre più povera – anche i gessetti devono essere usati con parsimonia -, nella quale gli alunni sono totalmente impreparati e i bimbi-maestri molto preoccupati per il loro avvenire. Alla fine arriva il giudizio sulla Gemini-Tremonti: Non ammessa.

Il video è girato dal giovane regista Marcello Saurino (vincitore dell’ultimo MarteLive – sezione video) insieme agli Assalti Frontali all’interno della scuola Iqbal Masih di Roma. Il video vede la partecipazione di molti bambini della scuola elementare Iqbal Masih che, oltre a lottare in difesa della loro scuola, si sono trasformati in attori.

Il primo settembre, una nuova disoccupazione alle porte, una parola fuori dalla porta: “ormai”

Grazie Barbara. Hai lasciato un commento che è uno “spaccato” di un’Italia con tantissime difficoltà; una società sempre più’ polarizzata: tantissimi che attraversano condizioni economiche critiche e pochissimi, che concentrano grandissime ricchezze nelle loro mani. Ho conosciuto la disperazione in questi giorni. L’ho vista in faccia. La conosco con nome e cognome. L’ho incontrata in un edificio, in una scuola, dove venivano conferiti incarichi, nomine, annuali o di fatto ai lavoratori della scuola. “Una nuova disoccupazione è alle porte,” titolavo un paio di mesi fa un articolo apparso sul blog.

In questa nuova disoccupazione ci sono le tante maestre che potrebbero essere le maestre dei tuoi figli. Ci sono tecnici che hanno dato una mano nelle tesine dei ragazzi maturati soltanto a luglio. Ci sono collaboratori scolastici che con le loro cure amorevoli si sono presi cure dei ragazzi diversamente abili, e di tutti i ragazzi e le ragazze con tanti bisogni, anche soltanto di un ascolto. Nei giorni scorsi l’ho quantificata, quella disoccupazione alle porte. Ho visto gente disperarsi, piangere, svenire. Qualcuno ha scioperato quando era stato indetto lo sciopero. Altri, no, perché egoisticamente non hanno voluto rinunciare ai trenta o quaranta euro. Gente che diceva, tanto “ormai”. Erano molti che dicevano e dicono, “tanto ormai”.

Non è bastato, non è stato sufficiente, il nostro impegno, il nostro sciopero davanti a certa gente che si comporta come “rulli compressori”. “Non hanno pietà di noi”, affermava Barbara in una bellissima mail. Hai ragione, Barbara: non ne hanno. Ma noi, che abbiamo riempito quel treno, quei due treni, diretti a Roma, che abbiamo invaso Piazza Vittorio a Torino, non diremo mai: “ormai”.

Lotteremo, daremo una prospettiva, indicheremo una via, anche a chi ha il morale a terra e “viaggia” con il freno a mano tirato. Indicheremo, denunceremo, ci incateneremo se sarà necessario (come hanno fatto oggi i docenti in Calabria), faremo vertenze, scenderemo ancora in piazza, e diremo che “certe sacche” d’Italia non ci vanno bene.

Così come, a me, non va aver visto nell’insenatura di Torre Lapillo tantissimi stabilimenti balneari che pezzo dopo pezzo sottraggono (pagando il dovuto) spiaggia libera a tantissimi che non hanno risorse sufficienti per “affittare” un ombrellone, una sdraio. La spiaggia è libera, il mare è di tutti. Vedevo negli stabilimenti gente che ballava, che beveva aperitivi; e , viceversa, gente con chilometri e chilometri sulle spalle contendersi un pezzettino di spiaggia. Libera. Non lo accettiamo un mondo così, Barbara; e, la parola “ormai” non fa parte del nostro vocabolario.

Juri Bossuto e Rifondazione Comunista mantengono l’impegno:”interrogano” sui 914 ata da “tagliare”

Come riportato nel blog, grande è la preoccupazione sui tagli in Piemonte a proposito degli Ata. Dopo un’attenta analisi con Rifondazione Comunista, durante varie riunioni, il consigliere regionale,  e amico, Juri Bossuto si era fatto carico di seguire attentamente questa vicenda, in maniera tale da non lasciare in solitudine molti lavoratori della scuola, con le loro preoccupazioni e che, tra non molto,  potrebbero perdere il posto lavoro. Promessa mantenuta. Nelle prime ore della mattinata mi ha comunicato quanto segue. Grazie, a nome di tutti, anche di quelli che non hanno aderito mai ad uno sciopero. Grazie Juri, grazie Rifondazione.

Ecco l’interrogazione al Consiglio Regionale di Bossuto:

scuola-interrogazione-bossuto