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Garbatella

20200223_105403Non poteva mancare una colazione al bar dei Cesaroni, quartiere Garbatella, posto “inflazionato” grazie alla tv, riviste, giornali. Non era trascorso molto rempo dal mio ultimo espresso, ma ci torno volentieri, con la speranza di scoprire cose nuove. Garbatella è  come una bella e interessante donna che sa ascoltare. La Garbatella ha una storia. Un  ponte di nuova generazione  tiene insieme Garbatella e Ostiense. Dall’alto si vedono i trenini, della metro, quelli per il lido, i Mercati Generali, il gazometro. Dall’alto e nell’attraversarlo una sensaziine da far girare la testa. Provo ad addentrarmi nel quartiere, dopo il cappuccino e cornetto. 20200223_113041E scopro una scritta di un rifugio antiaereo risalente al periodo della seconda guerra mondiale, e una esortazione a pensare poetico, una targa con tutta la storia dei film di Alberto Sordi e tanta, tantissima storia. E camminando camminando arrivo ai piedi della Regione Lazio, un pensiero corre veloce a Fantozzi che mi strappa tante risate, li, sul momento. Poi, tornato indietro, recupero la stazione metro, la lascio alle spalle, imbocco il ponte che unisce i due quartieri, Garbatella e Ostiense, con un occhio ai mercati generali e un altro al Gazometro. Una infinita di locali a poca distanza da Trastevere, fino a recuperare il cimitero acatollico. Ci  entro e passo da Gramsci e da Camilleri. Oltre, la Piramide.

Dal gazometro

20200204_131048A due passi da Garbatella, e dal bar dei Cesaroni, dove colgo l’occasione per uno  scambio di due chiacchiere, non  dopo aver sorbito un buon cappuccino e una brioches si trova il Gazometro, con altri tre, quattro, sullo sfondo che spuntano come funghi. E  gli ex mercati generali, che tanto ricordano le corse in moto di Babe e Step. Tre metri sopra il cielo, insomma, tanto per intenderci. E le canzoni del buon Claudio. Baglioni. Qui tutto mi sembra bellissimo e andarsene via è  davvero un peccato. Le casette di questo quartiere, Garbatella, trasudano di storia e politica. Mi piace. 20200204_123712Dai Cesaroni sono sommerso di magliette dei tempi che furono, poster, gagliardetti, coppe, biglietti…. Appena sotto il bar, il locale dove si gira. Potenza della televisione dove tutto sembra enorme. “Ma ogni tanto si fanno vedere?”Seeee, hanno fatto ‘na rimpatriata l’artra settimana…

L’Orologio e La casa in collina

Ho ripreso in mano il libro “L’Orologio”,  di Carlo Levi,  per una seconda lettura,  meditata,  approfondita.  Sara’ per il sogno anticipatore,  sulla storia dell’orologio,  andato perduto,  rotto e poi,  al mattino del risveglio dell’autore,  caduto e rotto realmente,  senza un “cassaro” per Roma,  per poterlo aggiustare. O forse  uno si,  ma senza tempo: una ricevuta,  andata poi persa,  per la riconsegna dell’orologio, qualche mese dopo.  È  una storia davvero interessante,  riguardante i giorni della crisi del governo Parri.  L’orologio,  oggi,  la clessidra che esaurisce la sabbia e domani chissà  che cosa dirà  il Presidente Mattarella: si risolverà  questo stallo?   Due mesi senza governo e orologi in ogni dove che annunciano il lento trascorrere del tempo.   Gia’,  questa questione dell’orologio mi ricorda che anche a me ne fu regalato uno dal nonno in occasione della Prima Comunione.  Un rito di passaggio,  un pochino come la chiave di casa.  Ora che ci penso bene,  anche la Fiat regalava si figli dei dipendenti,  l’orologio,  in occasione delle vacanze di Natale.  E forse,  forse,  anche ai suoi dipendenti,  dopo 35 anni di catena.  Di montaggio.  Tornando alla lettura,  il libro,  vale la pena essere letto: Carlo Levi descrive in modo minuzioso l’umanita’,  i contadini e i Luigini. E poi Roma,  la Garbatella… i ministeri,  i ministeriali e i misteri.

Ho letto anche “La casa in collina”,  di Cesare Pavese.  Era da alcuni anni che mi incuriosiva,  l’autore,  la “bella estate” e molto altro.  Ora è  la volta della collina,  della casa,  di Torino,  di Cate,  di Dino,  Corrado,  Elvira… Personaggi femminili,  innamorati,  come quelli di Cassola.