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Un abbraccio da…

Torre Lapillo, Le.22 8 2016 foto Borrelli RomanoIl tempo rimasto è  davvero poco e decidere cosa farne è  impresa ardua. Non mi aiutano i ricordi sulle rette e i vincoli di bilancio:”burro o cannoni”?  Al diavolo le curve e l’economia. Qui si parla di emozioni e sentimenti. Le giornate si accorciano e il tempo stringe. Bastasse solo la macchina da cucire per agire sul tempo… sarei a cavallo. Cavallo,  vita,  cerniera,  cucire… ma qui ed ora non e’ affar da macchina da cucire. E allora quel poco che resta,  di questa estate 2016, cerco di  marcarlo a fuoco nella memoria colori,  odori,  profumi,  persone,  visi,  voci. Dopo aver preso contatto con me stesso,  e quindi appena sveglio,  decido che il modo migliore per marcare tutto quello nella mente è  salire in macchina e percorrere un po’ di km della Costa e salire in qualche punto più in alto,   osservando Torre Lapillo,  Torre Chianca,  Porto Cesareo e oltre. Verso S. Isidoro,  Porto Sevaggio e provare ad immaginare Gallipoli. Allontanarmi per poi avvicinarmi. Invidio un po’ il viaggio raccontato e scritto da Roberto Gianni’ sul Quotidiano di Lecce. È  interessante e lo seguo sfogliando il quotidiano,  fin dal suo arrivo a Taranto. E’ una bella storia d’avventura,  un diario,  un resoconto. Mi faccio un the,  prima di nettermi in macchina. La bustina lentamente cede il suo colore al liquido bollente fino a diventare uniforme. Ecco,  cosi dovro’ fare,  assorbire lentamente tutto il circostante e farne il pieno per le giornate vuote di colori e bianche di nebbia.  Dopo averlo sorbito mi metto in macchina e vado,  direzione Taranto,  fino  a Torre Lapillo e oltre,  ai confini del borgo. Torre Lapillo (Le) foto Romano Borrelli 22 8 2016Raggiungo  Torre (Lapillo), e mi accorgo che   molto è  cambiato negli anni e ora pullulano ristoranti e alberghi. Ricordavo soltanto  il B. O.  e il Gabbiano. Dal B. O.  bar la musica si spandeva e per noi ragazzi era un porto. A quel tempo erano situati dalle parti della fontana,  vicino le giostre,  dove ci si dava appuntamento e ci si incontrava,  dopo le 21,  per “fare le vasche”. Dopo il mare del mattino e del pomeriggio. E poi A. M.  era piacevole,  elegante e… interessante oltre che prosperosa  e molto graziosa e piacevole era camminare e parlare di quell’autore che dava il nome alla via, Tolstoy,  adiacente alla sua: Gentile. Avevamo 15 anni? Probabilmente,  si. Parcheggio l’auto ai bordi dell Torre,  con i suoi tre archetti e molti scalini.   Torre Lapillo, Le 22 8 2016 foto Romano BorrelliAll’ombra della Torre  “accumulano” fresco  tre anziani. Due si son portati la sedia da casa,  come fossero fazzoletti di carta (gia’,  perché  non mettere delle panchine? una fontana? ) mentre uno è  in bici. Canottiere e camice e gocce di sudore che incorniciano il viso. Dalla parte opposta arriva a piedi un amico,  sigaretta tra le labbra e braccio e avambraccio occupato da una sedia pieghevole,  e andamento lento. Le sedie qui sono utili e in paese, lo sono doppiamente: indicano un passo carraio ed un divieto di sosta. Guai a spostarle. I tre  parlano di calcio. Mi chiedono di Milan Torino “ehi tie… “e in due battute me la raccontano loro,  vedendo che ne sapevo poco, pur avendo i giornali sotto manoe  pur tifando Torino. Non lo avessi mai detto. Uno mi dice provenire da Pinerolo. Ovvio “ehi… iou egnu te… “.  Probabilmente avra’ visto recentemente un film di Toto’. O Fantozzi. O conosce il Galup.  E’ di Veglie e mi domando come faccia a conoscere Pinerolo. E cosi ridiamo insieme,  e parecchio. Mi congedo,  da loro. Recupero gli scalini e vado su. 20160822_084129Salgo e arrivo in cima. Osservo come un marinaio. Mano a visiera. Torre Lapillo(Le) 22 8 2016 foto, Romano BorrelliMi giro,  rigiro  viso e corpo e trattengo il tempo. Il mio. O forse vorrei. Taranto verso Occidente e Gallipoli a Sud. La taranta sta per mordere. Mordera’ il 27 agosto. Torre Lapillo, Le; 22 8 2016 foto Romano BorrelliTrattengo fiato e tempo. Torre Lapillo(Le) 22 8 2016 foto Romano BorrelliIl mare ha gli occhi lucidi. Forse ha capito che tra poco il sole non fara’ più l’amore. O forse si. Scendo gli scalini.  Mi rimetto in macchina e vado oltre Torre Chianca,  a Porto Cesareo. Qui c’è Porto Cesareo, Le 22 8 2016, foto Borrelli Romano la villa e passa la banda. E’ festa,  e’ stata la festa di Santa Cesarea con processione in mare. E ora dicevo,  musica,   maestro e ” musicisti”.  Camice bianche e pantaloni neri. Penso a Moretti: lui avrebbe canticchiato il motivo,  come fece nella “stanza del figlio”,  girando le scene in Ancona. Porto Cesareo, Le.22 8 2016 foto Borrelli RomanoSuonano. Il ficarolo è  sempre li che tenta di vendere “fiche e ficatigna senza spine” Il furgoncino si puo’ trovare  dalle parti del bar   “Bei tramonti” dove i turisti senza fine fanno la fila per  consumare la loro colazione. Mi ci metto anche io in fila. Esagero Tre pezzi differenti. Mi accomodo e comincio dal pasticciotto. Molto buono. Termino  con questo. Il resto,  a casa. Individuo,  seduto,  il dottore di un tempo,  il “ricamatore” delle ginocchia dei bambini. Bravissimo chirurgo,  juventino sfegatato. Ha gli occhi piccoli. Parliamo e intercetta ricordi e tra una estate e l’altra mi inserisce nel discorso Boniek,  Platini,  Vignola,  Tacconi,  Mauro Baggio e Del Piero. E ridiamo! “Su dintatu nonnu” mi dice con orgoglio. “Fijama stae subbra”per dirmi che come molti si e’ traferita al nord. “Ma siamo tutti felici”. Ci salutiamo e “butto un occhio” alle barche in arrivo e ai pescatori. Da queste parti,   quasi in ogni paese pare sia passato San Pietro… foto, Borrelli Romano Molto movimento. Parecchio. Giro. Le magliette “salentu,  lu sule,  lu mare,  lu jentu”. Si. Per alcuni. Il ricordo. Porto Cesareo,(Le) 22 8 2016 foto Borrelli RomanoLe cartoline. Ah,  si. Qualcuno mi ha chiesto una cartolina. E allora,  Porto Cesareo, 22 8 2016 foto Romano Borrelli“un abbraccio da Porto Cesareo”.

Melissano. Punto e… “capo”

foto Borrelli Romano.17 8 2016.SalentoMelissano, Le.17 8 2016 foto Romano BorrelliMelissano, Le.17 8 2016, Borrelli Romano fotoE cosi capita che certe mattine ti svegli  col vento  dei ricordi che ti assale e coinvolge. E basta poco. Una brezza,  una sedia,  un dolce,  un numero. E’ presto ma è  il sole che chiama,  insieme alla fila dei giorni,  mesi,  anni passati. Dei giorni a cavallo di ferragosto,  con un must: il giro dei paesi nel capo leccese. Un caffè,  un controllo all’olio dell’auto,  all’acqua,  la verifica della benzina,  la chiave e… accensione e via.  Voglia di scendere un po’,  oltre Gallipoli, oltre la “sferracavaddi” oltre Taviano,  patria dei fiori,  Melissano,  Racale… Andare alle radici. Che forse,  stando ai ricordi e racconti dovrebbero essere proprio a Melissano.20160817_09471520160817_094628 “Buongiorno sule meu”,  una mano ha scritto su di una cinta muraria. Da piccolo ero affascinato da questi paesini,  cuciti insieme da una ferrovia e dal passare dei treni lentissimi e antichissimi. Chiedevo ai nonni di aspettare quel momento esatto in cui si abbassavano i passaggi a livello per veder passare proprio quei treni,  quelle caffettiere marroni,  ricordo. E ricordo le loro risate. 20160817_101516Paesi cresciuti e divenuti citta’ sul finire degli anni ’90 e inizi 2000,  grazie a qualche Presidente della Repubblica.  Paesi gia’ silenziosi sui quali calava ulteriore silenzio tra le 12 e le 18. Paesi con case dai gradini alle porte un po’ altini.20160817_093200Melissano.Le.17 8 2016 foto Borrelli Romano Ma li ricordavo veramente così oppure il tempo deforma sempre molto? E probabilmente ha deformato anche i gradini facendo ricorrere i proprietari di quelle case ai ripari? E il ricordo del profumo della “cupeta”? Questo si che lo ricordo. E l’ho ritrovata. E mangiata. Ovviamente. Ricordi di scarpe,  calze e donne che lavoravano il tabacco e dita “perforate” di donne al lavoro,  perché  per lavorare quelle foglie,  occorreva essere abili. Tutto qui intorno era un polo calzaturiero affermato. E le lotte e i canti delle tabacchine? Già,  non è  sufficiente ascoltare la canzone,  occore visitare questi posti,  viverlo,  farseli raccontare.Staz Melissano, Le.17 8 2016 foto Borrelli Romano La stazione. Mi piacevano queste stazioni,  così antiche,  con i treni ancora più antichi. Ho rivisto e vedo e vedro’ cose che non ricordavo più. Persone e parenti che non ricordavo perfettamente. Ho visto la terra ancora più rossa. Ho visto paesi che ora sono diventate per decreto città. Lungo la strada,  dopo Gallipoli,  non ho piu’ visto molti ulivi. O meglio,  alberi di ulivi tagliati,  senza rami,  braccia,  foglie,  capelli. Sofferenti. E ho pianto. Mi sembravano persone dagli arti manchi,    mutilate. E la gioia di questo tempo non e’ stata completa.

Melissano, Le.17 8 2016, foto Borrelli RomanoIl viaggio continua sui binari della memoria. Osservo la strada ferrata della Sud-Est e il caseggiato della stazioneMelissano (Le).17 8 2016 foto Borrelli Romano. Riesco ad immaginarla, oggi,  con gli studenti,  le scuole,  che come spugne ricevono e rilasciano… La immagino ieri,  con il viso di anziani nonni sorridenti a guardare il mio entusiasmo al passare di un treno. Allungo lo sguardo,  oltre. Qualche albero si sta riprendendo, è  la rivincita,  lenta. È  la speranza. Che qualcosa di buono rinasca sempre. Melissano, Le.17 8 2016 foto Borrelli RomanoSalento: lu mare,  lu sule,  lu jentu. La strada,  per un amore. Salento: km di strada e d’amore.

Dalla lavanderia

1 9 2015.foto Borrelli RomanoUn caffe’, veloce. Un espresso e “faccio la valigia”. Ma in vacanza non mi reco io ma alcuni capi d’abbigliamento. Un giro veloce “centrifugato” o forse 10 o forse 400. In lavatrice. Fino a questa mattina non avevo ancora pensato alle lavanderie come luoghi in cui, parlando o no,  si depositano e si raccolgono storie. Si condensano, tutte ammucchiate, ancora una volta, forse l’ultima, insieme, e poi si scioglieranno. Storie. Strampalate o meno. Ci si svuota, posando sul bancone, di cose utili, inutili, intime, importanti, meno. Ricordi di una estate: “Impasto umano”. Riprese dal borsone, ripiegate o meno, in ordine, come giorni del calendario. Cosa non esce dalle tasche dei capi d’abbigliamento  quando ci frughi ancora una volta: uno scontrino che di colpo si anima e diviene un bar  diviene bar (il Lido.Belvedere, la stazione di Lecce, un ristorante ad Otranto, un biglietto per Melpignano, un aperitivo a Gallipoli…), aperitivo, negozi, alimentari, incontri, notizie. “L’estate addosso”, tormentone estivo, e’ tutta li sopra. E’ uno dei pochi casi in cui ci si spoglia e l’altra non vede). E’ lo sfogliare l’album dei ricordi. Poi ci saranno un getto d’acqua, uno di vapore, e si puliscono e ci ripuliscono e ci rinnovano. Un capo abbinato ad un numero, emozioni abbinate,  questo e quella poi…Una puntina, una pinzata, i vapori che vengono da dietro. Gocce, umido e vai a capire cosa e quali emozioni e sentimenti in questo momento disegnano la storia, di un giorno, una settimana, un viaggio, uno sguardo, un amore. Li per li osservi e pensi: “Ecco, e’ come un tergicristallo che espande le gocce mischiate al pulviscolo fino a farle sparire, ripulendo il vetro”. Poi, alcuni giorni dopo ritorni, ritiri i capi Torino, foto, Romano Borrellili indossi e cosi inizia il gioco del “reinterpretare” quelle emozioni, quei ricordi, magari addomesticandoli, per farci compagnia. Foto,Borrelli RomanoPer quando si accorceranno le giornate.E i ricordi. Anche se talune e taluni sono ben fissi nel cuore di ognuno e gli altri non li vedranno mai.

Ps.In attesa che altri riversassero le loro storie sul bancone ascoltavo i discorsi sulle stabilizzazioni degli insegnanti e sulla foto del bimbo siriano morto annegato, trasportato dal mare sulla spiaggia. Cercava liberta’ e ha trovato morte, insieme al fratellino. Un soldato turco lo tiene tra le sue braccia: una pieta’ maschile.

Otranto

Otranto 21 8 2015 foto Romano BorrelliNon si può non venire, a Otranto.  E cosi decidi e parti e vai. A Porto Cesareo e’ un sali e scendi continuo, un incrocio umano  fra un bus che va verso Gallipoli ed un altro che va verso Lecce: sembra Milano, stazione centrale: sliding doors. Qui puoi davvero incontrare tutta l’ Italia o quasi nel loro-nostro sali-scendi. Ragazzi,  ragazze, donne, uomini…muniti di tutto punto: code, trecce, cappelli e storie. E’ tutto stupendo e le piccole cose scomode le scrolli di dosso con una spallata, o, per meglio  dire, con una scrollata di spalle. Poi arrivi a Lecce e sali sul bus Lecce-Otranto per  un’ora circa di “tangenziale”. Concentro l’attenzione sugli ulivi e altre bellezze. Da Maglie (Lecce) ne cominci gia’ a sentire il profumo, di bellezza che aspetta. Hai solo un pensiero tra la testa: la voglia di goderti Otranto, l’aria e il panorama. Poi, quando cominci a vederla, con la Cattedrale i mosaici, faro di cultura, i suoi segreti e il mare e i suoi colori, i suoi meandri, tutto sembra sia rimasto tale e quale alla volta prima. La citta’ e’ bellissima cosi come ogni persona che si incontra anche quando non le conosci. Anche quando incontri giovani sposi, sorridi e ti sorridono. E capisci che e’ una bellissima storia, nell’anno del cappello.Loro lo sanno e vogliono dire a questo e altri scatti “per sempre” proprio sotto “il cappello”. Gli avvicini porgi loro gli auguri e dici:”una foto, vi porto a Torino, in viaggio”. E sorridono. E io pure. E allora dico: “Tanto di cappello”. Spero si vedano o si rivedano in queste foto. Lei è bella. Poca storia. Per gli altri.Per lui, una, tutta bellissima. Auguri! Vi Porto a Torino e….oltre.

Verso mezzogiorno qualche lacrima dal cielo e nuvole oltre. Non qui. Forse anche il cielo riconosce che è ora di rifare il trolley e piange qualche lacrima, come due amanti che stanno per lasciarsi, fino alla prossima. Mi fermo in un ristorante, “Da Fernanda”: ottimo, da dieci. Un primo, secondo, caffe’. Ci tornero’. Esco, un giro, una visita alla Cattedrale, i mosaici, qualche competenza in piu’ su di loro, i vicoli, le stradine.

Osservi, respiri, ti innamori del posto, del mare. Gli occhi non li staccheresti mai…di dosso da quel vestito ondulato, un mantello, una copertina, lievemente, mossa. Verde, azzurro, blu….ti stordisce. E ti viene da pensare: quasi quasi ci rimango, qui. Ad Otranto: tanto di cappello.  Otranto, sposi, 21 8 2015 foto Romano BorrelliOtranto 218 2015 foto Borrelli RomanoOtranto 21 8 2015,foto Borrelli Romano20150821_131744Otranto 21 8 2015 foto Borrelli21 8 2015 sposi Otranto foto Romano Borrelli21 8 2015.Otranto.foto Borrelli RomanoOtranto 21 8 2015 foto Borrelli RomanoOtranto, 21 8 2015, foto Borrelli RomanoOtranto.21 8 2015 foto Borrelli RomanoOtranto, 21 8 2015 foto Borrelli Romano21 8 2015 Otranto, foto Borrelli Romano20150821_134845Otranto.Sposi.21 8 2015 foto Borrelli RomanoOtranto 21 8 2015 sposi.foto Borrelli RomanoOtranto.Sposi.21 8 2015 foto Borrelli Romano21 8 2015, Otranto foto Borrelli Romano

Incontro dei 2 mari un anno dopo: Santa Maria Di Leuca

14 8 2015 Santa Maria d Leuca foto Borrelli RomanoLe parole hanno un loro peso specifico, un loro valore. Sprecarle ora in un “sali e scendi”continuo di bus e treni sarebbe fare un torto a questa grande bellezza. Attreversata e solcata con ogni mezzo. Ho deciso di “”sviscerarla” per alcuni giorni partendo da Santa Maria Di Leuca, raggiungendo quest’ultima in bus, da Porto Cesareo con Salento in Bus,  (con cambio a Gallipoli). 20150814_190729Bisogna raccontarla tutta,  ma raccontarla proprio tutta con calma. Dal finestrino o declinato al plurale, finestrini, si distendono atlanti geografici e libri di storia. E’ l’Italia che si distende, non solo sulle spiagge, (con turisti provenienti dal Nord al Sud come ampi rotoli di carta geografica) quella  che fuori, paese dopo paese, si mostra i nomi delle vie e materializzano città e paesi: via Torino, Milano, Trento, Genova e Pesaro e via cosi. E lingue e dialetti che si confondono e impastano. Sul bus.  E “lu”,( articolo salentino anteposto ad ogni discorso), Panama sventolato un po’ per fare sria un po’ per salutare e’ di ogni tipo e  cosi visiere a go go calate. E calcato su trecce, code  e “rape”. E storia con nomi di Torri che richiamano pagine di storia e saraceni e Carlo V: Torre Mozza, Torre San Giovanni e altri ancora.

E lidi. Da Porto Cesareo a Gallipoli, l’apoteosi. E’ Salento sold out. Impossibile provare a descrivere le meraviglie. Occhi incollati ai finestrini del bus e olfatti sviluppati. I ragazzi programmano gia’ la serata, tutta da ballare. Non da sballare. Dormono ora approfittando della nenia del bus  stracarichi nel loro “pendolare” per 11 volte al giorno. Passano velocemente, ai nostri occhi, paesi come S.Isidoro, Porto Selvaggio, Le 4 Colonne…fino a Gallipoli per un viaggio inizia o alle 10 e 20 e terminato un’ora dopo per il cambio. Ma è Santa Maria Di Leuca,14 8 2015Sants Maria D.Leuca foto Romano Borrelli oggi, la mia meta. Una Santa Maria Di Leuca “Total white”, in bianco dalle parti di “Gibo'”. Poi saranno sagre (Spongano, Sagra della “cunserva amara”, ad esempio), e cultura e paesi da set cinematografici come Spongano, Tricase…E per questi posti utilizzerò il mitico treno diesel tante volte oggetto di lamentele: arriverà o non arriverà con l’aria condizionata? Ci faranno cambiare? Sarà pieno? Bho’ così ho sentito ma sono qui e verifico con alcuni viaggi. E poi spazio per Otranto, “in processione” per i martiri e lungo i suoi “Sentieri del gusto”.

Poi sara’la volta del trenino,.da Gagliano-Leuca, a 4 km da Leuca.(ultima stazione). E gia’ immagino il sole che entra dai finestrini stendendosi, spandendosi, avvolgendo ogni cosa contro ogni volere di verde tendine. Avvolgendo ogni cosa, pensiero e parola. 14 8 2015 Gagliano (Le) foto Borrelli Romano14 8 2015 Gagliano, Le.Foto Borrelli Romano

Anche queste poltroncine marroni di questo treno diesel che molti snobbano per vari motivi hanno una storia, un’anima, tante stagioni .Diciamoci la verita’: sono qui anche per voi, poltroncine adorate. 14 8 2015 treno sud-est foto Borrelli RomanoHo la penna dello zio,  e il blocco dove appuntare le emozioni, gli incontri, le parole, il piu’ il meno. Allora, possibili lettori, vi saluto momentaneamente. Per me è passato un anno da quando da quassù, dal santuario di Santa Maria Di Leuca, o da quaggiu, sotto la macchina della luce (il faro) 14 8 2015 Santa M.D.Leuca, Le,foto Borrelli Romanomi dissi:” Faremo un’impresa, quest’anno, senza se è senza ma. E tornero'”. Perche’ negli anni si cambiano numerosi vestiti ma quelli primordiali, delle prime emozioni, odori, colori, questi quelli, no. Resistono, in fondo a ciascuno di noi. O, per meglio dire, “in Capo”.  Nel Salento. Qui, Santa Maria di Leuca ha la “febbre”: fa caldissimo. Sono giorni festa, la Madonna, la Basilica, la devozione, i fedeli, i colori. Entro nel bar del piazzale: un caffè con ghiaccio, per dissetarmi. Ora però… Ora davvero uso la penna. Passo al blocchetto e annoto, per non distrarre gli occhi, il cuore, mente.

A dopo.Ps.Davvero difficile scrivere in determinate condizioni: in piedi sul bus e connessione che va e viene.

Lecce

20150731_085612Incredibile ma vero.Il treno  “757” che avrebbe dovuto partire alle 20 . 20 da Torino Porta Nuova per Lecce è giunto a destinazione  in orario.Il tempo di scendere, salutare e….si va ancora…Poi, dimenticavo: un caffe’ Quarta e un pasticciotto!!!come da prescrizione medica. Nello stesso posto dove avevo consumato i due (caffe’ e pasticciotto, vedi blog) l’anno scorso mentre promettevo a me stesso che sarebbe stata una storia (la mia) fantastica, unica, irripetibile. Ero qui, su questo stesso binario, a ferragosto, e poi ancora per la notte della Taranta e ora, eccomi ancora qui: sono ritornato.Con la mia valigia: i miei occhi, come sostiene il libro “Gli anni al contrario” e la mia…nuova laurea al posto della…valigia di cartone. Ho sentito il profumo di casa quando ancora mancavano km.Poi il profumo di caffe’ che invadeva binari e il deposito stazione ed entrava (ed entra nello stesso luogo)nel treno e ti sveglia:”oh, guarda che sei arrivato”! Scendi dal treno ti aiuti con gente che non hai mai visto prima ma che condividi il ritorno..A casa. Poi il bar poi…Una cinquantina di passi, il viale, i bus…non so dove andare: e’ tutto bello, tutto meritato. Non sento nulla addosso. A parte tanto calore. Solo un “cambio di vocale”: colori e trecce e code….di cavallo; sembra mezzogiorno ma non importa, tanto e’ lo stesso…330 giorni dopo….ancora il mare. L’estate e’ addosso, un anno e’ passato, l’estate e’ la liberta’….saluti dallo spazio…Lorenzo Cherubini canta e cosi pure il bus “Salento in bus” e tutti balliamo fino a quaando non rimane neanche un posto in piedi; musica nelle orecchie e panama in testa comincio a girare e quella mi duole…”baby I love you..” I cartelli mi indicano varie direzioni: Gallipoli, Porto Cesareo…Non so cosa scegliere.Tutto e’ casa. Sollevo il mio panama e saluto ogni cosa. Gli ulivi. Uno di quelli e’ danneggiato seriamente. Un altro e ancora un altro. Non siamo piu sul binario 10 di qualche anno fa o “al centro” e coda “fago”? PIANGO davanti all’ulivo.Poi decido, scelgo dove andare. A casa-casa. A porto Cesareo il bus prosegue per Gallipoli.Io scendo. Ho la navetta per Bacino Grande. Poi, la grande abbuffata. Sembra il titolo di un film. Nel pomeriggio un tuffo e una salutare nuotata…esattamente e veramente un anno dopo.20150731 Salento foto Borrelli Romano20150731 foto Borrelli Romano20150731 foto Borrelli Romano.Salento31 7 2015 foto Romano Borrelli Salento20150731_090057

Palme tra le “palme” e vita agli Ulivi Salentini

Foto, Borrelli Romano. Ulivi, SalentoAvremo Palme tra le mani da consegnare e donare ad amici e parenti. Mani piene e piene mani e palme delle mani aperte, strette di mano in segno di pace che non saranno mai abbastanza perché avremmo dimenticato sempre qualcuno con cui vederci, sentirci, riconciliarci. Palme.Foto Romano Borrelli.marzo 2015Sappiamo sempre come fare per essere in deficit di pace, interiore. Felicità a metà, tirocinio quasi ultimato e relazioni da scrivere. Ma la felicità non può essere per intera e goduta fino in fondo, nonostante questo viaggio, questo percorso, pare non abbia mai termine. Eppure, l’ arrivo, senza scorciatoie, è li, a due passi dall’arrivo. Passaggi, di funzioni.Ad ore alterne, nella stessa scuola. Passaggi, Biennale Democrazia, viaggi. L’infinito viaggiare, ma non e’ il libro, suo, estivo, mio, loro, della maturita’, ma e’ Claudio Magris, con un “passaggio” tra i Passaggi d’apertura. Torniamo ai nostri, al mio, di passaggio. Il processo Di Bologna, senza fasce. Quali nubi oltre le nubi, oltre la pioggia si addensano nel cielo? Lentamente ci avviciniamo alla domenica delle Palme. Le palme mi riportano laggiù, in Salento. Il trenino, la Sud Est, l’immensa distesa di ulivi tra Santa Maria di Leuca, Otranto, Gallipoli…”Vivi, vivi…” grida un mercatale a Porta Palazzo, mercato torinese (dove da sempre e’ terra di Passaggi) volendo dire “olive, olive”, e io recepisco e rilancio:” vivi, vivi, gli olivi”. Un ritorno, per un girotondo, intorno agli alberi e poi un altro, intorno a quel palazzo che già troppo ha preso, violentemente, but, Not in my name. “Xylella” o sputacchina, e politica insieme.Quel palazzo non si prenderà anche il Salento e i suoi alberi, i nostri alberi. Not in my name Quando di qui a poco avremo le palme tra le palme, ricordiamoci del Salento. Alziamoci in piedi e scuotiamole, in un grido all’unisono. Centinaia di anni, di storie, di lavoro, di sudore, di fatiche non devono morire per i capricci di qualcuno. Avro’ le palme tra le mani e il Salento nel cuore, ma non avro’ pace in quello fino a quando la politica, o i burocrati del Nord Europa non si arresteranno davanti alle loro….politiche.

Not in my name.

ps. Ancora un passaggio nel mio passaggio: i mondimdi Primo Levi con la classe.Foto Borrelli.Romano.Torino. i mondi di Primo LeviI mondi di Primo.Levi.foto Borrelli Romano

Prima campanella. E’ la scuola che suona

Porto Cesareo-Torre Lapillo, Lecce. Estate 2014. Foto, Romano BorrelliElogio del Salento, di Lecce, del buon caffè, del pasticciotto, delle orecchiette, degli ulivi, del mare, della spiaggia, di Santa Maria di Leuca, di  Otranto, Gallipoli e del suo movimento, dei tramonti e del dance around the world and sing la, la, la… e follow the sun..delle pagliette bianche e delle trecce in grande quantità.  Dal giornalaio Alberto una voce ne  ha riportato il treno sul binario,  treno pronto per un altro viaggio. Quello della scuola. “Un mensile da 22 euro”. Ecco, dal mensile ho compreso che domani è l’ora della scuola. Si ricomincia. Quindi, vacanze terminate. Diario, penna, blocco e foto ricordo al seguito. Domani in qualche scuola si presenteranno anche alcuni ministri del Governo. In ordine sparso. Ma con precisione. Matematica. Con la speranza che ci sia, la cattedra. E il professore.  Ci  saranno tram, in citta’,  che torneranno ad essere pieni, di gente e di zaini. In andata e al ritorno. Mamme intente a preparare panini e merende, affannate ma sempre presenti tra i labirinti dell’organizzazione domestica e bar che rivedranno i soliti abbonati alla pizzetta. Ogni posto a un lui, o una lei. Le scuole hanno loro. Scuole aperte.  Per tutti. Domani. Per 8 milioni che torneranno tra i banchi. Entusiasmo e per molti notti piu brevi, corti, dal poco dormire. Un assaggio  della loro presenza lo avevamo gia’ gustato nei giorni scorsi, tra recuperi ed esami vari. Ma da domani la cosa si fara’piu’ seria.  Per domani, oltre i bidelli, anche i tecnici all’opera. Chissà in quanti si saranno dati da fare per mettere a posto gli orologi, sincronizzandoli con le campanelle….ormai è quasi oraLecce, 26 agosto 2014. Caffè Quarta. Foto, Romano Borrelli della prima campanella. Questione di ore.In molti si ritroveranno, qualcuno sara’ rimasto indietro e pazienza. Si racconteranno tre mesi di piccola storia.  E’ la scuola che batte la sua ora e suona, la sua prima dell’anno scolastico 2014-2015. E allora, un buon anno scolastico a tutt* e per tutt* un fiore ben augurante, ricordando di avere tempo,pazienza e attenzioni ad ascoltare i richiami alle relazioni. Ragazzi che chiedono di esistere agli occhi di altri. Occhi che li riguardano.Foto, Romano Borrelli

Salento, dolce. Dolce, Salento

1409855114807Ditemi, cosa mai ci potro’ fare se gia dalle prime luci dell’alba voci materne si prolungano e perdono per strada  prendendo il portoncino, insinuandosi lungo le scale a fare la parte del “chicchirichi” per aprirmi definitivamente gli occhi. “Laura hai preso le maglie?” Madri dal fare protettivo che accompagnano con le loro grida, figlie dirette verso i recuperi scolastici, con le ultime raccomandazioni strillate dal balcone. Maglie. Qui, su al nord hanno un altro significato. Giu, al sud, un altro sapore. Maglie1409857574259. Immediata la voglia di dolce e crema, di uno dei tanti pasticciottini di Gallipoli o comunque “di  giu'”. E se poi sono preparati dal maestro Antonio Campeggio, ancora meglio. E pazienza se tutta quella bonta’ ha contribuito a mettere qualche etto di ciccia. Questa e’ l’ unica ciccia che riesco a pensare, altro che…”arte”…E come se si mangia bene…”.1409859048802 Qui, al nord, si cambia composizione e contenuto all’armadio, io sentendo quella parola ho in mente solo e soltanto “composizione treno:s i cambia a Maglie, si cambia a Zollino”.1409857041330 Gli unici cambi che ho ancora in testa. Insieme alla scuola. Che cosa ci posso fare se dalla tv e dalle pagine dei giornali qualcuno, a proposito della scuola, documento di 136 pagine tra le sue mani chiede una mano e i miei ricordi vanno a Lecce e sposini con la mano di lei che sorregge lui. Lecce. Sposi sulla villa. Foto, Romano Borrelli“Il Salento ti da una mano”.. 1409948916191M1409859149621aglie, vestiti, scuola, libri, da leggere e vestirsi di libri (un plauso ai ragazzi della scuola Romolo Zerboni di Torino per questa bella opera d’arte, e questa si, lo e’, posta nell’atriomdella biblioteca civica di Torino). E’ancora estate, almeno sul calendario, e basterebbe vestirsi di libri pensando a Maglie. L’unica composizione, quel trenino e tanto Sud Est….Salento dolce, dolce Salento….

Profumo di Salento

14097514790201409751341288Allora, parto per meravigliarmi? Questo mi sono ripetuto piu volte, prima di provare l’ ebrezza di un viaggio, lungo quasi un mese, che avrebbe toccato citta’ candidate capitali alla cultura. In Europa.Un posto in champions, per giocarsela tutta. E ogni posto  piccolo, grande bellezza, non finiva mai di meravigliarmi. Cosa avrei messo nello zaino? Libri?Guide? Carte geografiche? Avrei voluto portare solo me stesso, spogliarmi dei pensieri e andare, come fosse ogni giorno il primo della nascita, o della rinascita. Vedevo davanti a me solo il mare, accompagnato da me stesso e lo zaino. 20140823_111746Chissa’. Spingevo continuamente lo zaino, con le etichette di qualche anno fa e di qualche aereoporto fa e di recente stazione. Lo spingevo fino all’inverosimile per farci stare il pc, il tablet, il carica batterie….e piu mettevo piu mi toglievo kg di vestiario, da ridurre davvero all’osso. Caso mai, ci avrebbe pensato la provvidenza. So solo che avevo una spinta interiore, un desiderio di movimento, per Ravenna, Lecce, il Salento, Otranto. Certamente, un po’ partigiano, per vincoli affettivi, per radici, lo sono e certamente i ricordi che ho addosso sono quelli del sud. Avrei voluto e mi sono sforzato di essere equidistante, e mi piacerebbe vincessero entrambe,, Ravenna e Lecce,  come ho scritto. Servirebbe per creare tanto lavoro. Tanti, tantissimi Posti di lavoro. Sentivo il bisogno di partire, dicevo. Avrei voluto avere uno sponsor per accompagnarmi in giro, h24, senza fare ritorno, o meglio, dopo il giro del mondo di questa grande bellezza che si chiama salento. Ecco, si, questo mi piacerebbe fare come lavoro:girare. A proposito di lavoro e lavori, proprio li, in Salento ho alcuni ricordi indelebili come la signora che lavora presso le ferrovie  sud est, a Bagnolo, provincia di Lecce. Vederla fare forza e pesi all’arrivo e alla ripartenza del treno. Stazione di Bagnolo, Lecce. Foto Romano Borrelli20140814_143501Sembrava di essere proiettati in altra dimensione temporale, ma bella. Bellissima immagine nonostante, immaginavo osservando fuori dal finestrino, quanto potesse essere faticoso.20140823_093612Per non parlare dei profumi, in ogni luogo, come quello dello, spumone, dei mustazzoli, della cupeta, dei pasticciotti di Gallipoli e del Capo, come si chiama questo lembo salentino.  Ne ho trovate, e tante, di opere e di storia, d’ arte e del lavoro. Ed ora, dalla valigia, ad uno ad uno escono ricordi che poi non sono tali, ma lembi di pelle, vestiti appicicati addosso. E’ bello mettere mano in tasca e ritrovare un biglietto, uno scontrino del bar Coribello Maria di Gallipoli e ricordare quel profumo intenso che non si e’ fermato a Gallipoli o in via 24 maggio, 26. Quel profumo me lo porto ancora addosso. Avete presente quando un ragazzo riceve, dopo averlo desiderato per un tempo infinito, un bacio dal suo nuovo amore, che per lungo tempo non si rade  mantenendo il suo viso nelle stesse condizioni del momento in cui ha la sua amata vivino? Avete idea di quel momento?Ecco, alle volte vorrei restare con quella maglietta corta e quei pantaloni in tela. Anche quando fara’ freddo, e se ne fara’, di freddo,  per vestirmi solo di quel sole e terra e mare. E’ bello salire sul tram e pensare a quel lavoro, in quel periodo di spensierstezza e di aderenza assoluta al presente,  in quella ferrovia di un paese salentino, in quella terra, sotto quel sole, vicinissimoma quel mare. Passando per Bagnolo.

ps. Dallo zaino e’fuoriuscita una rivista che raccontava il viaggio a Ravenna. Probabilmente, la prossima sara’ dedicata a Lecce. E un piccolo ramoscello di ulivo, regalatomi da miopadre prima di partire.

Dimenticavo. Lunga vita agli ulivi salentini e….un buon ulivo 20140811_174407a tutt*, in particolare ai ragazz* della scuola.