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Verso Milano per “Dialoghi nel buio”

L’autostrada Torino-Milano non sfilava,  via,  veloce,  come desideravo. Il treno Frecciarossa sulla destra,  quello si che marciava. Ad alta velocita’. Un fischio di pochi secondi,  al nostro fianco ne tagliava l’aria. Pareva essere ed e’ un re,  al suo passaggio,  su quella massicciata.  In 40 minuti copre la distanza tra i due capoluoghi. E’ chiamata la metropolitana d’Italia,  e infatti,  il tempo di sederti,  sfogliare il giornale,  e hai coperto i 127 km d’asfalto a piu corsie. Ah quanto ho invidiato quei momenti in cui sono io li dentro mentre guardo chi è  in coda qui,  sull’autostrada.  Quando ti abitui al treno veloce,  il bus appare lento,  alla stregua di un “personaggio” che non va mai fuori moda,  soprattutto per le gite,  ma e’ imbolsito come un vecchio signore,  goffo nei movimenti sul quel lungo nastro d’asfalto che è  l’autostrada Torino-Milano. Come sono lontane le Olimpiadi invernali  di Torino del 2006 e come sono lontanissimi i cantieri per realizzare tutto quello. Cosa vorrei raccontare? Una uscita didattica,  verso Milano,  per “dialoghi  nel buio”,  un’oretta circa per testare come vivono i non vedenti e una ampia riflessione su tale condizione. Noi,  che diamo per scontato tutto.  Due classi di scuola media superiore, verso Milano,  partite da Torino intorno alle 8 e verso una  esperienza,  davvero profonda. Mentre il bus andava,  strano ma vero,  il silenzio regnava sovrano all’interno della ‘scatola di latta” in movimento. Niente musica,  chitarra,  giochi, schiamazzi. Tranne il solito “scartare” delle varie tipologie di merendine e cibi  che accompagnano  l’andata ed il ritorno di ogni viaggio da sempre.  Zaini ricolmi al punto da sfamare zone intere dell’Africa.  Strada,  lentezza,  slow. Il che conciliato  con la riflessione,  mia, sullo stato del blog,  che non ha visto una riga il primo maggio,  di pioggia,  e neanche una su “Rinascimento privato”,  libro in dirittura d’arrivo. Davvero bello,  questo libro consigliatomi da una lettrice affidabile,  raffinata e ottima consigliera al tempo.  Mi piacerebbe discuterne come ai vecchi tempi…

I pensieri scivolano via mentre le prime costruzioni milanesi si allargano davanti a noi venendo cosi  “inglobati” da case su case,  cemento e cemento. Milano ci inghiotte insieme al suo traffico veloce mentre la nostra avanzata rallenta. Il “tom-tom” del bus,  vicino l’autista,  attento alla guida,  cortese,  professionale,  ci indicava che pur essendo in Milano l’arrivo presso l’Istituto sarebbe stato di li a mezz’ora. E cosi è  stato. La formazione dei gruppi per l’esperienza “al buio”,  i biglietti,  le riflessioni,  condivisioni e poi 15 minuti a piedi,  verso il Duomo. Le foto di rito,  le pose,  sorrisi da passaporto,  gli scherzi… una bella giornata di sole e non solo.

Buona Pasqua

Torino porta Susa 16 4 2017 foto Romano BorrelliCaffe’ nero e bollente. Bicchiere di plastica tra le mani,  appoggiato alle labbra,  gustando una  “miscela arabica” che si fa strada,  lentamente. Sorso dopo sorso.  Osservando la Freccia. Ferma. Che tra poco si scagliera’ vetdo la dorsale appenninica. Campane a festa in ogni dove. I prati sono in fiore. Glicine.  Colombi. Colombe (sempre Sida) e cioccolata di ogni tipo: latte,  amara,  fondente,  extra. Profumi anche tu,  certo. Parchi cittadini in movimento. E cosi treni alle stazioni.  Finestrini e musi e nasi e visi appiccicati per osservare e appannare meglio. Capelli di fresco,  stirati,  neri,  lunghi,  frangia,  occhialetti calati sul naso,  libro tra le mani,  come breviario. Mano aperta a mo’ di ciao. “Ciao”.  Bus in un continuo via vai e panchine e sedie che aspettano ( forti “quelli di corso Umbria che aggiungono sefie alle panchine a ridosso della fermata. E non si comprende se per l’attesa piu lunga dei bus o altro). E allora buon viaggio e buona Pasqua. Senza preoccuparsi troppo della meta. Certo. L’importante è  tornare  con occhi nuovi.

E tra sogno e realtà

Lasciatomi alle spalle la scuola e “Io prima di te”, racchiuso da un paio d’ore in una freccia, Emanuela mi ha svegliato, tra Bologna e Firenze. Affondo nel sedile di una freccia mille no-stop,  direzione Roma.  Sonno profondo, di gusto, ed io, raggomitolato, ripiegato, coperto da centinaia di km di strade e strada ferrata,   intento a riprendermi sonnecchiando, in attesa di rivedere l’eterna città,  sempre una grande bellezza, avvolta in luci di festa. Mi sveglia,  quella,  dolce creatura dalla bellezza particolare,  ma non capisco, vedendola, se il sogno si trovasse di qua,  nella freccia,   o di la… perso tra i miei sogni.: “prego biglietti”. Allungo l’occhio sul cartellino della divisa: c’è  la E,  stiro l’occhio e il corsivo… “Emanuela”. Lo richiudo. Lo ritiro,  il biglietto e lo richiudo,  l’occhio. E il mio vaggio continua. Anzi… il sogno. Roma mi attende,  con i suoi rumori,  clacson,  e rumori di scarpe,  stivali,  sandali che è  primavera e un mare di lingue diverse.

Firenze

Firenze 29 7 2016. Foto Borrelli RomanoEra da un po’  che mancavo da Firenze. 12 anni? Troppi. Molti. Forse a ripensarci bene 10. La data e’ potrebbe essere quasi giusta. Cosa mi portava qui? I concerti dei Nomadi,  la politica, il festeggiamento della tesi,  un cambio treno per Pisa o la Garfagnana o verso Roma. Forse. E così stamattina freccia direzione “Fire”!  come usa dire qualcuno. 20160729_082912Nel tragitto del treno Torino Firenze,  tre ore di viaggio,  non mi son fatto mancare le mazzette dei giornali,  come d’abitudine,  sia che parta,  sia no,  e un buon libro. E facciamo pure due. La cronaca induce un’attenta riflessione sullo sdoppiamento della fiera o salone del libro. Le viaggiatrici,  altra riflessione. Riflessioni sul viaggio del Salone del libro che resta a Torino e più  “leggero”,  forse,  sdoppiato in “LeggeRho” ma divenendo cosi altra cosa. In ogni caso,  la trentesima  edizione del salone del libro si terrà  a Torino. Come e in che forme vedremo. Ma non vorrei parlare di questo ma di un altro argomento: cosa metteranno mai le donne in quei valigioni con rotelle che si incastrano tra un sedile e l’altro causando un ingorgo lungo il corridoio dei treni. A quel punto scattano le occhiate al biglietto e poi quelle fra maschi che cominciano a chiedersi di chi sarà  la volta.  Succede che  poi,  velocemente inquadrano un uomo che a sua vola inquadra la donna e senza sapere bene da chi parta la richiesta l’uomo si trova tra le braccia… il valigione mentre da sotto il coro femminile diviene più  forte:”più  su,  ecco,  a destra,  a sinistra” e naturalmente avendo spostato di qualche millimetro altro borsone ovali gia,  partono veloci i cori di allineamento”. Poi,  mentre chi è  seduto recupera respiro prova a chiedere con fiducia e speranza a chi e’ ancora in atto di trasloco:”scusi,  dove scende? “Ecco,  sarei molto interessato a saperlo,  così, per un racconto futuro. Scarpe? Trucchi? Magliettine di ogni tipo? Bho!

Ps. Il Duomo è  davverostupendo. A pensarci bene i dieci anni di assenza forse valgono doppio. Forse.

Conero-Ravenna-verso Roma

Causa mal funzionamento pc ho dovuto interrompere la descrizione del viaggio che si e’ concluso a Ravenna dopo una breve puntata a Pesaro. A Ravenna un veloce “ripasso”dei mosaici presso s. Vitale e S. Apollinare Nuova e una lustrata alle vetrine e ai dolci del bar-psticceria Ferrari. Ravenna.Ferrari.5 7 2016 foto Borrelli RomanoRavenna.Bar Ferrari.Foto Borrelli Romano20160708_075931

Ravenna 5 7 2016.foto Borrelli Romano.  Una visita al mare e un’altra tra le dolcezze infinitedel bar pasticceria Ferrari. Questa mattina il viaggio riprende e continua la bella estate.

20160708_122346Roma Termini. Ore 12. 15.  Un pochino di ritardo ma riesco a tollerare e a perdonarlo. Binario 2,  carrozza 11 che diventa prima,  testa treno. Via Marsala,  qualche passo per la chiave e mi butto dentro.  Ma, solo il tempo  di lasciare lo zaino e poi perdermi nella citta’ eterna.  Piazza della Repubblica,  un’occhiata come sempre a Santa Maria degli Angeli per contemplare il capolavoro di Michelangelo. Starei ore ad ammirare questa notevole struttura.  Via Cavour e la prima cosa che cerco e’ il Mose’ in San Pietro in Vincoli. Chiusa. Riapertura per le 15.  Opto allora per il Colosseo,  appena restaurato. E’ stupendo. Poi via Claudia e sono al Celio. Lavori per la metro fervono. Non c’e’ che l’imbarazzo della scelta.

Torino 8 7 2016 foto Borrelli Romano

Ri-Buongiorno Conero

Loreto.4 7 2016.foto Romano BorrelliBuongiorno mondo!!! Il tempo di una doccia, per lavare e levare via la sabbia di ieri (Porto Recanati Porto Recanati 3 7 2016.foto Borrelli Romanoresta sempre bellissima!)fare colazione, rimontare gli appunti sulla mostra di Sgarbi “studiata” appena  ieri a Osimofoto Borrelli Romano.Osimo. 3 7 2016foto Borrelli Romano.Osimo.Sgarbi mostraOsimo 3 7 2016 foto Borrelli Romano,  (dopo aver “scroccato l’ascolto di una guida di un gruppo! divenendo cosi un accumulatore di storie. Cercavo il Lotto,  come l’ho cercato qui a Loreto) e via, sono gia’ fuori20160704_083037. Non prima di aver depositato accuratamente le chiavi.   Il viale, ora in discesa,  mentre qualcuno mi sfiora nel suo footing quotidiano.  Completata  la discesa, attraverso la strada,  passo sotto l’arco,  svolto a destra,  la via e al fondo mi si apre  la piazza con la sua la BasilicaLoreto 4 7 2016 Borrelli Romano foto e la sua campana Loretina,  20160702_154516, le mura, il piazzale (ne approfitto per studiare ancora una volta i significati delle formelle poste sulle tre porte della Basilica, rappresentanti scene dell’Antico TestamentoLoreto formelle porta Basilica.Borrelli RomanoLoreto 4 7 2016.porta Basilica.Borrelli RomanoLoreto 4 7 2016porta Basilica.Borrelli Romano foto e la sala del PomarancioLoreto.3 7 2016.Pomarancio.foto Borrelli RomanoLoreto.Pomarancio.3 7 2016.foto Borrelli RomanoLoreto.Pomarancio.3 7 2016.foto Romano BorrelliLoreto.Pomarancio.Foto BorrellliRomano.3 7 2016Pomarancio.Loreto.3 7 2016.foto Borrelli Romano), i gradini. Da fare. Le mura,  il piazzale,  gli scalini. Comitive che arrivano.  Andamento lento, gente in preghiera e in contemplazione. Cicale allegre.   Da quassu’, da questa collina, l’autostrada e’ un lungo nastro d’asfalto in andata e in ritorno. 20160704_100339Fa caldo e qualche macchinina si specchiera’ anche sull’afalto. Sembrano tanti giocattolini e chi vi e’ dentro guardera’ quassu’ come sono solito fare io quando sono al loro posto o in treno. E da quassu’ guardo loro e sento il rombo delle macchine che sembrano cavalloni di mare imbizzarrito. Di tanto in tanto passano anzi, corrono le frecce sulla direttrice Bologna Lecce, lasciando, a seconda della provenienza,  nebbia e sole. Da un po’ di giorni corre anche il Frecciarossa, pensa un po’. Mentre scarpino, in discesa Loreto 3 7 2016 foto Borrelli Romanoverso Loreto, qualcuno affronta  la scalinata pregando in quella che e’ chiamata ” Via Crucis”;  il monte e’ felicemente ricoperto da ulivi che sono belli, piccolini e il sole produce colori. Gia’ la luce del giorno sforna colori e piace guardare queste distese di terra bellissime.  Che belli ‘sti colori! !!! Lo so,  non dovrei scrivere cosi ma “lo fago”.  Una bandiera polacca sventola sul riposo di tantissimi: a sinistra infatti si intravede il cimitero polacco20160704_100754.  Le cicale con i loro versi mi  fanno compagnia in questi ultimi gradini e in un men che non si dica li ho terminati. Il mare e’ un pochino piu’ in la’,  coi suoi colori e rumore. Una rotatoria, l’attraversamento, il viale e sono in stazione. Un suora e’ in attesa, per il viaggio inverso. Scruta le indicazioni per giungere al santuario.  O chissa’. Forse, siamo un po’ tutti in attesa di qualcosa o di qualcuno. Per il mio treno dovro’  ancora attendere.  L’attesa di un’oretta per Jesi.  In biglietteria,  nessuno. Ripiego al bar dove allungando qualche euro mi viene erogato il biglietto via Ancona.  Ne approfitto per un caffe’. Mi siedo al tavolino,  penso e scrivo. La bella estate comincio’ e comincia da qui. Amelia e Ginia,  personaggi del Pavese. La bella estate. 20160704_102033. La sorte oggi aveva deciso la destinazione: Jesi. Arriva il treno.  Mi accomodo,  leggo,  di tutto un po’.

Per recarmi a Jesi ho preso un treno per Ancona facendo cambio.  Una sosta di un’ora e una breve visita alla cittadina.  Un’altra ora e sono a Jesi. 20160804_064711La cittadina e’ bellissima.  Medioevale,  gradini,  mura. Che bella!! Un locale, ” C’est la vie” e una “trattoria della fortuna” potrebbero essere l’incipit del mio romanzo. Una coppia si vomita addosso parole su una telefonata fuori tempo o fuori luogo.   Qui tutto e’ storia.  La piazza con “Federico II”,  il teatro,  il porticato,  i locali. Le cose da vedere,  descrivere  e raccontare sono davvero varie. Le appunto. Serviranno per le lezioni che verranno. Jesi 4 7 2016, foto Borrelli Romano20160704_133724Jesi 4 7 2016 foto.Borrelli RomanoJesi.4 6 2016 foto Borrelli RomanoJesi.5 7 2016 foto Borrelli RomanoJesi 4 7 2016 foto Borrelli RomanoJesi 4 7 2016; foto Borrelli Romano

La bella estate

20160702_123122La bella estate forse comincia cosi, un po’ per caso, con quella leggerezza che caratterizza i ragazzi. La bella estate inizia di prima mattina, Torino 2 7 2016. P.Susa.Foto Borrelli Romano.20160702_081702Milano.2 7 2016.foto Borrelli Romanoin attesa di un treno, che sai che passera’, ma non sai, o non vuoi sapere, dove portera’. Un treno frecciarossa e sai che “scavallerai”, scale mobili, piani, zaini, trolley, gente e storie che si sommano. La bella estate e’ un libro, ma e’ soprattutto vita, spensieratezza e lasciarsi accompagnare da un treno senza conoscerne le mete. E allora la bella estate e’ vita, comunque essa sia. C’e’ il sole e mi lascio vendemmiare. Ci sono i Saggi con i tablet alla mano, gonne righe e magliette fini, trecce di ogni colore e dai mille profumi; 2 7 2016.foto Borrelli Romano. Ragazza che disegnaragazze sedute a terra che disegnano sul blocco e immagginano il proprio futuro facendo danzare quella matita e quei fogli che sembrano nuvole e che diventeranni barche e con quale tempo e quale mare chi lo sa;  calzoncini corti, chi canta al suono di una chitarra, chi ride e chi aspetta dietro la curva di vedere il mare. La bella estate continua cosi. La bella estate non e’ solo un eco di ieri che risuona nell’oggine  domani. E’ un annuncio o preannuncio degli avvenimenti che verranno. E’ mare, sole, bruciore agli occhi quando la luce si fa forte e noi mano a visiera ci ripariamo. Io, come un fiume, sono tra questi. Au revoir…a tous le monde….a presto…mes amis.

Salento…Ecstra

Porto Cesareo, Le.27 6 2016 foto Romano BorrelliQui in Salento e’ tutto very ecstra. E cosi non c’e’ Freccia che tenga: si parte. In treno o bla bla non importa. L’importante e’ partire. Sfidando il sold out. Ormai il Salento e’ un must. Gelsi, fichi, origano, tutto ecstra. Dentro il furgoncino c’e’ un poema che racconta ogni prodotto di questa bellissima e ricca terra. Fuori dal furgoncino, il Paradiso. A luci del giorno spente pulsa vita. E’ piu’ facile osservare che inventare sosteneva qualcuno di cui non ricordo il nome.  Ma scrivere dopo aver visto questa terra non ha prezzo. Mi piace osservare il mare, oltre, affidare pensieri alle onde che si infrangono, si  accostano ai miei piedi, li scartano per paura di far male a quelli appena raccolti, cullati, e trasportati altrove, chissa’ dove, meglio, dove il cuore desidera. Mi piace salire sulla terrazza e notare in lontananza come contadini, pescatori, saggi in attesa dei figli stabilitisi al Nord ripuliscono dentro le case  il 2015 per far posto al 2016. Mi piace osservare le “cicatrici” tra una chianca e l’altra. Strisce di catrame  pronte a suturare pezzi di storia passata. Sentieri millimetrici. “Beato l’uomo che ha sentieri nel cuore” (Salmo 84,6). Scritture che si fanno viaggio. Quali? Queste?Quelle? Quelle sacre?  Viaggio. Muretti imbiancati e disinfettati pronti per i pomodori,  i fichi e gli amori che verranno.  E allora, che fate? Organizzatevi e venite. Viaggiate. Il Salento vi aspetta.Torre Lapillo, Le. 27 6 2016.foto Romano Borrelli

Da Torino a Roma

 

Mose' di Michelangelo.foto Borrelli Romano.RomaUn sorriso, un viaggio, lunghi entrambi, quanto basta e non importa il  quanto ma quanto intensi. Roma 7 6 2016.foto Borrelli RomanoNon importa la meta ma il viaggio stesso. Siamo arrivati a Roma, quasi una classe. Di classe. Si e’ scelto come trascorrere le vacanze, due giorni che attaccati al sabato e domenica fanno 4.  Le nostre vacanze di Carnevale un pochino anche con gli ultimi. Coriandoli e stelle filanti pet noi e il nostro coraggio. “Mi riguarda”.   Partenze con mezzi e orari differenti ma un unico obiettivo: conoscere e capire di  piu’ di quel che sappiamo e siamo. Un pomeriggio, una sera, una notte e Roma e’ nostra. Non e’ un “sacco” ne vogliamo saccheggiarla, Roma, ma riempire solo e soltanto il nostro, di sacco. Di conoscenze. Ritrovarsi sulla spiaggia verso le 14 dopo aver dato una mano per come potevamo e per come sapevamo,  “per ultimi insieme agli ultimi” e’ stato bello, empatico, formativo. Chi ha e chi no. Il mondo diviso. Molti di noi non vedevano il mare da un po’, praticamente dall’anno scorso. Ostia.6 2 2016.foto Borrelli RomanoOstia. Foto Borrelli Romano.6 2 2016Non e’ dei migliori ma il mare e’ sempre il mare. Calmo, come noi, ora. Viaggio come spostamento e interiore. Surf in mare e spiaggia compatta, scura. Devo dure che alcun* sono stati grandi: dopo un viaggio lunghissimo con Megabus, dodici ore circa, da Torino, per fare del volontariato bella capitale. Un impegno che  sottolinea certamente una gran voglia di fare meglio, per un altro mondo possibile. Una scena da film vedere i ragazz* correre e lasciarli li, nei loro spazi e vita. Poi, un ciao e un arrivederci al servizio serale. Gli ultimi saranno i primi e noi affianco a loro. Io intanto ne approfitto e vado a fare incetta di cultura. Parto dal Mose’

Roma 6 2 2016.foto Borrelli Romano
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di Michelangelo e molto altro. Per il “flipagram” …quelli di prima devono fare i compiti.

Intanto assaggio qualche cosa di buono da mangiare condivisa da alcun*….compagni….Roma 7 2 2016 foto Borrelli RomanoCompagni che significa condividere il pane. Giro e rigiro alcune zone di Roma, per arte e cultura. Incrocio sacche di poverta’ a me sconosciute. Un fuoco per scaldarsi, tende come riparo e casa e cartoni per dormire. Nascosti, a due passi dal via vai frenetico.

Poi, a sera, Roma by night.Roma 6 2 2016 foto Romano Borrelli20160206_184521

 

Verso Roma

20151204_162329Che bella e strana idea. Trascorrere questi giorni di vacanza a Roma. “A fare che?” Mha’, questo lo scrivero’ di volta in volta. L’unica cosa certa e’ che contribuiro’, nel mio piccolo, ad aprire una “porta”. Il tempo e’ grigio, e non so cosa stia per annunciare, se neve o pioggia. Vedremo.  Appena “strisciato” il badge” saluto la scuola per qualche giorno anche se, a dire il vero, non sara’ del tutto cosi. Un pranzo veloce, un saluto a mio padre che mi domanda “Quando torni? Quando torni?” e una occhiata veloce ai lavori di corso Principe Oddone e corso Inghilterra.

Ricordo prima di cominciare il viaggio che nella mia circoscrizione, la 7, Aurora-Rossini- Valdocco inizia oggi il Bazar, un mercatino retto dal volontariato e da volontarie che dedicano energie e tempo al servizio dei piu’ bisognosi. Fateci un salto: sara’ per un’opera a fin di bene: dove?salone parrocchiale Maria Ausiliatrice. Basilica Ausiliatrice,  a Torino. Tempo zero e passa gia’ il controllore. Dovrebbe vidimare, almeno nella mia ottica “ghutenberghiana”. Resisto ancora una volta nel mio fare tradizionale: unico a “sventolare” il biglietto cartaceo nel giro di una decina di posti. In molti infatti allungano lo smartphone come fosse una bandiera. A dopo, allora, per la restante parte del racconto, dall’interno di un treno “ingoiato” che fugge e sfugge dalle e nelle nebbie padane.20151130_174250

Per ora: Torino Porta Susa ore 16:25, lasciata da poco. La Freccia corre verso Roma.

A Milano Rogoredo il treno ha 5 minuti di ritardo. La mia vicina lavora al pc come se fisse in  ufficio e continua a telefonare…in ufficio.L’altra davanti e’ immersa nella lettura di un libro giapponese, Murakami, e chi ho davanti, indossa una felpa “North  Sails” e ascolta musica. Un gruppo di ragazze appena salite sfodera cappotti grigi spigati, altre blu avvolte in splendide sciarpe bianche all’ultimo grido con pettinature di fresco. “A Roma, a Roma” urlano felici come ragazze delle superiori in gita. La voce metallica annuncia che la prossima fermata sara’ Reggio A.V. facendo cosi economia sulle parole “non dette”.

Alle 17.55 la voce metallica annuncia “con dispiacere che oggi il servizio bar ristorante non e’ in funzione” mentre e’ disponibile un “bar mobile”.

Alle 18:15 il treno entra nella nuovissima stazione di Reggio Emilia A.V. La mia vicina continua a pigiare tasti al pc e parlare al telefono.Una “dannata” del lavoro. Beata lei che ne ha tanto.

Alle 19: 15 il treno entra a Firenze Santa Maria Novella. Passa il carretto gridando o cantando,( il che e’ lo stesso”) che “vendeva gelati”. In realta’ incontra i 4 viaggiatori della parte opposta alla mia, “lato corridoio”,  che avevano gia’ fatto scorta di birre, da lui poco prima. Ho scoperto cosi chi e’ l’uomo mobile. Si salutano come si conoscessero da una vita. Ordinano altre 4 birre. Sento “16 euro”…e immagino gole secche e….tasche vuote. Affari loro. Anzi, no. Della societa’. I viaggiatori intanto scolano. Ma scopro essere generosi.Offrono e allungano pizzette bianche farcite condividendo il loro pasto.

Il treno si rimette in marcia verso Roma.

Alle 20.30 ci avviciniamo a 250 all’ora verso Roma. Ci siamo. Quasi.

Sono le 20.45 e ci apprestiamo ad entrare nella stazione di Roma Tiburtina.

Alle 21 circa approdo a Roma Termini. Il tempo di lasciare lo zaino e mi aggrego ad una struttura di volontariato che tutti i venerdi distribuisce panini, pizzette e the ai piu’ bisognosi. Ascolto storie, bisogni, necessita’. Dal gruppo di volontariato si stacca qualcuno, borsoni alla mano, e raggiungono alcuni punti di via Marsala, dove in molti si preparano a passare la notte. Un the, un panino , un sorriso e una parola.Poi, la buonanotte. Non fa freddo ma e’ triste e stringe il cuore vedere tanta umanita’in quelle condizioni.20151204_21302820151204_21383720151204_210638.jpg