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“Gelicidio”

Gelicidio. Chi era costui? Sembra sentir risuonare la voce della professoressa M. intenta nella lettura dei Promessi Sposi. E noi,  in classe,  muti. Guai a distrarci. Correva l’anno che non si dice. Ma poi,  “chi era”,   meglio,  il gelicidio,   cosa è? Acqua ghiacciata con conseguenti cadute e ricadute in giro  per l’Italia e di conseguenza pronto soccorso intasati.  Alcuni anni fa,  di ritorno dalla provincia di Cuneo, in treno,  leggevo sulla Stampa,  in prima pagina,  il ritorno della galaverna. Era il 2008? Probabile. Strani “fenomeni”. Ora di ritorno esiste il freddo e il gelo. E di ritorno c’è  stato anche quello sui banchi di scuola e sulla cattedra,  anzi,  dietro,  e numeri alla mano e tabelloni a segnare il confine geografico tra trimestre e pentamestre.  Solo pochi giorni fa era la tombola. Fortuna che non e’ il “giudizio finale”. E in una Torino gelata non ci si è  fatta mancare una uscita didattica presso la “Piccola casa della divina Provvidenza” (Cottolengo) e Valdocco.  Cura e educazione,  oratorio,  istruzione.  Con attenzione al prossimo. Con sottofondo “La cura” di Battiato. La Mole, oltre Porta Palazzo,  immersi tra una grandissima umanita’. metto le cuffie e risento la cura… brrrr che bella,  e brrrr che freddo…

San Pietro in vincoli, il cortile del Maglio, Borgo Dora

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Una giornata al mercatino, tra San Pietro in Vincoli, il Maglio e oltre.  A Torino. Una babele di lingue. Tutto così diverso, rispetto al mattino, quando un campanile batte le sette. Tutto così diverso, quando l’identico campanile batte le 14.  Una folla mai vista. Il blocchetto resta infilato in una delle tasche del giubbotto. Impossibile scrivere e appuntare stati emotivi, speranze, dubbi, ansie.  E’ un mercato enorme, a cielo aperto. Si contratta ogni cosa. Ogni tipo di prodotto: scarpe di ogni tipo, orologi, cellulari, macchine da scrivere, una bicicletta…..quadri. Un quadro ha ricordato la ragazza con l’orecchino di perle. Ora esposto a Bologna. Questo è una copia. Molto alla lontana.  Un altro quadro è una sequenza di vita: il mare, d’inverno, la sabbia e scritte su di essa, la schiuma che se la mangia e il vuoto. L’urlo di sofferenza. Ma l’urlo vero è altrove. Questa è una riproduzione. E poi, mobili, pentole, un baule. Piatti, bicchieri, posate. Armadi. E poi libri. A montagne. Un libro di poesie, con una foderina proveniente dalle parti di Urbino, il titolo, molto confuso, come l’autore. Si vede solo sulla foderina un fischietto da ferroviere e un treno. Sbiadito, confuso. A tratti doppio. Forse era un libro per bambini, di fantasia, dato che è appoggiato ad  un Pinocchio della stessa zona che abbraccia un giocattolo, forse un violino. Una bandiera del Brasile, molto sciupata. Peccato. Un triangolo di oggetti a pochissima distanza.  Triangolo, figura geometrica misteriosa, perfetta. Jules, jim ed Helen osservano gli oggetti. Una quantità impensabile di oggetti.  Cassette di una volta, mangianastri, televisioni. Musica di Battiato e Renato Zero a confronto. E molto altro. E tutti a curiosare. Dieci, cinque, due euro. Vestiti, poi, in gran quantitativo. Chissà. Ho provato a ripercorrere quella “manica” che confluisce verso il Maglio. Impossibile passare, talmente affollato, questo spicchio di terra, da così tanta umanità.

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Pasqua e Pasquetta, con tanta cura

 Le sorprese dell’uovo di Pasqua sono state nell’ordine: clima infausto, maglioni, cappotti. Ma anche una copertina rossa, utile nelle giornate uggiose come quella odierna e un “coccoloso orsacchiotto arancione“. Tornando ai giorni di vacanza appena trascori, la cronaca fotografa turisti intenti a” villeggiare” a ridosso del mare. Turisti che han potuto facilmente “cogliere l’attimo” e cristallizzarlo, nel tempo,” gitanti” in grado di   esibirsi in numerosi clic da cartolina; “clic” stupefacenti, magari da “condividere su facebook” per poter dire ai sempre connessi, ” io sono stato qui”.  Che mare! Tante e alte erano le onde, stile Oceano. Un paesaggio particolare, che entusiasma, che induce all’ascolto e al “deserto”, almeno per qualche istante. Possibilmente silenzio non imposto,  ma sentito. Un’apertura all’attenzione.  Pensiero che ci proietta a riflettere su  Simone Weil  la quale credeva che la capacità di prestare attenzione fosse cruciale per ogni interazione autenticamente umana.  Un panorama, quello della fotografia,  da far “sospendere il pensiero”…e poi riempirlo, di cura, cure, attenzione. Con una canzone di Battiato in lontananza. Di sottofondo. “La cura.” Alcuni, mi dicono, sono riusciti ad osservare,  una tromba d’aria, in mare, e  che, continua chi ha visto,  ” la temperatura, nel giro di due giorni è scesa di dodici gradi”.   Quindi, complice il tempo,  le due tavole di queste festività,  Pasqua e Pasquetta che risultano  premiate sono state nell’ordine, la tavola  dei ristoranti e quella da surf. Uno spettacolo unico. In alcune zone dell’entroterra del centro Nord si è addirittura riaffacciata la neve. Come non ne fosse caduta già a sufficienza. Per i turisti che hanno scelto il treno come mezzo di spostamento, bhe,  forse si potevano migliorare e rendere piu’ efficienti i sempre piu “sonnacchiosi e ciondolsi treni“, soprattutto nella dorsale adriatica, quella che da Bologna giunge fino a Lecce. Ma, ormai, pare che i tagli abbiano preso il sopravvento. A discapito di “pendolaria”. Treni regionali ridotti e poco funzionanti come il treno regionale 2018 Milano Centrale-Torino Porta Nuova di oggi, martedi, arrivo previsto intorno alle 17.00 e arrivato con 50 minuti di ritardo, causa porte mal funzionanti. Encomiabile il lavoro svolto dal personale trenitalia che cerca come puo’ di arginare i numerosi problemi e condurre comunque a destinazione i numerosi viaggiatori.  Questo si, da dire e ridire e premiare.  Ma il materiale, signori miei! Altra annotazione. Vero’ è che nel centro di Bologna “non si perde neanche un bambino”, ma facile è perdersi nei sottopassi della stazione. Ulteriore annotazione. Possibile che si debba pagare un euro per accedere, mediante appositi tornelli stile metropolitana, ai serivizi? Un euro?!!! Inoltre, non mi pare esistano fontanelle di acqua pubblica lungo i binari della stazione centrale di Milano. Come mai? Un saluto ancora a chi lotta al binario 21 della stazione centrale di Milano. Un saluto al presidio con tende dei ferrovieri alla stazione di Torino Porta Nuova. Ci affacciamo fuori dalla stazione e la pioggia è lì ad accoglierci. Insieme ad un gelo pungente.