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C’era una volta…Sud Est

20190810_133001Bello il trenino, che, proveniente chissà  da dove, arriva a Martina,  passando da paesi dai nomi profumati e cosi i sedili, da fichi d’india, fichi, pomodori, uva, nera e bianca, prugne di ogni tipo, vino e olio…Guagnano, Novoli, Salice, Campi,  San Pancrazio, Manduria…ho provato a immaginarci “piccolini” al tempo dell’infanzia, della scuola, qui, dei muretti a secco, talvolta “sdentati”, la brezza del mare, le strade polverose di breccia, degli “zippi e leune”, dei fichi maturi e secchi…e dell'”ua  tifara”, non ancora matura, “rubacchiata” da ragazzini tanto per passare il tempo e giocare a trattenerlo, facendo finta di esser grandi, del circostante che si muove e fa la storia e noi pianeti…;la cosa, il pensiero, il ricordo, permettetemi, mi faceva sorridere, al suono di “ua” perché immaginavo, anziani, di quaggiù, con la fronte scritta dal tempo e dal sole, sorridenti, mani callose, scure, per il lavoro e la terra, il cappello appena levato, per salutare, il bastone, la sapienza e l’offerta di “ua” e…fichi che diventano femminili, quaggiù  “le fiche”,vendute “estra” da un signore, a Porto Cesareo, con la scritta, “vietato pubblicare foto alle fiche”e così, pensavo, se al posto di “ua”, nelle aule, a scuola,  fosse uscito questo tetmine..inoltre, tutti quaggiù abbiamo avuto una “Mascia tetta” che si è  occupata di noi, nell’aggiustarci la vita e gli umori da piccoli, in preda a mali fanciulleschi come gli acetoni, guariti quaggiù con uno spicchio d’aglio, o al tempo delle cadute in bicicletta, con un bel bicchiere di vino o d’aceto per disinfettare  le ferite. Per non parlare poi di quando, appena giunti “dal nord”, i nonni, “per aggiustare l’intestino” ci facevano ingoiare un bel bicchierone di acqua di pozzo, salata. È poi, vogliamo mettete la Candida, declinata in Candiduccia o “mazza curta” o “mazza te fierru” o ” li scuasatu” (lo scalzo)….Ecco, il passaggio a livello si alza e devo rimettere in moto, ma è  stato un bel tempo, divertente, poter immaginare nell’abitacolo della vettura tutti quei personaggi….
Ahahah…

Primo settembre

12 8 2015 Ferrovie Sud Est foto Romano BorrelliAppena terminata la lettura di un libro, una bella storia d’amore “a distanza” tra Marta Cordero e Michele Torre. Una storia che scorre lungo due binari parralleli. Osservando il mondo che”scorre”. Scritta da Margherita Oggero, ed.Mondadori.

Penso ai binari appena lasciati alle spalle, quelli della Sud Est e della strada, fatta e che faro’. Binari: loro ci sono sempre come i ponti che congiungono due citta’ e due storie diverse. Una bella storia “a distanza”, spaziale e non “social”. Mi piace molto, pare un bel vestito che potrei indossare. Tra le tante riflessioni, quella sul tempo e su come trasforma o non trasforma le persone.

Ma esiste davvero questo fildiferro magari contorto, ripiegato che tiene insieme il nostro crescere e mutare oppure si cresce a sbalzi e rotture? Si penso che esista il primo come il secondo anche se il primo e’ quello che sento mio.  Il pensiero di mio nonno, con quel suo fildiferro curvato all’estremità, contorto per raccogliere fichi all’estremità dell’albero….il suo cappello di paglia, il nostro stare insieme sotto l’albero…poi lo passava a me e lo imitavo per i rami più bassi…piedi immersi nella terra rossa. Un caffè, un’occhiata di fronte, le ultime pagine di un bellissimo libro conservate per il primo giorno, di scuola, di lavoro, di una storia, che continua come un fildiferro magari contorto e ripiegato ma che tiene insieme la stessa storia. Mi porto con me i personaggi della storia appena letta (“che bella la ragazza di fronte”!)…quella di Margherita Oggero.

Primo settembre. Si comincia. Si ricomincia.Meglio. Lasciati alle spalle esperienze di anni  e di nomi di paesi e cittadine della provincia di Torino, imbriglio, l’esperienza e cerco di plasmarla, in qualche modo, insieme al titolo, recentemente ottenuto, in qualche forma, unitaria, organica, da prestare ai “vari incontri” classe dopo classe. E cosi, dopo aver firmato i vari fogli, nella scuola che mi accoglie, la segretaria amministrativa, collaudata da anni nel suo agire e protocollare, “timbra” il mio arrivo, mi rivolge il benvenuto e mi indica la strada per l’aula magna: “Professore, il collegio docenti e’ sotto. E’appena cominciato. “.Un brivido mi corre lungo la schiena, nel momento in cui mi chiama con il titolo.  Un pensiero mi invade: “ho cambiato professione: devo rifare la carta di identita’?” Ma poi la felicita’ prende il largo. E’ la gioia piu grande che chiede di manifestarsi. Piu’ grande del giorno della laurea.

Finalmente a casa.Tra i miei libri riviste e quodiani e pagine. Rimuginavo sui personaggi del libro appena terminato. Da qualche ora: “La ragazza di fronte” di Margherita Oggero.

Michele e Marta. Si guardavano, da piccoli. Si osservano in modo divetso e speciale da grandi. Come? Non lo rivelero’. Michele e Marta si danno il tempo. Crescono e vivono, si allontano, per caso, e questo da grandi li avvicina riservando loro un grande….Michele e’ il riscatto, l’orgoglio del Sud che arriva a fare quello che gli piace con grandi rinunce, compresa la fam. “Adottato ” dal nonno, il maschio che avrebbe voluto e che invece aveva una femmina. Michele e il nonno Peppino, barbiere, sempre attento e presente. 25 8 2015.barbiere S.Donaci Br.Borrelli Romano fotOttenuta la laurea percorre, alla guida della sua “gazzella” (frecciarossa) l’Italia in lungo e largoFoto Borrelli Romano.26 8 2015.freccia.... E’ una freccia. In tutti i sensi. Attraversa storie che aspettano sulle banchine . Storie di chi staziona in attesa di tutto. Mi sono ritrovato in partenza in attesa a sognare…mare estate addosso…Marta e’ una archivista e anche lei “fruga” nelle storie degli altri. Marta mi piace. E parecchio. Lara la pasticcera e’ una “cerniera” che cuce due storie che si erano disperse nel tempo…insomma, ci mette una pezza. Dolce. In una dolce Torino. Ora ci vorrrbbe un bicerin.Per festeggiare la mia. Ora, sotto il cappello, una cattedra. Mia.

Verso Melpignano.Per la “taranta”. Da Lecce e da Otranto

22 8 2015 foto Romano Borrelli22 8 2015 foto Borrelli Romano22 8 2015 foto ,Borrelli RomanoSperando di fare cosa gradita ecco gli orari treni Sud Est da Lecce e Otranto verso Melpignano.  Il palco come sempre sara’ allestito nel piazzale dell’ex convento degli Agostoniani. Saranno in 200 mila per la diciottesima edizione della “Notte della Taranta”. 18 anni e come per ogni “compleanno” di maturita’ sara’ una grandissima festa. Bellissima come una ragazza che raggiunge i suoi 18. Una festa che avrà la sua campanella iniziale alle 20 e “seconda” chiamata alle 22.30. Maestro conertatore, Phil Manzanera. Ospiti tra molti Paul Simonon e…Ligabue…gia’ da queste parti da alcune ore. Sara’ fantastico sentirlo cimentarsi con testi e canzoni salentine. Sara’ davver un bellissimo evento. Indimenticabile. “I ragazzi sono gia’ in….giro” e fuori…voglia di bagno di folla. Tra storia, tradizione, cultura salentina. In attesa del ragno e…della sua tela. Storie salentine.
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Da Gagliano a Tricase-Spongano -Lecce

Lasciatomi alle spalle Gagliano Gagliano-Leuca (Le) 14 8 2015 foto Borrelli Romanoraggiungograzie alla littorina Tricase e poi Spongano. “Andiamo a fare un giro nel Capo?”  Dopo ferragosto, S.Rocco, festeggiatissimo da queste parti. Una provincia vastissima: Poggiardo, con il suo “prossimo” jazz, Racale, Sanarica, Ugento, Taviano, Melissano e per ciascuno piazze, birrifici, cantine, feste del contadino e storie di contadini e un “mangia mangia” collettivo e individuale e continuo di cibo casereccio;  dolci in grandi quantitativi: mustazzoli, cupeta, pasticciotti di ogni fattura e gusto, rustici, calzoni, ciciri e tria e “frisedde”. E’ un rito. E in ogni paese una “villa” per la banda musicale. San Donaci, Br. 6 8 2015 foto.Borrelli RomanoE’ davvero una piu’ strade del gusto. Per ciascuno ricordi di case bianche e terrazze con fichi spaccati da seccare insieme a pomodori da girare e rigirare con un occhio al tempo perche’ si sa, la pioggia potrebbe bagnarli e rovinare tutto il lavoro. Mangio pane casereccio sentendone il profumo del grano e del sole e della mietitura.Pane pucce e frise, 8 2015 foto Borrelli Romano“E’ amaro il pane” sostiene un contadino. Altri condividono e attaccano a parlare: gomitoli si storie personali e famigliari che si dipanano. “Quando…” e attaccano. Poi attacco io, con il pesce e ne sento il profumo del mare.Sapori del mare esaltati da friture miste, insalate di polipo e polipo preparato nella “pignata”. E ancora orecchiette, “pezzetti” e “pitta de patate”. Insomma “piatti vosci-nosci” diventati “puru mei”.Frutti di mare, Salento 8 2015foto Borrelli Romano Passo da Tricase 14 8 2015 Tricase,.Le.foto Romano Borrelliresa ulteriormente famosa dallo spot di R.Gere a favore di una aranciata forse…giapponese: “Orangina”. L’orologio della stazione e’ fermo. Tricase, Le.agosto 2015 foto Borrelli RomanoQui il tempo non “sgocciola”mai. Le olive, servite ora, queste si. Immagino la sala d’aspetto 20150814_151306e la confusione di quei giorni: una Tricase “blindatissima”. Mi domamdo:”Con Internet non e’ tutto accessibile ovunque?” Allora, “sbircio” e…vado avanti. Poi Spongano, con le sue case, i colori e il film con Giovanna Mezzoggiorno. Qui parmigiane e friselle con “antichi sapori”. Trovo un lavoratore dei campi, stanco morto. La panchina forse è la sua casa. Chissa’. Un grande cuore dice che qualcuno la eletta a domicilio.Spongano (Le), agosto 2015 foto Borrelli Romano Mangio ora qua ora là.Poi guardo l’ora: il tempo “sgocciola” lento e veloce allo stesso…”tempo”. E’ ora di rientrare. A Lecce. 4 8 2015 FOTO Borrelli RomanoLecce 4 8 2015.Foto Borrelli RomanoLecce.4 8 2015 pzza s.Oronzo foto Romano BorrelliSanta Croce, Le.14 8 2015 foto Borrelli RomanoLecce 14 8 2015 foto Borrelli Romano 14 8 2015 Lecce.foto Borrelli Romano

Da Santa Maria Di Leuca a Gagliano (Lecce)

Lasciatomi alle spalle il piazzale di Santa Maria Di Leuca con il suo santuarioSanta M.Di Leuca(Le)14 8 2015 foto Romano Borrelli, le sedie ordinate per giorni di festa (la Madonna dell’Assunta)i due mari i loro colori14 8 2015Santa Maria Di Leuca,foto Romano Borrelli, il faro,20150814_132206 questa “fabbrica” di luce, che continua ad esercitare il suo fascino, mi dirigo verso la fermata del bus con il seguente pensiero: Terra e mare. Inizio e termine. Approdo, transito. Gagliano-Leuca(Le) 14 8 2015 foto Romano BorrelliTerre Estreme. Sono venuto a conoscenza che nel periodo estivo e’ attivo il bus Santa Maria Di Leuca -Otranto e che transita da Gagliano. E’ un piccolo bus, poca gente a bordo, cosi almeno sostengono, lo utilizza in questo periodo.”Scusi, quante fermate per Gagliano?” L’autista mi risponde: “Due. La prima e’ per il campeggio, la seconda, per  la stazione”.  Rispondo: “Un biglietto per la stazione”. Un euro per 4 km circa. Gagliano. Questo nome ha avuto sempre un fascino per alcune motivi.Li elenco: il suo nome sulla carta geografica plasticità, posto ad inizio vagone del treno, (un richiamo continuo, sfuggendo alla vigilanza dei genitori) che segnava il primo o ultimo puntino ferrato a seconda di come lo si guardava (quando c’erano le cartine sui treni lo scorrere del dito su di esse ne anticipava l’arrivo); per il campeggio, che ha sempre orientato la fantasia di mondi differenti; per averlo sentito evocare indirettamente, da un amico di un’amica.20150814_144603 La stazione Ferrovie Sud-Est e’ un pochino distante da dove è posta la “palina” stagionale  del bus. 14 8 2015 Gagliano, Le,foto Borrelli RomanoPasso davanti ad un edificio che un tempo era un ospedale, (ora presumo presidio sanitario) probabilmente, con la guardiola sguarnita. Una Chiesa, un’altra e forse  queste sono piu’ delle anime in giro per il paese. Qualcuno è concentrato sulla banchina del binario uno. Focalizzo l’attenzione su di una bandiera rossa e delle campanelle che insistentemente suonano e annunciano l’arrivo. Molti bisbigliano e giocano su quale modello toccherà loro, anzi, noi. Se saremo costretti ad un cambio oppure no, se ci sara’ l’aria condizionata oppure no. Io sorrido divertito perché cerco proprio il fascino della littorina diesel.Capisco le loro angosce, 365 giorni per h 24. Scambio qualche parola con una fornaia del posto e mi faccio raccontare qualcosa di questo paese e di cosa si fa in inverno. Poi osservo la terra, i muri a secco gli olivi, le pietre, il treno che si anima, prima della sua partenza. La luce che penetra dai finestrini e si stende e spande e avvolge tutto e tutti lasciando poco scampo a noi e alle tende, rosso sbiadito dal sole, che nulla possono per ripararci dai raggi intensi, sole che ci vendemmia e ci rende, ognuno a suo modo, felici, come “certe famiglie”, come certe letture ci introducono. La luce si riflette, nei capelli, su qualche bel viso, rendendolo ancora più bello anche quando la natura regala anticipatamente qualche segno ai lati della bocca, di quelle che a volte si chiamano rughe. Mi godo questo panorama, seduto, comodamente su queste poltroncine14 8 2015, ferrovie sud est,foto Borrelli Romano.Ci affonFoto Borrelli Romano, arcobaleno,Salento,16 8 2015do e vedo passare tanta vita. In molti di questi paesi si festeggia San Rocco: profumi di carne, “marretti” rustuti, mustazzoli, cupeta,frisedde e pane e “mieru” e sogni di bambino fatti anni fa tra un giro di parenti e l’altro. Per concludere: dopo una grandissima pioggia un bellissimo arcobaleno che pare prendere in braccio i due mari, Jonio e Adriatico per calmarli, cullarli e renderli coi colori migliori per i nostri occhi. Questa luce e’ un gesto digrazia, di gentilezza, che mi coglie.Piove ma so che dopo questa attesa, dopo, mi cogliera’.  Gagliano ormai è alle spalle, con la cartina, il camping e un po’ di invidia per l’amico della mia amica.

Gagliano-Leuca (Le) foto Borrelli Romano 14 8 2015Gagliano, Le.agosto 2015 foto Borrelli Romano14 8 2015, Salento campagne foto Borrelli RomanoLecce 14 8 2015 campagne.foto Borrelli Romano

Profumo di Salento

14097514790201409751341288Allora, parto per meravigliarmi? Questo mi sono ripetuto piu volte, prima di provare l’ ebrezza di un viaggio, lungo quasi un mese, che avrebbe toccato citta’ candidate capitali alla cultura. In Europa.Un posto in champions, per giocarsela tutta. E ogni posto  piccolo, grande bellezza, non finiva mai di meravigliarmi. Cosa avrei messo nello zaino? Libri?Guide? Carte geografiche? Avrei voluto portare solo me stesso, spogliarmi dei pensieri e andare, come fosse ogni giorno il primo della nascita, o della rinascita. Vedevo davanti a me solo il mare, accompagnato da me stesso e lo zaino. 20140823_111746Chissa’. Spingevo continuamente lo zaino, con le etichette di qualche anno fa e di qualche aereoporto fa e di recente stazione. Lo spingevo fino all’inverosimile per farci stare il pc, il tablet, il carica batterie….e piu mettevo piu mi toglievo kg di vestiario, da ridurre davvero all’osso. Caso mai, ci avrebbe pensato la provvidenza. So solo che avevo una spinta interiore, un desiderio di movimento, per Ravenna, Lecce, il Salento, Otranto. Certamente, un po’ partigiano, per vincoli affettivi, per radici, lo sono e certamente i ricordi che ho addosso sono quelli del sud. Avrei voluto e mi sono sforzato di essere equidistante, e mi piacerebbe vincessero entrambe,, Ravenna e Lecce,  come ho scritto. Servirebbe per creare tanto lavoro. Tanti, tantissimi Posti di lavoro. Sentivo il bisogno di partire, dicevo. Avrei voluto avere uno sponsor per accompagnarmi in giro, h24, senza fare ritorno, o meglio, dopo il giro del mondo di questa grande bellezza che si chiama salento. Ecco, si, questo mi piacerebbe fare come lavoro:girare. A proposito di lavoro e lavori, proprio li, in Salento ho alcuni ricordi indelebili come la signora che lavora presso le ferrovie  sud est, a Bagnolo, provincia di Lecce. Vederla fare forza e pesi all’arrivo e alla ripartenza del treno. Stazione di Bagnolo, Lecce. Foto Romano Borrelli20140814_143501Sembrava di essere proiettati in altra dimensione temporale, ma bella. Bellissima immagine nonostante, immaginavo osservando fuori dal finestrino, quanto potesse essere faticoso.20140823_093612Per non parlare dei profumi, in ogni luogo, come quello dello, spumone, dei mustazzoli, della cupeta, dei pasticciotti di Gallipoli e del Capo, come si chiama questo lembo salentino.  Ne ho trovate, e tante, di opere e di storia, d’ arte e del lavoro. Ed ora, dalla valigia, ad uno ad uno escono ricordi che poi non sono tali, ma lembi di pelle, vestiti appicicati addosso. E’ bello mettere mano in tasca e ritrovare un biglietto, uno scontrino del bar Coribello Maria di Gallipoli e ricordare quel profumo intenso che non si e’ fermato a Gallipoli o in via 24 maggio, 26. Quel profumo me lo porto ancora addosso. Avete presente quando un ragazzo riceve, dopo averlo desiderato per un tempo infinito, un bacio dal suo nuovo amore, che per lungo tempo non si rade  mantenendo il suo viso nelle stesse condizioni del momento in cui ha la sua amata vivino? Avete idea di quel momento?Ecco, alle volte vorrei restare con quella maglietta corta e quei pantaloni in tela. Anche quando fara’ freddo, e se ne fara’, di freddo,  per vestirmi solo di quel sole e terra e mare. E’ bello salire sul tram e pensare a quel lavoro, in quel periodo di spensierstezza e di aderenza assoluta al presente,  in quella ferrovia di un paese salentino, in quella terra, sotto quel sole, vicinissimoma quel mare. Passando per Bagnolo.

ps. Dallo zaino e’fuoriuscita una rivista che raccontava il viaggio a Ravenna. Probabilmente, la prossima sara’ dedicata a Lecce. E un piccolo ramoscello di ulivo, regalatomi da miopadre prima di partire.

Dimenticavo. Lunga vita agli ulivi salentini e….un buon ulivo 20140811_174407a tutt*, in particolare ai ragazz* della scuola.

Dove eravamo rimasti? Da Torino verso Melpignano

20140822_19540920140822_195451Esiste qualcosa di romantico e nello stesso tempo proletario nel veder materializzarsi  sul binario dieci della stazione Porta Nuova il treno notturno, Torino-Lecce, carico non solo di soggetti in movimento ma di aspettative e desideri di ieri, l’altro ieri e domani. Nel suo incedere e posizionarsi sul binario a marcia indietro  con quelle due luci finali che sembrano due occhietti, sembra accogliere la mia idea sul viaggio e il bello del viaggio, che deve necessariamente terminare affinche’ qualcosa di piu’ bello e intenso possa prendere forma, corpo, nell’incontro del nuovo, con la sorpresa, dell’inaspettato. Davanti la stazione di Torino Porta nuova un hotel Roma mi rimanda a ieri e il treno all’altro ieri! Un incontro di altro agosto e di altro anno, una stanza, un biglietto e un finale poco compreso. Un autore tanto amato. Un biglietto che vale la pena20140822_195831 . La scala mobile della metro automatica, unica nel suo genere in Italia, mi espelle dalle viscere della terra e mi proietta nell’atrio della stazione poco distante dove erano riposti sull’albero di Natale i desiderata di viaggiatori e non. Sogni e aspettative non più chiusi nel cassetto di qualche ripostiglio o faldone, ma  ora oggetto di studio a Roma. I sogni dei viaggiatori e  i viaggiattori sognanti, dove terminano?20140822_194815. Dove eravamo rimasti? Campeggiava fiero quell’albero e ogni suo ramo vene che portava avanti e indietro la linfa di una storia diversa.Sembrava tutto cosi perfetto: un viaggio per far viaggiare parole friabili come sabbia  che si disintegrano e disintegrano, coccolone altrove.   Pioveva ma non abbastanza da ripulirle, lavare il troppo sporco. Pioveva a dirotto lacrime il cielo di Torino quel fine agosto quando un famoso scrittore decise che… Dove eravamo, dove erano, quando qualcuno sussurrava “ti amo”? Gia’, in una stazione. L’atrio dove campeggiava la prima pagina de La Stampa posta  sull’albero di Natale  con l’amore di Diego per Marilisa. Dove eravamo rimasti, invece, oggi, una settimana fa? Bicchierino in mano un biglietto di ritorno, su al nord, una bustina di zucchero, rigorosamente gialla. Con tanti saluti dalla stazione e …un buon ritorno. Una bustina che ho girato e rigirato per una settimana inter  e una promessa nello zaino e nella testa:il morso della taranta non mi prendera’, non si nutrirà. Verro’ ma non saro’il tuo pasto e ballero’ su quella terra che da una settimana e’ “un tempo, due temi, tre tempi e la meta’ di un tempo“. Quanto tempo! Quanto. L’ aspetto piu divertente di questo “conto” e di questo viaggio  e’ incontrare uno chef che dopo 42 anni di onorata cucina di mare tenta l’ esperienza della cucina di… montagna.. E che scappa, dal nord, con le sue piogge e il brutto tempo. Pentole al seguito.  Scappa come ogni persona, morsicata dalla taranta come sembriamo tutti noi ogni qual volta ci si approssima ad una citta’ per una sosta del treno. Scappiamo perché lì, nei pressi della banchina, il cellulare o il tablet prende meglio. Un tempo, quando si correva in prossimità della fermata, era per la sigaretta, oggi si scende per continuare la pubblicazione in un social network.

Esiste qualcosa di speciale in questa alba che si distende lasciando indietro le luci di citta’ a me conosciute. Qualcosa di bello sara’ entrato nel sangue ma non ha bulla a che vedere con la taranta. Lo sento.Compagni di viaggio riposano distesi cosi come si distende l’alba. Una giovane coppia salita “su, al nord” in cerca di lavoro, si apre, si racconta. Lei si presenta, “non sono coccolona come hanno definito alcune ragazze tedesche che continuano a permanere in casa dei genitori”. Ha voglia di impegnarsi per costruire un futuro, così lui. Hanno le idee chiare, in testa e l’amore in tasca. Hanno lasciato il sud, una settimana fa per questo incontro di una vita. Ora, decideranno, con calma il da farsi, dopo aver valutato ogni opzione possibile. Sono convinto che con l’amore in tasca si possa e si riesca. Ma la ricerca del lavoro non termina dalle parti di Piacenza dove e’ salita la giovane coppia. Sono stati ospiti da amici, nei pressi di Cremona, dove è stato loro promesso un lavoro. L’altro compagno di viaggio, prima accennato, un cuoco, ha provato l’esperienza dei saperi e dei sapori del nord. Ma dai suoi discorsi  penso sia piu predisposto ai frutti di mare. Tutti e tre hanno lasciato questo spazio di condivisione forzata a Bari. 20140823_071254Un incontro  sempre piacevole quando si socializzano storie di una Italia che si muove. Il caffe’ in corridoio e si scopre che una ragazza ha trascorso le sue vacanze negli USA ma ha sentito forte il richiamo di rivedere la mamma. Anche solo per un giorno. Altri compagni di viaggio, i libri, reclamano il “giusto riposo“. Tra poco finiranno anche loro nello zaino dove potranno riposare per qualche ora.  Probabilmente si sono resi conto di esser stati poco utili in questo viaggio. Dove è il lettore quando legge? Ecco, e quando non legge, dove si trova?  Libri traditi. Libri da “ritirare”.20140823_071757 Me lo faranno pesare. Dopo Bari, dove mi viene dato un giornale e un caffè,  l’approdo  alla città  salentina avviene  intorno alle nove del mattino alla stazione di Lecce, là dove ci eravamo lasciati. Il tempo di mangiare uno20140823_090630, due pasticciotti, sorseggiare il caffe’, comprare il Quotidiano di Lecce  e una corsa verso la biglietteria Sud-Est,20140823_091155 in prossimità del binario uno e da qui, verso il sei sette, dove…………cominciano i grandi e co.ntinui movimenti verso Melpignano20140823_093914 ( ma anche Gallipoli 20140823_093924e Galiano per Santa Maria di Leuca sono battute). Per Melpignano, alla notte della Taranta, sono attese piu di centocinquantamila persone. Treni a manetta, pieni. Circolazione a pieno regime.20140823_093612 E’ l’evento tanto atteso e che, implicitamente segna anche il lento finire dell’estate.20140823_090204i20140823_09150320140823_091449I treni verso Gallipoli, Gagliano 20140814_144734, Otranto e ovviamente Melpignano sono strapieni. Noto la circostanza: il treno notturno appena arrivato da Torino si specchia 20140823_092836in questo fantastico trenino, carico in ogni tratta di umanità.Verso Melpignano. Ferrovia Sud Est. 23 agosto 2014. Foto,Romano BorrelliMelpignano. Una stazioncina, una passeggiata a piedi e l’attesa. Si va e si viene. E’ ancora presto nonostante abbia la notte alle spalle. Oltre lo zaino. Quanta strada? Tanta. Otranto 23 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli Decido che è meglio ripassare qualcosa.20140823_091807 O ripassare da Otranto. 12Otranto. 23 agosto 2014. Foto, Romano BorrelliDalla sua meravigliosa Cattedrale e cercare di osservare con piu’ attenzione la meraviglia dei mosaici e la storia impressa. Con la speranza possano diventare oggetto di curiosità, a scuola, tra i ragazzi.Otranto. I mosaici. Cattedrale. 23 agosto 2014. Foto, Romano BorrelliOtranto. La Cattedrale. I mosaici. 23 agosto 2014. Foto, Romano BorrelliOtranto. La Cattedrale. 23 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli20140823_110656 E magari, chissàOtranto. 23 agosto 2014. La Cattedrale. Foto, Romano Borrelli…..Oltre…, anche da Santa Maria di Leuca. Continuo a muovermi tra trenini,  straordinari programmati20140823_130625Notte della Taranta. 23 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli, bus, cambi inaspettati ma anticipati da gentiissime persone che si scusano per eventuali disagi. Rivedo nomi di cittadine con i suoi abitanti. Vedremo. Intanto mi godo questo spettacolo.Poi, tra poche ore, comincera’ la XVII edizione della notte della taranta e allora sara’ musica per corpi, mani, braccia, gambe, al ritmo di migliaia di tamburelli. 23 agosto 2014. Tamburelli. Foto, Romano BorrelliAspettando Roberto Vecchioni, la sua Samarcanda, aspettando Giovanni Avantaggiato cantore della tradizione salentina, anto a Corigliano d’Otranto. Corigliano d'Otranto. 23 agosto 2014. Foto, Romano BorrelliAspettando sera, davanti l’ex convento degli agostiniani.20140823_111748Otranto. 23 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli (2)