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Ciao Urbino

Urbino 2 8 2016 foto Borrelli RomanoFoto Borrelli Romano.Senigallia, An.3 8 2016Ciao, Urbino. Di Urbino serbero’un bellissimo ricordo.  Citta’ d’arte,  adagiata sulle colline,  dolci,  verdi. Un panorama mozzafiato,  le  mura cittadine,  quel modo un po’ particolare di accedere nella storia,  nel centro storico,  grazie all’ascensore che ti catapulta nel giro di pochi secondi dalla pancia della 20160802_125243Coop,  sezionata a livelli, al “terrazzo cittadino” ( appena arrivati con il bus, da Pesaro,  comodamente seduti o spalmati tra piu’ sedili,   oggi, e dicendo oggi si vorrebbe dire da un po’ di tempo,  perché  “i corsi universitari sono terminati, e   sa,  d’abitudine non è  cosi”,  mi riferisce l’autista di un bus a due piani prima di avviare  il suo torpedone). Ovviamente ci si puo’ arrangiare anche a piedi. Salire,  e scendere,  up and down. foto Borrelli Romano.Urbino agosto 2016Urbino, foto Borrelli Romano.agosto 2016Oltre le colline pare di vedere il mare, mentre luccica, mentre le incornicia,  coloratissime e cangianti.  Urbino agosto 2016 foto Borrelli Romano  Ma è  solo suggestione. Il mare da qui è  a 30 o 35 km  e questi ci separano. OltreUrbino.agosto 2015, Borrelli Romano foto la o le porte d’accesso,  la storia e ad ogni passo  si capisce che e’  stratificata da grandi eventi. Univerdita' Urbino.foto Borrelli Romano.ag 201620160802_151744L’Universita: ecco,  così come  capita di fare per i quotidiani locali cerco spesso l’Università del luogo in cui mi trovo,  oggetto di visita approfondita cercando di capire i corsi attivati. Mi piace immaginare il via vai degli studenti,  il cambio aule,  le bacheche,  gli annuci,  chi affitta a chi e cosa,  chi segue lettere o filosofia,  chi lascia un posto e chi e’ in cerca. Sociologia,  lingue,  teologia. Del suo centro20160802_15564720160802_154743, vie? Urbino ag 2016.Romano Borrelli foto20160802_15261420160802_13142120160802_130018 delle 20160802_13191220160802_132209Chiese,  Duomo,  Palazzo DucaleUrbino ag 2016, foto Romano Borrelli (non avrei mai lasciato la contemplazione di tutti quei dipinti che ci parlano! ),  della casa di Raffaello (quante emozioni li dentro! ),  già  scritto sinteticamente in altra pagina del blog. 20160802_154513E poi le vie cittadine,  con quei nomi un po’ particolari,  simpatici (ad esempio,  metà o meta del salire”? ).  Ma forse l’immagine piu’ bella è  stato vedere alcuni genitori che “istruivano” i figli davanti ai dipinti,  ai quadri,  aiutandoli a riconoscere e vedere oltre. Così davanti 20160802_142312“la città  ideale”: che vedete? Quali animali? Che proporzioni? Ci sono uomini? “Ecco, qui,  in quel momento non era quel vociare o correre e lasciar correre senza mai reguardire i propri pargoli  che creano trambusto tra le sale (cosa  che ho “ammirato” in altre gallerie di bambini mai gentilmente ripresi ed educati per rispetto dell’ambiente,  degli altri,  della storia,  della cultura). Posti sacri che meritano e merita insegnare ed educare loro al bello,  al gusto,  alle forme,  al rispetto. E’ stato un bel vedere che mi lascia speranzoso per il futuro. Ce la si puo’ fare.

Per il pranzo,  oltre ai caratteristici locali che offrono piatti tipici,  ci si puo’ aggiustare con i numerosi bar o pizzerie al taglio. Pochi anziani,  ma forse a quest’ora saranno in via “del pisolino”. Mi immaginavo di trovarli a gruppi,  al fresco,  sotto qualche ombrellone,  a buttar giu’ le carte e imprecare,  come solo loro sanno fare. A masticare qualcosa,  piu’ per passare il tempo che per fame. Pizzeria. Conosciuta e frequentatissima è 20160802_130459 “Il buco”. Urbino ag 2016 foto Borrelli Romano

20160802_132619Si è  fatta l’ora giusta,  “ora”. Occorre andare.  Salita,  ascensore,  Coop,  stazione dei bus. Siamo in tre. Oblitero,  una curva e via. Leggo i nomi di paesi,  ne riconosco uno,  che non passa:  era impresso in uno dei dipinti,  passati. Mi giro. Passano i km e i minuti. Urbino lentamente si perde. Si fa piu’ intenso l’odore del mare. E’ li. Attende.

Intanto canticchio: “Urbino,  ma che hai messo nel caffè  quando son venuto su da te… “

2 marzo

27 2 2016 Torino via Roma.Borrelli Romano foto20160302_091925Ci siamo lasciati l’inverno alle spalle, chiudendolo fuori senza esserci mai entrato. Ci siamo lasciati febbraio e i suoi 29 e i festeggiamenti per i 10 anni dalle OlimpiadiTorino 27 2 2016 Borrelli Romano foto. Cinquemila reduci volontari che hanno sfidato la pioggia torinese  lasciandosi addosso ricordi, giacche e spillette. Chi si ricorda i “bollini” per ogni giornata di “servizio” di volontariato sul proprio libricino, utili per meritarsi il famoso orologio  Olimpiadi Torino 2006? E quanto e’ bella la nostra citta’ con le sue “matite” rosse e passione che vive.  Sull’asfalto bagnato a lucido di via Roma, le “matite” (cosi paiono a me) sono pronte per fare un bel trucco. Se dieci anni sembrano lontani non lo sono invece i cinque universitari da alcuni mesi terminati.

Alcune fermate di metro alle spalle. Direzione Istituto Professionale, luogo di lavoro. Sulla metro leggo la tesi del mio amico e compagno di banco Alessandro,  dei nostri cinque anni trascorsi a suon di rinunce. Anni intensi di lavoro e studio: quando si dice alternanza lavoro-scuola. E si che noi una l’avevamo gia’, di laurea. Anni che ci siamo lasciati alle spalle. Una bella pagina di amicizia. Me lo scrive  e mi ringrazia nella sua tesi. “Grazie a te, Alessandro”, penso io mentre sfoglio. Tra pochi giorni tocchera’ anche a te. Ce l’abbiamo fatta, caro amico. Nonostante le difficolta’ col passare dei giorni penso che i ragazzi siano li, da un pezzo, ad aspettare le nostre lezioni. Da quando ho lasciato quel banco finalmente la passione per i libri, da me preferiti, e’ quotidiana. Talvolta onestamente capita…quel che capita e leggo di tutto un po’, ma, almeno, svincolati da esami. A parte quelli che quotidianamente mi impartiscono gli studenti.  A proposito: ho appena terminato un libro, un amore di libro. E che libro, di Francesca Paci: “Un amore ad Auschwitz”, sono certo che ti piacerebbe leggerlo. Edek e Mala, una storia vera. Una storia di coraggio, amore, dedizione al prossimo, condivisione, la’ dive era stato negato anche il nome e impresso un numero, la’ dove la dignita’ …Una storia di tutto, anche d’amore, la’ dove di questo sentimento si faceva fatica a parlarne, scrivere, discutete. Appena discuti la tesi,  e incassi il titolo te lo passo, caro Alessandro. Come abbiamo sempre fatto durante quelle brevi pause di quelle lunghe lezioni.

E a proposito di tesi, consegnata, discussa anni fa, leggo con piacere che Petrini, con slow food e Terra Madre lasciano il Lingotto per trasferirsi al Valentino.

Sulla metro, davanti a me una ragazza. Tra tanti aspetti mi colpisce un particolare. Carina e’ carina, rossa, castana, capelli lunghi, occhi scuri, mani curate, ma…e’ il 2 al suo dito che mi colpisce20160302_113508. E io questo lo voglio scrivere, prima di lasciarlo alle spalle.