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Una cioccolata “amara”

simone-serena-rossi2La crisi economica che si abbatte nell’ultimo periodo ha degli effetti davvero dirompenti. Oggi si ha la notizia che anche nel settore alimentare, in particolare quello riferito alla produzione della cioccolata, si è in crisi. Nella zona del Pinerolese, una nota fabbrica di cioccolata, provvederà a collocare circa 150 lavoratori in cassa integrazione: “la cassa sarà a rotazione in tre turni da 50 operai alla volta per due settimane” (notizia La Stampa). Oltre alla crisi alimentare, un’altra crisi, sempre nella zona piemontese, è quella dell’Indesit, con possibile chiusura della stabilimento. Alla Fiat circa 5 mila “colletti bianchi” corrono lo stesso pericolo di una collocazione in cassa integrazione. Mentre moltissimi altri, erano in coda, davanti al Palazzetto dello sport di Parco Ruffini, ma non per assistere ad una partita di basket o di pallavolo, ma per poter “partecipare alla partita della propria vita: la loro sopravvivenza”. Infatti, la coda si era formata per firmare la delega per ricevere i 600 euro, (sì, seicento euro) di cassa integrazione anticipati dal Comune di Torino. Che dire? Che fare? devastanti gli ultimi 25 anni, di liberismo sfrenato, dove i Paesi che proponevano e guidavano una “finanziarizzazione dell’economia” ora si trovano, in America, a “consigliare”ai tecnici stranieri della Microsoft, di accomodarsi gentilmente, e nel Regno Unito, “viene invece consigliato di assumere solo laureati britannici”. Strano tutto cio, non è vero? O erano strani tutti coloro che si opponevano al forte distacco che si stava crando tra l’economia reale e l’economia finanziaria? Strano, che mentre si gonfiavano profitti e stipendi ora finalmente si accenni al fatto che non è poi così morale, mentre avrebbe dovuto essere evidente ben prima “la sclerotizzazione” di qesto sistema, che vedeva, ad esempio negli Stati Uniti milioni di bambini senza compertura assicurativa. Ed in Italia? Certo il problema sarà ancora più serio fra qualche anno, dato che dall’Università stanno fuggendo moltissime matricole, con “cervelli” che verranno a mancare prossimamente. E localmente?Bhe ci sono i super fortunati che possono conoscere una qualche forma di ammortizzatore e sociale e altri mento fortunati. E, mentre tutti quei soggetti, “fortunati” , a detta di alcuni, hanno una sorta di copertura in questo “gelido inverno economico” italiano molti altri, soprattutto nel settore della scuola, stanno facendo mestamente ritorno a casa. Per molti, infatti, la pubblicazione delle “graduatorie” di “fasce” potrebbe voler dire, e per molti “vuol dire”, lasciare il posto “occupato” da settembre con l’art. 40, fino a nomina dell’avente diritto. Si assiste così ad un cambio di personale in un batter di ciglio; chi occupava un posto da tecnico, da amministrativo, o collaboratore scolastico, è licenziato o potrebbe essere licenziato, sol perché troppo poco precario, nonostante gli anni lavorati o la professionalità posseduta. Vorrei parlare di un amico, ad esempio, ma mi piacerebbe che certe storie, fossero “indagate”, “inchiestate”, dai diretti interessati, e dar loro la possibilità di parlare, di raccontarsi, di cosa può voler dire affittare una casa, con i soldi dati in anticipo, e poi, dover dire, in questa settimana: “mi dispiace, non posso più pagare l’affitto, perché non lavoro più, e non so se lavorerò”: “forse ho lavorato poco come precario, dovrò esserlo di più per poter diventare di ruolo”. Per non parlare, di quelle scuole dove (alla faccia di chi dice che i “dipendenti sono più numerosi dei carabinieri” ) alcune figure lavorative, potrebbero essere in numero inferiore rispetto alle esigenze di personale reali, perché alcuni dipendenti, essendo a contratto a tempo indeterminato potrebbero (legittimamente) andare a svolgere mansioni superiori alla loro qualifica, (in altre scuole), se inseriti in apposite graduatorie e ritornare al posto occupato in precedenza. Ovviamente, sostituire il personale mancante “risulta così difficile”….tanto che si deve lavorare anche per coloro che non ci sono……..per mesi e mesi………. e, mesi. Sono in tanti a pensare che l’autonomia scolastica, assieme alla fame di un posto di lavoro che possa “garantire” un minimo di reddito, abbia generato migliaia e migliaia di micro-stati o pseudo caserme in cui ogni “capo di questi stati” od ogni “colonnello” si fa le “proprie leggi” interpretando le norme generali in base all’umore quotidiano od in base al livello d’inchino dell’interlocutore. E, da lì “tenere in scacco matto” tanti e tanti subalterni. Penso che, bisognerebbe raccontare, incontrare persone, storie, per capire realmente la complessità di un fenomeno così intricato come lo è l’intreccio fra globalizzazione, capitalismi locali e amministrazioni “semi-pubbliche” locali. Come, anche, mi piacerebbe tanto andare ad “inchiestare” sul lavoro “associazione in partecipazione”……soci? Dipendenti? Un po’ e un po’?….Sì, mi piacerebbe saperne di più….