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22 ottobre 2016

Fa freddo. Il convegno su adozioni,  affido,  bes,  dsa  ecc. volge al termine. Una lunga giornata trascorsa seduto su una delle tante poltrone di questa aula magna (di un grande Istituto di Scuola  Superiore),  cartellina in una mano,  come tutti,  e biro stretra in pugno,  teso ad ascoltare  specialisti e non,  che restituiscono esperienze personali,  socializzate dal palco, su adozioni,  affido e crescita famigliare-scolastica-sociale negli anni nei vari ambienti scolastici con altri esperti a “snocciolare” dati e  disposizioni normative e linee guida. Sotto la Mole e  a  due passi da questa,   appena fuori da qui, una  “fabbrica scuola” a volerla guardare nella sua non indifferente “mole”; un po’ di ore che scorrono via,  veloci,  inframnezzate da una piccola pausa,  cercando sprazzi di luce,  per far pace con le emozioni; nel pomeriggio, nella sala attigua il barista pulisce la macchine del caffè  facendo fuoriuscire grandi getti di vapore:”sffffff”   intento alla pulizia del macchinario che sbuffa e cosi lui,   mentre ripone nello scaffale le ultime tazzine di una giornata lunga,  come i molti caffè  “lunghi” che da dietro il banco ha servito per ore. Chissa’ quante storie avra’ sentito raccontare e se a qualcuna in particolare ci avra’ prestato l’orecchio. Perche’ si sa,  “per certe cose,  ci vuole orecchio,  anzi parecchio” (Jannacci). Entro, qualche attrezzo di pulizia ‘stazione’ nel limbo,  segnalanudo all’attenzione,  quella esterna nel movimento e quella cognitiva (“ehi,  guardate che qui si chiude).  Ci sarebbe posto per un ultimo caffe? “Si”.  Così mi  accingo alla cassa,  ne ordino uno;  lo scambio è  immediato: euro contro scontrino e la risultante  di questa “transazione” e’ il mio caffè.  Giro il capo verso sinistra e oltre le scope un corridoio a croce. Una giornalista su di una panchina del corridoio appena fuori dall’aula magna sembra stia “confessando” una delle “attrici” del convegno. Sorseggio e termino ripensando alle cose da fare.  Recupero l’uscita velocemente. Respiro,  cambio un po’ d’aria. Dall’altra parte del corso,  sul viale,  il tram doppio,  arancione ha appena richiuso le porte centrli”bam”nonostante le guarnizioni in gomma,  “sfiuuuu” e la ripresa lenta grazue al pantografo lo muove verso Porta Palazzo. Le signorine appena scese sono carine e incappottate e si dirigono a puedi verso il centro con l’aria di chi la sa “universitaria”. Hanno chiome a coda di cavallo, occhiali da studentesse e ridono e muovono il capo come se stessero ripetendo frasi di alcune canzoni. E mentre parlano o cantano sorridono smuovendo la coda. Le chiome degli alberi invece sono di altra bellezza nell’esporre  le loro prime modifiche “cromatiche”. L’autunno ormai ha lasciato le porte ed è  entrato a tutti gli effetti dentro di noi. C’era una volta,  qualche mese fa e anno fa  (nel senso di scritta da Cesare Pavese) “La bella estate” ormai terminata. Domani è  domenica 23 ottobre. Una giornata ricca di storia: non perdiamola. A Porta Palazzo d’ “ora” della festa,  di “sguardi diversi” poetici e belli.

Nel frattempo recupero Feltrinelli per gli ultimi scampoli di questo “Sabato pomeriggio”,  a cavallo tra la poesia,  la musica e il religioso.

“Sagge” vacanze

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E così, anche le vacanze di Pasqua  2013 sono terminate, in maniera “saggia”. Come? Climaticamente parlando, in alcuni luoghi del nostro Belpaese, con l’ausilio di ombrelli, in altri del cappotto, in altri ancora, pochi, a dire il vero, “saggiando” il mare.  E  così, “saggi”sono stati gli italiani nel decidere e scegliere quale meta privilegiare. Quella piu’ gettonata, è stata la “casa”, soluzione obbligata per 52 milioni di italiani; un uovo di Pasqua quindi, piu’ piccolo, piu’ ridotto, ristretto, del valore di 300 euro circa, se si volesse attribuire un valore a quanto speso gli italiani per questi “benedetti” giorni. Uovo con sorpresa, differita, quindi. La casa, nonostante il tema riconduca all’annoso problema degli affitti, degli inadempienti per morosità, compressi dalle difficoltà nel pagare il mutuo o l’affitto, delle politiche abitative mancanti, almeno nel nostro Paese. Politiche mancanti, da sempre. Casa come voce di spesa insostenibile per tre milioni di italiani, che destinano il 40% del proprio reddito tra tasse, mutui, bollette, affitto. Casa che   in tantissimi rischiano di perdere perchè “strangolati” da spese eccessive. Casa, miraggio di molti, ma che, precari di stato, dello stato, da anni, molti anni, non riescono, non possono permettersi e provare a pensare diversa-mente, con un sano ottimismo, fiduciosi, speranzosi. E a casa si è gustato saggiamente quell’uovo, con una fetta di colomba al termine di un pranzo formato  “cucina della nonna”. Le statistiche hanno previsto che per il pranzo pasquale la spesa degli italiani, è, in media, di 80 euro. Ovviamente, classimca media del pollo tra chi spende qualcosa e chi non spenderà nulla.  Beato chi “ne mangerà” con quegli 80 euro. In tantissimi, sempre piu’, costretti a ricorrere alle mense dei poveri. Proprio con i poveri ha preferito pranzare la Presidente della Camera, Laura Boldrini (per l’occasione, nelle Marche). Ma tornando al tema della casa che unisce pochi e divide tanti.  Tanti sono gli emarginati che non riescono ad accedervi. Precari poco rappresentati,  di  qualcuno, un’associazione, un partito che si metta alla testa dei tanti e  ne rivendichi finalmente il diritto, di un contratto di lavoro, nonostante qualche norma ritenga che” non puo’ essere che un precario possa ricoprire per piu’ di tre anni lo stesso posto in modo precario”. E sprovvisti di contratto, si ricomincia sempre da capo, senza possibilità di attingere ad un mutuo e quindi, senza sperare in un diritto alla casa. Senza “rientrare” in qualche forma di compensazione. Precari di stato senza carta di circolazione sulle ferrovie, nonostante la destinazione e il lavoro sia per lo stato.  E bisognerebbe  cominciare a pensare che non solo una “fetta” di persone ne ha diritto,  del diritto alla casa, e ricordare, ribadire, a chi si mette” in testa” di una rivendicazione di un diritto che forse sarebbe meglio guardare a 360 gradi unificandone le lotte, e le richieste e la rivendicazione dei diritti….forse  non sarebbe poi così male. Democraticamente, pero’.  E non solo.  Certo scoprire da un fatto di cronaca che esistevano case sfitte non ha creato e generato piacere in nessuno, a fronte delle lunghe liste chilometriche di vorrebbe, potrebbe accedere da anni, alla casa. E penso agli studenti universitari strangolati da posti letto a 250 euro, 300 euro, in barba al diritto allo studio. Case come  abusi edilizi e altro. A guardare le coste italiane, così “violentate” da una insensata cementificazione.  In ogni caso, per tornare al tema, per chi ha potuto, una scappata al mare, è riuscita a farla. Tirando la cinghia. Nonostante il tempo, poco clemente, a dire la verità. Case che si riaprono, ricordi che affiorano, piscine da svuotare, materassi e sedie sdraio “sdraiate” o spalmate a prendere sole, quando si è potuto. Odore di sughero, odore di umidità, odore di primavera che timidamente si affaccia, nonostante le nuvole coprano e nascondano quei pochi raggi di sole. Qualcuno, qualcuna, accenna un bagno. Altri rincorrono un pallone su ampie distese di spiaggge orfane di ombrelloni e di bagni. Solo qualche numero ci ricorda che lì staziona un bagno. Odore di frittata, di panini, pizze, crescioni si diffondono come una musica popolare, bandendo ogni  forma di “noia”. Musica dolce, condita da dolci canditi su ampie fette di colomba, che non possono mancare, a prescindere. “Scarpe da tennis” (ah, caro Enzo!già ci manchi) in bella mostra, depositate, in fila indiana, per qualche ora, così, per lasciare impronte fresche su una sabbia vellutata.  Fischi di treni che in continuazione rilasciano e raccolgono turisti di breve durata. Vacanze trascorse in città d’arte, a “raccogliere cultura”….dato che spesso è difficile produrla anche dove si dovrebbe, causa tagli e chiusure, e forse sarebbe ora di unificare le lotte, politicamente, democraticamente. E’ in gioco la dignità umana. Di tutti.

Buona Pasqua

DSCN2978DSCN2930Come sempre succede nei giorni antecedenti le feste, gli organi di informazione ci dicono quanti sono gli italiani a muoversi e dove sono diretti. Nonostante le “strade strette” o ristrette, la situazione politica sembra offrire pochi sbocchi.  Quest’anno il freddo è su tutti i fronti. Le partenze sono in diminuzione ma nonostante cio’ il cartellone dei treni in arrivo e in partenza continua a girare a “grande. velocità”. In attesa di conoscere i “saggi” scelti dal Presidente della Repubblica per provare a  far partire altro, in senso nuovo, diverso, da come andato negli ultimi 25 anni,…una buona Pasqua a tutti, in particolare a  coloro che vivono in una situazione di “limbo” lavorativamente parlando, a quanti aspettano un contratto da mesi, a quanti faticano sotto forma di stages, o contratti di collaborazione, ai molti che ogni giorno perdono la casa e a quanti non conoscono cosa mangeranno….. e agli ultimi in genere.

Un caro ricordo ad Enzo Jannacci.