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L’Epifania…tutte le feste si porta via

Ravenna, 20 luglio 2014. Sant'Apollinare Nuovo. I re Magi. Foto, Romano BorrelliL’Epifania …quasi tutte le Luci…d’Artista si porta via. Le feste volgono al termine e domani si rientra a scuola. Ma  oggi abbiamo ancora tempo per una passeggiata e rileggere le poesie di queste “benedette luci d’artista” prima che si spengano. “Ehi ma ti ricordi dieci anni fa? Torino 2006… Le Olimpiadi…il rosso cinabro, la passione da vivere che…lives here….o lived here. Tu che dici? Le luci le spensero a marzo!” Cosi raccontavano alcuni oggi, nei loro dialoghi post panettoni e cibarie varie che hanno messo alla prova fegato e stomaco. Ma i racconti piu’ interessanti erano in voga in alcune palestre. Bastava, con una scusa qualsiasi, prezzo, costo, orari, per una ipotetica iscrizione, avvicinarsi al bancone  ed entrare in una di quelle, (ieri, ma anche oggi), per sentire certi discorsi (cibo, calorie e…)su questi 15 giorni appena trascorsi. Volete appagare la vostra curiosita’? Bhe’ facciamo un’altra volta, ok?Torino via Garibaldi 6 1 2015 foto Borrelli Romano

Facciamo solo un passo indietro e “rileggiamo” le parole di Francesco nella giornata di oggi: “L’esperienza dei Magi ci insegna a non vivacchiare ma a cercare il senso delle cose assecondando il cuore”. Occorre mettersi in viaggio. A domanda cosa hai letto, richiesta da lettori blog, rispondo: bhe’, ho preparato…il vecchio programma! Certamente fossi liberissimo parlerei dei Mosaici di Ravenna (vedere foto dei Magi), del significato del termine “compagni” (condividere il pane) ritrovato nel libro di Enzo Bianchi,  ancora “Spezzare il pane”, poi, “Mangiare da crisiani” di Massimo Montanari, “Vino e pane” di Ignazio Silone e quel periodo storico, di pane, di vino e del “Cantico dei cantici”, “la persona e il sacro” di Simone Weil…e pagine e pagine esplorate se solo…Ma questo sara’ domani. Oggi c’era ancora un giorno di festa; facile intercettare “cacciatori” di saldi e befane Torino 6 1 2016.foto Borrelli Romanoper le strade torinesi a distribuire dolci vari.  Belle erano belle, coi loro fazzoletti sul capo e menti allungati. Diciamoci la vetita’: certe ragazze con la “sbessola” non sono male! E poi poverine, a solcare i cieli sulla scopa non e’ che abbiano respirato il meglio del meglio. Questione di naso. Ma certe befane il naso sanno sempre dove ficcarlo. Torino 6 1 2016.foto Borrelli Romano.pza.San CarloCode nei negozi aperti e molti a socializzare con tutti ingannando cosi il tempo di attesa. Il Toro e la Juve in testa a tutto e nella testa di molti.I discorsi:  “Le giovani vite spezzate delle partorienti (e figli) Giovanna, Marta e Angela mentre doveva essere cronaca e futuro, speranza e gioia. Si puo’ nel 2016 morire di parto?” E ancora il “guano di Roma”, il Giubileo, il referendum abrogativo o confermativo e “dove batte il quorum”,  l’intervento del Presidente della Repubblica: “piu’alla Pertini o alla Napolitano?” Da caminetto, lo giuravano e vicino a questo ci va sempre la pipa.  Ancora: il prossimo ponte. Beati certi professori che non devono aspettare Pasqua per la prossima fermata: Carnevale fara’ la sua parte. Ultima annotazione. Dopo tante polemiche di inizio periodo natalizio (meglio, Avvento)chiudo con la foto di un Presepe (Basilica Maria Ausiliatrice, Torino).20160106_191538

23 e 24 Dicembre 2015

Vigilia e antivigilia.23 e 24 dicembre. Tabellone dei treni. Arrivi, partenze, orari, binari. Orologio. Datario.23 12 2015porta Nuova To.foto Borrelli RomanoUltime “battute di caccia al regalo” prima di Natale. Sciamare continuo per le vie torinesi alla ricerca dell’ultimo “regalo” o pensiero.  Rosso e poco costoso. Via Garibaldi, Lagrange, Roma con tratto pedonalizzato e luci sulle teste, vie laterali e periferiche, vie cge dal “Borgo delfiume” si distendono verso la prima periferia”: via Livorno con l’Ipercoop e la Bennet nei pressi, Parco Dora e il luogo dove correvo, le vie  Borgaro,  Stradella, Chiesa della Salute, piazza Stampalia… I molti alla ricerca di un “capo rosso”, ma anche due! Ieri un salto, non “registrato ” qui sopra,  sotto l’albero di Natale, Torino Porta Nuova 23 13 2015.Borrelli Romano atrio della stazione di Torino Porta Nuova, nell’ultima performance dei “ballerini” 20151223_165605vestiti di bianco muniti di tablet, e trasformatisi in intervistatori:”Scusi che ne pensa dello spazio di Porta Nuova” gestito da artisti come noi , con balli e canti?” Penso, rispondo, che la restituzione dello spazio pubblico “al pubblico” sia un fatto positivo e un’azione democratica. Alla domanda su mie proposte verso gli spazi ancora liberi di Porta Nuova (cosa metterei) rispondo: “vorrei una zona della biblioteca, qui, addetta ai prestiti libri”e una postazione “share-bike” del Comune.   Alzo gli occhi al cielo e osservo Porta Nuova in parte restituita: e’ bella nel suo rosso mattone. Mi piace. Mi e’ sempre piaciuta. La ricordo come era in passato. Un pizzico, come una puntura di insetto. L’albero con gli auspici dei torinesi e non  oggi lo abbiamo trovato “impresso” come ogni anno sulla carta stampata. Ma non la notizia dell’ultima performance degli artisti e delle interviste. Eppure era notizia questa! Chissa’ come mai… Voi che dite? Peccato per gli auguri dei miei studenti: neanche uno che abbia toccato la sensibilita’ della cronista e abbia meritato la “dignita’ di stampa”. Per me tutti i pensieri dei miei studenti erano invece  bellissimi.  Per loro la “dignita’ di blog” e della rete.20151223_150519E poi non era mica una gara la nostra!” Il galoppino” fa il suo lavoro e noi il nostro.  Terminato sotto l’atrio della stazione di Porta Nuova  il libro di Patrick Modiano (ancora uno) “Perche’ tu non ti perda nel quartiere”. Una mano di Annie, la vigilanza, l’affetto, il bene verso chi incapace (ma non diro’ per quale motivo) di badare a se stesso. Adoro la scrittura di Modiano, premio Nobel per la letteratura nel 2014. Mi piace la descrizione dei suoi personaggi, femminili, nelle sue storie, parigine o francesi che siano. Descritti bene, una penna, a tratti delicati e dolci, capace di farteli amare. Adoro la figura di Annie che… ” come la puntura di un insetto il passato ritorna e ti lascia ancora un po’ di tempo in cui sentire il vuoto di un rumore che piano piano si allontana”. Dalla scalinata della Gran Madre, Torino 24 12 2015 p.z G. Madre-Vittorio. BorrelliChiesa di Torino, il passato, la nebbia, se sia dei ricordi o quella torinese, non saprei, di certo da quella del cuore, una giacca blu, una frangettina, un minuscolo neo, sulla guancia, occhi scuri e un sorriso avvolgente che cattura, scompare e ricompare, la voce di donna che implora  come una bimba”portami ancora ti prego su quella piazza, cuore nel cuore di questa citta’”. Come una puntura di insetto che lascia ancora un po’ di tempo che non esaurisce e ti si appiccica addosso come una seconda pelle. Come sono belli i personaggi femminili di Modiano. Come sono delicate certe punture di insetto che dilatano il tempo aperto ai ricordi.  Cosi pensavo questa mattina, 24 dicembre sul sagrato della Gran Madre. Il sacrista, mazzo di chiavi in mano, le muove all’interno del loro cerchio. Le agita affinche’ producano rumore e farti capire con garbo che e’ ora in cui bisogna uscire, scendere i gradini e “sgombrare”. Poca misericordia per quel tempo dilatato da una puntura di insetto che si chiama ricordo. Vabbe’ scendiamo. Il bus e’ fermo. Partira’ fra poco. Non importa. Scelgo il mio posto tra tantissimi liberi. Accuccio anche la puntura di insetto e la cullo. Sono sempre piacevoli le visite di un certo tipo. A sera, i pompieri “aprono” la penultima casella del presepe. I bimbi, affacciati li davanti, sulle spalle dei loro padri e risucchiati dalle nebbie torinesi (e la galaverna?) ricevono in dono dolciumi. Per le strade oramai desertificate si spargono profumi delle piu’ antiche tradizioni culinarie italiane e non solo. “Spezzare il pane” e “Vino e pane”, non solo fue libri o atto matetiale e culturale ma che diventa sacro quando… Gambe sotto i tavoli, gomiti sulle tavole e pance leggermente appoggiate, pronte a dilatarsi da qui a mezzanotte quando per molti sara’ ora della Santa Messa di Mezzanotte.24 12 2015 Torino.foto Borrelli Romano

Domenica. “Spezzare il pane”

Torino 20 12 2015.Bianchi.foto Borrelli RomanoAvevo deciso di fare un salto al Circolo dei Lettori, a Torino, in via Bogino, dove era in programma la presentazionee del libro di Enzo Bianchi “”Spezzare il pane”, Edizione Einaudi, pag.100, 17 euro. Non e’ il primo di Enzo Bianchi che leggo.Mi piace molto il suo modo di scrivere. Il libro lo avevo gia’ comperato alcuni giorni fa, insieme a molti altri. Nei giorni scorsi infatti avevo fatto incetta di libri in numerose librerie, per averne di scorta, con  il timore di restare senza. E poi si sa: le librerie sono negozi di abbigliamento interiore. Qui si provano capi per il nostro “corpo e anima”, qui si pensa alle anime altrui e a come scovare storie preziose per le anime alle quali ci rivolgeremo. Felice inoltre che su “La Stampa” di ieri tra i consigli di Michela Murgio vi fosse Gilead, il capolavoro di Marilynne Robinson della Einaudi. Un libro che ho letto, riletto, studiato, sottolineato, arato, regalato. La storia di un anziano pastore dell’Iowa che sapendosi anziano e malato scrive un testamento al figlio giovanissimo.una forma di diario.La storia di tre generazioni di pastori.Quante emozioni. Un pastore in pace che dona pace attraverso il suo diario. Una domenica mattina di cultura e di lettura rovinata pero’ dalla  mano di qualche incivile che ha deturpato il monumento a don Bosco sulla piazza Maria Ausiliatrice e il muretto di recinzione della Basilica stessa. Foto Borrelli Romano.Torino d.Bosco.20 12 2015Torino mon don Bosco 20 12 2015 Borrelli Romano“Grida” insensate con vernice rossa.Torino Maria Ausiliatrice foto Borrelli Romano. Ma la giornata aveva ancora qualcosa da riservare: una telefonata anonima aveva annunciato che all’interno della Mole Antonelliana simbolo della citta’ e Museo Nazionale del Cinema, era deposta una bomba. Zona evacuata e transennata con una dose di paura iniettata a moti, torinesi e turisti.

Per restare al tema del libro, e presentazione annunciata ieri sulla carta stampata, Torino 20 12 2015 Bianchi.foto Borrelli Romano si descrivono piccole parti per introdurre al tutto. Tanti piccoli cerchi concentrici che conducono a qualcosa di piu’ ampio. Pensiamo al volto di una persona che rimanda all’essere, al centroche rimanda ad una citta’ e infine al focolare domestico per rimandare alla famiglia. E quando si dice famiglia si pensa anche alla tavola, al cibo, alla donna, alla sua cura nel prepararlo e all’uomo. Una storia nella storia. Gesti, pieni, vuoti, che si allargano, prendono e riprendono senso. Preparare il cibo come atto d’amore elementare. Preparazione del cibo e dimensione del tempo. Tempo di festa e di vigilia. L’atmosfera della preparazione e delle norme che l’accompagnavano.L’attesa di un incontro e della preparazione delle cose da dirsi, dire, raccontare. La dimensione fondamentale del narrare facendo posto all’altro, accogliendolo. Preparazione del cibo: esercizio di umanizzazione. I ricordi di Enzo Bianchi vanno al suo pellegrinare per mercati.  Almeno una volta la settimana. Li snocciola i suoi ricordi. Si sofferma a quelli di Vicenza e Padova, questo in piazza delle Erbe, cosi ordinato, con i suoi alimenti, sempre ben disposti.  Il riferimento ad Artusi: “chi mangia e non sa cosa e’ uno sciocco”.  Il riferimento ai temi di discussione, quando si e’ a tavola: cibo, sesso, morte. Le nobili vicende umane  che fanno e scrivono storia. Il far da mangiare che include la scelta e il rispetto. Bisogna stare al ciclo delle stagioni e godere di quello e quanto la terra ci dona. Senza esigere prodotti lontani. La preparazione, la disponibilita’ di chi prepara e accoglie. Si dilata il tempo. Il convivio. La centralita’ della donna e il suo ruolo. E quello dell’uomo, incapace spesso di dire grazie o solo abbozzare un sorriso a chi prepara e serve.  Centralita’ della donna come lo e’ oggi, nelle Scritture. E ancora il bisogno del cibo contrapposto alla gratuita’ del vino. E la democrazia della tavola e a tavola. E infine l’umanizzazione a tavola. Ieri e oggi. La presenza di tv e cellulari che barbarie.  Penso ai ragazzi, a scuola….alle loro “appendici” tascabili. Povero me. Poveri loro. Poveri noi.