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Costituzione, Lavoro e buon 2018

Torino 31 12 2017 Romano Borrell fotoE così, lentamente, ci si avvia ad archiviare il 2017. Per le strade del centro, nel pomeriggio, passeggiate, chiome lucide, cappottini e vestitini, rivestono e ornano  strade “pettinate” da torinesi e turisti, nella camminata pre “aperitivo” del cenone. Al fondo di via Garibaldi si apre piazza Castello, col suo albero “elettrico” ed il presepe.Sullo sfondo svetta maestosa la Mole Antonelliana “vestita” a festa, illuminata ed illuminante. Oltrepasso le bancarelle e un paio di “cantanti” al ritmo della musica “Regia”.  Entro nel cortile della Cavallerizza, e lo spettacolo e’ affascinante, oggi come ieri. Mi dirigo sotto la Mole Antonelliana, un paio di foto  e faccio ritorno. Rasento gli uffici Rai e riconosco il cancello, dove Diego un giorno lascio’ in una notte bianca la sua rosa per la sua Marilisa.  E mentre penso a tutto cio’, a Dostoevskij e agli innamorati, alle pagine della Stampa e la storia e le cronache su quella benedetta rosa senza saperne l’epilogo, mi passa vicino il Presidente della Regione Chiamparino.  Penso di augurargli un buon anno ma sabaudamente non dico nulla, taccio, e osservo l’Universita’ e tutti gli esami sostenuti, la Laurea e i trionfi. Da qualche balcone “piove” nonostante il divieto  qualche “petardo”, ma si sa che…In alcune citta’, Torino compresa, piazze blindate e cin cin a casa. Unica “guerra” ammessa, tra Panettone e Pandoro e intanto, nell’attesa, tv e Fantozzi, un classico da sempre. Prima del solito trenino e dell’ormai inflazionato “pepepepepe’….”alla chiusura del 3-2-1….

Alla tv, il  Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha da poco concluso il suo discorso agli italiani, a reti unificate. Nel discorso, i punti fondamentali, sono il riferimento alla Costituzione, carta fondamentale, bussola di una comunita’,  fondata sul lavoro. Proprio 70 anni fa, come in questi giorni, i Padri Costituenti avevano terminato il  loro lavoro, donandoci questa bellissima carta fondamentale,   dalla sovranita’ appartenente al popolo che la esercita nei modi e nelle forme stabilite dalla legge. Il decreto, appena firmato, relativo allo scioglimento delle Camere, e di conseguenza, le elezioni il 4 marzo, rappresentano l’ appuntamento per esercitarla, la sovranita’. Il lavoro: che ve ne sia uno almeno in ogni famiglia. Il ricordo a chi non puo’ o/e non riesce a festeggiare, per poter garantire i servizi essenziali. Devo dire che mi è molto piaciuto il discorso del Presidente. In alcuni frangenti mi ha ricordato quelli bellissimi, di Sandro Pertini.

Per quanto mi riguarda, ho concluso questi momenti di vacanza terminando alcuni libri (per la verità letti a suo tempo): “Cristo si è fermato a Eboli” ( Carlo Levi); “Fontamara” (Ignazio Silone); “Il giardino dei Finzi Contini” (Giorgio Bassani). Di questi libri, parlero’, scrivero’, dato che saranno proposte per le loro tesine.

Che dire? Un augurio di un 2018 migliore con tanta serenità e gioia nel cuore.

La scuola prestata alla politica. continua

Torino 25 maggio 2014. Ai seggiOre 01. 30. La sezione si chiude, in  classe resta poco. Le schede dei 552  “votanti” di questa sezione  , una del torinese, han preso il “largo” verso il “deposito”. Superga vista da dove c'era la stazione Dora.Dormono sonni tranquilli, suddivisi e racchiusi all’interno di pacchetti. Un fogliettino bianco, davanti, ne indica il numero e il partito. Ogni oggetto avanzato viene riposto all’interno della busta, come richiesto, dal verbale. Qualcuno conta ancora mentre si sa già chi conterà in Europa.i 49 milioni di italiani, elettrici, elettori, con il loro voto, hanno provveduto ad eleggere i 73 che andranno a formare il parlamento europeo insieme agli altri eurodeputati. Noi,  dei seggi si  torna a casa! Dopo, questa nottata. Ma noi siamo anche altro, Altra Europa. Un’ altra Europa e’ possibile. Anzi, l’Altra Europa e’possibile. Altri parleranno per giorni di referendum, plebiscito, vocazione maggioritaria, De Gasperi e brutta campagna elettorale, forse la piu’ brutta. Vedremo. Ora, buonanotte.

Dieci minuti alle 14. Borsoni blu e gialli a spasso per Torino. Si riconoscono i Presidenti e Segretari dei seggi, sezioni, sparsi per Torino. Ore 14 in punto. Una campanella suona, ma e’ quella riservata agli studenti, quando sono presenti a scuola. In ogni caso, porte chise e operazioni di spoglio al via. Ovviamente questo solo, per un paio di regioni e tra queste il Piemonte. La ripresa ai seggi, l’apertura, lo spoglio e lo scrutinio, potrebbero essere descritte come questa foto di Torino. E’ Torino, ma non sembrerebbe di essere a Torino.   Alcuni partiti hanno fatto davvero un buco. Qualcuno ha perso qualche  milione di voti e un elettore, attivo e passivo, e altri “non hanno vinto loro”. Si torna. A casa. Casa-casa. Per riposare. Nel frattempo osservo i cambiamenti di una zona della nostra citta’. Si riconosce la vecchia linea ferroviaria Torino-Milano.  Da un paio di anni il treno corre sotto. Sopra dovrebbe nascere una strada, fino al Politecnico. E oltre. Ritrovo il concessionario, ma “Dodo’” , con la sua uno, non arriva più da via Monterosa per “caricare” i colleghi senza auto   per recarsi al lavoro. Solidarietà d’altri tempi, che continuava all’uscita. Magari ti divideva una tessera, ma la persona, l’umanità, no.  La sala danze, idem c.s. La stazione ferroviaria Dora, non so più dove sia, o meglio, l’edificio. Abbattuto. Peccato. Era piccolina, ma riusciva a fare ancora il suo dovere. Al suo posto, una simil rotonda. Il nome, ma solo il nome, ricorda la rotonda di Senigallia. A proposito: come staranno dalle parti di Senigallia? Mi consolo guardando Superga, da questa stessa rotonda. Non è identica cosa pero’…Ho riconosciuto inoltre una cabina telefonica.”Marina fatti sentire“, c’era scritto e fatale fu in altre elezioni  con i  numeri da prefisso telefonico. Oggi i numeri sono 43%, il  dato affluenza alle urne in Europa, 60 % in Italia. Poi, il 40% al Pd, 4% Altra Europa…ecc.ecc. Li riguardo e torno al via. “Marina fatti sentire“. Forse Marina, ha “chiuso la porta. Della politica”. Uscendo dalla stazione DoraTorino-Ceres stazione. Ex stazione Dora Foto 26 maggio 2014. Foto Romano Borrelli , quella riferita alla Torino-Cers, l’altra, direzione Milano-Venezia, come edificio, è stato abbattuo, ho riconosciuto alcuni posti a me famigliari dove un tempo c’era il cavalcavia con la grande fabbrica, dove ora si trova un Ld e qualche altro supermercato.  Ho riconosciuto la scorciatoia che dava sul cavalcavia privata di questa. In fondo, i grattacieli, con la pubblicita’da caffe’ in cima. Oltre Mappano, Leini’. Qui, nei paraggi, molto e’mutato. Piove. il resto, tutto scivolato via. Come nulla fosse stato. Abituati a spettacoli teatrali, dove la fantasia eclissa i fatti.

Per la cronaca, Chiamparino “esagerato” trionfa in Piemonte. Solo ieri, sabaudamente, si scherniva dicendo “esageruma nen”.

Una giornata “all’insegna del femminile”

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Donna americana in ascolto. Al Teatro Regio di Torino

Tutto al femminile. Dopo i bellissimi racconti  e stupendi personaggi femminili che ci hanno regalato i  racconti di Sara Rattaro, Alice Corsi, la Lettera di una sconosciuta e la Mite del grande Dostoevskij, prosegue la strada “all’insegna del femminile”. In una piazza Castello aperta a numerose sensibilità, vi è anche chi, in religioso silenzio ascolta  musica proveniente da sotto il porticato. Una sorta di  “pronao” al Teatro Regio. Dal New York Times, applausi al Teatro Regio. Ma anche fuori, dal teatro Regio, come questa donna americana che si trova a gustare della buona musica.  Di tanto in tanto, al tempo giusto, con un po’ di fortuna,  una musica  “avvolge” il passante come un nastro al suo lento incedere. E’ una esperienza stupenda. Musica classica. A tratti pare di essere a Parigi, in metropolitana. Di tanto in tanto ci si imbatte in turisti che ascoltano e ammirano la nostra stupenda piazza. In maggior parte, donne. Forse, una sensibilità diversa. Occhi fissi e attenti. Orecchie aperte e sorriso. Pensieri che volano. In attesa. Che la musica continui. Una giornata al femminile. Anche una studentessa, felice e contenta per aver “vinto con un manifesto contro l’alcool”. Un bel manifesto. Davvero. Meriterebbe un bel pezzo. Oltre ad aver espresso un grande talento grafico e comunicativo, lodevole è l’impegno per il tema della prevenzione. Brava. L’Asl dovrebbe tenerne conto.  Ma la strada al femminile continua. Anche “in attesa” di un caffè, quando si consuma velocemente la colazione e ti trovi a “recepire” pezzi di comunicazione “serviti” al banco, ma diretti altrove, ad altri “chi”. “Pensieri e parole”, un sottofondo di Battisti e di gente comune. La mattina, al bar. Gente divertente, pensierosa a volta “carica”. Di chi pensa al dopo “il timbro” del cartellino. Al dopo aver varcato il cancello che separa la necessità dal piacere e ci si riappropria della nostra libertà. Chi “consuma” questa libertà nello studio, chi nello shopping, chi ancora in palestra. E allora, essendo “girato” tutto al femminile, anche nel racconto, colto a pezzi, di chi “investirà” il proprio tempo libero in palestra, cerco di coglierne i motivi di una scelta per una palestra “tutta al femminile”. Incuriosito, come tutti, provo a domandare direttamente, per quale motivo.

 

“Ho scelto una palestra per sole donne, perché posso allenarmi incurante di chi mi sta intorno,  in fondo siamo tutte li per lo stesso motivo chi per dimagrire o per tonificare. In una palestra mista, la maggioranza degli attrezzi sono strutturati a prova di uomo e il più delle volte ti senti a disagio.”  Quindi comprendo che uno dei motivi nella sua scelta è dettato dalla tipologia dagli attrezzi in essa presenti.  Non hanno bisogno di “competizione”, le donne, lì. E non è scelta  neanche per socializzare. Almeno  con l’altro genere. Quindi, solo una scelta mirata. Per meglio concentrarsi. Su quanto si fa. Provo ancora a chiedere la dimensione della palestra.
“È piccolina come palestra, il che la rende un luogo abitato, quasi come se fossimo tutte di famiglia; è un bell’ambiente sereno e spesso divertente. Inoltre all’interno della palestra si trova anche un asilo nido, baby parking e dei corsi adatti anche ai bambini come Hip Hop, Danza…il sabato affittano persino per feste di compleanno. Decisamente, questa palestra racchiude le esigenze di tutti senza rinunciare a nulla. ” Questa la trovo davvero una risposta interessante. Mi fa pensare ad una sorta di……paese scandinavo, dove lo Stato “ci pensa”. Questo tema dell’asilo nido è davvero interessante. Molto. Pensare che la neo mamma possa fare un po’ di palestra con il bimbo vicino…Elemento che rientra nel pomeriggio quando le chiacchiere diventano accenni “politici”. Provo ancora a chiedere da quanto tempo è iscritta e se hanno un istruttore.

“Anche se da poco che frequento questa palestra, posso dire di essermi trovata bene, il personal trainer che ci segue è una donna qualificata e competente, va su appuntamento per potersi dedicare ad un gruppetto di massimo 5/6 persone e seguirle a pieno. Questo denota grande serietà, inoltre a seconda delle esigenze e di eventuali problemi fisici,  preferisce farci lavorare con la ginnastica a corpo libero (addominali, esercizi per gambe e braccia ecc…), piuttosto che con l’ausilio dei macchinari (vengono utilizzati anche quelli, ma non come in una palestra qualsiasi “.

Il caffè, che da espresso, è diventato un pochino lungo, termina con la curiosità che manifesterebbero i lettori, anche se, non è intento fare della pubblicità. Dove e come si chiama, naturalmente. Via Oulx, “La casa del fitness”.

La giornata al femminile termina con un atto di devozione. Una donna raccoglie alcuni petali, bellissimi, depositati dal vento su un “francobollo” di prato antistante una scuola. Lì, nei pressi, vicino al Cottolengo, tra due ali e all’incrocio con due vie, esiste una madonnina. Devozione popolare. La mano gentile di quella donna, posa quei petali con tanta devozione e mani giunte. Tra tanta polvere, “crescono” fiori. Offerti ad una Donna. Una Mamma. Madre di Uomo.

Ps. Fuori dall’Italia, è una “settimana” all’insegna del femminile. Due donne candidate sindaco nella Ville Lumiere. Una sfida tutta al femminile.  “La forza di una donna”. Pare il titolo di un libro. E difatti lo è. (Patrizia Berti).Come sosteneva in un saggio il sociologo francese Alain Touraine, “Il mondo è delle donne”.

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Madonnina nei pressi del Cottolengo. A Torino

 

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Volano gli stracci 2

DSC00283DSC00376Ieri, in ogni dove si parlava e si predicava di pettegolezzi, reali e sui social, di calunnie  e tradimento…dai giornali, alla televisione, in Chiesa….e dalla balconata “della Chiesa” … e anche la la bilancia  faceva per benino la sua “bella figura” e poco magra, di traditrice allo sbaraglio.  E bella figura, diciamoci la verità, la fa sempre. Soprattutto quando “arrotonda” cifre e forme. E lo sa fare, con classe………..Una bilancia bugiarda, che riesce a “regalare” la bellezza di una decina di kilogrammi in più ad uno che nemmanco si pesa……così, solo a guardarla, si era già “mangiata” la fiducia  di quasi dieci chili e la “ripagava” anche male. Ma si, sa, è Carnevale, e siamo in tempo di “bugie” o “chiacchiere”, il che va bene ugualmente. Se sono dolci, la bilancia poi, ha le sue ragione nel “vendercele”. Le bugie. Va bene che e’ un tipo di quelle  gratuite, la bilancia, tipo Asl, bilance ospedaliere o da medico di famiglia ( o della mutua) dove non esiste la fessura per i dieci centesimi…pero’…….Così, dal messaggio telefonico, poco “smart”, per nulla phone,  del tipo “siamo con te”,  apprendiamo che si è certificata una ennesima forma di tradimento al Presidente. Ad uno, non quello del Colle. Tre dimissioni per due. In pochissimo tempo. Una “pesca” che non avremmo pensato e un giro di consultazioni che avremmo voluto diverso. Di gruppo, anzi, di gruppi, parlamentari. Forse avremmo evitato di vedere il peggio. Lavoro. “Notevole”.  Pero’ effettivamente, notevole, il suo lavoro, del governo uscente, non è poi stato mica tanto. Notevole. E quindi, il correntino, ne aveva ragione, a chiederne la cancellazione di quel termine dal documento presentato in direzione. Del partito. Il correntone, invece, è riuscito a riportare indietro il tempo e riabilitare chi era uscito di scena. Colpo di scena. Anzi, solo un colpo. Per noi elettori. In tempo di Carnevale, vale tutto. O quasi. Staremo a vedere.

Alcuni lettori del blog mi hanno chiesto cosa vedevo in quell’opera “d’arte” esposta su di un albero. Domandare e’lecito, la risposta doverosa. Cosa ci vedo? Da quando la vedo? Non so, esattamente. Volano gli stracci. Un retropensiero politico? Considerato che a Torino abbiamo avuto grandine nel mese di luglio, forse, non sarà da molto che l’opera d’arte è “permanente” sull’albero. Mi chiedono cosa ci vedo…Alcune cose che si possono vedere………La bilancia, ad esempio, mi porta a vedere dritto al cuore delle persone, di alcune persone, di alcune sofferenze, patologie. Che non si vedono ma si sentono, in chi si riveste di quei panni, quei vestiti. E quei panni, mi portano a vedere cose più in profondità…”volano gli stracci”, quando le tensioni sono forti e diventa difficile ricomporle, in un quartiere come questo che conosce tensioni, da un po’ di tempo. Ma volano, quegli indumenti,  come volano le parole, e, dato l’insediamento della scuola Holden, qualcuno potrebbe aver pensato di fissarle meglio, su carta, su cellulosa, sugli alberi, per un giusto “ritorno” a casa. La casa sull’albero. Ma i rami di quell’albero, tesi, son simili a tante braccia, mani, che restituiscono qualcosa, che forse non ci appartiene. Il senso della “restituzione” coltivato, sviluppato, amplificato dal Serming, e non solo,  e infine, la restituzione  di molto, da parte del fiume Dora, così specchio, talvolta terrificante, ogni volta trasformiamo quel fiume in una discarica. Chissà perché, ogni volta che mi trovo a passare da qui, penso ad un passo di Genesi. Sarà stata per via dell’ora di inaugurazione della scuola  Holden? O forse qualcosa di più profondo? Di certo questo, resterà nell’alveo personale.

In ogni caso, per coloro che hanno chiesto, questi sono solo miei pensieri…Potrebbe essere così, o forse no.

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Votazioni sotto la neve. A Torino

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Seggi aperti alle otto. Il primo. Dopo aver fatto una veloce ricognizione in altre sezioni. La neve accompagnerà le operazioni di voto.  Alcuni già pronti, certificato e documento di identità in  una mano, ombrello nell’altra, appena fuori dalla porta di una scuola. Giornali sotto il braccio. Tutto regolare nell’allestimento dei seggi. Niente cellulare, durante il voto. Al voto d’inverno, per la prima volta nella storia della Repubblica, votazioni in pieno inverno.  Finalmente porte aperte e seggi aperti. In attesa di aprire le urne, domani, lunedi, alle quindici.

Giornata di lavoro, insomma, non solo per presidenti di seggio e scrutatori e rappresentanti di lista, ma anche per gli “spargisale”.

Ieri, la disperazione di molti, senza lavoro, ad offrirsi nelle varie sezioni per un posto da scrutatore. Amarezza. Tanta, in questa domenica di fine febbraio.

Librerie aperte, prima e dopo le elezioni. Giornata elettorale e anche di lettura. Non esiste solo lo spread sostiene Marco Revelli, e difatti vi è anche la cultura. Le occasioni per aprire la mente sono tante. Leggere bene, come afferma Bajani porta anche ad eleggere bene.

Mi interessa, me ne accolgo, mi responsabilizzo, sulla scorta di quanto accaduto in questi ultimi anni. Affinchè non accada mai piu, posso fare qualcosa. Col mio voto. Con la mia testa.