Archivi tag: Edoardo Bennato

“W la mamma”

Il tempo trascorre via velocemente e congiuntamente le occasioni per scrivere e ricordare nomi, date, eventi, fatti, storici, personali. Il 1978, Peppino Impastato, i 100 passi, la radio e il dissenso,  Aldo Moro, Roma, via della Camilluccia,  via Fani prima e via Caetani poi, il compromesso, altro decennio,  il Salone del libro, giunto anch’esso nei trenta, vestito di nuovi colori, e condito da polemiche, e via con gli anni, lo stadio San Siro e 80 mila posti vuoti, tranne che due solitari cuori spettatori  e l’amore sugli spalti, col grido di nessuno a nessun goal, un gazometro, forse due, Genova e soprattutto una canzone, di quelle che difficilmente si dimenticano: “w la mamma, di Bennato. Una canzone anni ’50, con una gonna un pochino lunga e Angeli che ballano il rock, una macchina, l’autostrada, l’autogrill, il mare e le cittadine romagnole che lasciano il posto a quelle marchigiane e poi abruzzesi fino al termine dell’Italia. Punto e a Capo. Anzi, nel Capo leccesi,  e a far compagnia, la canzone e la mamma. Col papà,  naturalmente. Quadro molto “Stanza del figlio” in cui tutti cantano aprendosi al futuro. Sarà  il motivo o il periodo, quella canzone è  sempre attuale, così come la mamma che come caspita faccia è  ancora un mistero a tenere insieme lavoro, spesa, casa, tabelline, vestiti, pappe ecc ecc. La giornata di oggi possiede il gusto di tanti sapori, profumi di ogni tipo e presenza sempre costante. Bhe, allora, tanti auguri, alla mamma e a tutte le mamme. Il tempo di prendete tra le mani la chitarra e…W la mamma.

W la mamma

Foto Borrelli Romano.Torino. pasticc SidaIl giornale, nelle pagine di cronaca cittadina dice che in una scuola di Torino non si festeggera’ la mamma. E allora a furia di stringere tutto  non festeggeremo piu’ nulla!!Pazzesco. E allora …”fatti mandare dalla mamma…”? Intanto la musica di Bennato si spande nelle case e lungo le strade della nostra citta’. “W la mamma” affezionata a quella gonna un po’ lunga…Chissa’, forse una allegra canzone del 1989 quando i registratori occupavano una buona trentina di centimetri di lunghezza e una quindicina di altezza. In macchina, in cucina, in giro. …tutti ad ascoltare w la mamma. Come fosse ieri. Ragazze pettinate come lei. Ma poi, come? Col cerchietto? Si dai sono bellissime le ragazze col cerchietto. “W la mamma”,  in coppia qualche tempo dopo con “madre dolcissima” di Zucchero. Non so, ma i ricordi dei suoni, delle parole, riportano alla memoria anche gusti, odori, colori, cibo, tempi, mare, autostrada, fiori e molto altro ancora. La sera, appena terminata cena, lei, la mamma, era alla ricerca dei gettoni con due righe da una parte e una dall’altra. Li sopra, sul tavolo,  stazionavano tutta la notte fino al mattino successivo (o notte allungata). Sai, il suo primo turno, la fabbrica, la linea di montaggio, i suoi ritmi e le brevi pause. Il turno dalle 6 alle 14….un gettone da usare per le 7: “sei sveglio? Non tardare a scuola. Mi raccomando”. Il secondo gettone per le 13: “In frigo trovi….l’ho cucinata alle 4, prima di scendere, appena alzata”. Non aggiungo altro, tranne “w la mamma”….e….grazie-grazie-grazie. Dimenticavo. I pasticcini della Sida li ho comprati. Ecco i fioriFoto, Borrelli Romano..