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Maturita’: confine tra spensieratezza e responsabilita’

Torino 22 6 2016.foto Borrelli RomanoDavanti all’attraversamento di corso Principe Oddone (circoscrizione 7)il semaforo scandisce nitidamente i suoi tre colori. In attesa che scatti il verde , che non e’ un “indizio ministeriale” sulle tracce, l’effetto (“siamo tutti politologi” )trascinamento elezioni amministrative mi porta a pensare, (osservando questo posto) a come era e come e’,  ora che si, effettivamente il ‘900 si e’ concluso domenica alle 23, a seggi chiusi e urne aperte. 16 anni dopo l’effettiva conclusione, e in un altro Giubileo. Altra era.  Il trincerone della ferrovia “confine” tra circoscrizioni. La memoria, l’unico luogo in cui le cose si ripetono. Qualcuno ha scritto che il tetmine del 900 sia arrivato 5 anni prima di quanto previsto dal partito guida della nostra citta’. A scuola, in attesa, tra una parola e l’altra, tra lo snocciolare dati e attribuire colpe e responsabilita’ (e perche’ no, irresponsabilita’) ho pensato che le cadute abbiano un’origine temporale precisa, sfuggita a tanti. Una notte d’inverno, gennaio 2011, quando il popolo dei lavoratori davanti Mirafiori venne lasciato in solitudine a decidere di se stesso mediante un referendum. Poteva essere lasciato solo chi non aveva (e non ha ) “dineros ” per mangiare abbracciando invece “il capitale”? No, non stavo pensando a Marx. Pensavo che l’abbandono delle periferie  (descritto in questi giorni, cosi come il tram tre che ciondola da piazza Hermada alle Vallette), abbia origine in quella notte figlia di un’altra notte di fine anni ’90, con leggi annesse alle leggi interinali e liberalizzazioni varie. Periferie abbandonate, solitudine del cittadino, pensioni da fame, case o meglio patrimonio immobiliare lasciato sfitto in attesa di tempi migliori per vendere (o svendere)costruito anche con indebitamento pre -olimpiadi, e triste storia nel venirlo a sapere da quotidiani di informazione, e occupazioni varie senza tenere conto di integrazione diffusa, etnie, ricollocazione, dignita’,  di pensioni da fame e  fine degli ammortizzatori sociali (cassa, mobilita’ e anticamera del licenziamento) in una citta’ che si converte dalla manifattura alla cultura, al terziario. Le politiche, non i politici sono da moduficare.Le politiche: ma come si fa a proprre un’uscita anticipata dal lavoro ad una persona di 60 anni dopo una vita alla catena di montaggio ( un mutuo tetminato per una cada lasciata al figlio disiccupato e referendum Mirafiori si/no alle spalle?). In una Torino ancora…operaia, accendendo un mutuo… a Torino, una citta’ di neanche 900 mila abitanti e di questi 100 mila universitari. Una stanza, un posto letto? Quanto fa?250 euro?Un posto letto?Scherziamo?Ma quando un padre di famiglia con pensione o stipendio ne tira fuori 250 con che cosa vivono ora i due nuovi nuclei? Ma l’istruzione non e’ garantita? Ma dove e’ sta benedetta classe media?Con lo spacchettamento poi del wrlfar: tagli da “su” tagli dal centro, tagli dalle petiferie. Comunicazione: dove fare volantinaggio quando le fabbriche hanno chiuso i battenti per collocarsi altrove? All’uscita dai call center dove fioriscono laureati (quando non escono dall’Italia) a 600 euro al mese spalmati su turni impensabile, cuffie alle orecchie? I circoli o le sezioni poi, che mancano. Italia non ti riconosco, scrive Revelli. Renzi ora  dice di voler ascoltare la gente, bisogna, ma non era lui che “escludeva” col suo “sistema” partiti, sindacati e associazioni varie rivolgendosi direttamente? Bastava partecipare ad un collegio docenti: come si fa a proporre un bonus di 500 euro per alcuni escludendone altri nella stessa comunita’ che si chiama scuola? Ah, con contratto fermo da?8 anni? Il tutto, in un periodo in cui non si puo’ dire nulla perche’ tutti si arrogano patenti varie, mi ha fatto dimenticare la bellezza della giornata odierna: la maturita’, la notte prima degli esami. Il “confine” tra l’eta’della spensieratezza e quella adulta. Pensando al domani. Pensando alle elezioni, di ieri e quelle che verranno. Di quelle del 1946. Della partecipazione, delle donne. E Torino 22 6 2016 foto Borrelli RomanoQualcuno sostiene che ora “sara’ tutta un’altra musica”. Non so. Il popolo e’ sovrano e sceglie.

Foto Album Festa della Donna Torino 2009

Foto album della festa della Donna: 8 marzo 2009 a Torino. Ho scelto una foto da presentare nel Blog: quella dell’aumento dell’età pensionabile a 65 anni, le altre sono molto belle e significative ugualmente.

Torino: Festa della Donna 8 Marzo 2009
Torino: Festa della Donna 8 Marzo 2009

p.s.

Ieri, 9 marzo 2009, il Blog ha ottenuto due piccoli record: 404 Visitatori e superato le 10.000 visite totali.

Andiamo avanti, insieme!

Il PRC di Torino aderisce alla manifestazione contro la violenza sulle donne

Riceviamo e Pubblichiamo:

Il PRC di Torino aderisce alla manifestazione contro la violenza sulle donne indetta per sabato 7 marzo 2009.

La nostra adesione vuole essere un segno di sostegno e condivisione per la causa a favore dell’emancipazione e della dignità di tutti gli esseri umani, consapevoli che è necessario partire da coloro, come le donne, che sono tra le prime vittime del patriarcato diffuso e imperante nelle società liberiste occidentali, responsabili della reificazione dei rapporti umani, della concorrenza spietata, del dominio del più forte sul più debole: logiche che oggi mostrano il loro volto peggiore perché messe alle strette dalla crisi del sistema che le ha generate, producendo l’attuale e inaccettabile deriva reazionaria e razzista.

La Segreteria PRC di Torino

Domani niente scuola: Andrea Bajani

E’ mia intenzione continuare ad informarmi sulla situazione di questo periodo, sulla crisi economica e le possibilità di superarle.

Ma, sotto quel libro ve ne erano altri due: di Andrea Bajani.

Uno sulle tipologie contrattuali, uno sulla delocalizzazione. Quest’ultimo, “Se consideri le colpe“, ambientato in Romania, (un protagonista: “sulle tracce di una madre sempre in fuga”), mi è rimasto particolarmente impresso. Sarà stato per via di un incontro, dove ricordo anche Giorgio Airaudo (esponente torinese Fiom) e Luciano Gallino (sociologo).
Un incontro illuminante, che mi aveva dato la possibilità di capire meglio le ragioni della delocalizzazione (ovvero, come le imprese scegliessero, per trasferire la produzione, paesi dove il costo del lavoro è minore che in Italia).

Ricordo ancora di aver scambiato qualche opinione con lui e di aver ricevuto copia del suo libro con autografo, “per Romano, questo viaggio ad est“.

L’altro suo libro, di cui parlerò in seguito è “Domani niente scuola“, un viaggio per l’Europa, dove l’autore è ostaggio di 150 “scalmanati” per circa un mese.

Se consideri le colpe di Andrea Bajani domani-niente-scuola

Sono due libri che fanno capire molte cose sullo stato attuale dell’economia; penso valga la pena leggerli, così come vale la pena riflettere sulla condizione femminile nell’epoca attuale.
(Non dimentichiamo cosa intende fare il ministro Brunetta per alleviare la condizione femminile in Italia: aumentare l’età pensionabile da 60 anni a 65 anni).