Archivi tag: domenica delle Palme

Palme tra le “palme” e vita agli Ulivi Salentini

Foto, Borrelli Romano. Ulivi, SalentoAvremo Palme tra le mani da consegnare e donare ad amici e parenti. Mani piene e piene mani e palme delle mani aperte, strette di mano in segno di pace che non saranno mai abbastanza perché avremmo dimenticato sempre qualcuno con cui vederci, sentirci, riconciliarci. Palme.Foto Romano Borrelli.marzo 2015Sappiamo sempre come fare per essere in deficit di pace, interiore. Felicità a metà, tirocinio quasi ultimato e relazioni da scrivere. Ma la felicità non può essere per intera e goduta fino in fondo, nonostante questo viaggio, questo percorso, pare non abbia mai termine. Eppure, l’ arrivo, senza scorciatoie, è li, a due passi dall’arrivo. Passaggi, di funzioni.Ad ore alterne, nella stessa scuola. Passaggi, Biennale Democrazia, viaggi. L’infinito viaggiare, ma non e’ il libro, suo, estivo, mio, loro, della maturita’, ma e’ Claudio Magris, con un “passaggio” tra i Passaggi d’apertura. Torniamo ai nostri, al mio, di passaggio. Il processo Di Bologna, senza fasce. Quali nubi oltre le nubi, oltre la pioggia si addensano nel cielo? Lentamente ci avviciniamo alla domenica delle Palme. Le palme mi riportano laggiù, in Salento. Il trenino, la Sud Est, l’immensa distesa di ulivi tra Santa Maria di Leuca, Otranto, Gallipoli…”Vivi, vivi…” grida un mercatale a Porta Palazzo, mercato torinese (dove da sempre e’ terra di Passaggi) volendo dire “olive, olive”, e io recepisco e rilancio:” vivi, vivi, gli olivi”. Un ritorno, per un girotondo, intorno agli alberi e poi un altro, intorno a quel palazzo che già troppo ha preso, violentemente, but, Not in my name. “Xylella” o sputacchina, e politica insieme.Quel palazzo non si prenderà anche il Salento e i suoi alberi, i nostri alberi. Not in my name Quando di qui a poco avremo le palme tra le palme, ricordiamoci del Salento. Alziamoci in piedi e scuotiamole, in un grido all’unisono. Centinaia di anni, di storie, di lavoro, di sudore, di fatiche non devono morire per i capricci di qualcuno. Avro’ le palme tra le mani e il Salento nel cuore, ma non avro’ pace in quello fino a quando la politica, o i burocrati del Nord Europa non si arresteranno davanti alle loro….politiche.

Not in my name.

ps. Ancora un passaggio nel mio passaggio: i mondimdi Primo Levi con la classe.Foto Borrelli.Romano.Torino. i mondi di Primo LeviI mondi di Primo.Levi.foto Borrelli Romano

Salento… miracoloso

Torre Lapillo, Torre Chianca, 10 agosto 2014. Foto, Romano BorrelliTorre Lapillo, Lecce. Salento. Estate 2014. Foto, Romano BorrelliIn attesa della luna  e della connessione migliore … la condivisione di un cammino…sull’acqua. Al mattino, ad ombrelloni ancora chiusi, giochi di luce ed ombre, su di una spiaggia che, vellutata è dire davvero poco.  Con il passare delle ore, il manto sabbioso si appresta a diventare sala lettura, con libri e giornali aperti  su ogni centimetro disponibile. Luogo di cultura e piazza, stile bar sport. Ombrelloni adagiati che lentamente si aprono cosi come i legittimi proprietari. Sul fare della sera, poi, l’apoteosi. Lidi che si trasformano in discoteche, e mare trasformato in pista da ballo, e nello stesso tempo, bar dove sorseggiare un aperitivo.Torre Lapillo, Lecce. Salento. 9 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli (3) Il luogo, oltre ad avere connotati paradisiaci è connotato anche dal carattere della democraticità, dove non si nega un bagno neanche ad un cane. Le alternative alla mobilità e agli sport, non si fanno mancare.  Alcuni cercano di emulare Brumotti. Difficile ma non impossibile. E anche per chi risente della crisi economica che morde continuamente, un posto in prima fila non lo si nega di certo. La vita in tenda, è davvero interessante. Qualche ora in tenda per potersi assicurarsi  l’alba,  la luce, il tramonto, ne valgono davvero la pena.  Le spiagge poi, sono ben tenute. Una radio rimanda l’eco di “Baby I don’t know, just i love you so”.Torre Lapillo, Lecce. Salento.  9 agosto 2014. Foto Romano BorrelliTorre Chianca, Torre Lapillo, Lecce. 10 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli Torre Chianca, Torre Lapillo, Lecce. 10 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli (2)Torre Lapillo, Torre Chianca. 10 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli (3)Torre Lapillo, Torre Chianca. 10 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli (2)Torre Lapillo. 10 agosto 2014. Foto, Romano BorrelliTorre Lapillo, Lecce. Salento. 9 agosto 2014. Foto, Romano BorrelliTorre Lapillo, Torre Chianca. 10 Agosto 2014. Foto, Romano BorrelliTorre Lapillo, Torre Chianca. Lido Belvedere. 10 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli E’ giunta l’ora del…pasticciotto.20140811_113109Torre Lapillo, Lecce. Salento. 9 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli (2)20140811_11360820140811_174216Colgo l’occasione per documentare un albero di ulivo. Purtoppo, in alcune zone,non godono di ottima salute. Un virus, da un nome particolare, “xyilella”, sta causando seri problemi all’ agricoltura. Si parla di abbattimento, per alcuni alberi, ripeto, in alcune zone, e di “zone cuscinetto” per evitare il contagio tra un albero e l’altro. Ampie discussioni, e competenze articolate, fra Europa, Regione e Italia. Speriamo almeno che si possa porre termine al contagio. In ogni caso, l’ulivo resta sempre  simbolo di offerta di  pace. Ramoscello di ulivo, la domenica delle Palme. “La pace sia con voi”. Forse bisognerebbe davvero averne di più, di questi ulivi, in buona salute. La terra è rossa. Salento. Terra rossa. Foto, Romano BorrelliDura, compatta. Arida ma mai avida. Sempre generosa e accogliente. Anche dopo lunghe assenze. Di piogge, di acqua, di passaggi umani.  Una terra che non tradisce mai. Accogliente. Il vento poi rende il quadro meraviglioso. Di tanto in tanto, su questi alberi, pettinati come bambole, una bottiglia posta su qualche ramo, gli dona un aspetto diverso. Una cornice, un’aggiunta. Una sorta di colore, anche senza il bisogno.Un ferma capelli. Un fermaglio. Un segnalibro. Suggeriscono qualcosa. Forse il passaggio di qualcuno. Chissà. Forse una medicina. Osservi i giri sui tronchi, il passare degli anni. La saggezza. Quando il tempo del raccolto sarà arrivato, il tempo si manifesterà con la sua mitezza. Le giornate autunnali, quando dopo una giornata di lavoro o di aule universitarie si ha ancora voglia, prima di rimettersi in macchina verso il focolare domestico, di lasciarsi sanare dagli ultimi raggi di sole, a ricordo di un’estate, andata. Un colpo di vento, d’aria. Una carezza, mancata e che arriva con l’immaginazione. Forse un po’ di nostalgia, per l’estate20140813_193521. Forse. O forse il “Niente”, come recita una di quelle T-Shirt così in voga quest’anno. Niente. N iente emozioni, come invece alcuni filosofi sostengono, per barcamenarsi qua e là nei viaggiare in qualche treno della vergogna.Mentre in questa terra gentile e sabbia vellutata si disegnano strade, cuori, vite. Estate.20140813_10342220140813_192218. Zero ricordi per al tri. Simone Weil affermava che solo con la sofferenza ci si avviava nella conoscenza. Vero.20140811_174407 Pianta di ulivo.

Il tramonto in una tazza…

DSC00679
Scritta murale, in via Botero, Torino

Domenica delle Palme. Rami di olivo, distensione, pace. Così dovrebbe essere. E così è stato. A Maria Ausiliatrice. Torino. Basilica stracolma. Fuori, e dentro.  Navata centrale e laterali. In una di queste, in qualche banco piu’ avanti del mio,  una coppia di mezza età, o forse più, al momento dello scambio del segno della pace, protendono le loro mani in avanti, verso quelle di una giovane donna. I loro occhi, intuisco, si riconoscono, prima di scambiarsi il gesto della pace. Le braccia si allargano. Le bocche incapaci di parlare. Ma, sono cuori che parlano e occhi che proferiscono il loro linguaggio. Quello dell’umor acqueo. Di li a poco, si sciolgono in un abbraccio e in un pianto liberatorio. Un uomo, una donna, una ragazza, o giovane donna. Ho notato che si son riconosciuti nel momento esatto dello scambio della pace. Forse ad analizzare attentamente quell’abbraccio,  si intuiva che erano anni che non si vedevano. Un abbraccio interminabile. Occhi puntati. Verso di loro. Finalmente, una cosa che non fosse costruita. In un momento particolare. In una Basilica unica, luogo dove, probabilmente, avevano mosso i primi passi. Come quella bambina, dagli occhietti a mandorla, lasciata correre, in questa casa dove si “studia a farsi  amare.” Una bimba, che corre, braccine aperte, a simulare l’arrivo di un aereo. Anni che passano e anni racchiusi nell’istante della Pace. Un abbraccio che scioglie.  Anche se forse, tra di loro, come per tutti i presenti, non ve ne era bisogno. Tra  loro, sicuramente, nessun antefatto. Mai. In quel momento, corpi che contenevano corpi, rami di olivo tra le mani, e anni passati, condensati in un lunghissimo abbraccio. Interminabile. Commovente. In lontananza ho notato le loro lacrime. Forse, quelle della ragazza, o signora, condensavano parti di tramonto, o chissà. E chissà. Come che sia, è stato davvero bellissimo, commovente, suggestivo, quell’incontro, quell’abbraccio, visto in lontananza. In quel momento. Avrei voluto fermare il tempo. La bimba continua a correre, donando gioia e felicità. Vita. Tutto stupendo.  Sono “fermo immagine” di un’Italia intera, di treni in lungo e largo, e tantissimo altro,  che uno vorrebbe tenere e raccontare a se stesso, per sempre.

 

DSC00681
Scritta murale, in via Botero, a Torino

Per il resto, che dire? Qualcuno ha chiesto, ha domandato, in un post. Tutti domandiamo. Ma le risposte, non sempre arrivano.E non necessariamente si devono fornire.  Perché il libro? Si viaggia, si segue il cuore. E cuore dovrebbe incontrare altro cuore. E forse dovrebbe essere così. E così lo è e lo sarà-  Sicuramente. Sarà strada facendo poi, che le gocce di tramonto raccolte nella tazza, possono versarsi, e macchiare “qualche strada”, una via, come questa, tutta torinese, in via Botero, o ancora, una piazza, oppure,  traboccare in qualche cuore. Eallora, l’ apoteosi. E se non cadono in qualche cuore? Quando cadono, insieme alla tazza, ci si prova, a raccogliere i cocci. Alcune volte funziona, altre no. Lo si racconta, con centinaia e centinaia di letterine, con biglietti, di sola andata, sopra l’albero, con biglietti recapitati e altri no. Altre volte succede anche che dalla tazza, il tramonto, lentamente rifluisca, perche’ non colto, nonostante tutto. A volte capita anche questo. Come ci racconta qualcuno per la strada. E seguire il cuore, diventa poi un’impresa.

Sulla strada……….granelli di sabbia, pagine di libro che faceva il paio con un altro. Il rumore del mare…sulla strada…DSC00675