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Polo del ‘900

3 6 2016.Torino.Polo 900.Borrelli Romano fotoLa meta erano alcune librerie. E cosi e’ stato. Ma a meta’ della meta “un quarto stato delle donne” stava per essere ultimato. Polo 900.Torino.foto Romano Borrelli.3 6 2016E siccome e’ piu’ facile guardare che inventare…mi son fermato e ne ho atteso il termine. Ragazze e ragazzi muniti di pennelli, colori e…tanta voglia di fare bene.Torino c.so Valdocco foto Borrelli Romano

Il Quarto Stato con sole donne che avanzano. Una rappresentazione cominciata ieri, 2 giugno, sotto i portici degli ex Quartieri Militari (San Daniele) di “Juvarriana” memoria e mano. A cavallo tra corso Valdocco e corso Palestro studentesse e studenti del terzo anno del corso di Pittura dell’ Accademia Albertina”rivisirano” il ” Quarto Stato”popolato da sole donne.  E’ bello vederli lavorare proprio dove c’era una scuola professionale, dove le bacheche non erano quelle di facebook ma di vetro dove militanti, appassionati, operai probabilmente del giornale a due passi da qui, esponevano per una lettura attenta e commentata di torinesi e non degli anni ’70-’80. E cosi’leggevano, cosi commentavano e “cosi….ridevano” (chi si ricorda il film? Una visione nel cinema di piazza Sabotino). La storia rappresentata nel quadro che vede protagonisti non solo uomini ma donne. Anzi. Solo donne. Come queste rappresentate in questo Quarto Stato. La rappresentazione di 70 anni di storia a partire dalla conquista del voto.

(Iniziativa Spazio Atelier. L’arte della democrazia).

Ottobre

Torino, mercato di Corso Palestro. Foto, Romano BorrelliMi piace molto attraversare un pezzo di umanità percorrendo uno dei mercati di Torino, prima di recarmi al lavoro. Saranno pochi, tanti, giusti, settimanali, banchi quotidiani, pomeridiani, per un giorno, chi lo sa. Se ne parla, se ne discute e nel mercato si discute.  In comune,Comune di Torino, foto, Romano Borrelli spesso non di comune accordo. Soprattutto di “mercato”.  “Grida” appena sussurrate e raggi di sole mattutini che incendiano focolari domestici gia’ scaldati da un caffè o una scodella di latte. Quanto è diverso questo mercato da quell’altro. Di un ottobre fa.

Calpestare foglie gialle che cadono ormai da un pezzo. Secche, umide, venate, istoriate. Foglie. Povere foglie gialleFoglie gialle a Torino, in corso Valdocco. Foto, Romano Borrelli, così simili a quelle di Urbino, di un ottobre fa. Profumo di caffè, un po’ amaro, di quell’ottobre fa. Un tempo si andava a scuola, ad ottobre. A ridosso del patrono, San Francesco. Era tempo di stanghette, puntini e stampini. Era il tempo di una lunghissima estate. Poi, tutto terminò.  Come in un attimo.  E’ tutto un attimo. Caos, prima della forma.  Il libro di filosofia prese il posto dell’abbecedario. Farsi largo nel vialetto di passaggio (la domenica di passeggio) ed incontrare, meglio, intercettare storie di vita diverse, sfiorandosi appena. E’ l’autogrill del corso. L’autostrada di fantasia è oltre il vialetto. Strade opposte. Inizio di ottobre. Ottobre, si sa, è il mese della Rivoluzione. E delle Rivoluzioni.

La ricerca di un posto è ardua. Fa pensare ai posti di mare, ad una certa ora. Una macchina si è appena posteggiata. Una lei scende dall’auto, tirandosi  sul capo, oltre la frangettina nera, occhiali da sole. Si ferma, per   godersi questi ultimi scampoli di sole. E forse di libertà. Una scena ripetuta, chissà quante volte. Università, treno, macchina, casa. I corsi, universitari, stanno per cominciare. Il lavoro è terminato, i soldi risparmiati, messi via centellinando ogni spesa. La prima rata dell’università è alle porte. Porta le sue  mani sul viso e pensieri  colano come lacrime che portano distanti, chi li pensa e chi la osserva. Come tanti occhi che si incrociano, al mercato. A che serve se tanto ognuno se ne va per la propria strada?

Castagne in caduta libera segnalato da un cartello stradale. Come i pensieri, nei pressi della macchina. La natura si ripete. Dove e’l’estate che doveva arrivare cavalcando? Non e’cosa nuova che non possa esser vecchia e non e’ cosa vecchia che non sii stata nova….. Incrocio un gruppo. Mi domanda la strada più breve per la Mole Antonelliana, il museo del Cinema. Le risposte sono sicure e precise. Ne approfittano e continuano a pormi domande come un distributore di bevande. Il Bicerin, la gelateria Talmone, piazza Castello. 20140911_092054Quando le domande sembravano terminate, ancora una richiesta: l’hotel Roma.20140822_194815 La stanza di Pavese…Nei miei pensieri si fa largo un ricordo…Vieni estate, cavalcando…L’estate ci vendemmia…

La mia Torino…altra visuale. Continua.

DSC00719Le sorprese, a Torino, non terminano mai.  Passeggiando tra quella che è una zona di mercato (corso Palestro)  e l”Istituto Storico della Resistenza (corso Valdocco) si possono ammirare  palazzi e balconi incorniciati e sormontati o da una pittura o da una ceramica.

In  via Corte d’Appello alzando gli occhi al cielo si puo’ notare una ceramica seriale del ‘900 (a destra).

Mentre tra via della Consolata e corso Valdocco ti ritrovi una Madonna con Bambino e i santi Rocco e Teresa d’Avila  riconducibile al pittore Enrico Reffo religioso e pittore italianoNato a Torino nel 1831 e morto nella stessa città nel 1917. Ha diretto una scuola di scultura nel collegio Artigianelli a Torino.  Quando ci si passa sotto, si sente profumo di “Francia”, Montpellier, la cittadina dove è nato il santo (1346). E tutto cio’ apporta una voglia di ripassare storia medioevale.

Montpellier. Una cittadina giovane, situata  nel sud della Francia,  con una bellissima piazza dove seduti si puo’ gustare una buona cena e ascoltare dell’ottima musica. Di tanto in tanto si sente sferragliare uno di quei maxi tram che circolano per Torino, ma l’aspetto della cittadina è da mare. E chissà perché inerpicandosi un pochino pare davvero di vedere le lampare.  La sua stazione ferroviaria ha qualcosa  di moderno. Anche i giardini antistanti la stazione non sono niente male. Davvero giovane. Una cittadina universitaria. Un incrocio tra Lione e la Spagna. Da li Barcellona non è distante. E così Lloret de Mar, la Rimini italiana, come la chiamano in molti.  Il fatto è che passando sotto questo dipinto, non è solo l’odore francese che ti paralizza. Anche quello del Salento, con le sue feste e tradizioni riservate a quel santo ogni 16 di agosto. E che feste!!! Passando da qui sotto, ricordo di profumi e cibi gustosi. Forse è per questo che ci si passa sovente. Per assaporarne i ricordi e le radici e trattenerle.DSC00716