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1 settembre

Non ho fatto molta fatica nel voltare la pagina del calendario, quella  di agosto, con le montagne, il mare   i laghi, un rosso al 15  e dare  il benvenuto a settembre, con gli studenti che entrano a scuola, banchi, libri e sulla lavagna il “benvenuti”, un giro che avrebbe potuto sintetizzarsi con “l’estate sta finendo”, cavallo di battaglia dei Righeira, canzone sempre attuale che chiude  “vamos a la playa” , canzoni utili per accompagnare controesodo e ombrelloni che si apprestano alla chiusura  sulle spiagge causa prime piogge. Sembra l’inizio di un libro di Cassola.  O “la bella estate”, cosi cominciava altra estate, su e giu con i treni. Immagini tv. Traghetti che ingoiano auto in attesa di essere trasportate dalle isole al continente, lunghi nastri d’asfalto intasati in ogni corsia e autogrill presi d’assalto, atri di stazioni ferroviarie presi d’assalto per una metropolitana d’Italia. Zaini, trolley, borsoni pieni di prodotti tipici, per prolungare psicologicamente la vacanza e lenire la malinconia. Un tempo , girando pagina, avrei rivolto anche gli auguri, di buon comeanno,  ma col tempo si sbiadiscono e restano sullo sfondo molte cose. Come è  che fa la canzone di Coez, oltre a voler andare al mare e ad essere belli i 20 euro ma anche le lire?  In ogni caso pare che siano 10 milioni gli italiani che hanno scelto settembre per le proprie vacanze. Domani fiocheranno i “Buon anno” insieme agli abbracci perché  i  lavoratori della scuola se li scambiano sempre due volte, gli auguri di buon anno: quello scolastico nuovo, e al 1 gennaio. È  il giorno della presa di servizio e domattina vedremo insieme ai primi zaini di quanti dovranno sostenere gli esami di riparazione le cartelle dei prof pronti al collegio docenti, primo impegno che davvero apre e riapre  i lavori lasciati con i sigilli sui pacchi della maturità.  E ancora,  Il tg delle 14 ci proiettera` gli operai  che col primo turno, alle 6,  hanno varcato il cancello di Mirafiori,  manifestando, alle domande del giornalista di turno, ansie, preoccupazioni, timori. Sara` un autunno caldo o tiepido? Bho, staremo a vedere. E ancora:”cosa vi aspettate?” “Piu soldi in busta paga”.

Il mio agosto si chiude con una immagine da Roma, che sintetizza il film, una locandina che resterà sui muri dei ricordi personali. La canzone di sottofondo, sicuramente, mambo salentino.

Rientri

20150830_122851La notte è “squarciata” non da lampi ma continue frenate e soste. Rumori di persone che scendono dalle auto e trolley spinti fino ai portoncini. Ricerca di chiavi riposte in qualche tasca da più  di un mese e difficili ora, da rintracciare nella tasca giusta. Gli ultimi rientri si consumano nella notte. Quanto immagginato nel sonno interrotto nel cuore della notte prende forma al mattino nelle vie adiacenti e quella sotto casa. I parcheggi auto sono tutti occupati. Un posto, neanche a pagarlo. Immagino gli arrivi, stazione dopo stazione.20150826_221146 Intanto, però, il mio sonno è stato interrotto. Oramai. Tarda ad arrivare e mi volto e rivolto nel letto. Dal letto scendo e decido di infilare ai piedi qualcosa di comodo e girare e rigirare il breve perimetro che “incornicia” il mio lettino. Chi invece arriva velocemente senza chiedere il permesso è l’inizio del “servizio” un po’ come succede nelle fresche notti di fine estate che annunciano l’arrivo dell’autunno. Una stagione “corta”, accorciata dalla luce, raccolta come i corpi che l’attraversano. Come e’ diverso dall’estate quando i corpi sudaticci e cosparsi di crema sono esposti al sole, a tempo indeterminato. Ferie quasi ultimate.Vabbe’…così sia. L’importante è essere elastico e disponibili alla vita. E poi, domani si cambia. Più disponibile di così…Decido di stare sempre nel perimetro ma all’interno del lettino. Dentro-dentro. Libro in mano, spero ritorni…la voglia di dormire. Una riga poi l’altra poi la prima prende il posto della seconda e viceversa. Nebbia.Tutto opaco. Sara’ la stanchezza. Tutto salta, tutto si confonde. Ripercorro la bella estate. Un pensiero al dottore del mare, al nostro incontro casuale, la puccia tra le sue mani e il mare di Porto Cesareo davanti ai suoi occhi e sua figlia al suo lato che saluta e un orecchio ai “ricami” di suo padre “chirurgo” in pensione e alle cicatrici…quelle sulle mie ginocchia e quelle che si eternizzano e stentano a “rimarginare”…Vacanze terminate. Ora voglio dormire le ultime ore di questa notte. Di ferie. Domani …domani…”aperti” alla vita…un “Mare” aperto e un sole caldo…Non è ancora settembre. Domani. “Augusto” come lo chiamano i signori del tempo è alle porte. O forse è già entrato.Non iporta. Domani entrerò in servizio io.Così sia.

Ps. Il tg ci fornirà i dati sui rientri e sui cancelli di Mirafiori, gli operai del primo turno ecc.ecc.

Arrivederci, Salento

20150826_115610Lecce.Il treno i.c.night proveniente da Torino, (notturno), è un pochino in ritardo: un paio di ore. Un po’ invidio chi scende, in tutti i sensi, nonostante la stanchezza e la rabbia mal celata. Più di due ore di ritardo. Motivi? “Guasto alla rete elettrica e motrice”  mi dice chi scende rabbrividendo per il caldo guardando a Sud Est. Consumo velocemente il mio pasticciotto accompagnato da un buon Quarta caffe’ e sfoglio il Quotidiano di Lecce: mi mancherete nell’ordine. Lentamente le porte della Freccia Bianca si aprono. Salgo su e ripongo dove posso trolley e zaino. La voce metallica di trenitalia snocciola tutti i dati possibili lungo i 1200 km circa che legano Capo a capo: città, stazioni, orari. Armaroli  del Tg 5 non informera’ quanta gente, sulle strade e quelle ferrate,  la coda ai caselli e i treni con tutte le sue domande a e su e come e quando,e nessuno sapra’ se ad Ancona si sorridera’ come una volta se sulla Senigallia Marotta Mondolfo pure e se a Bologna…Chissa’ perche’ torno indietro negli anni: piccolo, bambino, i miei, i nonni…Io che guardo fuori, sulle terrazze, sulle “chianche” bianche baciate dal sole, appena catramate ai lati , poco  umide o quasi mai bagnate. Fichi secchi e pomodori spaccati e panni stesi al vento. Sono una meraviglia, a pensarci. Quest’inverno apriro’ i “vasetti” e uscira’ tutto il Salento.  Sara’ la mia lampada e dentro una sorta di mago asciughera’ umor acquei. Fuori e’festa: Sant’Oronzo, il patrono di Lecce. Luminarie si o no ma che importa? Guardate la grande bellezza che avete! Tutto l’anno senza strofinare “du cazzu te vasettu cu bitite nu picca d’estate”. Da voi è sempre estate. E’ il momento dei saluti. Abbraccio forte mio padre e mia madre. Le porte del treno si chiudono.

Poi, il treno comincia a sferragliare. Lentamente. Al suo interno nessuno parla. E chi ne avrebbe voglia? Guardiamo tutti fuori, dal finestrino, come i bamnini, quasi a voler trattenere il tempo

.Tutti indietro, e indietro tutta, solo che non fa ridere e viene voglia di piangere. Penso alla bellezza dei giorni appena trascorsi. Penso a quelli passati, penso ad una sala d’aspetto vuota e una banchina altrettanto vuota. Penso al mare ai miei…un selfie, si, un selfie. 23 8 2015 Porto Cesareo, Le.foto Borrelli RomanoArrivederci, Lecce, arrivederci Salento e salentin*: Voglio ricordarvi così: belli e bellissime.Torre Lapillo, Le, 24 8 2015 Borrelli Romano