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8-8: infinito su infinito

Infinito su infinito. Così si diceva l’8-8 e in quel modo idi intendere l’8-8 del 2008,  in molte coppie,  in Cina,  finirono,  dopo un periodo di fidanzamento,  per convolare a nozze. Era l’anno delle Olimpiadi e dell’amore infinito, concesso da due numeri distesi,  che si piacciono e pronti all’amore: 2 otto…  Così era  e così piaceva. A molti. Ma l’8 agosto lo ricordo per la grande tragedia sul lavoro a Marcinelle. Correva il 1956.  Nel 2006 mi trovavo dalle parti di Bruxelles,  in un bar.  Leggevo i giornali insieme ad altri avventori e dialogando scopri`che erano stati come ogni anno,  il giorno prima,  “proprio li”,  sul luogo della “castrofa”. Comincia i a leggere,  informarmi,  vedere video e canzone “carbone” e ogni volta che posso,  in classe,  ne parlo.  Quest’anno,  alcuni maturandi,  trattando il tema sul lavoro,  il conflitto capitale-lavoro,  lo sfruttamento,  il concetto di nuovo lavoro,  encicliche sociali, globalizzazione ecc.  ecc. ne hanno ampiamente illustrato la storia nelle loro tesine. E una ha preso anche 100. E oggi, due messaggi da loro,  chi al mare e chi in cerca di lavoro:”Prof. oggi abbiamo ricordato la tragedia di Marcinelle. La catastrofa. “

Due angioletti fanno primavera

 Fra “dieci paperoni” che sguazzano tra tre milioni di “paperino”……Un dato significativo, impressionante apparso ieri su alcuni quotidiani e tratto da un dato del 2006, che non dovrebbe essersi discostato di molto, oggi,  come spiegato dall’economista di Bankitalia Giovanni D’Alessio.  Numeri che analizzano la distribuzione della ricchezza e le disuguaglianze nel nostro Paese. Un dato impressionante, che scaturisce dalla ricerca,  è sicuramente quello che fa riferimento alle famiglie operaie: “Fatta cento la media della ricchezza degli italiani, le famiglie di operai sono scese dal 60% al 45% della media nazionale”. (Riferimento “occasional paper su Ricchezza e disuguaglianza in Italia”, di Giovanni D’Alessio). Inutile dire che nonostante i dati ci narrino una situazione “devastante” per le classi medio-basse, proprio in questa fascia  si continua ostinatamente a tartassare per rimettere a posto i conti. Oltre il mantra “vendi Italia” o svendi Italia. Già una ricerca apparsa su Lavoce.info aveva messo in evidenza come in Italia chi viene da una famiglia monoreddito e rimane senza lavoro ha il 91% di possibilità di entrare a far parte della fascia “poveri”, contro il 55% degli spagnoli e il 75% dei disoccupati del Regno Unito.  A cio’ aggiungiamo 2,1 milioni di disoccupati e 2,764 milioni di inattivi, cioè scoraggiati e chi non ricerca piu’ un lavoro. E poi, i Neet, 2 milioni di ragazzi che non si formano, non studiano, non lavorano. “Fantasmi che camminano” con il paracadute sempre aperto dei genitori. Una sorta di ammortizzatore sociale. Il tutto mentre lontano dai nostri confini, in Oriente,  si profila e si “consuma” una bulimia diplomatica, al fine di attrarre capillari investimenti. In pochi mesi, un’intensa azione diplomatica, forse come mai fino ad ora viste e narrate. All’interno dei confini, intanto, la zona grigia incrementa, il precariato non vede soluzioni, gli esodati neppure.  Intanto l’ A B C della politica italiana non dice nulla, anzi, in vista delle amministrative genera  all’interno delle liste. Mi rincuorano i numerosi giardini, così curati, in giro per le nostre città. Così belli, colorati, adornati da angioletti. Che certo non mi inducono a pensare ad un altro “angelo”, quel tal Angel Gurria, segretario generale Ocse, che plaude le riforme fin qui prese, da qusto governo, in intensa attività diplomatica. Riforme che permetteranno, a suo dire, aumenti del Pil dallo 0,6% allo 0,8%.  Dati che ci riportano ad una sommatoria di politiche, poco “eleganti” che si trascinano dallo scorso governo.  La realtà, pero’, è che questo eventuale saltello, lo si compie “sulla pelle”. Dei tanti paperini, mica dei pochi Paperoni. La gente desidera incrementi, ma delle proprie buste paga. Li vuole, li reclama, ma non a discapito dei servizi essenziali, tagliati per “vincolo di bilancio”. I trasporti pubblici subiscono rincari, e come giustamente ricorda qualcuno, il costo dei biglietti sugli autobus raggiungono cifre davvero insostenibili. (due euro e cinquanta un biglietto emesso sul bus?Già un euro e cinquanta una corsa mi pare una cifra davvero esagerata).

Fiori e angioletti, rinascita della natura e profumi delicati.  Certo, non è “Il Profumo della città” che” sprigiona” in una città di mare,  al fianco di un sindaco che accoglie l’istituzione- istruzione (Gramillano, Calascibetta, Profumo) in un contesto in cui si racconta che “La comunità scolastica è di grandissimo valore, è la parte migliore del Paese”. Certamente. Ma se un profumo deve “persistere”, allora che provi a dare soluzione agli annosi problemi del precariato all’interno della scuola.  Per tornare ai giardini in giro per le città, è bellissmo notare questo passaggio, questo cambiamento, di stagione, che è anche un po’ personale .Un cambiamento che un po’ ci riporta a noi.

Felicità è anche questo, la rinascita della natura, e non tanto nel desiderare quel che si ha ma desiderare quel che si è…

due angioletti in mezzo ai fiori……..tra campi di margherite e rumore, in lontananza, di mare……..

Primavera, primavere……..