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Certe notti

Torino 22 5 2016. C.so Inghilterra.Borrelli RomanoCorso Inghilterra, a Torino si e’ rifatta il trucco. La “pancia e’ piatta” dopo 25 anni di lavoro e’ una bella signorina. Ha perso anche quella “protuberanza” che era il ponte di “Brooklyn” torinese che univa un corso, Inghilterra, ad una Piazza, XVIII dicembre tra due”seni” che erano due montagnole all’ombra delle quali i giovani innamorati ammiravano altri seni. Con la speranza, perche’ no, di affibiare qualche carezza.  Altri tempi. 21 5 2016 Torino ex Porta Susa .Borrelli RomanoLa campana di quella che un tempo fu Porta Susa a tre binari, ora tace, come un pezzo da museo, e  cosi, quei due altoparlanti che annunciavano i treni direzione Milano-Venezia (o in arrivo da li) e che ora per i tanti che osservano oltre le sterpaglie, annunciano solo ricordi. Anni ’90, qualche anno dopo le notti magiche. Quando il cielo lo lasciavamo ai passeri e noi stavamo con i piedi per terra. Erano gli anni d’oro dello zaino sempre in spalla, delle zanzare  di Ferrara, delle notti a Bologna e degli “Spari Sopra” dei concerti di Vasco a San Siro. Il treno delle 0.20 perso e la moltitudine in Centrale. Per altri erano gli annunci per  “Certe notti”…di Ligabue, e per altri ancora un fast food in attesa “di quello notturno per Parigi”. Per altri e’ l’annuncio del “pendolino” per Barcellona e per altri ancora un treno verso Milano per cambiare treno e fiondarsi a Rimini.Tanti ricordi di gente che ammira questo tratto di strada, dove un tempo c’era solo un minuscolo sottopassaggio mentre ora…un’autostrada intera che “sfreccia”  con la rossa, magari affianco alla bruna o alla biondina, senza sapere che un tempo ci si “accucciava” sulle panche dei binari tronchi. Frecce d’amore scagliate. Per correre piu’ in fretta, oggi come ieri,  incontro all’amore…

In tram con papà

Dal tram storicoTorino Porta Nuova. Foto Borrelli Romano Torino 4 4 2015.foto Borrelli Romano.tram storicouna panoramica veloce su piazza StatutoTorino 4 4 2015.piazza Statuto.foto BorrelliRomano. Con mio padre asserragliato al posto del bigliettaio immagginando, lui, i suoi anni “alla Fiat”. “La vecchina””, luogo di incontro per molti dove si era soliti comprare giornali e biglietti del tram ha lasciato il posto ad altra attivita’ gestita da Federica.Foto Borrelli Romano.Piazza Statuto.Federica Il tempo corre e scorre velocemente nonostante questo tram verde, nonostante il posto del bigliettaio, nonostante quel 7Torino tram a piazza Statuto.Foto Borrelli Romano stampigliato addosso a questo “bel carrozzone” del tempo andato. Mi manca il carrozzone e la sua musica, la sua voce, il suo incedere a volte lento altre veloce altre ancora a strappi. Comunque sia e’ da un anno che non ne ravviva il passaggio.Come che sia la vecchina non ha staccato il dovuto biglietto, Federica e’ al suo posto e con garbo e gentilezza accoglie quanti chiedono informazioni sui prodotti esposti nel duo chiosco per la felicita’e la gioia di tanti bambino.  Opto per un caffè sperando di trovare un tramonto in una tazzaTorino piazzs Statuto.foto Borrelli Romano. L’insegna sostiene che qui “creano emozioni” e le racchiudono in una tazzina. Nel loro fondo, in fonfo,  una poesia. L’arte della parola. La bellezza della parola nel suo cuore. Uno spazio temporale della durata di un battito di ciglia,  una mescolata di zucchero lunga 140 caratteri,  il tempo di un pensiero. Da blog. Da piazza a piazza.  “Basta poco per ritagliarsi un momento di poesia nella giornata. Alzo gli occhi al cielo, lo stesso cielo. Calpesto la stessa terra. E mentre le due mani intrecciate spariscono all’orizzonte in me rimane un retrogusto dolce, di qualcosa che fu, di tutto l’amore divorato, mai assaporato, ….”  Non solo Sunday Poets. Life poets. Basta poco per pensare, fare, ricordare una poesia in una tazza, in una tazzina. Sorseggio comunque il mio caffe’, lentamente, sognando in questo cantuccio altri e dolci cantucci.” Scorro”velocemente il tutto, qui dentro, con gli occhi. Un tempo,  recente,  c’erano postazioni pc ad  ogni tavolino. Domando e rispondono, i baristi,  che presto i pc torneranno al loro posto. Ottimo luogo per sorseggiare un caffe, fare colazione e per giornalisti di cronaca cittadina costretti a scrivere il pezzo sulla nostra citta’.  Poi, riprendo la camminata verso il centro. Prendo stradine con palazzi antichi affacciati su quelle. Dalle finestre giungono voci affaccendate nel far prendere aria a stanze ed oggetti,  coperti e ben curati tenuti a debita distanza da intemperie.  Di casa in casa immaggino il cuore antico di Torino,    salotti oggetti librerie e libri di ogni fattezza,  stanza e corridoi che finalmente mi aprono le porte alla piazza.  Quella reale.  Piazza San Carlo, Torino piazza san Carlo.4 4 2015. RomanoBorrellila fontana (bevo, al  Toret.   Uno degli 859 toret in giro per la città. Ah,  “I love toret”)Torino 4 4 2015.foto Borrelli Romano, la stazione,( Porta Nuova),  il pianoforte, chi lo suona, chi osserva solo e gente che ascolta certe note di certe notti20150404_191639. Un giro da Feltrinelli e qualche libro da comprare. E’ sempre bello notare quanta gente trolley alla mano, “annusa” in continuazione libri per una buona compagnia tra Tortona, Stradella, Fidenza e Falconara. Verso il mare…”Te lo ricordi il mare, vero?” Il mare delle Torrette ha avuto sempre un suo fascino intellettuale. Poi, il rientro e un libro come buona compagnia e bei sogni in tasca… Ho sognato tanto. Tantissimo. In 2 o 3 vite.  Fa freddo. Ma non troppo. I colori sono comunque un nuovo annuncio. Gli alberi ancora scuri si riempiono di nuovi colori ed emanano nuovi profumi. Il tram rientra. Mio padre felice  pensa a come oggi le giornate di lavoro siano più corte delle sue. “Il tram ha fatto in fretta”, considerando solo il tempo del nostro gironzolare “nella storia”.  Peccato mancasse  tutto il resto. Prendo il libro,  i cioccolatini e comincio a sfogliareFoto,Borrelli Romano.  La carta non gira,  il ricordo e il suo,  quelli si:”il carrozzone… “. La musica gira, continua, il carrozzone porta via. Nuovi giri. Aprile è  il mese della poesia.

Befana a Milano per…l’ Ultima Cena

Milano 6 gennaio 2015, il Duomo. Foto Borrelli RomanoMilano 6 gennaio 2015, Duomo. Foto, Romano BorrelliMa chi l’ ha detto che la Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte? Voi non ci crederete ma io l’ ho vista, dalle parti di Porta Susa, anzi, dentro Porta Susa, alle macchinette. Probabilmente avrà terminato le scorte per i più piccini, da racchiudere nella calza, insieme a cioccolatini, caramelle ed ogni altra prelibatezza,  ed essendo chiusi i negozi non si e’ certo fatta mancare una buona idea, quella cioè di fare “rifornimento” in stazione,  certo, non prima di essersi data una aggiustatina, specchiandosi, insieme alla luna, davanti al grattacielo della RaiTorino 5 gennaio 2015, grattacielo Rai, foto, Romano Borrelli, posato proprio ai piedi della stazione  d’acciaio e vetro e  questa,  porta, non solo Susa, ma  d’accesso, e non solo metropolitana per Expo 2015. Milano. Calze e calzette, in quasi tutte le case italiane. Cosa accolgano nel loro interno, non è dato saperlo, ma, avendo fatto ieri un giro per mercati, pare che i mandarini fossero i prodotti più venduti e più richiesti. Un ritorno alle origini, ai racconti dei nonni. Ho deciso di affacciarmi, ma prima nel mondo reale. Per quanti non ancora verticalizzati lo spettacolo e’ davvero bello. E non sto parlando di befana e dolciumi, di calze e di mezze calzette. No, della luna, capace di illuminare una catena montuosaTorino 6 gennaio 2015, dal treno. Foto, Romano Borrelli, un collare, una catena d’argento, posta  ai piedi di una citta’. Una bella e giovane ragazza, con un piccolo neo, quello della cultura, il suo polo d’attrazione e che vezzeggia dando un po’ di confidenza a quanti sanno conquistarla, fino in fondo. Ma solo in  pochi, ne hanno a dire il vero il privilegio, in molti, invece, incapaci di ascoltarla e coglierla. A questi ultimi  non rimarrà ‘ che un piccolissimo souvenir da ammirare di tanto in tanto e ripassarlo così  come si usa  fare per una poesia particolare. Di tanto in tanto la si ricorda. Una bella ragazza, ora bruna, avvolta nelle sue nebbie pensierose ora rossa, talvolta un po’ sbiadita ma  che per nulla intimidita riflette e fa riflettere. Dall’altra parte del finestrino, Superga, tra due grattacieli, porte di accesso verso la Barriera, di Milano. Il resto corre velocemente. La luna si nasconde, solo un attimo, per illuminare quella e quelli. Corre corre corre  sorvola, vola a 300 all’ora e fa volare, foglie e sfoglia, spettina al suo passare, alberi e campi  che sembrano pagine scritte dal lavoro incessante, quotidiano dell’uomo.

 23 minuti  di metropolitana d’Italia e sei a Fiera, Rho, dopo aver ammirato un’alta bellezza dell’Antonelli, fuori dal finestrino, sulla destra. Novara.  Un attimo e sei a Milano Garibaldi prima, CentraleMilano 6 gennaio 2015, stazione Centrale. foto, Romano Borrelli poi, in mezzo, un paio di fermate della metropolitana. Milano 6 gennaio 2015, metropolitana  linea verde. Foto, Romano BorrelliDa una all’altra, è la musica che ti conduce la città che ti concede. Un pianobar, direi, per intrattenere viaggiatori.Milano Centrale, 6 gennaio 2015. PIanoforte. Foto, Borrelli Romano

Voi non ci crederete ma voglio correre il rischio di perdere il treno. Penso che davanti ad un pianoforteMilano 6 gennaio 2015, stazione Centrale. Foto, Romano Borrelli (2) e della bella musica non vi sia orologio che tenga. In Centrale, un pianoforte, lasciato lì per chi ne abbia voglia di suonarlo e di deliziare quanti partono, quanti arrivano e quanti transitano da lì, per un biglietto da lasciare in cauzione all’alberone. Milano Centrale. Albero di Natale. 6 gennaio 2015. Foto, Romano BorrelliGià, anche Milano ha il suo alberone. E che alberone. E ovviamente anche io ho lasciato il mio segno. Nel tempo della mia attesa, permanenza, ho la fortuna di ascoltarne un paio, che si danno il cambio. Allietano molti. Alcuni ballano, girano intorno a sé stessi, lasciando bagagli a qualche amico, come sorvegliati speciali.Milano, stazione Centrale. 6 gennaio 2015.  Foto, Romano Borrelli Alcuni sono clochard  e chi suona, in questo momento, lo fa per loro, e allora si capisce che in quelle valige custodite con attenzione, ci si trova un mondo, una casa mobile, tutto. Passato, presente, futuro. Chi suona regala loro, anzi, a tutti, momenti di spensieratezza. Chi passa, biglietto in mano, si accomoda. Batte le mani, ringrazia (il primo artista è Dario Saoner).  E’ una bella idea, una bella iniziativa. Tra alcune cose che mi hanno mosso a passare da una Porta all’altra e oltrepassare la porta, questa è una di quelle. Già menzionato nel blog avevo davvero voglia di ascoltarla da vicino questa idea, che, probabilmente, si prolungherà per tutta la durata dell’Expo 2015. Ovviamente un pensiero è andato a Pino Daniele, il grande musicista spentosi a soli 59 anni. Di tanto in tanto, i musicisti si danno il cambio. E’ piacevole, anche per chi, come me, non ne sa molto, di musica.

Ora, dopo aver ammirato l’albero, scritto la “brava”e “bella” letterina, ascoltato la buona musica, scambiato qualche parola con i profughi e i volontari, della stazione Centrale,  non resta che mettermi in marcia “aspettando” le code museali, non prima di aver dato un colpo d’occhio, veloce alla galleria ed il suo albero. 20150106_102319Milano 6 genn 2015, foto Romano BorrelliMilano 6 genn 2015; foto Romano BorrelliL’interno del duomo ed altro ancora.Milano, 6 gennaio 2015, stazione centrale. Pianoforte. Foto, Romano BorrelliMILANO 6.1.2015 foto Romano Borrelli20150106_083120Torino 6-01-2015 foto Borrelli RomanoTorino 6 gen 2015, foto Borrelli Romano20150106_083243Milano, 6.01.2015, foto Borrelli RomanoMilano 6 gennaio 2015, foto Romano Borrelli.Milano, 6.1.2015, foto Borrelli RomanoMilano 6.1.2015. Foto Romano Borrelli

Per terminare, prima di tornare a casa, un salto a Sant’Ambrogio.Milano 6 gennaio 2015, Sant'Ambrogio, foto Romano BorrelliMilano 6 gennaio 2015, Sant'Ambrogio. foto, romano BorrelliMilano 6 gennaio 2015, Sant'Ambrogio, foto, Romano BorrelliMilano 6.1.2015, foto Borrelli Romano.Prima della partenza un pochino di coda, meglio, attesa…Milano e’ bella anche con uno sguardo dal finetrino di un tram. Una realta’  in movimento anche quando e’ il tram a muoverci. Mi, 6.1.2015 foto Romano BorrelliHo pensato spesso ai libri della Perosino, ai suoi viaggi, tra le due citta’ e all’interno di esse.Milano 5.1.2015, foto romano borrelliQuando il rientro si avvicina riconosco i gradini, tra la metro e la stazione. Quei gradini fatti tutti insieme, a tre alla volta, pur di non perdere l’ultimo treno utile per Torino, quello delle 0.25. Erano “certe notti” che puntualmente quel treno lo perdevi e spesso volevi andasse cosi, pur di godere fino alla fine uno spettacolo grandiso e una grande “alba chiara”. Sul cielo di Milano.