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Dal Salone del libro

Torino sal. libro 20 5 2017, foto Romano BorrelliDomenica 20 maggio. E’ una giornata particolare,  che ricorda il “parto” dello Statuto dei lavoratori.  Chissa’ se tra i libri,  oggi… chissa’…A Torino è  una domenica mattina,  calda. Molto. In tutto. Approfitto ancora della “festa mobile” in giro per la nostra citta’ e in particolar modo presso il Salone Internazionale del libro. Alle 1O. 30 c’è  Carmen Pellegrino che presenta il suo libro “Se mi tornassi questa sera accanto”. Ho già letto di suo “Cade la terra” e mi era piaciuta molto la trama e l’idea dell’ “abbandonologa”. Devo sentire questa presentazione e poi dovro’ partecipare al gioco cominciato dai ragazzi sul gruppo: “quale libro mi portero’ a casa?”. Arrivo presso la sala Lavazza e mi siedo. Carmen Pellegrino parla gia’ da qualche minuto.  Mi colpiscono la storia,  la trama,  la sua personale,  la figura del padre e in particolar modo un riferimento a Buzzati:” Ad un passo dalla nostra solitudine c’è  l’amore”.  E questo passo bisognerà pur farlo perché  il tempo è  tiranno. Farsi trovare senza aver provato a rimediare,  con un ponte,  un riallacciare,  sarebbe deleterio. Bisognerebbe provare a rimediare prima che sia troppo tardi. In cuor mio passano tanti pensieri,  come daini,  che si rincorrono e si avvolgono,  in una spirale. La mezz’ora scivola via che è  una  bellezza. Mi spiace perché sentir parlare la scrittrice e’ un piacere.  Quella frase e’ stata determinante e alla fine mi convincera’ a comprare il libro. Un autografo,  un saluto,  a me,  ai ragazzi della scuola,  appena li vedro’. Poi un salto da Sellerio,  a cercare Spencer ed il suo amore infinito o eterno… Ma il pallino resta il Rinascimento. Cerco,  anche se a casa ho il mio Raffaello ed il suo amore per la Fornarina. “Guardami negli occhi” di Giovanni Montanaro, è  il titolo del libro,  Feltrinelli Editore. Veramente è  la storia di “Ghita”,  Margherita la fornarina,  di Trastevere, quella per intenderci che vado ad ammirare ogni qual volta scendo giù,  a Roma e respiro tutto quel periodo e fantastico sull’abitare li a due passi dal Pantheon. L’amore eterno per Raffaello. E poi vorrei cercare  altri testi della Maria Bellonci… tempo ne ho,  tra gli stand… poi sarà  la volta di inserire le mie scelte nel gruppo e condividerle.

8 agosto 2016

Bacino Grande, Le.8 8 2016 foto Borrelli RomanoLungo la statale che congiunge L. con L. il grande macchinario che produce energia a buon mercato sfruttando il vento dei due mari,  l’Adriatico e lo Jonio,  allunga in continuazione le sue tre lunghe braccia e mani. Sembra chiedere aiuto,  o pare in  lotta da sempre contro qualcosa. Braccia forti,  potenti,  muscolose,  d’acciaio. La sua presenza si segnala da una decina di km dal mare in questa via che rasenta la francigena,  che non si ferma a Brindisi,  ma continua. Piu’ in giu’. Una luce intermittente,  rossa, è posta alla sommità  del suo corpo d’acciaio;  una massa d’acciaio che si protende verso il cielo per una quindicina di metri e che  lo fa somigliare ad un Polifemo bonario dei tempi moderni. Produce energia. Chissà  per chi. E’ un ventilatore per “cristiane e cristiani”e non solo. Allargano le loro braccia ulivi e vitigni di qualunque specie quasi a ringraziarlo  di quel fresco ricevuto gratis e il continuo roteare silenzioso delle sue braccia ha l’effetto aggiuntivo di tenere lontane mosche e zanzare.  Poche auto verso il mare,  oggi:  le condizioni atmosferiche non sono delle migliori mentre il mare si che lo è,  eccome. Colori cristallini, come non mai. Esauriti i dieci km di questo nastro d’asfalto che congiunge L. a Porto Cesareo  deposito la macchina in garage e mi addentro per un po’ verso l’interno,  affondando i piedi in una terra resa appena morbida dalle recenti piogge. Solo qualche passo tra mare e collina per una panoramica veloce.  Bacino Grande, Le.8 8 2016 fito Borrelli RomanoUna casa d’altri tempi compare agli occhi solo in queste occasioni: andare a zonzo a casaccio.  E’ bassa e piccolissima rifugio negli anni per chissà  quanti e quanto. “Cade la terra” scriverebbe una “abbandonologa” e bravissima scrittrice,  Carmen Pellegrino. Mi avvicino e sento risuonare le voci di qualche madre intenta a richiamare una decina di figli che da queste parti hanno nomi usuali e che si ripropongono con il passare del tempo: Uccio, Pippi, Ciccillo, Mino, Mimino, Nino,  Ernesto,  Enrico,   Giuanni,  Nino,  Mela,  Maria,  Marina,  Nina, Tina, Lea,  Alba,  ‘Ntunietta… divenuti col passare del tempo,  “nunna,  nunno,  Tata… “Provo ad entrare. È  minuscola e mi domando davvero come abbiano fatto a starci qui dentro e giocare,  dormire,  mangiare e magari farci l’amore. Intanto sento profumo di parmigiana,  pasta al forno,  pitta, purpette e pittule… Sara’ che è  ora di pranzo…e le cose che si sentono sono molte.

ps: Un ricordo ai caduti di Marcinelle,  l’8 agosto del 1956. Quando in questa terra rossa si coltivavano pomodori e si raccoglievano olive e uva buone per l’olio e il vino. Quando la si lavorava e parecchio. Poi cominciarono a mancare i pomodori e si comincio’ a costruire fino quasi a ridosso del mare e il lavoro continuava a mancare. Esattamente come allora. Forti di una Costituzione dove “l’Italia è  una Repubblica democratica fondata sul lavoro” ma quel lavoro fu possibile solo in seguito ad un accordo col Belgio: tot carbone per tot lavoratori,  sradicati dalla loro terra. Tot carbone ma non “tot diritti”. Poi successe la tragedia di Marcinelle…

Dal Circolo dei Lettori

20150916_180055Piove. Appena. Su Torino. 16 9 2015 d.Domenico Ricca, foto Borrelli RomanoDestinazione Circolo dei Lettori, dopo aver trascorso indenne il terzo giorno di lavoro. A scuola. Ulteriori soddisfazioni.”Prof.che argomenti tratteremo quest’anno?” Due quinte, una quarta…Seconda…destinazione, un caffe’, veloce, espresso, prima della presentazione di un libro. Per un vasto pubblico. Sorseggio lentamente ilcaffe’ caldo. Il tempo (in tutti i sensi, inteso come clima e come quello a disposizione) lo permette. “Cade la terra”, di Carmen Pellegrino. Torino 16 9 2015 foto Romano BorrelliIl senso della memoria, delle radici, delle tradizioni. La sala e’ pronta. Carmen, anche. Mi firma il libro. Torino 16 9 2015 foto Borrelli RomanoProbabilmente lo faro’ leggere ai ragazzi. Poco distante…tra poco l’intervento. Ps. L’intervento di Carmen e’ stato annullato a data da destinarsi. Peccato. Mi sarebbe piaciuto restituire qualcosa, domattina, ai ragazzi. Provo ad incamminarmi sul selciato bagnato di Torino e dirigermi verso altra presentazione di libro: ” Il cortile dietro le sbarre: il mio oratorio al Ferrante Aporti”, di don Domenico Ricca.16 9 2015, d.Domenico Ricca, foto Borrelli RomanoFoto,   Borrelli Romano

Attualita’

Torino 7 7 2015 foto Borrelli Romano21 8 2015 verso Otranto foto Borrelli RomanoA guardare bene, in solaio, ci trovi cose buone. Attuali. Un paio di occhiali, rotti, ma possono essere riciclati, “non voglio spendere”, e un libro. Lo apro, lo sfoglio, alcuni passi sottolineati a quattro mani. “Le  nostre valige battute erano ammucchiate di nuovo sul marciapiede, avevamo una lunga strada davanti.Ma non importava, perche’ la strada era la vita’”. (Jack Kerouac), In realta’ gli occhiali, non sono e non erano i miei e il “solaio” e’ quello dei ricordi. C. un po’ come il Papa, andava su e giu’ alla ricerca di un filo di ferro per cercare di tenere insieme quanto non lo era piu’. E non solo montatura e lenti. Ma le lenti, erano buone. E i soldi, erano e sono pochi. Come sempre. C., l'”abbandonologo”  della struttura, infila il cappello (sempre lui) da minatore e via,  alla ricerca non di edifici abbandonati, da classificare, censire e raccontare ma di un semplice filo di ferro. Saltando anche lui nei meandri della memoria diceva:”   8, gli occhiali del Papa”, in tempi non sospetti, quando a girare , doveva essere la ruota, della fortuna. Ma per lui, girava poco, a dire il vero.  E quello era un gioco mentre tutto questo, no.

Il libro poi, lo tengo caro. Sulla strada…L.mi invitava a cogliere l’essenza del libro, “spremuta” pura di vit. “Guarda cosa che non estrae dal mio quotidiano stratificato.Le parole mi stimolano l’immaginazione. Le parole scavano e restano. Le parole…”Chissa’, forse anche io, pur non alla ricerca di borghi abbandonati, edifici pubblici o privati, sono o ero alla ricerca, come C., (o come Carmen Pellegrino, lei si, “abbandonologa” e un bel libro, “Cade la terra”). Ho trovato il libro e il ricordo delle mani di chi me lo diede.  “Cadiamo tutti. Eppure c’e’ qualcuno che  con dolcezza infinita/tiene questo cadere nelle sue mani”. ( Rilke, Libro delle immagini).