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12 Agosto 2017

Sciabordio dell’acqua sospinta dal vento che picchia la sabbia. Giorni che si inseguono uno dopo l’altro, dilatati, senza tempo e confine, innumerati e innumerevoli, senza sveglia,  compiti e lezioni; vento che schiaffeggia, capelli, magliette e compagnia  bella;   bava marina rilasciata sugli scogli dal mare in piccole bacinella,  onde che si stirano e si allargano in un continuo movimento mentre stropicciano castelli,  scritte,  cuori e merletti di sabbia. “Ho scritto t’amo sulla sabbia e il vento o il tempo… a poco a poco… ” Marosi che restano, morosi che vanno, il maestrale saluta e cosi abbasso il cappello; l’odore di pioggia,  umidita’ e sughero  si avvicinano e si fanno sentire,  Lucifero si allontana… dileguandomi lascio le impronte e lentanente apro l’ombrello.

Ho terminato l’ennesimo libro. Cosa resta? Che i protagonisti sono privi di nome,  ma “La strada”,  è  un bel libro. Da consigliare a scuola. Per i risvolti psicologici,  per il rapporto padre-figlio,  per essere un viaggio,  un cammino,  una ricerca,  riflessione,  un testo di formazione. “Portare il fuoco”,  o l’amore e’ uns bellissima espressione: portarlo dove,  a chi? La strada,  e sulla strada,  a San Pancrazio Salentino,  due personaggi,  di paglia,  annunciano, imminente,  “La sagra dei sapori”.  Un inno all’amore. Per una terra,  il buon cibo,  i saperi,  i sapori.

San Donaci-Cellino San Marco

S.Donaci,Br.12 8 2016 foto Borrelli Romano.Buongiorno e buon pasticciotto a tutti. Oggi proviamo quello mix: nutella e crema! Niente male anche se continuando così… di dolce in dolce di pasticciotto in pasticciotto… si finirà  per “lievitare”.  Ma la crema e’ sempre la crema. In ogni cosa. Non si dice forse “e’ la crema” per indicare qualcosa di meraviglioso? S.Donaci, Br.12 8 2016 foto Borrelli RomanoA San Donaci (Br)le luci della festa (Santa Maria) del 5 agosto  sono ancora da smontare. E in Salento,  in questo periodo,  feste,  sagre e bande musicali di certo non di fanno mancare. È  possibile trovarne una per ciascun paese. L’aria è  satura dei buoni profumi di una volta. Fioriscono bancarelle,  giochi e dolciumi e i nonni,  quelli della “paca” da poco riscossa alla posta,  fanno il giro dei vari nipoti per “depositare” qualche soldino tra le mani di ciascun nipotino. La festa è festa così da sempre. E i nonni,  danno sempre e da sempre una mano come possono. Fioriscono ricordi,  barbiere,  luogo di discussione politica saturo anche da chi un colpo ai capelli proprio non deve darlo. Il circolo di un tempo,  oggi sezione: “avra’ tesserati?” Mi domando. Le terrazze,  ricche di storia e di passato,  remoto e prossimo sono esposte al sole e a qualche metro sotto di loro bagagli di ricordi sprigionano profumi che resistono. Anziani seduti dulle panchine a sorbirsi qualche raggio di sole mai caldo abbastanza,  per loro. Sono le 9 e  fa caldo come fosse mezzogiorno. Decido di muovermi utilizzando l’auto. Cellino San Marco è  davvero ad una manciata di km da qui. La tenuta Carrisi, Carrisiland,  anche. Salgo in macchina e oltre il torrino qualche curva di strada asfaltata e costeggiata da file interminabili di ulivi. Una rotatoria mi indica la strada per Carrisiland12 8 2016.Cellino s.M.(Br).foto Borrelli Romano. La prima entrata, poi  la seconda e parcheggio. 10 8 2016.Cellino S.Marco.foto Borrelli RomanoSta per uscire Albano. Lo saluto,  ci salutiamo,  così come fa con tutti da sempre. Poi,  20160812_091235piscina,  bar,  enoteca,  Cellino San Marco, Br.12 8 2016 . Borrelli Romano“piazze”e residenze, 20160812_092203 ristorante…12 8 2016 Cellino S.Marco Br.foto Borrelli RomanoOperai gia’ al lavoro a Carrisiland,  indaffarati e affacendati su piu’ fronti. Mi guardo in giroCellino san Marco.foto Borrelli Romano.12 8 2016,  tra ricordi di una vita,  la sua,  di un artista di fama mondiale. Cellino S.Marco, Br.12 8 2016 foto Romano Borrelli

Buone vacanze

20150804_171958Pochi mesi son trascori da un corso universitario che ha sviscerato un’opera letteraria di Tolstoy, un libro e un film americano e un capolavoro di Nanni Moretti, La stanza del figlio, ambientato ad Ancona4 8 2015 Ancona foto Borrelli Romano e paraggi. Mi e’ sempre piaciuta questa cittadina, fin da prima del film. E, ovviamente il film, occasione per visitarla. Poi, il corso di quest’anno mi ha concesso ulteriore possibilita’ di ripensarla e fantasticarci su. Mentre il professore spiegva, intrattenuto dalle sequenze del film, orientavo la mia fantasia. Allungando le distanze, in quel momento, fra lui e me. La luce del mare cambiava in me pellicola e registro e la fantasia contribuiva a  proiettare un altro film. Pensavo a come sarebbe stata bella una traversata a nuoto da AnconaAncona 4 8 2015.foto Romano Borrelli a  Brindisi, da porto da porto, o da porta a porta, verso l’Oriente. E fantasticavo mischiando come sempre ingredienti vari, nell’attesa che quella lezione terminasse. Fino a quando, nel riporre il testo sotto il banco rinvenivo una lettera ripiegata ( lasciata da chissa’ chi), tempo prima, contenente  una bellissima poesia,  ritrovata  ore fa su di un wall  cittadino.. .E cosi, ci fantastico su, ancora.

Ogni anno passo a salutarti senza avere la certezza se partirai per le vacanze o resterai a casa o al lavoro, stagionale.Immagino le tue mani, dopo l’ennesimo trancio di pizza o la solita coppetta di gelato,  garbatamente sporti insieme ad un cortese saluto e sorriso, e a fine turno quella giusta liberta’ che sempre anelavi.E ancora, se ti incontrero’, come accadde un tempo recente. Penso a quel grande parco di una cittadina medioevale e ad un’altra piu a sud dove  la musica e’ di casa.Scambio i treni per una metropolitana mi ci infilo e vado su e giu macinando km alla ricerca di qualche chincaglieria da portarti in dono, comprata tra tante  in quel negozietto che ti affascinava quando eri piccola. Insieme al gelato coi nonni.La gelateria M. ha chiuso dopo anni. Per me c’era sempre della crema in piu’ del solito.Ci affondavo il cucchiaino mentre ci ridevamo su al suono “mandibolare” di qualche cantuccio. Era piu’ dolce guardare le tue mezzelune color nocciola dietro gli occhiali neri e quel piccolo neo sul viso, piu dolce di quella crema. Nel sottopassaggio dove correvamo tenendoci la mano ora qualche murales in piu allieta la vista di quanti rientrano dal lavoro o si apprestano  ad andarvi. Una lei sul muro ha la frangia come la tua.Sopra di noi sentivamo le macchine mentre ora da qui, musica anni ’50 e vestitini pallinati blu e rossi. Davanti orgoglioso e fiero e tutto impettito il castello e le sue torri. Ho riconosciuto i posti degli ultimi saluti ma anche quelli dove ci scambiammo i primi. Il faro4 8 2015 foto, Borrelli Romano. è al suo posto, la macchina della luce è per chi ne vuole, l’amore si sa non e’ mai abbastanza. Chissa’ dove andrai per le vacanze. Sfido il destino per incontrarti e augurartele buone. E’ il capodanno con il sole, senza il freddo.Mi piace pensare che l’inizio dell’anno cominci dopo le vacanze. (Aho’ io aspetto la cattedra!!!). Non butto via nulla. Anzi. Ho ricercato i cocci per riaggiustare un po’. Ho cercato posti a noi famigliari. Altri luoghi programmati per una visita son riusciti difficili a realizzarsi e allora il cuore ha detto di aspettare. Il cuore? Si, lui prendendomi per mano mi ha condotto sotto un portico, davanti ad una poesia. Che bella!!! Allora, buone vacanze e…Buon anno.
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Ciao, Lecce

20140826_112839Lecce, sei stata una “mano forte” per aprire ancora meglio e di più gli occhi a tutta la tua grande bellezza.Lecce. Sposi sulla villa. Foto, Romano Borrelli E’ stato bello vedere questa giovane coppia fare fotografie in un giorno così importante, sulle tue strade.  20140826_11193620140826_111621Sono giorni di festa in questa bella citta’. Sono giorni dedicati ai rientri. Anche oggi il caffe  ‘ha un gusto diverso dal solito.Lecce, stazione. 26 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli E’ il caffè che batte l’ora, oggi. Ma Quarta, oggi, ora, e’ il nome del caffe’, dell’energia,  vita. Lecce, 26 agosto 2014. Caffè Quarta. Foto, Romano Borrelli  Il tempo del rientro, del ritorno. Ma e’ un arrivederci, a presto. Niente promesse, solo questione di tempo. E di cuore. Ovunque mi imbatta in una cartina del Salento faccio scorrere su di essa il dito e rimando a memoria nomi e luoghi di un tempo strepitoso, passato qui, calcando questa terra rossa, vivendo ogni momento come fosse il primo in cui ho aperto gli occhi.  Bellissime le luminarie della citta’, il centro, Lecce, 26 agosto 2014. Il centro. Foto, Romano Borrelli la “villa” , il palco per la banda. A Lecce  oggi e’ ancora festa, dei santi patroni,Lecce 26 agosto 2014. Lecce. Foto, Romano Borrelli i turisti, i palazzi, i caffe’. Turisti a frotte fanno registrare il tutto esaurito. Chiedono in continuazione dove si trova il centro,Lecce 26 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli Santa Croce, il DuomoLecce 26 agosto 2014. Il Duomo. Foto, Romano BorrelliLecce, 26 agosto 2014. Il Duomo, Foto, Romano BorrelliLecce 26 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli (2) con il suo stupendo campanile,  santa Irene, il gazebo per Salento in bus. Hanno tutti zaini al seguito, trolley nella mano e macchinette o cellulari. E’ una Lecce che sbanca davvero.  Niente da dire. Una coppia di giovani sposi, bellissimi, (chissà se si riconoscono, sarebbe bello descrivessero in quale Chiesa si sono sposati)  sale sulla villaLecce 26 agosto 2014. Piazza Sant'Oronzo. Coppia di sposi. Foto, Romano BorrelliLecce 26 agosto 2014. Piazza Sant'Oronzo. Sposi. Foto, Romano Borrelli e noi fra poco sul treno. Poca voglia, di parlare, di dire, tantomeno rientrare. Due opzioni, Torino, il rientro, Roma, un’alternativa. 20140826_112855Una freccabianca, una freccia argento. Che fare? L’ abitudine e’ una bruta malattia. No, non ho nessuna intenzione di ripetere schemi consolidati e  ripercorrere una strada battuta da poco, solo pochi giorni fa, a di ferragosto. No, il grigio, la nebbia e la pioggia mi sa che attenderanno ancora un po’. Certo, possono e devono attendere. Ecco, ho lasciato andare l’abitudine per fatti suoi. Il treno per Torino è scivolato via, verso il suo destino. Ho preso il sottopassaggio e ho cambiato meta. Sono qui, binario uno.

Roma,  la meta. Che dire? Amaro ma buono questo caffe’, forte come sempre, robusto, e scuro. Un augurio forte, dal cuore, per la candidatura a capitale della cultura europea. Lecce 2019.  Ancora il caffè, il pasticciotto Lecce, il pasticciotto della stazione. 26 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli(la signorina del bar mi suggerisce di prenderne un po’  da portar via e di surgelarli. Parentesi nella parentesi, penso che i migliori che abbia mangiato siano stati quelli di Sandonaci e Gallipoli) e poi  non mi resta che chiudere gli occhi, e conservare questi colori che il Salento mi ha regalato, luce nella luce, il mare, il caldo, sole, radici, e riaprirli fino alla prossima.

Ciao Lecce, ciao . Grazie, Salento. Grazie, radici che mi avete come sempre accolto a braccia aperte. Abbi cura degli ulivi, che stanno poco bene fa che acqua e sole e salute non gli manchino mai, fa si che alla loro ombra possano innamorarsi ancora in tanti, fa che tutto sia pronto per il prossimo mio tornare. Se tu avessi gambe ti direi di venirmi a prendere alla stazione, compiere insieme a me quel breve tratto di viale fino alla macchina, cosi come fanno i miei, con un pasticciotto sul cruscotto e il caffe Quarta nel “termus”. E vorrei che mi abbracciassi, come fanno loro. Ma in mancanza mi sapro’accontentare  del tuo cartello azzurro, blu notte e di quella voce tanto bella che mi annuncia con gli  arrivi e le partenze: Lecce. Ti diro’, mai come quest’anno mi sei piaciuta da morire. Mi piace la tua fedelta’. 

 

Il viaggio e’da poco terminato, ore 17.20 20140826_175653..approdo nella citta’ eterna dopo aver passato Brindisi, Bari, Barletta, Foggia, Benevento, Caserta. Era da un po’ di anni che non percorrevo questo tratto ed era abitudine il senso inverso, andando verso Sud, non verso Nord. E non ricordavo neanche che per alcuni versi sembra, in quella tratta, di andare per mare.20140826_17210920140826_17260720140826_183923Il gabbiano, sara’ sceso anche lui dal treno? Probabilmente…in questo momento sono in coda ad aspettare il mio turno per una esposizione di grandi bellezze320140826_185435Autorutratti di Frida: con scimmia, con collana di spine  e colibri, con treccia., seduta sul letto o io e la mia bambola,  ed ancora La giustizia per via della rappresentazione di una figura femminile bendata, un bimbo con il mappamondo. Una serie di quadri da raccontare ai ragazzi, contestualizzandoli nel periodo storico e di una grandissima artista, versatile, con una storia densa alle spalle.20140826_18582320140830_12053820140830_12061420140830_12043720140826_204725Tre ore buone buone per la mostra….esco, appena sullterrazzo……dimenticavo, ormai e’ tardi e….buonanotte, Roma.

Torino, Passion lives here

DSC00019DSC00024E così, gettando lo sguardo su numerosi balconi e tarrazze della nostra città Torino, si scopre che lentamente, le luminarie, “babbo natale all’assalto” e stelle di ogni forma, lentamente riprendono il loro posto: richiuse delicatamente nelle loro cassette ad occupare il solito posto  per i prossimi undici mesi. La città “pullula”, gente che sciama, occhi puntati e attaccati alle vetrine, per i saldi, per l’occasione migliore. Ultime ore per riappropriarsi del proprio tempo. Una corsa in tram, il 7, immagianando di vivere la Torino anni ’70. “Salire sul predellino per prenotare la fermata”, immaginare il bigliettaio con il pollice “ricoperto” per “pescare” meglio i biglietti e provare a immaginare, come una volta, “una città al lavoro per tutti”, con le sue fabbriche, i suoi operai,  l’odore del pane fresco e dei cornetti caldi, davanti a Lingotto, che non potevi vedere, dietro quella recinzione, la sua pista, il ronzio dell’elicottero, la collina e il Cto dall’altra parte. E poi, ancora Mirafiori, i giornali freschi, La Stampa, i volantini di partito, talvolta un giovane Fassino, ora sindaco della nostra città…le 127, le 128, le cinquecento, le 850, questi tram, che scorazzavano verso lo Stadio Comunale, il Toro che vince lo scudetto…provare a ricordarla, così.  Lasciare il tram e prendere la bicicletta e scoprire una Torino ugualmente bella, rifatta. Diversa. Negozie che ora non ci sono più. Come il negozio di trenini, in via Pietro Micca, che ora ha reso triste la Befana e tantissimi bambini, perchè al posto del negozio di giocattoli, si trova altro. (Paissa). Negozio di scarpe, in piazza Carlo Felice, ora diventato panetteria; caffetteria in via Garibaldi, ora….Provare a scoprire o  trovare e ritrovare storie che hanno lasciato il segno, come in questi giorni, la storia “in attesa” di Diego e Marilisa. Provare a rileggere alcuni desideri e speranze riposte sull’albero posizionato nell’atrio di Porta Nuova. (“l’anno prossimo, pero’, rivogliamo il caro e vecchio albero”). E ricordare come Astin 813 vorrebbe un fidanzato per il 2014,  Valentina che  chiede  e vorrebbe la gioia di rimanere incinta e diventare finalmente mamma,  a chi, nonostante Natale sia passato, chiede alla Befana, insieme a tanti dolci chiede un po’ di stabilità e creare un futuro insieme come Paolo e Federica da Livorno, a chi come zia Marina comunica a Babbo Natale che puo’ portarle cosa vuole, tanto “per quest’anno è già felicissima”, firmato zia Marina, a chi chiede che “l’anno prossimo facciamo le feste tutti insieme Torino-Milano-Brindisi, tutti insieme, a metà strada” (bella iniziativa, speriamo solo che questa metà strada non sia ancora causata dalla crisi economica), a chi saluta Karim, “ciao Karim, saluta tutti gli angioletti, Ti vogliamo bene e ci manchi tantissimo. Buon Natale, tesoro”, con un cuore con le ali disegnato; a chi come Simone chiede una cosa che non ha mai avuto “nell’affrontare qualsiasi cosa nella vita, la pazienza”; a chi dice a Babbo Natale che non vuole niente “perchè il regalo più bello della mia vita è già arrivato mesi fa, si chiama Anna, l’amore della vita”; ad Annarita, che ha un due richieste, e una promessa,  una per se stessa e una per le persone “disperate”,  affinchè possano avere un po’ di serenità ” Ora che ci siamo ritrovati farò di tutto per ridargli l’amore e la felicità che gli è stato tolto in passato, nel cuore e nell’anima”; a chi come Camilla e Sabrina chiedono invece a Babbo Natale di riprendersi il dono dell’anno scorso, chiesto per Maria loro amica del cuore,  il Signor Effe,  “l’anno scorso il tuo regalo è stato un flop. Riprenditi il signor Effe. Le ha portato solo nervosismo…a lei, ma anche a noi.  Portale invece un vero principe che le regali gioia e allegria. Babbo Natale sei la nostra ultima speranza”.  E infine chi “vorrebbe stare insieme, uscire  per ragionare. Firmato, “il cervello.”   Esami da superare, di ogni tipo, salute, amore, soldi. E forse, per ricordare alcuni politici nelle loro abbuffate, qualche ricevuta fiscale “corposa”. Ma anche il numero dei commensali, a dire il vero. E poi, biglietti ferroviari dall’Italia intera….

Insomma, Passion LIVES here. A Torino.

Ceglie e il mare

Questo particolare di Ceglie Messapica è talmente bello che ne vale la pena riproporlo……….e riproponiamo anche questo mare, così cristallino……tra Porto Cesareo e Torre Lapillo….

E’ stato molto bello, questa mattina, sfogliare La Stampa, e poter leggere  a pagina 23, “Il Bello e il Buono”, l’itinerario di Roberto Duiz sul Salento. Sulla spiaggia, due termini chiave hanno focalizzato la nostra attenzione:  Salento, paragonato ad un “ombrello”, chiamato anche in questo modo per le condizioni climatiche, e Salento come “nave” carica di ogni ben di Dio, come, modestamente ho riportato in questo blog, a partire da olivi secolari e vitigni, in perfetta solitudine o tra masserie magari riconvertite in nuovi agriturismi.  Appropriato il riferimento ai tufi, utilizzati in ogni costruzione….quelle “cave” svuotate, osservate sulla direttrice che porta da Avetrana a Taranto…….Ricordo i vecchi “leoncini” che viaggiavano a ritmi di “tre quattru iaggi”…………per poi scaricare su terre che all’epoca erano lande desolate………..La giornata di “Pippi” era scandita da questo lavoro, in un Italia da boom…polvere che si perdeva ad ogni viaggio, depositata sull’asfalto e sulle strada dopo aver “ribaltato” i “quatieddi” (tufi) o anche detti “fedde”……….polvere di tufo così bianca che al solo guardarla ti accecava……ora, le cave sono vuote e il paesaggio, ahimè…………costruzioni, costruzioni, costruzioni, fin dove non si doveva….una ferita…..Le orzate non si serrvono piu’, ma in compenso si trova il caffè ancora a 80 centesimi, e in altri, anche a meno. Osservo cosa succede al Pincio, a Roma, e penso a quanto la mano d’uomo sia davvero pericolosa, in molti frangenti…A proposito, a quanto si è ridotto il pil proveniente dall’agricoltura? A me piace pensare questa terra in tutta la sua bellezza………..In attesa della lunga notte della Taranta, e la sua notte di Melpignano……….con la speranza che il mal costume venga “pizzicato” per  dispiegare la tutela del bene comune……spiaggia, mare, terra…..

Ceglie Messapica

Incuriosito dal “Ceglie Food Festival” decido di instradarmi sotto un sole cocente, per una settantina di km alla scoperta di Ceglie Messapica (Br), località salentina che ha da poco ospitato la manifestazione “Degustiamo TipicaMente”, un kilometro di delicatezze e di assaggi di bontà locali, prodotti tipici e agroalimentari (Ceglie Food Festival,  una città e una manifestazione con un “occhio di riguardo e un cuore generoso rivolti ai terremotati dell’Emilia Romagna).

Pranzo presso “La  taverna dei domenicani”, in via Dante Alighieri 15  (Ceglie Messapica 15, Brindisi. Tel. 0831/3881174) luogo accogliente, confortevole, ospitale e ottimo cibo. Le cozze gratinate, uno spettacolo, insieme ai numerosi antipasti……Un plauso al personale, davvero disponibile nel rispondere ad ogni domanda relativa alle portate e al dono finale concessomi, dei biscotti morbidi, vera specialità di questo paese,  confezionati per affrontare un lungo viaggio, verso Torino.

Bellissima la piazza con l’orologio e la panoramica sopra la stazione Sud-Est.

Francavilla Fontana, Ceglie Messapica, Ostuni

Gioranta, quella di ieri, trascorsa tra Oria, Francavilla Fontana, Ceglie Messapica e Ostuni. Sveglia all’alba, per evitare code dirette verso mare. Costeggiata per un buon tratto la Nardo’- Avetrana, con la cintura della pista….Pannelli solari sembrerebbero essere le nuove “coltivazioni” insieme a olivi e vigne. Ma, questi pannelli solari, funzionano? Chissà….poi Manduria, Avetrana………fino ad arrivare a Francavilla Fontana, dove una buon colazione è stata “coronata” con i pasticcini sopra.

Argomenti ascoltati, tra i tavolini da bar, il caso Ilva e sanità. Davvero sono stati chiusi così tanti ospedali? Ricordavo l’argomento sanità “l’ammazzastecchito”, fitto-fitto, ma  ora……….non è possibile.

Gran caldo.

Povertà nel piatto

Dilemma. Piu’ poveri o piu’ attenti? Questa la domanda posta ieri ai lettori di alcuni giornali. La risposta la danno gli italiani, in povertà relativa, 8 milioni e 272 mila. Per il ministro Passera 28 milioni di italiani colpiti dalla crisi.  Metà degli italiani in lotta con il lavoro che continuamente si disperde.  Il piatto piange. Il piatto cambia. Il piatto torna alle antiche forme. Il vecchio baracchino, stile mensa ferriere torna in auge. Certo non è “pizza tombolotto” ma ci si arrangia. E purtroppo nel piatto famigliare si tagli anche l’istruzione. Il “sistema” in questo modo non terrà.  Fortunatamente esistono ancora sacche di resistenza, dove sensibilità e solidarietà sono in aumento, anche se, non tutti riescono a tradurli in pratica.  “Si rimangia tutta la mucca” sostiene Carlo Petrini. Non so se proprio tutta la mucca e chi, a noi basta questo piatto di pasta. O un panino con la frittata. Panini che scartati ricordano profumi particolari e rimandano a storie che affondano le radici in un passato lontano. “Scompartimenti di treno, a otto, con portabagagli a rete” mi ricordava un collega. Era l’Italia che andava e correva. Popolazione, oggi,  in sofferenza. Poche gite al mare e in montagna. Chi conta le copie vendute di giornale all’autogrill evidenzia minori pedaggi autostradali e di conseguenza meno risorse in circolo. Meno italiani che viaggiano. Risorse già prosciugate. Non dal clima estivo,torrido,  ma da una politica che non sente ragioni. Sanità, istruzione, trasporto. Subiscono tagli, neanche trasformazioni, come nel piatto.

Molto difficile “lasciare” pensieri dopo le tragiche notizie di questi giorni. La scuola sotto attacco a Brindisi, causa bomba, con la morte di una  studentessa, Melissa. Le due scosse, del 20 e 29 maggio nel modenese. Operai morti al lavoro. Possiamo esprimere tanta solidarietà e un pensiero ad una popolazione che continuamente prova a rimettersi in piedi nonostante gli eventi. Provo a guardare questo” baracchino”, così vicino a tantissimi, utile, indispensabile, in fabbrica, ufficio. Gli occhi si focalizzano su di una poesia, che riporta al pensiero del mare, a cose difficili ma non impossibili, alle radici, al passato e al futuro, al giorno e alla notte, a chi è vicino, in ogni momento e sorregge il cammino di chi riduce il proprio dolore facendolo diventare quasi inesistente, fino a dominarlo.  “Ode alla notte”, di Fernando Pessoa.

Nostra Signora delle cose impossibili che cerchiamo invano, dei sogni che ci visitano al crepuscolo, alla finestra, dei propositi che ci accarezzano sulle ampie terrazze degli alberghi cosmopoliti sul mare, al suono europeo delle musiche e delle voci lontane e vicine,
e che ci dolgono perché sappiamo che mai li realizzeremo. Vieni e cullaci, vieni e consolaci, baciaci silenziosamente sulla fronte, cosi lievemente sulla fronte che non ci accorgiamo d’essere baciati se non per una differenza nell’anima e un vago singulto che parte misericordiosamente dall’antichissimo di noi laddove hanno radici quegli alberi di meraviglia i cui frutti sono i sogni che culliamo e amiamo,perché li sappiamo senza relazione con ciò che ci può essere nella vita.