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23 ottobre. Buon compleanno

20161023_123439Fa freddo e piove a Torino. Cielo grigio,  plumbeo.  Poi smette. La seconda. Mentre resta addosso la prima condizione atmosferica. Dove sei andata a finire,  “Bella estate” di pavesiana memoria? N emmanco addosso. L’abbronzatura è  lavata via da un bel pezzo.  Sfoglio rapidamente il quotidiano. In alto a destra,  la data: 23 ottobre 2016. Oggi è un compleanno importante,  festa,  torta e incontri. La torta e i pasticcini sono della Sida.  Porta Palazzo è  in festa. Cento anni e li porta bene. “1916” recita la cifra siopra l’orologio della tettoia in questa piazza che era Emanuele Filiberto. Oggi tutto”open”. 20161023_121218Sotto la tettoia dei contadini,  dove un tempo stazionava il tram 7, gli studenti del Colombatto,  istituto superiore torinese,  organizzano una bella attività : cucinano e cucineranno una bella zuppa,  un pranzo con offerta libera con un occhio e una mano tesa alle popolazioni terremotate. torino-porta-palazzo-23-10-2016-borrelli-romano Non e’ obbligatorio mangiare ma un’attenzione del cuore,  questo si,  che sarebbe necessario. Nelsettore coperto,  gli stand sono aperti e in festa e la gente compera e assaggia quanto i commercianti offrono in piattini abbondanti e curati. torino-porta-palazzo-borrelli-romano-23-10-2016È  festa,  sotto l’orologio della tettoia. Per la fiornata sono programmate letture e poesie,  a due passi da qui,  a Borgo Dora,  vicino la Holden. Occorre osservare. Attentamente. Col cuore.

Dagli occhi di…

Foto Borrelli RomanoIn giro per Torino  l’aria e’ di quelle da “liberi tutti”.  I numeri del calendario sono scivolati in basso. A due cifre molto prossime al trenta. Con l’avvicinarsi del termine della scuola i ragazzi si “sbracciano”  e si “scalzano”. Nel primo caso il riferimento e’ non solo alle t-schirt ma anche ad una richiesta d’aiuto: una, due, tre materie…recuperi da sostenere. Aiuto!!  E cosi sono, i ragazzi,  ma anche allegri e con la gioia nel cuore. La giornata di oggi e’ stata diversa dalle solite ma uguale a poche altre gia’ collaudate. Direzione Porta Palazzo, il 4 che apre le porte e l’onda dei profumi della frutta e verdura ci assale. Giusto: chi? Bhe’, noi, una classe in viaggio, nel tempo, passato e presente, che per molti tratti e’ cosi identico e nelli spazio, torinese. Dalla 8 alla sette. Direzione:  visita alla Piccola Casa della Divina Provvidenza, l’ambulatorio Camminare Insieme e i luoghi di don Bosco. I loro lasciti. L’Umanita’ e tra i piu’ grandi serbatoi di volontariato  della nostra citta’. Una cartellina trasparente, l’elenco della classe in duplice copia, i permessi, il programma e un quadernetto con suggerimenti finali. Analisi e riflessioni: coi vostri occhi. Poi, un tema “come mi vedo” ipotizzando la data luglio 2018, tetmine della loro maturita’ e infine alla luce del termine casa e di quel che di e’ visto oggi “io vivo con…”.  Incipit. Fatto sta che tra una cosa e l’altra ho dimenticato il tutto. Cartellina e mandato. Me ne ricordo dopo un’ora buona. Ritorno. Lo trovo nello stesso identico posto in cui lo avevo lasciato incustodito. Lo apro e trovo una riflessione scritta. Da chi non lo sapro’ mai.
DAGLI OCCHI DI UN’ALUNNA…

Oggi siamo andati a visitare il Cottolengo: un piccolo quartiere, immerso nella grande città di Torino che fa dimenticare a chiunque ci entri il Mondo che esiste all’esterno.
La visita è stata guidata da una suora con uno spirito immensamente fedele, che a me personalmente ha passato tanto, e la passione con la quale raccontava la meravigliosa storia di quel magico quartiere…faceva venire i brividi!
È un po’ indescrivibile la visita che è stata fatta oggi…sia a livello emotivo che spirituale…
E specialmente vedere Angela: la donna cieca, sorda e muta che comunica attraverso una mano. Quella di una suora…
È stato meraviglioso poter vedere anche quanto l’essere umano pur di comunicare faccia qualsiasi cosa… e ci riesce sempre! Da uno sguardo, ad un sorriso, ad un gesto oppure…come in questo caso attraverso una mano…
E concludo la mia riflessione con una frase che mi ha toccato particolarmente e che mi sono sentita dire oggi:
‘La vita è troppo preziosa per sciuparla.’

Il viaggio di questo anno scolastico 2015/2016 volge al tetmine. Che storia. Ci siamo trovati, cosi per caso. Ci siamo incontrati, raccontati, arricchiti, contestati a volte e risi addosso in altre e rispettati sempre. Ora e’ arrivato il momento di scendere. La stazione ci dividera’ per chissa’ quali e quante strade ma continueremo a raccontarci sempre grazie alla foftuna del nostro incontrarsi…

8 marzo

Torino 6 3 2016,foto Borrelli RomanoAl di la dei mazzettini di mimose, cioccolatini perugina o meno e involucri di poesia, e che tanto fanno piacere (e ne danno) ricordiamo il vero significato di questa giornata che affonda le radici nel 1908 (8 marzo): la morte di tantissime operaie in una fabbrica americana mentre erano intente al loro lavoro. Magari non una festa ma un momento di riflessione su tante mancanze, intese come privazioni. Mi piace ricordare tra i tanti volti femminili incrociati tra le pieghe e le pagine di libri, quello di Mala, una storia autentica, d’amore. Solidarieta’, amicizia, lealta’, altruismo, accoglienza, dono.Tutta al femminile.

E’ sera tardi quando rientro a casa. L’aria mi schiaffeggia il viso. Ho tolto la sciarpa ma forse non era ancora il tempo giusto. Oltre al freddo che mi costringe ad “incassarmi” sono assediato da un intenso profumo di mimose, qui, dalle parti di Borgo Dora. La quiete e’ interotta da continui rumori di tasti nel loro lungo  comporre storie e rumori, di tacchi, stivaletti e sneakers, di parole che riempiono fogli e che incarnano vite e persone. Donne.Volti di donne e madri. Donne. Sono tutte belle nel loro raccontarsi questo 8 marzo (e tutti i loro giorni) e altro e oltre. Visi di donne da raccontare: nere, bione, castane, rosse, frangette, lunghi, corti, velate o meno. Lasciano al loto passare profumo di mare. Segni particolari: intense, profonde, bellissime. Recuperano vie a gruppi felici e contente, pizzerie, trattorie, una semice passeggiata…in rosa. La mongolfiera staziona, stanca, dopo ripetuti aria-terra, terra-aria e a chissa’ quante coppie avra’ fatto spazio oggi. Anche le locomotive, nere, massicce, in deposito presso la Torino-Ceres, corso Giulio Cesare, questa sera, non sbuffano. Riposano. “Toc-toc-toc” , rumore di tacchi, rumori eleganti di donne altrettanto eleganti. No, non preoccupatevi: non e’ qualche politico che bussa. Sono donne che passeggiano. Donne. Al loro passaggio una scia profumata. Mimose. Chissa’ a cosa pensano le donne…

SGUARDI DIVERSI POESIA IN BORGO DORA E PORTA PALAZZO

Associazione “2 Fiumi” – Scuola Holden: Fronte del Borgo – Istituto Steiner – Primo Liceo Artistico – Associazione
Commercianti Balon – Porta Palazzo: Cooperativa 5° mercato alimentare – Cooperativa di gestione mercato 4° – Libreria Il
Ponte sulla Dora – Impremix edizioni visual grafika.
Con il patrocinio della Circoscrizione 7
SGUARDI DIVERSI
POESIA IN BORGO DORA E PORTA PALAZZO

“La poesia crea per noi un mondo nuovo”
Ugo Foscolo
“Nessun mondo nuovo senza un nuovo linguaggio”
Ingeborg Bachmann
“ Una civiltà si sa se è viva dal modo con cui canta…”
David Maria Turoldo

1- Progetto completo Sguardi di-versi 2015-16

sguardi-diversi-1

 

 

 

 

 

2- Concorso Poesia Sguardi di-versi 2015-16

sguardi-diversi

 

 

 

 

 

Modulo di partecipazione al concorso:

3. ALL. MODULO DI ISCRIZIONE SGUARDI DI-VERSI

“Elogio” del riassunto

Torino. Ore 8.00: la campanella suona per tutti e anche i clacson delle auto fanno la loro parte. Nel suonare.  L’odore del catrame si spande  e  il rullo modella su una striscia d’asfalto il nuovo tratto di Corso Principe Oddone. Torino 23 9 2015 foto Borrelli Romano“Stanno asfaltando, stanno asfaltando. Accorrete. Viniti (in dialetto)” urlano eccitati alcuni anziani come per l’arrivo delle giostre.  Una attrazione  che li impegnera’ e li trasformera’ per alcuni giorni in geometri e architetti. Si piazzano li dove correvano i binari del treno e per loro lo spettacolo e’ assicurato. Almeno per qualche giorno. Poco prima erano “affacciati” su corso Umbria per altro evento, sostanzialmente diverso. Per un attimo anche io ero del loro gruppo. Sulla strada, a guardare. Sfogliavo mentalmente i giornali e ripensavo a maggioranze e opposizioni. Chi asfalta chi. “La strada”. “Era il tuo libro preferito, ma non comprendevo le tue parole e i suoi riferimenti. Ieri mi mancavano  le parole per dirlo, oggi mi manchi tu e ora parlo al …vento e “BlaBlaCar”…Ma allora le parole erano dritte al cuore”. L’odore nell’aria e’ forte, di usato. Riprendo la mia strada, Porta Palazzo, Borgo Dora, il Serming, la scuola Holden Continua a leggere “Elogio” del riassunto

Secondo giorno di scuola

20150901_085606Torino. Fin dalle prime luci dell’alba (ma oramai e’ un’alba che si “stiracchia”  sempre un pochino piu’ in la’, con l’autunno praticamente alle porte) l’oggetto su cui volgo la mia attenzione non e’ lo smartphone ma il calendario delle lezioni. Due terze, una prima, una seconda. Oggi. Non li conosco, i ragazzi che in mattinata mi ritrovero’ in classe (e loro troveranno me) e incontrero’ davanti e riesco solo immaginarli. Penso: “Tanto, a quella eta’, sono quasi tutti simili”. Piu’ o meno. E cosi  gioco con la fantasia nel provare a dar loro voce, occhi, capelli e li immagino mentre consumo velocemente la mia colazione o sul breve viaggio in metro lungo il tragitto casa-scuola. “Saranno attenti? Curiosi? Affamati di sapere? Faranno domande come solo i ragazz* riescono a fare? Saranno stanchi, timidi, esuberanti, speranzosi?” E io, saro’  all’altezza delle loro aspettative”? “Learn by doing”.  La voce metallica della metro annuncia che siamo in una citta’ francese. Le porte si aprono e recupero insieme ad altri la scala mobile, con il mio carico di grappoli di emozioni e sentimenti. Cominciano a materializzarsi lungo le scale della metro, alcuni un pochino curvi, per attutire l’impatto con l’aria fresca del mattino ma con l’estate ancora dentro e la T shirt a ricordarcelo fuori.  Altri scherzosi e altri ancora seri o pensierosi. “Chissa’ se saranno loro il primo incontro questa mattina”. Posso solo dire e affermare che sono rimasto colpito dal loro alzarsi in piedi, come accadeva un tempo (e io che la pensavo pratica oramai desueta), con i loro nomi scritti su di un foglio di carta, come accade tra i giornalisti della tv. In quelle aule, scolastiche, con tutti quei nomi, talvolta difficili da pronunciare,  si distende un atlante. E Torino,  anche. I giri di presentazioni raccontano di una “utenza” (pero’, come non e’ bello questo termine) varia e di varia provenienza: Lingotto, Borgata Parella, San Paolo, Borgo Dora, tantissima Barriera e tanta provincia, sud di Torino, Europa, come accennato, e resto del mondo. Mi anticipano, con quei nomi esposti sul loro banco, dandomi il benvenuto. Loro. Poi, lentamente, tutto si scioglie. Alcune aggiungono alla loro presentazione quella del libro adagiato sul banco. Forse desiderosi di smentire le notizie che sono  pochi gli studenti che leggono, che pochissimi visitano un museo e altrettanti un sito archeologico. E la relazione si instaura e declinano  sottovoce le loro richieste-esigenze, i loro posso: “Professore, posso andare a temperare la matita nel cestino?” Professore, posso andare in bagno?” Professore, posso mangiare il panino? Ho fame, devo abituarmi ai nuovi orari. Prometto che non faro’ rumore. Mastichero’ in silenzio”…La scuola comincia….poi la campanella li riaccompagna ciascuno nelle proprie dimore. E il rientro si fa anche per me. Alla metro, un gruppo di studenti mi saluta:” Buongiorno Prof.” Ripenso ai fogli bianchi affiancati da una penna. Una distesa bianca, neve immacolata. Una storia da scrivere. Lunga un anno.

Ballando sotto la Mole

Torino 31 dicembre 2014, tabellone di Porta Susa, foto, Romano BorrelliTorino 31 dicembre 2014, Porta Susa. In attesa. Foto, Romano BorrelliTorino via Roma al passo della musica, foto, Romano BorrelliL’anno sta per terminare, quasi, là dove era iniziato. In una stazione. Come ricorderete, una ragazza, simbolo di molte, molti, partiva, per l’Argentina, in cerca di qualcosa. Lavoro, riposo, studio… Chissà quanti di noi vorrebbero andare. Viaggiare, anche in solitarietà. Purchè sia.  Fa freddo, qui a Torino. La temperatura è rigida. Un paio di treni provenienti dal Sud sono in ritardo. Uno, proveniente da Reggio Calabria “scarica” gente stanca ed esausta, con la schiena a forma di sedile. Pronti pero’ ad abbracciare parenti ed amici con la giusta forza da non farsi rovinare le ultime ore dell’anno e una buona bicchierata per l’augurio di un buon principioTorino 31 dicembre 2014, Porta Susa, foto, Romano Borrelli. Aspettando il Treno in ritardo. Un altro treno, da un po’ di tempo, non parte più e non lo menziona neanche quella carta gialla, sotto “vetro” tipo Pozzo orario, né tantomeno  vedere, cosicché il biglietto è rimasto al cancello ormai da un pezzo.   Come la rosa e come quanti si aspettavano il ritorno di Diego sulla scena del film, vero-vero,  andato in scena giusto un anno fa sulle colonne di una ringhiera di via Verdi e su quelle de La Stampa: “Un amore e la rosa”.Torino 31 dicembre 2014, Serming, foto, Romano BorrelliDi qui a poco ci sarà il “digiuno” del Capodanno, “non consumato” da tantissimi, al Serming e poi, la marcia. A seguire, la Messa.  Già, cosa succedeva questo pomeriggio, al Serming, quel grande contenitore di attività sempre in moto e ancor più nella giornata di oggi? Attività. Numerose. Ragazze e ragazzi sempre al lavoro. Intenti a preparare cartelli,Torino 31 dicembre 2014, Serming, preparazione cartelli, foto, Romano BorrelliTorino 31 dicembre 2014, Serming. Preparazione cartelli. Foto, Romano BorrelliTorino 31 dicembre 2014, preparazione cartelli. Foto, Borrelli Romano per questa sera, per la marcia, fino al Duomo, dove ci sarà la Santa Messa,  mentre, nello stesso tempo,  nelle case private, ristoranti o altro, le “camminate” saranno altre, dettate dalla musica delle posate, dal palato, delle mascelle. Sempre in movimento. Bandiere e candele accompagneranno la marcia lungo le strade di Borgo Dora, attraversando Porta Palazzo, le Porte Palatine,Torino 31 dicembre 2014, Porte Palatine, foto, Borrelli Romano (bellissime, restituite, dopo i lunghi lavori, ai torinesi) via XX Settembre fino al Duomo. Torino 31 dicembre 2014, Serming, bandiere, foto, Romano BorrelliTorino 31 dicembre 2014, Serming, candele, foto, Romano BorrelliAll’interno del Serming, in ogni ambiente, gruppi al lavoro. Al servizio. Del prossimo. Osservo, dialogo, saluto. Esco. La mongolfiera sul piazzale, ferma, in attesa. Il freddo è pungente. L’area dei mercatini ormai è sgombra. Di tanto in tanto qualche petardo lanciato dai balconi accompagna il cammino di molti e lungo la strada che da qui, dal Serming, dalla scuola Holden, ci  conduce al mercato, di Porta PalazzoTorino 31 dicembre 2014, Porta Palazzo, foto, Romano Borrelli (2), il più grande mercato d’Europa all’aperto. Torino 31 dicembre 2014, Porta Palazzo, foto, Romano BorrelliVivace e trasversale. Colorato. Una babele di lingue. Un’infilata di gazebo, di tende, e sorrisi che si allargano, quelli dei più piccoli. Bimbi intenti a giocare, con niente. Mi offrono una fetta di panettone. Ringrazio. E’ bello vederli giocare e divertirsi.Torino 31 dicembre 2014, Porta Palazzo, auguri bambini. Foto, Romano Borrelli Mi fanno pensare al bambino di amici, Gioele, che ama giocare, come tutti i bambini, con mamma e papà. Un mondo nel mondo. Scarpe, abbigliamento, di ogni tipo, per ogni genere. E ancora frutta e verdura. Al coperto, carne, formaggi, pronti per essere venduti: dalle vetrine degli stand alle vetrine della tavola di casa e dei ristoranti. Il mercato è vivo. La gente, nonostante si stia facendo sera è dinamica. Veloce. Arriva, compra, sparisce. Fiato e fumo da ciascuno. Mi avvio verso il centro. Dove lentamente, anche se in anticipo, la gente pensa già a ballare. Sotto la Mole. Di qui a poco, Paolo Belli intratterrà la piazza fino al brindisi di fine-inizio anno. “Meno, meno, meno…”sarà il mantra, in questa come in tutte le piazze d’Italia. “Nessuno dei torinesi lo lascerà più solo”, questa sera. Torino 31 dicembre 2014, Piazza San Carlo. Ballando sotto...la Mole. Foto, Romano Borrelli Qualcuno ricorda la sua bella canzone di anni addietro? In molti, tra via Roma e la piazza e la galleria e in ogni luogo possibile di questo coloratissimo centro Torino 31 dicembre 2014, centro di Torino, foto, Romano Borrelli provano il “lindy hop”, sulla scia degli anni ’30.  Altri si muovono e ascoltano al tempo della musica, da violino. Da via RomaTorino 31 dicembre 2014, via Roma. Foto, Romano BorrelliQualcuno asserisce che da qui, piazza San Carlo,Torino 31 dicembre 2014, Piazza San Carlo, foto, Romano Borrelli è un film d’amore. E non si paga neanche il biglietto. Si accomoda e si gode lo spettacolo.Torino 31 dicembre 2014, via Roma e il film Piazza San Carlo, foto, Borrelli RomanoE allora apprestiamoci ad iniziare nel migliore dei modi questo 2015.  Un anno faticoso ma ricco di soddisfazioni, un anno dove il si deve si è imposto sul “fa piacere”, un anno  lungo un’attesa, ma anche il coronamento di un’impresa, anche con poca intesa e qualche rottura. Un anno ricco di luci, che resteranno accese, ancora e ancora.Un anno di  un amico e della sua famiglia che mi conferiscono  il loro augurio “con la convinzione che il vento prima o poi cambierà direzione e le nostre vele si gonfieranno”. Un amico, Massimo ( il libraio), mi ricorda quanto segue: “Com’è povero un cielo senza sole, un uomo senza sogni… Il pane non basta: ci vuole un sogno per farlo più buono. Ti dà più forza del vino sincero un sogno che ha fretta che da te solo aspetta di diventare vero”. (Gianni Rodari). I sogni…i sogni aiutano a costruire un mondo diverso…è il sogno che spinge a viaggiare, ad andare oltre, aspettare, costruire. Sognare.

Intanto, “meno”, “meno”, “meno” e’ gia’ cominciato, non solo in piazza, e fra poco il saluto all’ anno che verra’. Fra  qualche ora sapremo anche a chi appartiene il primo vagito, se sara’ maschio o femmina,  e se, se, se…

Intanto, il Presidente della Repubblica, nell’augurarci un buon 2015 annuncia anche le possibili dimissioni. Anzi…normate dalla Costituzione.

Ps. Per chi ha voglia di renderlo ancora più dolce, questo fine d’anno ( e inizio), in piazza, bhè, da queste parti ci saranno i gofri di Massimo.

Mercatini: Borgo Dora e Valdocco

Torino 7 dic 2014, il Maglio, Romano BorrelliTorino 7 dic 2014. Il Maglio. Borrelli RomanoTorino, 7 dic 2014,Il Maglio. Romano BorrelliTorino 7 dic 2014, Il Maglio. Borrelli Romano

20141207_123445Torino 7 dic 2014, il Maglio. Romano BorrelliTorino 7 dic 2014. Maria Aus.,  Borrelli RomanoTorino 7 dic 2014, Maria Ausil. Borrelli RomanoTorino 7 dic 2014. M. Ausiliatrice, Borrelli R.In giro tra i mercatini del Maglio a Borgo Dora (zoTorino 7 dic 2014, M.Ausiliatrice, Borrelli RomanoTorino 7 dicembre 2014, Maria Ausiliatrice, Salone Parrocchiale, Bazar, foto, Romano BorrelliTorino 7 dicembre 2014, bazar di Maria Ausiliatrice, foto, Romano Borrellina Serming, Scuola Holden) dove luminarie e profumi di ogni tipo si avvertono gia’ in lontananza. Terre uomini e donne, prodotti agricoli, artigianali e di ogni genere si mischiano a prodotti (del Balon, con un pallone sopra le nostre teste, una mongolfiera) che hanno avuto senso e un posto nel cuore di qualcuno. Prodotti, oggetti, ricordi che si apprestano ad un trasloco forzato dopo aver ricevuto lo sfratto dai legittimi proprietari che un po’ per necessita’ un po’ per spazio hanno deciso di abbandonare, di scambiare, di vendere. Oggetti un po’ come gatti, che, come dice la vulgata si affezionano alle mura domestiche e poco alle persone. Altre mura domestiche si apprestano a contenere questi “scarti”  divenuti presto valore inestimabile per quanti vorranno portarseli a casa. Forse anche per gli oggetti vi e’una equiparazione al “capitale inagito”…si, si, e’ buono ma…. Facce da puntini di sospensione, ci siamo capiti no? Profumi di mare e di Sud ti avvolgono come la nebbia ed e’piacevole restarci e lasciarsi imprigionare al pari di quella vera, che, come “narrano coloro che ricordano”da queste parti, presso le rive del fiume, e’ facile avvistarla in certi periodi dell’anno.  Avere del tempo e perdersi come in un labirinto sarebbe l’ideale, quanto meno restarci fino a sera quando le luci artificiali detteranno il ritmo della magia e dell’atmosfera natalizia.

Presso i saloni parrocchiali di Maria Ausiliatrice, (La Basilica dopo il rifacimento della facciata lentamente si toglie la maschera per essere restituita ai torinesi bella e ripulitaTorino 7 dicembre 2014, Maria Ausiliatrice, fine lavori. Foto, Romano Borrelli ) a due passi da qui, continuando per via Cigna o via Cottolengo, in zona Valdocco, si puo’ incrociare, ancora per pochi giorni, il bazar, arredato da instancabili volontarie della San Vincenzo che promuovono la vendita di prodotti artigianali realizzati da esse stesse nel corso dell’ anno. Torino 7 dicembre 2014, Bazar Parrocchia Maria Ausiliatrice, Foto, Romano BorrelliTorino 7 dicembre 2014, saloni parrocchiali Maria Ausiliatrice, Bazar, foto, Borrelli RomanoIl ricavato della vendita andrà a sostegno delle famiglie in forte difficolta’ economiche. Numero degli assistiti in incremento causa crisi che ormai da anni investe un po’ tutti (parrocchia Maria Ausiliatrice, Bazar, salone parrocchiale).

Entrando  il raccoglimento e la riflessione, per un attimo, si impongono. Una tavola, imbandita. Tovaglia, piatti, bicchieri. Nessuno come per dire tutti invitati al banchetto. Tavola come dire Altare. Pranzo e cena. Pane e pane quotidiano. Parenti, amici, compagni, invitati. Tutti. Universalità. Una giovane coppia prende le misure per un rito che ripeteranno infinite volte. Lembi della tovaglia da distendere e piegare. In Comunione. Sono attenti in ogni gesto. Provano e riprovano. Si sentono a casa. E’ domenica. Si. Torino 7 dicembre 2014, Bazar Maria Ausiliatrice, Foto Romano BorrelliAlcuni, in giro tra i vari banchetti  domandano come mai una iniziativa del genere non sia stata pubblicizzata su qualche giornale. Forse un modo per risparmiare qualcosa e devolvere tale cifra a qualche bisognoso in piu’,per non lasciare nessuno indietro. Anche queste sono “belle e buone vetrine” . Un suggerimento, se posso, a La Stampa, che da queste parti è un po’ di casa. Dato che la Basilica di Maria Ausiliatrice è ormai prossima a togliersi del tutto “la maschera”, qualche riga di inchiostro, un po’ li e un po’ qua, per questo bel Bazar non dispiacerebbero, magari due righe per far del bene. Le “Vetrine per bene” che aiutano a fare del bene sono anche qui, in Circoscrizione 7. A Maria Ausiliatrice.

Infine chiudo con l’uspicio che siano in tanti a farvi visita che, come sosteneva Simone Weil, “L’attenzione e’ la forma piu’ rara e piu’ pura della generosita’”.

ps. mi piacerebbe sapere se e’ vero il fatto che un “mini pensionato”, solo, senza famiglia, con difficolta’sia economiche sia di salute e  se ha lasciato sul proprio conto qualche euro, poniamo duemila, per…(non diciamolo!!!) se in virtu’ di quell’accantonamento viene escluso dal ricevere la “tredicesima” come contributo, aiuto, che una fondazione elargisce a casi disperati…Cioe’, e’ considerata una persona ricca?

 

Torino Borgo Dora, 7 dic 2014, romano borrelli

Profumo d’amore, essenza di vita, nel cuore di Torino

Torino 22 novembre 2014. Piazza Castello. Foto, Romano BorrelliProfumo …d’amore ed essenza di…vita, nel cuore…di Torino, questo sabato mattina.Torino, 22 novembre 2014. Via Garibaldi. Oreal.Foto, Romano Borrelli Sole, luce, acqua, mani, perfettamente aderenti, cuore pulsante, in una delle più belle piazze d’Europa. Tutto, proprio tutto, qui, a portata di…mano. Qui, lettera 22. D’amore il 22 novembre.

In piazza Castello incontro Anna, era da un pezzo che non la si vedeva. L’ultima volta era stata in Borgo Dora.  Scambio due chiacchiere  con lei ma perdo di vista i soggetti appena fotografati. Peccato. Davvero… In ogni caso, è stato un piacere rivedere Anna. Mi chiede una foto. Si mette in posa come una star del cinema, quasi in tempo TFF, o  della musica. Alza il dito, il pollice. Scatto. Ne chiede ancora un’altra. Si vede che ormai è abituata e che vuol bene ai torinesi e i torinesi ne vogliono tanto a lei.  Torino 22 novembre 2014, piazza Castello. Anna. Foto, Romano BorrelliSalutata Anna, noto un via vai di gente con fogli A4 tra le mani.

Ma cosa sono queste lettere, questi biglietti che in molti girano e rigirano  tra le loro mani? Una certezza, non sono “lettera 22” come quella sopra. Si sente in giro “profumo di notizia”.  Ma non è di cioccolato. Questo è dall’altra parte della piazza. Questo profumo è diverso. Un tam-tam sulla rete? Un ritrovo? A terra, tra i miei piedi, un biglietto ferroviario, un appunto. Data di emissione, 17 novembre. 470 km circa di strada ferrata e montagne e laghi e tanti i  Duomo si nascondono dietro i nomi delle città stampigliate su di esso. Un indizio? No, non puo’esserlo, e di questi ne ho le competenze giuste. Quel biglietto raccolto, ripiegato e tenuto con un fare prezioso tra le mani,  è diverso dagli altri che noto, in giro per la città. Provo allora a seguirne la scia delle lettere tra le mani e la provenienza del profumo. Possibile che sia un “Arrogance”? no, non penso. Profumo di un ricordo? Bho’. Vorrei però premiare la mia curiosità. La via  dove un tempo passavano i tram, è  piuttosto lunga ma percepisco, aiutato dal via vai, foglio di via in mano, che lo “start”, il “via” di questo gioco (che non è il monopoli ma una semplice curiosità da soddisfare), proviene dall’altro capo della città(meglio, via). La percorro, via Garibaldi,  velocemente. Al mio fiano, in molti con questa lettera ripiegata tra le mani. Questo “esodo” che ricorda altro “esodo” domenicale sembrail periodo di  quando si pubblicizzavano le enciclopedie. Davanti la scuola, al sabato,  venivano offerti buoni omaggio per assistere alla proiezione di un film la domenica mattina. Tra un tempo e l’altro c’era sempre chi pubblicizzava una enciclopedia.  Basta seguire loro e lasciar riposare l’odorato. Dalle vie laterali, al gruppo si uniscono altri e altri ancora, sempre con un foglio bianco, stampato, tra le mani. Non è una poesia. Chissà. Ne approfitto per lanciare un’occhiata alle vetrine, ora a sinistra,  un negozio reclamizza la permuta di libri, nel pomeriggioTorino, via Garibaldi...la permuta dei libri. Foto, Romano Borrelli, ora a destra, abbigliamento,  ancora a sinistra, dove gli occhi fanno festa e il cuore batte per aver visto un pezzo di Puglia (Pulia prodotti)Torino 22 novembre 2014, via Garibaldi, negozio Pulia, foto, Romano Borrelli e quando gli occhi convergono verso il principio della via, scopro la porta dalla quale promana il profumo. Dove un tempo si stampava oggi si testa, forse si espone, forse oggi, chissà…..Provo timidamente a chiedere a quanti sono in coda. Questioni di essenza. Sono qui, loro, (e pure io, per averlo “seguito”) per un profumo. Davanti al portone dell’Oreal, coda, da un capo all’altro della via, Garibaldi. Varcato il portone, il giusto “premio”Torino, via Garibaldi, 22 novembre 2014. Oreal. Foto, Romano Borrelli

Premiata la mia curiosità, decido di seguire altro profumo. Questa volta, di “terra madre”. Davanti al Comune di Torino si possono infatti trovare bancarelle con i prodotti della terra.Torino, via Milano, il Comune. Mercatino. 22 novembre 2014. Foto, Romano BorrelliQui, dove un tempo si teneva il mercato…”dei bugiardi”. Chiudo gli occhi un istante…una frazione di secondo…Sta transitando il 50…fra poco l’autista abbasserà il finestrino e tirerà verso di sé lo specchietto……..ma questa è un’altra storia, anche se, possiede ugualmente il suo…profumo.

A Torino…

DSC00522La nostra città, Torino, presenta spaccati davvero caratteristici, originali. Nei pressi del nostro Borgo, Aurora, o Borgo Dora, o nel nostro quartiere, Valdocco, o la nostra circoscrizione, la sette, la devozione popolare è davvero notevole. Ma si registrano anche aspetti davvero carini, come il portone rotto, che si aggiunge al palazzo con la scritta dell’ultimo piano, “ben tornata” (anche se questa, è posta in quartiere centro, quindi, oltre il Cottolengo, oltre corso Regina Margherita).

Tantissimi messaggi lasciati, non all’interno di una bottiglia, non “attaccati ad un cancello” ma, posti alla visuale del semplice viandante, in altra forma. Nel borgo tutto rinasce, parallelamente al “rifiorire” della natura.  Le attività pullulano e così la gelateria popolare nei pressi del Serming.  La “coda” per un cono, comincia a prendere forma.  Anna, è da un po’ che non la si vede, e in tanti non la vedono. Si spera stia bene, senza ansie e preoccupazioni di sorta. La gente esce per strada, si siede a qualche caffè,  chiacchiera, talvolta si riconcilia, con sé stessa, con gli altri. La natura diviene davvero complice e ci aiuta a ritrovare una dimensione interiore davvero diversa. Una dimensione davvero più umana. Davvero tutto molto carino. Lungo l’acciottolato, le viuzze qui nei pressi, la realtà pare d’altri tempi. Un quadro ben rappresentativo dei mille lavori, qui, tra il fiume, il Cottolengo, Porta Palazzo e la Dora. Osservare un artigiano che lucida il legno e pensare che anche quel pezzo era albero, con la sua memoria. Un fioraio mentre pulisce delicatamente i fiori, i vasi, la terra. Pensare ai girasoli…un occhio, la madre, anche qui la memoria.

Stemma Torino sui tram

Intanto il corso sui libri e tra i libri, continua il suo…”corso”. Come ogni cosa bella, anche questa conoscerà il suo termine. E probabilmente la sua storia lascerà “orme” e qualcosa dentro  a cui ripensare. Intanto dopo un “espresso” consumato velocemente in compagnia di un compagno di corsi, dal ponte sulla Dora dedico gli ultimi spiccioli di liberta’ prima del lavoro alla lettura del libro di Alice Corsi, “La memoria degli alberi“.  Un posto non casuale, questo scelto per ultimare la lettura del libro citato, e neanche vincolato al “cancello” che separa la “libertà” dalla necessità,  ma voluto, qui, dove la via diventa “una strada antica, un acquerello lucido di azzurro, bagnato di lacrime di gioia e attesa…quell’attesa che il blu entri nei giorni…”. Qui, a due passi da “lettere”, o meglio, dalla facoltà di Lettere, e dallo studio di Verga e Svevo e Montale, “scrittori che parlano un linguaggio piu’ vicino al mio’ e che ti fanno innamorare. In attesa di qualcosa o, e, di qualcuno. Autori, scrittori che popolano ‘il silenzio di frasi altrui’. In attesa, osservando lo scorrere dell’acqua di questo affluente del grande fiume. L’attesa di ‘un fulmine che crei un incendio dentro…” … nelle notti stellate estive, da questo ponte, da questi gradini, puoi scrutare un cielo bellissimo, nitido, stellato e ricamarci sopra splendide filastrocche e immaginare a costruire quel pezzo di cielo, tuo, che verra’. Alberi, qui intorno. Memorie, qui intorno, e dentro. Altre volte, nel cielo puoi notare la presenza rassicurante, che ti richiama, con forza, anche quando buio non e’.   Una forza interiore, antica, da “principio del mondo”.  Alzi gli occhi al cielo e un stella pare ti indichi il percorso, la meta. “Una stella splendente in tutto quel silenzio. La stella era Dio”. Qui, sul ponte, dove tutto e’ acqua e dove tutto e’ vita e ancora dove “gli alberi muoiono ogni inverno. Ma in primavera compiono il loro annuale meraviglioso miracolo. Cosi’ la loro storia non finisce. E neanche la nostra”. In attesa ci un fulmine, di qualcuno e mettere a tacere la paura e finalmente poter dire: “Insieme possiamo aprire quella porta”.

Ps. Il libro merita, anche per un ulteriore motivo. Elix, uno dei personaggi, ha trovato domicilio su questo blog, dove un altro mondo e’ possibile. “Era stata a Genova nei giorni del G8; aveva visto il sangue sui marciapiedi, le mani alzate verso il cielo muto. Credeva che le cose sarebbero potute cambiare, che la gente finalmente, avrebbe capito”.

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