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Roma

20200203_230238Qualcosa di fresco è  nell’aria, annuncia primavera, un tepore, ma diverso da quel caldo assurdo che mi sono lasciato alle spalle. Tutto uguale alla volta precedente, e qualcosa che si rinnova in febbraio. E quella canzone di Niccolò  Fabi, “lasciarsi a Roma” è  un tira e molla continuo che non ti ci lascerai mai, alla fine, perche si sa, l’amore è  eterno, finché  dura. Punto.  Come la famosa lampada Osram, che non si trova più ma è  come se ci fosse. Basta una canzone.  Tepore. Non più inverno e neanche primavera, ma …diverso. Nella notte che si apre e distende  un gruppo di spagnoli recupera via del Quirinale passando velocemente l’incrocio con le 4 fontane e le opere del Bernini e Borromini, schivandole, rasentandole senza osservare  pezzi di bellezza, che guarderanno poi fra 20 anni, con le superiori alle spalle e pure l’università. E cosi è  stato,  e sarà così era dalla mia “3 A ” del Q.S., oramai lontanissima come le note di “Roma Nord”di Tozzi, che la mattina, occhi stropicciati, uscendo dal casello, l’autista del bus  ci propino’ a tutto volume. Sono già  oltre quel che ho lasciato io alle spalle: Fontana di Trevi e Quirinale. Sono gioiosi e poco chiassosi. Bene. Questa notte invidiero’ un pochino gli spagnoli. No, forse solo la loro età.

Roma

20190801_122014Roma mi piace immaginarla così, e poi “srotolarla” dagli occhi come  una pellicola di un film o un vecchio negativo di foto, un rullino, sa ripassare tutto insieme, e andare a ritroso, sul passetto del Castello, con la fantasia e  vedere e dare forma a  figure di Papi che corrono e si mettono al riparo da qualche congiura o possibile attentato, dare forma e vedere Papa Borgia in fuga, e immaginare  Giulia Farnese, Lucrezia, il fratello Cesare dopo chissa’   cosa e cortigiane e mettiamoci pure il Pinturicchio che chissà…retrodatare ancora e pensare all’Imperatore Adriano, col suo testone osservato nella Galleria Borghese che da questa fortezza, con i suoi fidi e corte  si muove verso Ostia antica e Tivoli, nella sua sontuosa villa. Roma è  presente e passato anche recente, nome di donna, capelli lunghi e neri, viso grazioso e acceso, occhi scuri e passione, e arte.

20190801_10052720190801_100748Roma è cavalcare lungo il corso della storia, all’ombra del Quirinale, lasciandosi alle spalle via XX Settembre, prendere due capolavori, di due grandi, che la storia ha sempre messo in competizione e rivalita`, tanto per cominciare; capolavori   che stazionano sulla stessa via, all’ombra del Quirinale, san Carlo alle Quattro Fontane, comunemente conosciuta dai romani come san Carlino, per le ridotte dimensioni, (Francesco Borromini, capolavoro dell’architettura  Barocca) e sant’Andrea al Quirinale, architettura barocca, (Bernini) e mettere  a confronto, i due prima di procedere ad ulteriori confronti verso gloriose bellezze e scendere verso  piazza Navona,ritrovarsi al loro cospetto e pensare di passare dal Barocco al Rinascimento, a concetti come staticità e dinamismo.

Roma

Roma è.  Così spesso ho scritto e così essa è.  Roma concede, Roma toglie, in una sorta di partita doppia. Roma è  storia, arte, religione, letteratura. Passato e presente, fuga dal quotidiano; rottura dell’ordinario ed entrata nello straordinario. Roma è  festa Eterna Bellezza .Roma è  sfida o complice rivalità tra B&B&Cche non vuol significare  bed and breakfast ma Bernini e Borromini, ai quali poi, aggiungiamo Caravaggio. Barocco romano. Cominciamo da quello, dai piedi dei contadini, nella Madonna di Loreto, con le mani giunte, bastoni inmano, a venerare la Vergine, Bimbo in braccio, sulla porta della Casa Natale, in uno dei suoi capolavori a due passi da piazza delle Cinque Lune, dal Senato, dal lento fluire del Tevere; a pochi centimetri da altro capolavoro, quello di Raffaello; piedi di contadini che sporchi di fango sembrano così veri e attuali; viso della Conversione di Matteo, del suo stupore, delsuo “proprio io?”, della Luce, che “quando entra entra”; del contatore di monete, assorto; del viso di Pietro, quello di Paolo, racchiusi tra San Luigi dei Francesi, Santa Maria del Popolo e Sant’Agostino. E  la presunta leggendaria rivalità  di Bernini e Borromini, in piazza Navona e via del Quirinale. La musica di una giostrina e profumi di dolci “stordiscono” la visita che continua come fosse sempre la prima volta. Roma sarà  sempre e sempre è  in una continua giostra che si chiama vita, perché la prossima volta, sarò  ancora qui a ri-ammirarli. Tutti.

 

Roma

Il sole di maggio e’ diverso a Roma. Il colore carico di luce e calore,  anche. Non so ma la sensazione e’ di essere in altra dimensione,  spazio-tempo.  Ho da poco lasciato il venticello che genera il treno della metropolitana al suo passare e fuori,  Roma,  e’ per me.  All’interno della piazza,  del Popolo, il vento e’ appena percettibile e il silenzio rotto qua e la’ da qualche uccello e dallo zampillio delle 4 fontane. Al centro della Piazza,  sotto l’Obelisco,  una scolaresca gioca alle carte in religioso silenzio. Volgo a tutto cio’ e al mio passato le spalle e  recupero la Basilica di Santa Maria del Popolo,  all’interno del “cubo merlato”, ovvero,  della “porta Flaminia,  avrebbe detto ed ha scritto la Bellonci”.  L’ultima volta che vi misi piede e occhio distrattamente, in molti si piangeva. Il terremoto di agosto,  sentito anche qui,  aveva distrutto Amatrice.  Entro e so cosa cercare. Attentamente. E’ uno spettacolo immenso,  stare qui, all’interno della Basilica di Santa Maria del Popolo, a due passi da Piazza del Popolo. Sono all’interno della  Cappella Chigi,   (fatta costruire dal banchiere Chigi su progetto di Raffaello nel 1513) sotto il capolavoro di Raffaello: il Dio Creatore,  l’alternarsi delle stagioni, le vicende della Creazione,  la cacciata o caduta,  i cassettoni… scendendo si amirano le statue del Bernini,  i monumenti ai Chigi, i Profeti,  Giona,  Elia,  Daniele. E poi la mano di Sebastiano del Piombo. Possibile questo effetto? Una miniera di tesori racchiusi al suo interno? E qui siamo solo agli inizi della Basilica. Poco  piu avanti,  il Caravaggio,  nella Cappella Cerasi. Qui dentro sono conservati i due capolavori:” La Conversione di San Paolo” (da notare lo zoccolo del cavallo cosi fermo,  immobile,  per non calpestare il soldato romano) e la “Crocifissione di San Pietro” (il chiodo,  la mano). Ma il tutto non finisce qui,  ovviamente.  Entrando sulla destra,  la nativita’ del Pinturicchio. Disegni bellissimi,  così come le lunette, appena sopra la Natività . Resto a contemplare e non so quanti giri percorro. Non vorrei più andar via,  stordito come sono da tanta davvero grande bellezza.

Ah,  quasi non lo scrivevo: auguri a tutte le mamme.