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Oltre me…Il Salento!Tanto di…cappello!

Foto, Borrelli Romano.23 8 2015.“Grazie per l’ospitalita’, grazie per l’affetto, grazie per il calore e grazie per questa bellissima realta’”.  Cosi Liga a Melpignano, cosi io, qui. Così ho voglia di dire salutando questo sole, sabbia e mare. Oltre me? Il Salento!Ho bisogno di qualcosa di forte e a quest’ora non puo’ che essere un caffe’, Quarta.25 8 2015,foto Romano Borrelli Il mio concorso, che non è fotografico, l’ho già vinto. Questa terra, questo mare, questo sole, …il caffe’ mi appartengono. Da sempre. Quello che ho davanti e’ un Belvedere.24 8 2015 Belvedere, Le. foto Borrelli RomanoFoto Borrelli Romano, 25 8 2015, Belvedere, Le.Zona Belvedere, Le, foto Borrelli Romano.25 8 2015Ora, dalla schiuma del mare allo spumone gelato25 8 2015 foto Romano Borrelli: dolcezza alla dolcezza, non puo’ che essere così. Per i titoli di coda, facciamo domani? Ora ho bisogno di raccogliere tutta l’attenzione che posso e lanciare una nuova sfida, da qui, dal Salento: lu sule, lu Mari lu ientu!

Sotto la Torre

Al mattino presto il sole brucia gia’ sulla pelle. Profumi intensi, aria pulita, mare cristallino, gente che corre. La pioggia di ieri e dell’altro ieri ha modificato leggermente qualcosa nell’aria. Sono giorni di temporali, che scendono, dal Nord Ovest. Profumo di bagno schiuma al pino, di sughero, di spugnette umide, di capperi, fichi…Di latte fresco e caffe’ caldo e pasticciotti appena sfornati. Un “grappolo” di magliette verdi “, i ragazz* addett* al Lido Belvedere” scambiano tra di loro alcune parole, frutto della notte allungata e “non consumata” nel dormire. Sono solo attimi.Non tutto e’ condivisibile. La connessione ad Internet non sempre e’ facile.Coda avevate capito? Probabilmente il popolo dei connessi che scruta il proprio tablet o smartphone almeno 70 volte al giorno e’  tutta qui, nel Salento “aperto per ferie”.  Come che sia, un motivo in più per guardare il proprio smartphone, esiste: nell’applicazione “Salento Eventi” si trova di tutto: spiagge, eventi, cultura.Una App che si compone di tre categorie.

Per quel motivo, nel vai e vieni della connessione (tutt* conness*) finisco per “sfogliare” l’evasione tradizionale, quella del Dottor Zivago, di Boris Pasternak. Sorseggiando l’espressino leccese (caffè, latte, cacao) e addentando un pasticciotto leccese. Una musica martella “mi piace vederti e sentirti sotto le coperte e non sulle copertine”….però ora…silenzio…parleranno le stelle.

A proposito, in fatto di mancata connessione, ieri non ho potuto segnalare e condividere un gesto di solidarieta’: una famiglia salentina condivide parte del suo pranzo con una venditrice ambulante di libri, bimba al seguito, sulle spalle.Porto Cesareo, Le.8 8 2015 foto Borrelli.Romano

Un pensiero a Torino, dove a Valdoccco fervono i preparativi per una grande festa. Il tutto in attesa, come accennato, delle stelle cadenti e dei desideri da esprimere: Lacrime di San Lorenzo, Peseidi.3 8 2015, La Chianca, Le. Foto Borrelli RomanoLa Chianca, Le. Foto Borrelli Romano. 3 8 2015La Chianca. Le. Foto Borrelli Romano, 3 8 2015La Chianca (Le) foto Borrelli Romano, 3 8 2015La Chianca, Le. 3 8 2015, foto Borrelli Romano.La Chianca, Le. 3 8 2015, foto Borrelli RomanoLa Chianca (Le) 3 8 2015 foto Borrelli RomanoLa Chianca, 3 8 2015 foto Romano BorrelliLa Chianca, Le, 3 8 2015, foto Borrelli Romano.La Chianca, Le. 3 8 2015 foto Borrelli Romano

Salento: cheap e chic

Affacciato sulla “terrazza” di Bacino Grande 8 8 2015 Lido Belvedere,Lecce,foto Borrelli Romanofrugo all’interno del mio zaino contenente una quindicina di libri e una trentina di riviste. Dopo aver interpretrato la parte dell’accumulatore di fresco, godendo dell’aria condizionata altrui, scroccandone il fresco a buon mercato, mi ero ripromesso,  nell’ultimo periodo, di esserlo anche di quella cultura trascurata nell’ultimo scorcio della mia carriera universitaria. Libri e riviste accatastate a pile e “rimandate” con “sospensione di giudizio” come accade ai ragazzi delle superiori, ad un futuro prossimo, stazionavano in bella evidenza pronte all’uso . Accatastati un po’ come queste sedie bianche, nel mare.Bacino Grande, Lecce.8 8 2015 foto Borrelli Romano Alla rinfusa, a “grappoli” come quel branco di pesciolini, davanti ai miei piedi.8 8 2015 Bacino Grande, Lecce.foto Borrelli Romano Lo zaino al mio fianco, affacciato al Belvedere alla scoperta di tesori racchiusi fra le righe tra i “Tesori di Terra d’Arneo” ( vedere la guida appena pubblucata “Terra d’Arneo). 20150808_134233Chissa’ quanto saranno lunghe le sue vacanze in Salento”, mi avevo domandato un inquilino forzato del treno notturno Torino-Lecce nello scrutare il mio zaino, carico di libri comprati nel tempo, ultimo, pre-tesi e suggeriti dall’amico Massimo.  Ecco, ora nel pensare a quel commento frugo e pesco il libro di Sabrina Rondinelli, “Il contrario dell’amore”, Indiana Edizioni. Di questo sono alle ultime battute….Anche questo lo ritengo un libro davvero interessante.

Ho terminato da poco la lettura del libro “L’Invenzione della madre” di Marco Peano, Edizione Minimum Fax: un libro di un amore unico, grande, immenso. Lo suggerisco, lo consiglio vivamente.
8 8 2015 Lido Belvedere,Lecce,foto Borrelli Romano8 8 2015 Bacino Grande,Lecce, foto Borrelli Romano8 8 2015,Lido Belvedere,Lecce,foto Romano Borrelli

Un tuffo tra mare e fantasia

7 8 2015 foto Borrelli Romano.Torre Lapillo, LecceTorre Lapillo 7 8 2015 foto Borrelli RomanoTorre Lapillo, Lecce.7 8 2015 foto Borrelli RomanoNuotare e non pensare a nulla. Lavare l’inverno e levare tensioni e tossine. Poi, di colpo, fermarsi e rilassare le braccia, dare loro tregua e recuperare il fiato. Abbracciare questa grande bellezza e volerla trattenere a se’, come fanno i bambini con il loro giocattolo, o un po’come accade tra due amanti al loro rivedersi, nei primi rodaggi. Guardarsi intorno, davanti alla spiaggia e scoprire l’assenza, qui,  di quei “parallelepipedi” che in lontananza (altrove) appaiono ai nostri occhi simili a tanti teli da mare,  ondeggiati dal vento,  appesi ad asciugare, ma che in realta’ sono catene sterminate di alberghi e pensioni. Strutture ricettive che sul far della sera  conferiscono l’idea di essere in altro posto, in America, grazie a quelle girandole di luci che fanno tanto Natale. Nomi che si ripetono in gran parte dello stivale: Eleonora,Tramonto, Bella Italia, Cristallo, Mare e monti…Qui, per fortuna, no. Arte, cultura, “angioini, aragonesi”, treni d’altri tempi, caseddhe e masserie, pietra leccese, barocco, tufo, tutto sintreccia e si tiene: storia, spiagge belle e spiaggia bella, e questo Belvedere con un Bacino Grande da inviare a qualcun*.

Uscire dall’acqua e scoprire qualche lembo di terra ancora selvaggia e immergersi in questa realta’ giocando con la fantasia. Girare il telo mare intorno alle spalle e legarlo a mo’ di mantello e con qualche  nocciolina stretta far le mani fare finta di essere superpippo. Castelli e case di sabbia sono a due passi, pronti per essere sorvolati allargando le braccia. Se a tutto cio’ ci aggiungiamo un paio di ciabatte ormai fuori mercato chiamate “batman” il divertimento e’ assicurato. Tutto e’ pronto per spiccare il volo. Una ragazza, pelle brumita cosparsa di crema solare, una spruzzata di efelidi sul viso e gli occhiali calati sul naso, ripone il suo libro mentre sorride divertita.

Storie nel…”piattino”

E alla fine venne la pioggia. A Torino. Annunciata. Sperata. Dopo il caldo killer ecco affacciarsi in locandina “temporali tropicali” in un luglio di fuoco ma con “la tregua alle porte“. Pare il titolo di un film, andato, “Il nemico alle porte”. Ma non lo è, in questo luglio senza mezze misure. In lontananza il cielo torinese è grigio (sembra altro film, il cielo sopra Berlino) e il vento alza polvere mentre le nubi non annunciano nulla di buono. Una, due, dieci gocce insistono e dopo tanto insistere daranno forma a pozzanghere di varia entità. Corso Principe Oddone e corso Regina Margherita divengono nel giro di un battito di ciglia “corsie olimpiche“: gente al ritorno dall’ufficio, mamme con “pupi” al seguito, giovani in libera uscita e saggi che contemplano le trasformazioni della città su questa “spina” dorsale. Corrono, giustamente, tutt*. Ripiego velocemente verso la Sida alla ricerca di un tetto, di un riparo. Sarà un temporale breve, penso, passeggero, estivo, come certi fuochi d’amore. Ordino un’acqua e menta, come una “saggia” anziana torinese, abitué del posto. La polvere osservata fuori dalle vetrine “alza” all’interno della sala polverosi ricordi letterari e frammenti di storie e di vite personali”. Poi chino il capo sul moleskine e roteo la penna che si  pronuncia in stanghette e svolazzi vari fino a comporre frasi. Quasi due secoli fa, da queste parti, a Valdocco, qualcuno era alla ricerca di una tettoia divenuto il primo cortile poi dieci poi cento cortili…La Sida mi offre riparo, una penna e un blocco. “Se il maltempo si protrae bhe’, nell’attesa, qualcosa scriverò…” così ho pensato Torino 24 7 2015.foto e scritto Borrelli Romano.Intanto osservo fuori dalle vetrine mentre “va ora in onda una maratona continua”. Tutt* infatti corrono sotto la pioggia, ormai fradici e zuppi. Senza misure. Mentre scrivo penso alla Chiesa di ieri, luogo di rifugio e di frescura che aiuta altri a ripiegare oggi, cosi immagino, probabilmente ad verso altro “riparo” così come un 31 agosto di un po’ di anni faTorino 24 7 2015 foto Borrelli Romano Da qualche parte (in quella Chiesa) la giovane suorina- sacrista avrà lucidato a dovere il piattino argentato pronto a contenere e raccogliere “corpo glorioso“. Un gesto che si trasforma simbolicamente nel suo “raccoglimento” di vita nel suo incontrare: il piattino non ha anche la funzione di raccogliere quanto di più sacro possa esistere nella storia di una persona? Mi piace pensare quelle movenze gentili della suorina in questione rotesa verso l’accoglienza del prossimo, al servizio di persone che si raccontano si raccolgono e si accolgono e mettono tutte se stesse in quel…piattino. Un gesto reciproco, come bozzoli che si aprono dispiegandone le ali della libertà. A turno, in coda, Senza “perderne” una…briciola di quel pane che si chiama vita, degli altri. E allora mettersi in coda e immaginarie una sorta di Esodo non potrà che essere un piacere.

Poi, dal mio punto di vista, osservare una “coda”, (di cavallo!) è sempre un “Belvedere” (ah! la mia Belvedere a Porto Cesareo!) oltre che…un piacere per un’estate da…”ponytails“….Ci raccontiamo su qualcosa?