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Ferrara

Ho seguito kilometro dopo kilometro la linea ferroviaria che da Bologna procede verso Ferrara immaginando di rileggere riga dopo riga uno dei libri di Giorgio Bassani, “Gli occhiali d’oro”. I due palazzi, grattacieli, adiacenti la stazione, sono visibili in lontananza, dal treno stesso, e ne annunciano,  al viaggiatore, l’arrivo nella cittadina estense. Con un pizzico di fortuna sono riuscito nell’intento di raggiungere la meta prefissata, nonostante lo sciopero ferroviario, proclamato da una organizzazione sindacale. Appena sceso dal treno sono immerso e attanagliato  da  un misto di foschia e da una morsa di gelo. Attraverso il corso facendomi strada tra persone in attesa di qualche bus.  Accelero il passo, da percepire cosi facendo,  il minor freddo possibile. Passo tra due palazzi, uno spiazzo aperto, come fosse un cortile. Lo oltrepasso. Riflettori e transenne mi annunciano che sono sul terreno della Spal (squadra di calcio ferrarese); costeggio lo stadio e cammino sempre diritto:Ferrara 17 12 2017.Romano Borrelli foto nel giro di 5 o 6 minuti  giungo al Castello EstenseFerrara.17 12 2017, Borrelli Romano foto. Le cose da rivedere sono molte, dal castello stesso, al Ferrara.17 12 2017,Borrelli Romano fotoDuomo (il Guercino, sfuggitomi a giugno!), al Palazzo Costabili, detto di Ludovic(in particolar modo la Sala del Tesoro e la rappresentazione delle due sorelle, Beatrice e Isabella, affacciate al balcone) ancora, Schifanoia (e qui la fortuna è doppia).  Al palazzo Schifanoia,  una guida davvero competente, gentile, ben preparata, spiega il Salone dei Mesi, cosa ne e’ rimasto, la suddivisione dei registri, dei personaggi, della vita di corte, e non solo, di Ferrara, del buon governo, di Borso d’Este, raffigurati da Francesco Del Cossa, Cosme’ Tura, Ercole De’ Roberti. Poi, è la volta  della visita presso il  convento del Corpus Domini (e un ringraziamento alle suore che ne hanno permesso la visita fuori orario) dove sono collocate le tombe degli Estensi e quella di Lucrezia Borgia. Infine, il complesso che ospita la mostra sugli ebrei. Tutto veloce, compatto, ma ora che sono di ritorno, in treno, penso ne sia valsa davvero la pena. Ferrara, merita davvero. Tanta dolcezza…un pochino è con me. Vassoi di doci caratteristici sono al mio seguito. Ben conservati. Ancora per poco.

 

 

Ferrara

Ferrara.29 6 2017.Romano Borrelli fotoFerrara poi non è  così calda,  oggi,  come lo era,  nei giorni scorsi. Ferrara, 29 6 2017, Romano Borrelli fotoChe dire? Tutto merito di… Sulle tracce di Isabella d’Este e Lucrezia Borgia.  Gia’,  perche mi interessava addentrarmi nella storia della citta’,  alla luce delle letture effettuate.  20170629_134159Il castello,  che fa pensare ai “bucintori” alle fughe e ai giochi, Palazzo Schifanoia… che nome,  gia’,  una sorta di “divertimentificio” dell’epoca. A Ferrara, mi aggiro,  perlustro,  una rapida occhiata alla Cattedrale e al Castello,  al suo Savonarola e alle sue delizie. I “tenerini”? Entro,  in un  bar pasticceria,  mi accomodo,  davanti a dolcezze davvero da capogiro. Sfoglio velicemente il giornale locale e scopro che e’ in abbinata a La Stampa. Li richiudo.   E intanto gusto questi dolci al cioccolato,  la fine del mondo. Ne ordino un po’,  per portarli a casa. Apro la cartina perche’  cerco un quadro,   delle  due sorelle,  Isabella e Beatrice,  descritte in uno dei tanti libri che fortemente mi hanno rilortato qua…   “nel palazzo di Ludovico il Moro-futuro sposo di Beatrice-c’e’ un delizioso affresco del Garofalo,  nel quale le due sono ritratte in eta’ adolescente,  nell’atto di affacciarsi a un balcone,  sotto un cielo celeste chiaro solcato da qualche leggera nuvola. Il volto angelico,  gli occhi espressivi,  le labbra morbide e piene,  i capelli mossi,  Isabella e’ in primo piano e tiene in mano un liuto,  mentre Beatrice,  piu piccola,  intimidita e un pochino discosta,  si appoggia a lei come a cercare conforto e protezione” (Alessandra Necci,  “Isabella e Lucrezia,  le due cognate”). Ferrara 29 6 2017 foto Borrelli RomanoUn tour rinascimentale calato nello studio… Una addetta alle sale leggeva gli stessi testi,  e cosi ci siamo ritrovati a discutere per alcuni istanti su personaggi e luoghi. Non la ricordavo così bella, la città,  forse perché a suo tempo non ne avevo passato in rassegna legrandi bellezze. Una gran bella cittadina,  giovane,  universitaria,  nuova ai miei occhi.  Nel castello osservo un po’ di cose e pare di rileggere i testina poco conclusi.  Devo chinare La testa e di molto per passare nelle stanze delle prigioni.  La Torre-prigione   ove furono rinchiusi i fratelli di Isabella e Alfonso d’Este, imprigionati nella Torre dei Leoni: Ferrante che morira’ in carcere 34 anni dopo e don Giulio liberato da Alfonso II,  nipote di Lucrezia Borgia esattamente 53 anni dolo. Che è quali brividi al pensiero. E poi le cucine con un sistema di scolo acque davvero all’avanguardia. Il giardino,  l’orologio,  la salita sulla Torre e il panorama su Ferrara.  Poi riducendo e faccio un salto sulla piazza.  Peccato per la facciata della  Cattedrale,  coperta… ma non importa… ho tempo per visitare e raccontare.