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Prima pietra “d’inciampo” per Gelindo Augusti. Via Vicenza 23

Torino via Vicenza,  10 gennaio 2015, foto Romano Borrelli

Torino via Vicenza,  10 gennaio 2015, foto, Romano BorrelliDocumento la posa della “pietra d’inciampo”  (o stolpersteine, cosi sono state chiamate da chi le produce, Gunter Demnig) in via Vicenza 23, a Torino,  per ricordare Gelindo Augusti, arrestato in seguito agli scioperi del marzo ’44. Deportato a Mauthausen, assassinato nel 1945. Altre 27 “pietre” ricorderanno, tra oggi e domani,  le vittime della Shoah.

Un vento caldo, un tepore inusuale per Torino, in questi giorni. Esco, diretto verso via Vicenza 23, a due passi dall’ Ipercoop, e altri due da via Don Bosco, corso Umbria, Piazza Umbria, ler assistere alla posa della pietra di inciampo per Gelindo Augusti. Sul selciato, resta, per il momento, il cemento fresco. Per sempre, il ricordo, la memoria, di quanto è stato.

Saranno poste in 5 circoscrizioni di Torino, le “pietre di inciampo” e ricorderanno ogni singola persona vittima della deportazione nazista e fascista.

Una “pietra di inciampo” che aiuti, nell’incontro, a soffermarsi e riflettere a quanto e’ stato. Ancora domani, domenica 11, verranno fissate altre  ” pietre di inciampo”, accompagnate da uno sportello che prenderà in carico le richieste (di altre) al Museo  Diffuso della Resistenza. Basta scrivere una mail, a pietredinciampo@museodiffusotorino.it  oppure servendosi del numero telefonico 346 9646238).  Al tutto si accompagnerà  una ricca attivita’ didattica che sfocera in una giornata ancora più ricca di eventi’ il 27 gennaio, Giornata della Memoria.

Un lettore del blog mi ha segnalato di aver partecipato alla posa dedicata al ragazzo della quarta elettricisti dell’Avogadro (scuola) arrestato per la sua opposizione politica.

Primi giorni di scuola per i dirigenti scolastici

I Dirigenti Scolastici, riusciti nell'”assalto alla scuola” (post blog maggio), hanno firmato il loro contratto all’istituto Avogadro. La cosa piu bella, di questo nuovo ruolo, per molti, “la conoscenza delle maestre e dei maestri”: per chi lavora in una Direzione Didattica,  infatti,  questa, concede la possibilità di mettere in gioco tanta creatività in un “mondo così colorato e variopinto”, un mondo composto da “tanti mondi”. Ad esempio, la scuola Gabelli, di Torino. Ma tantissime sono in questa “versione”.   (probabilmente, quella, sarà  visitata dalle istituzioni cittadine). Per non parlare delle scuole belle, ricche, variopinte della circoscrizione 7 di Torino. Una di queste, retta da una nuovissima Dirigente Scolastica, fresca vincitrice di concorso, dopo un’esperienza legata al Miur. Una scelta, la sua, di Cuore, anzi, da Cuore. Una scuola che continuerà a fare scuola su un territorio dal profondo cambiamento. Un concorso, quello per i dirigenti scolastici concluso da pochi mesi,  certo non facile, che ha visto domande su materie che spaziavano dal diritto amministrativo a quello pubblico, penale, ruolo del D.S., comunicazioni, presenza dei ragazzi diversamente abili, ruolo del sindaco come ultima “carta”  da giocare per il dirigente scolastico, qualora altre orecchie non dovessero funzionare,ecc. ecc. Per molti lo stipendio non copre le responsabilità, moltissime, che li aspettano. Il Dirigente scolastico, infatti,  combatte, oggi, con i limiti di badget che non coprono le necessità di una scuola composta da tantissimi studenti. Intanto, pero’, dei tecnici, ancora non si sa nulla. Chi li ha visti? La prima campana sta per suonare. Per loro, i tecnici, speriamo non troppo in ritardo.