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Pausa caffè

DSC00133Dopo pranzo, un viaggio sul jumbo tram che taglia la città di Torino, da Nord a Sud.  Auchan e Stura da una parte, Mirafiori e oltre dall’altra. Il Serming, la stazone, ex, Torino-Ceres, corso Giulio Cesare, corso Regina Margherita e mercato.  Poi, una circolare, (forse l’unico tram a chiamarsi circolare 16) e “il ritorno” a Palazzo Nuovo.  Appena lasciato correre il  tram per la sua strada, direzione Piazza Vittorio e poi Valentino,  si materializza ai nostri occhi il parallelepipedo , chiamato ancora “nuovo”, (probabilmente in ristrutturazione) e la Mole. Le scalinate dell’Università e il via vai continuo, bocche che si muovo, ma mute, intente a ripassare qualche lezione.  Lungo il perimetro dell’Università, i bar, che prendono il nome dalle vie e dall’Università stessa,  fioriscono di gioventù. Pare sia esplosa la primavera. Tavolini occupati da ragazze e ragazze, libri e appunti sotto il naso e caffè nella mano. Di tanto in tanto, qualche click non manca: “abbiamo preso il caffè qui”, e vai con lo scatto. Dalle fotocopisterie, legatorie, si vive un’aria  distesa e allo stesso tempo, da “tesi”.  Copertine similpelle, blu e rosse, pronte per essere “discusse.”  I ragazzi, a ben vedere, tesi, non lo sono. L’aria è frizzante. Giovane. L’ansia e la paura non sono di casa. Tempo sospeso. Gioventù  seduta sui gradini, attende, che si faccia ora. Tutto si svolge lentamente e piacevolmente.  Sorseggio il mio, di caffè,  provando ad immaginare se anche nella nostra città attecchisce il “caffè sospeso” o altro tipo di caffè, magari quello “ricamato” da qualche artista dedito al disegno con “pressione e schiuma”.  Artisti da bar. Pago e mi dirigo lentamente zona mercato. Qualche fermata dell’altra circolare, e l’approdo è a Porta Palazzo anche detta Porta Pila. Tanta umanità. Identica a quella di Palazzo Nuovo. Pare sia esplosa l’estate, qui. Frutta di ogni tipo, ben esposta sulle bancarelle. Luci che ne esaltano i colori. Musica e colori. Un arcobaleno. Un uomo suona una chitarra e canta.  Un ragazzo lo ascolta. L’uomo canta una canzone che pare essere un abito per il ragazzo.  Una rivisitazione del vecchio e bambino? No. Difatti, il titolo, è  “Il ragazzo”. “Ragazzo disperato, l’amore non hai trovato, ho fiducia in questo mondo…”  Tempo sospeso.  Qualcuno comincia a “smontare”, dal lavoro e la bancarella, ma questo spicchio di città, come l’altro, è vivo, e una babele di lingue ne copre ogni centimetro della piazza. I primi carretti cominciano lentamente a dirigersi verso il ricovero. Si sedimentano, in qualche deposito. Come le storie. Storie che hanno bisogno di essere raccontate. Persone, oltre le cose.  Tocca a noi, darne corpo. DSC00131

No alla Bolkestein. La Federazione della Sinistra lo disse già anni fa.

Traffico bloccato su gran parte di Torino. Nel pomeriggio, un gran numero di ambulanti, con i loro furgoni, hanno paralizzato corso Regina Margherita per neutralizzare la Bolkestein. Già ieri, un centinaio di furgoni avevano bloccato il centro commerciali Auchan. Oggi, presumibilmente la meta era l’Ikea, direzione Grugliasco. Alle 16.00 circa Corso Regina Margherita era letteralmente paralizzata. Nel 2015 le licenze degli ambulanti saranno in scadenza e probabilmente “pesce grande mangerà pesce piccolo“, dato che le licenze saranno messe a bando, a meno che…

Premetto che un No secco a 360 gradi era stato detto a gran voce da rifondazione comunista e dai comunisti italiani, anni addietro. Solo che ci si mobilita tardi e quando si toccano interessi di categoria. Avessero dato retta a quelle due forze politiche, forse… Ho invidiato la compattezza della protesta odierna, degli ambulantim e spero che una protesta simile possa collegare i precari ridotti alla disperazione, insieme ai cassintegrati, ai disoccupati contro chi fa credere che siamo usciti dalla crisi e ci propone di comprare una bella cucina componibile. Per farne cosa, se non abbiamo un lavoro stabile, una casa, un progetto di vita?

Un’ultima annotazione. Ieri si è svolto lo sciopero dei ferrovieri in Piemonte: pochi ne erano a conoscenza: scarsa informazione il giorno prima e zero oggi sui quotidiani. Resto meravigliato dal giornale torinese, La Stampa. Personalmente non ho potuto usufruire del treno delle 7.33 per Aosta; quello delle 8.30 per Aosta ed infine quello delle 11.35 sempre per Aosta. Soppressi. Ho passato gran parte della mattina in stazione, con la speranza di poter prendere quello nella fascia garantita. Come detto altre volte, esiste un bus, il cui tragitto non è coperto dal biglietto mensile. Chi ha potuto permetterselo, si è arrangiato con mezzi privati. Oltre al danno, la beffa. Quanto dovrà durare questo stato di cose? Possibile che nessuno,nessuno abbia sentito il dovere di indignarsi? Certo la Tav porta lettori, i drammi dei pendolari no. Continuiamo a premiare il grande capitale.

Continuo a guardare il tunnel che da Porta Nuova conduce verso Porta Susa e poi direzione Stura. Davvero quanta ragione aveva l’amico Daniele nel considerarlo un pochino pericoloso.

La giornata, con molte difficoltà, si è conclusa con un volantinaggio per la Federazione della Sinistra e la candidatura di Luigi Saragnese. Ricordando che i partiti della Federazione dissero anni fa NO alla Bolkestein.


Romano Borrelli