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Bologna 2 agosto. 10. 26

2 agosto. Il treno corre,  i momenti di spensieratezza alle spalle e tra poco identica sorte tocchera’ al  mar Adriatico: lasciata Rimini,  sulla destra,  direzione Nord, mentre si allontana sempre più, col suo porticciolo,  il ponte,  l’arco,  e   mentre l’intercity Pescara Milano accelera la sua corsa e rende sempre più  distante ogni cosa. È  sempre triste lasciarsi cosi,  ma è  la vita,  il suo corso,  e la corsa  di questo treno. Poi,  molto sfuma,  “vola” via: alberi,  case,  trattori,  terra appena lavorata. Frutta,  alberi da frutta,  chi la raccoglie,  chi no,  cassette piene e vuote,  lavoro, uno stadio,  sulla sinistra: e’ Cesena,  che “mi ritorna in mente” quando era in serie A,  con un grande giocatore,  passato poi al Torino. E’ Cesena,  che il “notturno”un tempo rasentava la cittadina alle 0.1. 50,  e in tanti a correre al finestrino,  quando l’aria condizionata ancora non c’era e piaceva godersi la notte a molti. Ed erano sicuramente certe notti. E piaceva guardare davanti,  che indietro c’era rimasta la fabbrica e le sue porte e finalmente si era in ferie! E pace alle zanzare e a quel caldo appiccicoso. La tredicesima rendeva un pochino piu ricchi,  e  con quella e lo stato di famiglia si faceva il biglietto per tutti e il Sud era a portata di mano.   Ah, si intende: posti in treno rigorosamente a sedere;  per  le cuccette non sarebbero bastati i soldi di quel premio produzione. Poi,  e’ la volta di Faenza,  con un giro che non so se “di do” ma di memoria “si”, e spunta con il ricordo del treno delle 7. 30,  un cuore di metallo senza l’anima, e  Marco che chissà dove è,   ora,  e se ogni tanto ci pensa ancora,  a Laura.  Laura che nel frattempo e’ cresciuta e divenuta famosa. Quello era il tempo della Laura piccolina,  studentessa  e al Festival,  così che ogni volta che ci passi,  da questa cittadina, ripensi a quel periodo e alle sue nebbia (cittadine)e al suo buon cibo. E a quelle sue canzoni che fecero amare,  innamorare e piangere. Strani amori. Il cibo peto’,  quello si che rende allegri! E poi,  le vacanze di Natale,  il freddo pungente,  le belle ragazze… poi lentamente arrivi a Bologna. La locomotiva tossisce,  rallenta,  non riesce ad espettorare,  neanche dando un colpo con la mano. Un paio di gocce scivolano sul finestrino. Umore acqueo della locomotiva. Sono passate da poco le 10 di mattina. È  il  2 di agosto.  “Io non dimentico”. C’è  il bus 37 in piazza,  oggi,  come nel 1980, che da bus cittadino divenne ben presto una sorta di ambulanza dopo lo scoppio di  quella bomba lanciata propria nella stazione di Bologna. Io non dimentico.  Sono le 10. 26. A Bologna.

Caffe’ amaro

9 7 2016 musei vaticani.Borrelli Romano fotoIl giorno si apre con l’ennesimo caffe’ amaro e tragiche notizie di un attentato a Nizza,  Francia.  Nella notte di festa,  di ricorrenza del 14 luglio,  di fuochi d’artificio che illuminano a giorno spiaggia,  mare,  case,  alberghi,  pensioni,   un camion viene lanciato come un proiettile da un folle sulla promenade: 80 morti e numerosi feriti. Questo il tragico bilancio. Poteva essere una giornata diversa,  distensiva,  di programmi da fare,  di vacanze,  di trolley colorati da comprare e mappe geografiche da consultare per nuove localita’ da visitare,  di pantaloni bianchi e t-shirt da indossare… poteva essere…  il tempo che fara’, dove,  come,  quanto. E invece,  occhi incollati a tv e giornali. Le immagini scorrono… e non ci resta che ingoiare il nostro caffe’.. l’ennesimo,  amaro.