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Al “via” gli esami di maturità

Nel mio  libro, interrotto per molte volte e tempo,  a segnare le pagine e a pettinare le parole, una manciata di fiorellini gialli, residuo di una mazzolino di mimosa rimasto lì, orfano di un mazzo più grande da donare, fiorellini del tempo andato, annunciatori di  giardini di marzo “vestiti” di nuovi colori. E primavera. Che anno è,  che giorno è che ore sono? Che giorno era, quali ore battevano? Sembra fermo, il tempo, come un orologio o una pagina di calendario rimasti ad ore vecchie che poi sono sempre nuove, di quelle che verranno e  giorni passati, in case per ferie, riaperte  dopo tempo, come quando si torna nelle case dei nonni, troppo affacendati a girare pagine e far ripartire le lancette di un tempo che corre. Cose, storie e vite da scrivere e riempire, di fatti, cronaca, persone. Troppo in fretta. Un’ora bastera’? Per dirle tutto, cara lampada Osram. Erano gli ultimi sprazzi “gialli” di libertà, quelli di marzo, dei Dpcm, delle ordinanze, zone rosse e chiusure di negozi rimasti aperti alla vigilia di un chiusura. Poi….poi, i bollettini, giorni lenti, noiosi, lunghi come “quaresime”…oggi nei giardini nuova vita, sparsi qua e là  ragazzi intenti negli ultimi ripassi, al via di una maturità che resta, come la notte, appena trascorsa e sempre loro.  Quaderni, libri, tracce, mappe, bussole di una vita. Lancette: pensieri, parole, riflessioni, concetti. Orientarsi: tempo e spazio. Tempi: ieri, oggi, domani. Maturità,  quella che poi farà svegliare sempre negli anni e notti  a venire. Notte prima degli esami e prima mattina di maturità.  Chi la dice monca, sbaglia. “Io la dico uguale”, perche gli altri 4 anni e e 3/4 di tempo trascorso, speso, ben speso, per un ben-essere, resteranno per sempre, con i loro carichi di emozioni, sentimenti, relazioni. Le gite, le esperieze, le “asl”, che non hanno niente di sanitario essendo percorsi di alternanza scuola lavoro. Ma quanti saranno i maturandi italiani? 500 mila? Bhe, dai, cari ragazzi,anche questo è  il vostro momento, un rito di passaggio. Niente ansie. È  il momento della maturità. La vostra.  Che resterà.  Per sempre.

Una giornata “all’insegna del femminile”

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Donna americana in ascolto. Al Teatro Regio di Torino

Tutto al femminile. Dopo i bellissimi racconti  e stupendi personaggi femminili che ci hanno regalato i  racconti di Sara Rattaro, Alice Corsi, la Lettera di una sconosciuta e la Mite del grande Dostoevskij, prosegue la strada “all’insegna del femminile”. In una piazza Castello aperta a numerose sensibilità, vi è anche chi, in religioso silenzio ascolta  musica proveniente da sotto il porticato. Una sorta di  “pronao” al Teatro Regio. Dal New York Times, applausi al Teatro Regio. Ma anche fuori, dal teatro Regio, come questa donna americana che si trova a gustare della buona musica.  Di tanto in tanto, al tempo giusto, con un po’ di fortuna,  una musica  “avvolge” il passante come un nastro al suo lento incedere. E’ una esperienza stupenda. Musica classica. A tratti pare di essere a Parigi, in metropolitana. Di tanto in tanto ci si imbatte in turisti che ascoltano e ammirano la nostra stupenda piazza. In maggior parte, donne. Forse, una sensibilità diversa. Occhi fissi e attenti. Orecchie aperte e sorriso. Pensieri che volano. In attesa. Che la musica continui. Una giornata al femminile. Anche una studentessa, felice e contenta per aver “vinto con un manifesto contro l’alcool”. Un bel manifesto. Davvero. Meriterebbe un bel pezzo. Oltre ad aver espresso un grande talento grafico e comunicativo, lodevole è l’impegno per il tema della prevenzione. Brava. L’Asl dovrebbe tenerne conto.  Ma la strada al femminile continua. Anche “in attesa” di un caffè, quando si consuma velocemente la colazione e ti trovi a “recepire” pezzi di comunicazione “serviti” al banco, ma diretti altrove, ad altri “chi”. “Pensieri e parole”, un sottofondo di Battisti e di gente comune. La mattina, al bar. Gente divertente, pensierosa a volta “carica”. Di chi pensa al dopo “il timbro” del cartellino. Al dopo aver varcato il cancello che separa la necessità dal piacere e ci si riappropria della nostra libertà. Chi “consuma” questa libertà nello studio, chi nello shopping, chi ancora in palestra. E allora, essendo “girato” tutto al femminile, anche nel racconto, colto a pezzi, di chi “investirà” il proprio tempo libero in palestra, cerco di coglierne i motivi di una scelta per una palestra “tutta al femminile”. Incuriosito, come tutti, provo a domandare direttamente, per quale motivo.

 

“Ho scelto una palestra per sole donne, perché posso allenarmi incurante di chi mi sta intorno,  in fondo siamo tutte li per lo stesso motivo chi per dimagrire o per tonificare. In una palestra mista, la maggioranza degli attrezzi sono strutturati a prova di uomo e il più delle volte ti senti a disagio.”  Quindi comprendo che uno dei motivi nella sua scelta è dettato dalla tipologia dagli attrezzi in essa presenti.  Non hanno bisogno di “competizione”, le donne, lì. E non è scelta  neanche per socializzare. Almeno  con l’altro genere. Quindi, solo una scelta mirata. Per meglio concentrarsi. Su quanto si fa. Provo ancora a chiedere la dimensione della palestra.
“È piccolina come palestra, il che la rende un luogo abitato, quasi come se fossimo tutte di famiglia; è un bell’ambiente sereno e spesso divertente. Inoltre all’interno della palestra si trova anche un asilo nido, baby parking e dei corsi adatti anche ai bambini come Hip Hop, Danza…il sabato affittano persino per feste di compleanno. Decisamente, questa palestra racchiude le esigenze di tutti senza rinunciare a nulla. ” Questa la trovo davvero una risposta interessante. Mi fa pensare ad una sorta di……paese scandinavo, dove lo Stato “ci pensa”. Questo tema dell’asilo nido è davvero interessante. Molto. Pensare che la neo mamma possa fare un po’ di palestra con il bimbo vicino…Elemento che rientra nel pomeriggio quando le chiacchiere diventano accenni “politici”. Provo ancora a chiedere da quanto tempo è iscritta e se hanno un istruttore.

“Anche se da poco che frequento questa palestra, posso dire di essermi trovata bene, il personal trainer che ci segue è una donna qualificata e competente, va su appuntamento per potersi dedicare ad un gruppetto di massimo 5/6 persone e seguirle a pieno. Questo denota grande serietà, inoltre a seconda delle esigenze e di eventuali problemi fisici,  preferisce farci lavorare con la ginnastica a corpo libero (addominali, esercizi per gambe e braccia ecc…), piuttosto che con l’ausilio dei macchinari (vengono utilizzati anche quelli, ma non come in una palestra qualsiasi “.

Il caffè, che da espresso, è diventato un pochino lungo, termina con la curiosità che manifesterebbero i lettori, anche se, non è intento fare della pubblicità. Dove e come si chiama, naturalmente. Via Oulx, “La casa del fitness”.

La giornata al femminile termina con un atto di devozione. Una donna raccoglie alcuni petali, bellissimi, depositati dal vento su un “francobollo” di prato antistante una scuola. Lì, nei pressi, vicino al Cottolengo, tra due ali e all’incrocio con due vie, esiste una madonnina. Devozione popolare. La mano gentile di quella donna, posa quei petali con tanta devozione e mani giunte. Tra tanta polvere, “crescono” fiori. Offerti ad una Donna. Una Mamma. Madre di Uomo.

Ps. Fuori dall’Italia, è una “settimana” all’insegna del femminile. Due donne candidate sindaco nella Ville Lumiere. Una sfida tutta al femminile.  “La forza di una donna”. Pare il titolo di un libro. E difatti lo è. (Patrizia Berti).Come sosteneva in un saggio il sociologo francese Alain Touraine, “Il mondo è delle donne”.

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Madonnina nei pressi del Cottolengo. A Torino

 

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Fasce di reperibilità: decreto in G.U

di R.P.
La pubblicazione del provvedimento era attesa da tempo. Il decreto entrerà in vigore il 4 febbraio prossimo. Dopo la visita fiscale, non esiste più obbligo di reperibilità.
Sulla Gazzetta Ufficiale del 20 gennaio è stato pubblicato il decreto della Presidenza del Consiglio in materia di fasce orarie di reperibilità per i dipendenti pubblici assenti per malattia.
Il provvedimento (il n. 206, del 18 dicembre scorso) era espressamente previsto dal decreto legislativo n. 150 (il cosiddetto “decreto Brunetta”) e stabilisce che le fasce di reperibilità sono due: una dalle 9 alle 13 e una dalle 15 alle 18; l’obbligo di
reperibilità – precisa il decreto – sussiste anche nei giorni non lavorativi e festivi.
Sono esclusi dall’obbligo i dipendenti pubblici la cui assenza sia legata a:
a) patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
b) infortuni sul lavoro;
c) malattie per le quali e’ stata riconosciuta la causa di servizio;
d) stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta.
Di particolare importanza anche questa precisazione contenuta nell’articolo 2: “Sono altresì esclusi i dipendenti nei confronti dei quali è stata già effettuata la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato”.
Le conseguenze di questa regola non sono di poco conto soprattutto se si tiene conto che l’Amministrazione ha l’obbligo di richiedere la visita fiscale fin dal primo giorno di assenza: in pratica un dipendente che si assenta per 20 giorni, può ricevere la visita fiscale il secondo o il terzo giorno di assenza, dopo di che resta del tutto libero di uscire di casa in qualunque momento della giornata.
Al contrario per un’assenza breve di due-tre giorni, il dipendente risulta molto meno libero di muoversi di casa dovendo rimanere in attesa della visita che potrebbe arrivare anche il l’ultimo giorno.
Insomma il meccanismo sembra favorire di fatto chi si assenta per lunghi periodi, penalizzando al contrario chi si ammala per pochi giorni.
Il decreto entrerà in vigore il 4 febbraio prossimo e cioè a partire dal 15° giorno dalla pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale.

20/01/2010

Fonte: http://www.tecnicadellascuola.it