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Torino 28 dicembre 2014. Diego e Marilisa, un anno dopo

Torino 28 dicembre 2014, Borrelli Romano28 dic 2014, Torino, foto Borrelli RomanoFin dalle prime luci dell’alba, coda perfettamente ordinata per una visita al Museo del Cinema Torino 28 dicembre 2014, in fila ai piedi della Mole Antonelliana, foto, Romano Borrellie una visita mozzafiato da un terrazzo dove esattamente un anno fa venne girato uno dei film piu’ chiacchierati della storia giornalistica locale: un bacio e un amore “lasciati”al cancello. Insieme ad una rosa e al profumo di un amore lasciatoci in eredita’ per molti giorni. Chissa’. Fa freddo nella nostra citta’. Avvolti nei nostri giubbotti ammiriamo e osserviamo. La caccia e’ aperta. Diego verra’ ancora una volta ad omaggiare il suo amore come aveva promesso ricordando in piu di uno, una delle migliori pagine della letteratura del grande Dosto? Le notti bianche…..proprio con questo parallelo la cronista termino’ quell’articolo in una delle ultime cronache cittadine del 2013. Articolo che conobbe un’appendice sulle pagine dello stesso quotidiano torinese e che seppe innescare ampi dibattiti nelle aule scolastiche, condotti magistralmente da attente riflessioni ed analisi da validi insegnanti di lettere.Torino, via Verdi, dicembre 2013, lettrice de La Stampa, foto, Romano Borrelli Un fatto che chiese un’attenta lettura “di classe” e scritto davero con sensibilita’ e classe giuste abbastnaza. Amore di giorno e amore di notte. Sempre in tempo per scriverne e farne. Quante ne avra’ passate ancora, di notti bianche, o in bianco,  lungo il corso di quest’anno e quante ancora  o anche no ne avra’ passate il nostro Diego, sofferente per quell’ amore dimenticato troppo velocemente?La caccia e l’attesa sono aperte….Occhio quindi, attento e vigile, al passo, dell’amore. Quando passa.

Ps. Un signore, sdraiato sull’erba, meglio,  sulla rugiada, giornale in mano, con poca voglia di farsi fotografare, come mi conoscesse da un anno, mi chiede di avvicinarlo, per una “parolina”, mi bisbiglia, alla Dosto. 20141228_103325“Perche’ aspettarsi Diego in una riproposizione rituale del gesto, una lettera, una rosa, un parlare con se stesso, all’ombra della Mole?”Torino 28 dicembre 2014, la Mole Antonelliana dai Giardini Reali, foto, Romano Borrelli Gurarda oltre. “La vede quella biondina, stretta nel suo giubbotto, nel suo golfino che fa tanto  La vede quell’ altra, dai capelli scuri?” Probabilmente sono loro, oggi….ieri non era tempo…guardi oltre, Diego probabilmente non dira’ piu’, pubblicamente, più di quanto e’ stato ampiamente detto e scritto, magari, inconsapevolmente….Magari suo malgrado. L’amore e’ proprio vero, e’ un  grandissimo mistero.

Ps. Le luci del giorno cedono il posto ai colori piu scuri della sera, una mezza falce in cielo, e’ lentamente cullata, oltre il blu, la sera cede il passo alla notte…sul cancello non vi e’ nessuna traccia di scritto e nessuno e nessuna rosa si e’ palesato ed e’ stata lasciata…forse aveva ragione quella persona sdraiata sul manto di rugiada, ma bisognava crederci fino in fondo. A distanza di un anno si puo’ dire…”quei fabbricatori” di storie “tirati per il naso” (direbbe Dosto) …rimasti al cancello.Torino, dicembre 2013, La Stampa su via Verdi, foto, Romano Borrelli

ps. Eppure in lontananza i gruppi sostavano proprio in quello spicchio di terra, davanti al cancello, sotto una scritta “Via Verdi”.Torino 28 dicembre 2014, foto, Borrelli Romano La curiosita’, sembrava di molti e per molti, ma probabilmente o meglio, certamente, solo e soltanto suggestione. Certamente di quel che si parlava o si ascoltava riguardava Carlo Alberto, Antonelli, costruttore assai noto per i suoi “mutamenti” in corso d’ opera, dell”800, di don Bosco, della costruzione in muratura piu’ alta fino al 1953 ( chissa’ se si e’ parlato anche di Legge truffa, mha’), tempietto, ebrei, terrazzo, angelo, stella, balconcini, 58 secondi, ascensore, pancia, di quando lei venne la prima volta e lui le regalo’ un tramonto, nella tazza, ovviamente… 28 dic 2014, foto Borrelli RomanoOggi, li davanti, in attesa, molti avevano La Stampa ripiegata tra le mani, ma non era la pagina di una storia d’amore, declinata in mille sfaccettature e piegata o “ripiegata” alla meglio e riposta nel cassetto piu’ lontano  nascosto della memoria. Oggi era il giorno dell’ascensore, della Mole, del contratto e dell’ascensorista. Quella notizia fa parte del passato ma non quei valori che ci parlano ogni giorno. Cosa e’ rimasto un anno dopo? Bhe’, prima o poi, un giro in ascensore e una passeggiata sul terrazzo della Mole, lo rifaro’.

Ps. Il Pam, ai piedi della Mole, era aperto. Tre gli scaffali, di tanto in tanto si aggirava qualcuno, per comprare un panettone, una bottiglia di vino o spumante e festeggiare, magari all’ ombra della Mole, o, chissa’, sul terrazzo della Mole. Che magnifica idea, pero’.

“Tratti” d’Artista, profumo di dolcezza

Prove...di penna...foto, Romano BorrelliTorino, anni fa. Compito in classe. Tema. “Elogio a…, o elogio di…”. L. scelse di svolgere come tema, “Elogio della carta moschicida”. Svolgimento,  un ottimo voto e lettura della prof. in classe. Si disse poi, ma chissà se vero, che il bravo compagno, L., quel tema,  lo aveva copiato di “sana pianta”.

Basta davvero poco per compiere un viaggio a ritroso, nella memoria, complice altra mosca così tanto cantata e ricordata, o scoperta, vera o meno che sia, in questi giorni. Megafoni, di questo rilancio, i quotidiani. “Se la mosca ti avesse vista anche una sola volta quanto amore ti avrebbe accordato?”(E. Montale).

Perché questi pensieri? Dove hanno origine, dove si dipanano? Nella difficile scelta di un blocco a spirale (e il tema copiato, si disse  era proprio proveniente da un libro a spirale, utilizzato per esercitarsi a dattilografare), in uno dei tanti negozi specializzati  in carta, penne, cartoleria varia del torinese.

Tra i possibili acquisti, soffermo l’attenzione su di un quadernetto e su quei possibili “incroci” e scarabocchi di penne, rilasciati da chi aveva l’intenzione di comprarne una. “La provi, la provi, non abbia timore“, mi incita la commessa. Al mio fianco una giovane avvocato in attesa di una agenda che aveva appena ordinato, le fa il verso “la provi, la provi”.  Migliaia di penne davanti a noi: Bic, a gel, cancellabile, replay, tratto pen, tratto clip, stilo, stabilo, christal (?)…(ps. Una riproduzione di quante se ne trovano a scuola, dove se ne perdono in grandi quantita’), senza raccontarne i “varna”, i colori, ovviamente. Ognuna pronta a rilasciare un segno, una firma, forse un voto,  con la sua punta,  e talvolta un segnale, col cuore di chi scrive. Chissà quanta poesia da quelle penne! Non solo, semplici copiature, come nel caso del compagno e il tema sull’elogio. Intanto, nelle orecchie, continua il solito mantra (a proposito, il blocco e la penna mi dovrebbero servire  per fissare sulla carta qualcosa di simile, anche in questo caso, a “mosca” e “zanzara” , piu’ probabilmente qualcosa che ha a che fare con il dharma, da spiegare ai ragazzi, solo dopo averne compreso meglio il tutto, pero’).

“La provi, la provi“, continuano a ripetermi le due, una al mio fianco, l’altra dall’altro lato del bancone.. Sento solo le loro voci. Sono immobile, in altra dimensione, immerso in altre storie, o vite. Quelle altrui, di chi è passato prima di me e ne  ha rilasciato alcuni nomi propri, di città che ho volutamente “nascosto” nel documentare con la digitale.  Qualcosa di simile si trova in certe chiese, all’entrata. Ma le penne, quelle, non sono nuove e hanno sempre qualcosa di interrotto nella…grazia richiesta. Ma che ci avranno mai scritto, dopo,  con quelle penne gente che ha “marcato” il proprio territorio, qui, in questo negozio, su quel blocco? Di passaggio, residenti, in gita, probabilmente, con provenienze differenti,  magari da posti di mare e di montagna?

Ho pensato subito al biglietto ritrovatomi  tra i piedi, ieri, in piazza Castello. Chissà…

Magari era uno “scarabocchio” di qualcuno approdato in città per il TFF, o per CioccolaTo’, o  ancora per i mercatini in piazza Solferino. E se fossero passati da qui, prima? Molto tempo prima?

E se fosse stato un metodo di comunicazione, chiuso, ante-facebook? Chissà…Intanto, le due, continano a consigliarmi, dopo aver provato e riprovato penne su penne. “Quella, quella, è perfetta. Ne ho una anche io così in ufficio. Anzi, le lascio anche il mio bigliettino da visita, nel qual caso non funzionasse bene come dovrebbe. Sono un avvocato del lavoro”.

E l’altra, la commessa: “Si, quella, quella. Ne ho una anche io sempre in borsa”. La compero, poco convinto e poco presente. Continuo a pensare alle poesie composte con quelle penne. Alla dolcezza dei nomi, su quel blocco. Centinaia di storie dietro un tratto di penna. Fantasticarne arrivi, partenze, giri turistici, amori, gioie, sorrisi, scatti, click…”Penne d’Artista”, probabilmente prima di “Luci d’Artista”. Torino, 22 novembre 2014, Luci d'Artista, foto, Romano BorrelliForse sono stati loro, gli intenzionati a comprarne una, molto prima di me, a fissare un” tot” di poesia sulla carta, dopo aver provato le penne, in questo negozio torinese.  Un tot di poesia sul cielo di Torino. Elogio della penna, elogio della carta, elogio della poesia. Elogio dell’amore.  Una poesia lunga una via, lungo una via prima sulla carta e poi sulle teste dei torinesi. Probabilmente. Tratti, manuali, occhi levati al cielo: azzurri, blu, neri, castani, verdi. Capelli lunghi che scendono sulle spalle, a treccia, oppure raccolti o corti, neri, castani, biondi, rossi. Parole, cascate di parole, parola dopo parola, riga dopo riga, metro dopo metro. Vie pedonalizzate, salita e discesa nella giostra della vita e nella pancia della Mole, e visita dal terrazzo e conteggio di numeri e parole.Torino 22 novembre 2014, Luci d'Artista, foto, Romano BorrelliGioco di fantasia e la stella sempre accesa. Superga da una parte, i Cappuccini dall’altra. Ormai le luci le conosciamo, e sono tutte belle e immortalate con scatti bellissimi;  ancora più bello, forse, a mio modesto parere, sarebbe raccontare una storia ispirata o vissuta sotto questi “tratti” d’artista. Un elogio alla storia più bella. Se poi sono “bolle”, non importa. L’importante è scriverle.Torino 22 novembre 2014, Luci d'Artista, foto, Romano Borrelli (2)Se è vero amore, vera storia, e vera storia d’amore, sotto il cielo di Torino, Torino 22 novembre 2014. Piazza Castello. Foto, Romano Borrellitanto meglio. Due tratti d’Artista, profumo di dolcezza. Amore, pane…stelle.