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Un libro oltre

torino-24-2-2017-foto-romano-borrelli-via-montebLa fine del mese di febbraio ha sempre un odore particolare: annuncia primavera strizzando l’occhio al passato-presente che e’ ancora inverno. Quell’odore da esame di diritto penale che nonostante gli anni ti resta nelle narici,  attaccato sulla pelle che non si scrolla mai di dosso,  in questo periodo. Esame tostissimo. Al tatto,  sui polpastrelli,  par di  sentire ancora le pagine di quel manuale oramai consumato,  (consunto,  arato,  da piu grafite, sottolineato,  evidenziato), e del codice che era appaiato.  Era un pomeriggio di fine febbraio,  la data,  l’esame,  il voto, la firma del  prifessore.  Avevo incassato uno dei piu difficili esami di Scienze Politiche.  Il pomeriggio vedeva sera e questa ben presto si sarebbe trasformata in una lunghissima notte ventosa  di viaggio. Le giornate,  pero’, oggi,   si sono allungate e  verso Est il barometro segnala  bel tempo, mentre   a Ovest incalzano danzanti  le nuvole. Sara’ pioggia o un’ultimissima coda di fiocchi? Per ora sulle strade si registrano solo quelli colorati,  che fanno tanto Carnevale,  grasso,  prima della Quaresima. In ogni fazzoletto del mio quartiere spuntano resti di un recente passato industriale e glorioso. Via Saint Bon: chi la ricordava piu?  torno-24-2-2017-foto-borrelli-romanoIl trinceronetorino-24-2-2017-foto-romano-borrelli di un treno che non passa piu,  lontano dal centro,  dove il Re sul corso Vittorio,  scruta ridendosela sotto i suoi baffi verso Roma canticchiando “sognando California” e così io,   insieme a lui, a cavallo tra passato e presente. La storia,  sognando California e gli anni ’70,  il palazzetto dello Sport di Bologna e DP,  ovvero,  la scissione nel PD. Ma questo è  un capitolo poco interessante.   Sempre al confine, meglio,  oltre il confine,  un libro aperto sulla staccionata,  letto nel pensiero  da una ragazza piena dei suoi  che volano alti,  oltre,  verso il trentesimo salone del libro,  ricordando Toto’,  don Milani,  Primo Levi.  A proposito di Primo Levi,  di “Se questo è un uomo”,  de ” I Sommersi e i salvati” la Stampa di oggi racconta cosa è  il treno della memoria.  Sfoglio l’articolo che crea in me l’occasione per rivisitare i sei giorni trascorsi col mio Istituto all’interno del nostro treno della memoria.

Gia’,  mi ero dimenticato: quali libri “oltre”?  Una storia di Costantino (Alessandro Barbero) e “La mite” di Dost

Un caffè reale. Buonanotte Torino, Buongiorno Torino

Torino, Galleria Sabauda, foto, Romano BorrelliTorino,10 dic 2014, foto, Romano BorrelliTorino, 10 dic 2014, foto Romano BorrelliTorino fermata metro. 8 dicembre 2014. Foto, Romano BorrelliTra “buonanotte Torino” e “buongiorno Torino” , ci sta un giorno intero. Una rotazione, un giro di una “palla” su sé stessa. Se palla è sconveniente, meglio allora, una storia. L’aria è fredda e il profumo è di neve. Cappelli di ogni tipo calati sulle orecchie e tipi diversi con cappelli dalle svariate forme ondeggiano con le loro ombre tra una via e l’altra del nostro centro cittadino. Ogni cappello ha la sua storia.  I bus Gtt, in testa, hanno invece “la tendina” aperta con un acronimo, FS, color arancione. Penso siano diretti verso una qualche ferrovia dello stato, così come erano “targati” un tempo i treni, al centro del vagone, bianco su sfondo grigio e lo sfondo e il contorno e il contenuto era un intero presepe che faceva ritorno nella terra d’origine: artigiani, agricoltori, contadini prestati alla catena di montaggio pronti a far ritorno nella propria terra, dove solo pochi mesi prima avevano salutato il mare, dal colore verde azzurro e altri colori che in diverse ore del giorno sembravano (e sembrano, esplodevano) esplodere sotto il sole del Sud. Fs. Mi he messo allegria, almeno per un momento, perché con la fantasia è un andare, viaggiare, in posti lontani, magari sconosciuti. O semplicemente, ritornare. Ero in treno, o in Salento in Bus. Invece, povero me, era  un semplice, banale, fuori servizio. Era un semplicissimo ritorno, dalla luna, al pianeta terra.  Bus che vanno in garage, dopo aver ciondolato ore intere da un capo all’altro della città e aver fatto ciondolare al loro interno carichi di umanità, quando i palazzi cittadini hanno ormai deciso di chiudere ogni loro occhio per cedere, complice la stanchezza, ad un sonno profondo. “Dormono tutti” e silenzio profondo.  Qualche passo, di tanto in tanto, “interrompe” il silenzio. Attendo, che si materializzi  qualche strillone, che ormai non strilla più, da quando ha la sua pettorina addosso ed è riconoscibilissimo. Un’attesa tanto attesa per questo nuovo formato del nostro giornale. (“La Stampa che cambia in un mondo che cambia”. Ps. Pero’ mi pare che nell’articolo di pag 50 “Scuole cattoliche, a rischio, gli stipendi”, mi pare che sia la foto di una scuola materna comunale di Corso Cirie’. E i bimbi sono in procinto di cantare “questo e’ il treno, lungo lungo, che attraversa la citta’….). Una scorsa veloce: è agile, veloce, forse un passo verso un modello smart. Anzi, dal, o sul, cellulare, notizie immediate, sempre fresche. Non più calde. La notte è lunga ma la lettura di un libro, per farla breve, la fa breve, l’accorcia. La notte. E anche io la faro’ breve. Promesso. Si materializzano i personaggi, quelli del libro (per quelli reali, mancano ancora un po’ di ore), che prendono corpo, dalla carta alla fantasia. Lidia, venditrice di elettrodomestici, e poi, i figli, e ancora Vanda, la moglie, Sandro, Anna e lui, Aldo. Le pagine corrono, velocemente, slacciate, ma non ancora del tutto. Nel frattempo, i palazzi si svegliano, si stropicciano, qualche saracinesca si stira all’indietro e comincia ad aprirsi. Gli FS escono dai loro garage e prontamente diventano un numero. Bhè, si, qualcuno è stato anche Battezzato e ha un nome, magari anche di speranza e di salvezza. La Barca, ad esempio…Tutti sulla barca…L’elenco degli esempi sarebbe lunghissimo. E’ giunta l’ora del caffè, e questo è Reale. Un bel posto, a due passi, dico due, da dove ho immortalato quella “manica” Reale con la foto promessa, il giorno in cui, dal blog, ho  augurato la Buonanotte a Torino. Meglio, Buonanotte Torino. Il posto è bellissimo, ad altri due passi da Piazza Castello, due dal Duomo e tre o quattro dal Polo. Reale. Veramente vero. Non è una storia. Sorseggiato il caffè, anche questo, RealeTorino 10 dic 2014, foto Romano Borrelli, chiuso il giornale, mandati a dormire Vanda, Aldo, Anna, Sandro e Lidia, buttiamo l’occhio su come si sono svegliati i tanti Marco, Andrea, Laura, Marta, Francesca…Marta, ha il cappello calcato sulla fronte, gli occhi come il mare che brillano e le loro tendine ben alzate. L’amore, forse, ha bussato alla porta del suo cuore, ma per saperlo con certezza, dovrà recarsi alla fermata di un’altra Porta…Un incontro. Proprio li, presso la Porta della felicità. Una storia, dal cappello di Marta.

Ps. Proprio li, un biglietto di una moglie che sembra sfuggito dalle pagine del libro, scivolato dalle mani irreali di Vanda per confluire su quelle reali dell’albero di Porta NuovaTorino 8 dicembre 2014, albero di Natale a Porta Nuova, foto, Romano BorrelliIn aggiunta, vorrei condividere un biglietto, di speranza, per chi è in viaggio…….verso un cambiamento.Torino 8 dicembre 2014, atrio Porta Nuova. Foto, Romano BorrelliE una storia dalla scuola, di scuola e che fa scuola…di amicizia…Torino 8 dicembre 2014, atrio Porta Nuova, albero di Natale. Foto, Romano Borrelli

Giuseppe Torre da 80 anni sacrestano a Maria Ausiliatrice

Torino, 21 febbraio 2014. Eccovi – come promesso – il bel racconto del Nostro “Sig. Torre” nella odierna edizione de La Stampa scritto dalla giornalista MARIA TERESA MARTINENGO.

Da Ottanta anni sacrestano a Maria Ausiliatrice

Torre GiuseppeNovantotto anni appena compiuti e poco meno di ottanta trascorsi a prendersi cura della Basilica di Maria Ausiliatrice ogni giorno. Una vita speciale, quella di Giuseppe Torre, di Villafalletto, classe 1916, coadiutore salesiano (laico con le stesse regole dei sacerdoti), spesa nella cittadella di Don Bosco, vista mutare nel tempo come pochi altri.
Gli auguri del sindaco. Ieri Torre – gentile, entusiasta, sempre pronto all’aiuto – ha ricevuto gli auguri del sindaco.
Glieli ha portati un giovane amico, Romano Borrelli, che ha segnalato a Fassino un torinese schivo ma importante per l’impegno dedicato a uno dei gioielli della città, la basilica di Valdocco. «Torino si rispecchia anche in anonimi portatori di dignità e solidarietà che hanno contribuito a farla diventare la nostra preziosa Torino», ha scritto il sindaco, che ha definito Torre «persona fuori dall’ordinario, attenta e sensibile». …

 

Ieri, 20 febbraio, riportato il saluto del sindaco di Torino  Piero Fassino a Giuseppe Torre,  su TorinoClick:

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Diego e Marilisa: ci riprovate? Ritrovatevi!Riprovateci!

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Prendendo a prestito il titolo de La Stampa della vigilia di Natale, “Ci riproviamo”, è auspicabile, imperativo, per Diego e Marilisa Ritrovarsi e….”Ci riprovate?”. Sarebbe un bellissimo augurio, un 2014, un auspicio. “Stappata la bottiglia”, srotolata la notizia, evidenziata, là, dove, prima il soggetto interessato l’ha concepita e poi l'”Anagrafe quotidiana” l’ha registrata e divulgata, ora evidenziata e riportata in gran segreto nello stesso luogo, dove tutto ha avuto inizio. Quel viaggio condiviso, chiamato, almeno per un po’, Amore, resta, per il momento, un amore solitario.