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Rai, Berlusconi e Minzolini indagati per concussione

Così Berlusconi ordinò; “chiudete Annozero”: parte da qui, dal titolo de Il Fatto , l’ennesima vicenda giudiziaria riguardante il premier, da ieri indagato dalla Procura di Trani con l’accusa di concussione, insieme al direttore del Tg1 Augusto Minzolini e al membro dell’AgCom Giancarlo Innocenzi. Secondo quanto riportato dal quotidiano i pm, nell’ambito di un’inchiesta parallela, sarebbero incappati in delle intercettazioni telefoniche fra Berlusconi e Innocenzi, con il primo che si sarebbe lamentato con il secondo di molte trasmissioni del servizio pubblico, da Anno Zero di Santoro (vedi: caso Spatuzza) a Ballarò , a Parla con me di Serena Dandini per l’ospitata del direttore di Repubblica Ezio Mauro. Critiche che si sarebbero trasformate in vere e proprie richieste di chiudere tali trasmissioni. Il premier avrebbe trovato sia in Innocenzi (che avrebbe riferito le volontà del capo al dg Rai Masi) sia nel «direttorissimo» Minzolini, due alleati molto più che bendisposti. Adesso l’opposizione chiede le dimissioni del direttore del Tg1 e il ripristino dei talk show politici vista la sentenza del Tar del Lazio che ha bocciato il regolamento che li ha vietati finora. servizi a pagina 4 e 5 13/03/2010

Fonte Liberazione.it

Questa crisi, complotto di banche e industriali, sta ammazzando Torino: la città degli operai

di Barbara Chiappetta

L’altro giorno al Tg3 Regione un giornalista intervistava dei turisti che per la prima volta visitavano Torino e tutti gli interpellati dicevano pressoché la stessa cosa, Torino signorile, elegante, curata (?), una dama di classe. Nessuno se l’aspettava così bella.
Bella l’opulenza del centro, che piacere fare una passeggiata, osservare le vetrine, prendersi un caffè in un bar storico, finire in uno dei tanti musei…ma Torino la sta pagando amara questa crisi, la dama di classe, la Signora, agli occhi degli addetti ai lavori, è una vecchia stanca e diseredata, a cui è rimasto solo un vecchio vestito per bene e uno sguardo aristocratico. Ma è malata.
Questa crisi, complotto di banche e industriali, sta ammazzando la città degli operai, delle tante storie di immigrazione e di difficile ma talvolta riuscita integrazione. Il sistema capitalistico ha deciso. Risparmiare. Ridurre ai minimi termini il costo della mano d’opera, dislocare, ridurre il numero degli stabilimenti di uno stesso gruppo là dove i costi energetici e di trasporto siano più convenienti, alimentare l’idea che fusioni tra grandi colossi portano lavoro, ma invece lo tolgono in tutti i sensi, perchè spesso si portano proprio via i macchinari di lavorazione. Collocano una grande sede e chiudono, chiudono, chiudono le reti capillari ma anche spesso le uniche risorse di un territorio, tolgono aziende storiche per rinnovare la geografia del lavoro…dà quel tocco di freschezza, quasi di morte. Gli operai sperano solo più in qualche incentivo da parte del governo, se ci saranno porteranno lavoro altrove però (vero Marchionne del “mio stivale”?), ma almeno, forse, chi lo sa, il gruppo non deve tagliare sul mio stabilimento. Mors tua vita mea, sta bene a molti, soprattutto a chi sta passeggiando per saldi.
Non ancora tutto il sistema è in crisi. Questa per il momento è soprattutto la crisi delle famiglie degli operai tagliati, l’effetto domino deve ancora arrivare.
Noi operai così disuniti e per anni educati alla “non reazione”, ora siamo il nuovo fenomeno da baraccone italiano, non ci calcolano se non in preda a qualche gesto disperato (vedi tetti, gru, occupazioni, ecc.). Addirittura, per parlare di noi in certe trasmissioni televisive che ancora qualche volta, tra travestiti e veline, parlano di noi, invitano la torinese Alba Parietti, si chiama spettacolarizzazione e denigrazione di un sistema, come il circo per gli animali, loro hanno Moira, noi abbiamo Alba.
Portiamola la compagna Alba a casa delle famiglie disperate. Portiamola anche in certi quartieri di Torino dove tra poco succederà qualcosa in stile “Rosarno”, perchè il gesto più forte della disperazione deve ancora arrivare: è la ribellione e io, perdonami Romano, non vedo l’ora.

AnnoZero: L’Annunziata sta acquisendo dei meriti?

E’ davvero strano, e penso dovrebbe farci riflettere su quale sia lo stato dell’informazione in Italia, come della puntata di AnnoZero del 15 Gennaio 2009, il messaggio che è passato, nei media generalisti italiani, sia stato soltanto: la polemica fra Lucia Annunziata e Michele Santoro.

“Tutto il resto è Noia?” Cantava Franco Califano. Oppure, dovrebbe essere, “Tutto il resto”, il messaggio a cui dare attenzione? Purtroppo, cancellato dall’uscita di scena di una “anziana” signora.