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Lettera aperta all’AD di Trenitalia Moretti: “si dimetta”!

Anche ieri, per me, come per tantissimi altri, viaggiare, per inizio vacanze o semplicemente per poter recarsi a lavorare, non è stato piacevole o faticoso, ma, semplicemente un trauma. Fin dal mattino presto, i treni diretti a Milano erano in ritardo. Quello per Aosta, da me utilizzato quotidianamente, idem: 15 minuti. Visto il ritardo, ho pensato di prendere un treno diretto a Chivasso; in quest’ultima cittadina, normalmente, si trova una coincidenza per Ivrea, con fermate in ogni paese. Purtroppo, questo treno, era stato soppresso. Mi è toccato aspettare quello proveniente da Torino diretto proprio ad Aosta, con 30 minuti di ritardo. A Chivasso. Peccato che da qui ad Ivrea, quel treno ha effettuato fermate straordinarie in ogni paese.  Conseguenza: ritardo sul lavoro. Ma ormai, sig. Moretti, dove è la novità? Pensavo di esser multato, all’arrivo del controllore: fornisco l’abbonamento mensile, 81 euro e 50 centesimi, ma non ho con me “i maglioni,  l’acqua” e altro da lei consigliato in questi giorni. Al ritorno, arrivo a Torino Porta Susa con identico ritardo, dopo una breve sosta, di circa dieci, quindici minuti nel tunnel a ridosso di Torino Porta Susa. Senza capirne il motivo. Tranne che, all’arrivo, una nube densa di fumo, conferisce l’idea che qualcosa fosse andata a fuoco.  Un evento naturale, la neve, certo. Ma, per cortesia, come mai, l’anno scorso, a gennaio, con una copiosa nevicata, in alcune tratte erano stati soppressi alcuni treni? Evento naturale anche quello o magari il materiale a disposizione non è adatto in alcune circostanze? E se si, perché dissipare tante risorse con la mirabolante e costosissima Freccia Rossa quando sarebbe utile rinnovare il parco mezzi? Mi era stato detto che i Minuetti, avevano un piccolo problema…con la neve. Quindi, l’esperienza avrebbe dovuto quanto meno sopperire in qualche modo a questa “tragedia”. Era davvero inevitabile questo caos? Ricordo ancora una volta che il nostro stipendio non è come il suo. Noi percepiamo meno di mille euro. Lei?

Per favore, come afferma il mio amico di Partito, Juri Bossuto, non mangi il panettone a Natale: si dimetta.

“Bei tempi andati, bei tempi che verranno”; ieri, a Roma

Lentamente il treno ha raggiunto la sua destinazione. Così come i bus. Ognuno rientra nelle proprie case. Il viaggio è terminato. La manifestazione, anche. Tanto rosso, ancora, anche se in Tv si mostra soltanto il viola. Non solo a Roma. In ogni città, una piccola rappresentanza ha organizzato una mobilitazione contro. A Parigi, Londra, Berlino. Italia: Torino e molte altre città contro questo governo di destra. Un’onda, un solo grido: “Berlusconi dimettiti”. Nel treno di Torino, circa trecento persone. Molti altri, in bus. Altri ancora, con mezzi propri. Una nuova generazione, entra in politica. Si affianca ad una più “saggia”. Una generazione, giovane, che speriamo sia bella, “che verrà”. Ma, nelle piazze, vi era anche la generazione dei “bei tempi andati”: operai desiderosi di esserci, che si fiondano, alla fine del proprio turno, sul treno, alla ricerca di un posto; militanti incalliti, pensionati e quelli “da tutte le manifestazioni”. Entrambe le generazioni esprimono con una voce unica lo loro rabbia. Speriamo che questo gruppo possa davvero finalmente cristallizzarsi, dopo un lungo silenzio. Una voce unica. Speriamo che abbiano preso coscienza. Quella sociale, prima, e politica poi. Rabbia, quella espressa in questo come in tanti altri blog. Rabbia dei pendolari, che vedono tirata in grande stile la stazione di Torino, per la partenza di Freccia Rossa, direzione Milano proprio nel giorno del NO B DAY. Con una comparsata, di un Presidente non più amato come i suoi sondaggi affermano. “Piu’ carote meno carotaggi”. Questo lo slogan di molti che dice no alla TAV. Si faccia un giro sui treni della vergogna che i pendolari prendono ogni giorno. Quello e quelli descritti qui sopra, con i loro ritardi, le loro sporcizie. Noi, le sue barzellette , signor presidente non le vogliamo! Ma quale politica del fare! Ma per favore! Contestazione in questo frangente del gruppo No Tav, divenuti No Cav. Per quanto riguarda le novità, della giornata la nascita della Federazione, “un nuovo spazio pubblico per la sinistra diffusa”. Questo e molto altro ancora, si è consumato ieri. La grande sfida è da oggi. Un’Italia, come affermava il Censis nel suo rapporto, è un Paese in apnea, un Paese che non cambia mai. Un Paese in cui il lavoro atipico è stato un danno immediato per i giovani e per la società. L’occupazione diminuisce rispetto allo scorso anno (-1,6%); la disoccupazione aumenta (+1,2%) e le persone in cerca di lavoro aumentano dell’8,1%. Nei casi di necessità sono incrementate le famiglie che hanno fatto ricorso ai risparmi; quelli che chiedono prestiti a famigliari e finanziarie e chi compera utilizzando le carte di credito. “E’ l’Italia che va”. E molte aziende che non chiederanno la cig. Perché terminato il periodo. I laureati non sono menzionati, tanto “come affermava qualcuno alcuni giorni fa, stanno meglio di altri ed il loro stipendio è largamente superiore…..”. Ma per favore.

Un ricordo, oggi, ai morti sul lavoro di due anni fa alla ThyssenKrupp di Torino.